Addio al PIN INPS, obbligatorio lo SPID

Addio al PIN Inps. Come anticipato nelle precedenti circolari da ottobre non é piú possibile ottenere il PIN Inps in quanto sostituito dallo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale):

 

  • Lo SPID consente a cittadini e imprese, tramite il proprio username e password, di effettuare prenotazioni sanitarie, iscrizioni a scuola o di accedere ai servizi online dell’Agenzia delle Entrate, dell’INPS e della pubblica amministrazione in genere.
  • Lo SPID é, quindi, di fondamentale importanza per richiedere contributi e altri bonus.

 

  • Per richiedere lo SPID occorrono:
  1. un indirizzo e-mail;
  2. il numero di telefono del cellulare usato normalmente;
  3. un documento di identità valido in formato pdf fronte e retro;
  4. la tessera sanitaria con il codice fiscale fronte retro in formato pdf;
  5. Indicare la residenza, se diversa da quella riportata sul documento di identità.

 

Cosa ottenere lo lo Spid:

  1. Puoi scegliere un Identity provider e registrati sul loro sito. Gli Identity Provider forniscono diverse modalità di registrazione, gratuitamente o a pagamento, e i rispettivi SPID hanno diversi livelli di sicurezza.
  2. Puoi recarti presso una delle pubbliche amministrazioni che possono svolgere le procedure per identificarti, per il rilascio successivo di SPID;
  3. Puoi richiederlo attraverso l´assistenza del nostro studio professionale.

 

 

Nel caso si desideri farne richiesta attraverso l´assistenza del nostro studio si consiglia di prendere appuntamento con la sede di riferimento.

(A causa dell´emergenza sanitaria sará data prioritá agli appuntamenti online tramite la piattaforma Teams di Microsoft).

Una volta effettuate le operazioni iniziali, il cliente riceverà dei codici rispettivamente sul cellulare e nella casella e-mail, i quali dovranno essere comunicati al consulente non appena ricevuti. Per tale ragione é importante che il richiedente sia a disposizione del momento della richiesta.

Al termine delle procedure e delle sottoscrizioni il richiedente riceverà le istruzioni per gestire in autonomia la procedura dello SPID .

 

Lo Studio è a disposizione per l'assistenza e la richiesta dello SPID previo appuntamento che può essere richiesto inviando una email a:

pietro.neri@mwassociati.it


Bando contributi fondo perduto commercio e somministrazione alimenti e bevande

Obiettivi
Favorire e promuovere la riqualificazione e la valorizzazione delle attività commerciali e di pubblico esercizio.

Destinatari
Possono fare domanda le imprese, aventi qualsiasi forma giuridica, che, al momento della domanda:
esercitano un'attività commerciale al dettaglio in sede fissa, anche stagionale, avente i requisiti di esercizio di vicinato ai sensi della vigente normativa (art. 4, comma 1, lettera d del D.Lgs. n. 114/1998);
esercitano, anche in forma stagionale, una attività di pubblico esercizio di somministrazione di alimenti e/o bevande ai sensi della vigente normativa (art. 2, comma 2 della L.R. n. 14/2003)
Tali imprese devono svolgere l’attività in uno dei settori di attività Ateco 2007 ammissibili indicati nel bando.

Interventi ammissibili
I progetti finanziabili ai sensi del presente bando devono riguardare la riqualificazione, ristrutturazione e/o ampliamento delle strutture nelle quali si svolge l’attività e delle relative pertinenze, oppure l'offerta di nuovi prodotti e/o servizi alla clientela e/o per il loro miglioramento o consolidamento anche tramite l’introduzione delle più moderne tecnologie informatiche e digitali.

Spese ammissibili
opere edili, murarie e impiantistiche connesse agli interventi di riqualificazione, ristrutturazione e/o ampliamento delle strutture in cui si svolge l’attività;
consulenze di progettazione, direzione lavori e collaudo, ristrutturazione e/o ampliamento delle strutture nelle quali si svolge l’attività (nella misura massima del 10% delle spese di cui alla precedente voce);
acquisto di macchinari, attrezzature, impianti opzionali, finiture e arredi funzionali all’esercizio dell’attività e all’offerta o al miglioramento di nuovi servizi e/o prodotti alla clientela, nonché di sistemi per la vendita di prodotti sfusi e di vuoto a rendere;
acquisto di dotazioni informatiche (hardware), per l’acquisto di software e relative licenze d’uso, di servizi di cloud computing funzionali all’esercizio dell’attività e all’offerta o al miglioramento di nuovi servizi e/o prodotti alla clientela, nonché per la realizzazione di siti internet ed e-commerce, con esclusione delle spese relative alla manutenzione ordinaria, all’aggiornamento e alla promozione;
acquisto di beni intangibili quali brevetti, marchi, licenze e know how;
acquisizione di servizi di consulenza strettamente connessi alla realizzazione dei progetti e/o richiesti per la presentazione delle domanda (nella misura massima del 10% delle spese elencate precedentemente).

Tipologia e misura del contributo
L’agevolazione, sotto forma di contributi a fondo perduto, è concessa nell'ambito del regime de minimis, nella misura del 40% dell’investimento ritenuto ammissibile.
Dimensione minima di investimento ammesso pari a euro 15.000.
Contributo massimo concedibile euro 30.000.
Il contributo è incrementato del 5% in caso di imprese giovanili o femminili.
Il contributo è incrementato del 10% nel caso in cui, al momento della domanda, i soggetti proponenti operino, con riferimento alle sedi operative/unità locali dove si realizza l’intervento, in locali presi in locazione con contratti regolarmente registrati.

Scadenze
Le domande di contributo dovranno essere presentate tramite la piattaforma web Sfinge 2020 all’interno delle scadenze di seguito indicate:
dalle ore 10.00 del giorno 15 settembre 2020 alle ore 13.00 del giorno 29 ottobre 2020
La Regione, al fine di monitorare che il fabbisogno delle domande di contributo non superi il plafond di risorse finanziarie stanziate per il finanziamento degli investimenti previsti nel presente bando, procederà alla chiusura anticipata delle finestre con le seguenti modalità:
al raggiungimento di 150 domande presentate

 

Dott. Simone Vincenzi
Commercialista a Modena
M&W Veronesi e Associati

Contributo fondo perduto per rivitalizzare i centri storici (4° finestra)

Salgono a quota 57 milioni di euro i contributi a fondo perduto stanziati dalla Regione Emilia-Romagna per rivitalizzare i centri storici dei Comuni più colpiti dagli eventi sismici del mese di maggio 2012.
L’iniziativa raggiunge, dunque, un nuovo importante traguardo con la nuova ordinanza con la quale sono stati stanziati ulteriori 7 milioni e mezzo di euro attraverso un bando straordinario.
Il provvedimento interesserà in particolare le imprese che alla data del 4 giugno 2020 avevano avviato la procedura di caricamento della domanda di contributo sulla piattaforma telematica Sfinge, sulla terza finestra del Bando volto a favorire il ripopolamento e la rivitalizzazione dei centri storici dei comuni più colpiti dagli eventi sismici del 2012, senza però riuscire a completare l’invio a causa del raggiungimento del numero massimo delle domande presentabili.
L’altissima domanda di accesso a questo bando infatti aveva portato all’immediato esaurimento delle risorse disponibili.
Preso atto del grande interesse, la Regione ha deciso di mettere a disposizione altri fondi per dare risposta positiva ai soggetti rimasti esclusi dalla candidatura. Per loro sarà quindi possibile presentare domanda dal 9 al 16 settembre 2020, sempre attraverso la piattaforma Sfinge che aprirà alla compilazione già dal giorno 8 settembre 2020.

Altra novità dell’ordinanza riguarda la conferma di una 4° finestra del bando, che slitterà al 4 marzo 2021, per consentire il completamento degli interventi pubblici e dare modo alle imprese insediate in questi territori di procedere con i loro investimenti. Per quest’ultima finestra, che completerà il progetto di rivitalizzazione, è destinata la somma di 5 milioni di euro.

Dott. Simone Vincenzi
Dottore Commercialista Modena
M&W Veronesi e Associati


Obbligo di nomina del Revisore Legale per le SRL

Sono stati rivisti i termini per la nomina del Revisore legale nelle Srl per effetto della conversione in legge del D.L. 30 dicembre 2019, n. 162 che ha modificato l’art. 379 del Dlgs 14/2019 (nuovo codice della crisi d’impresa).

La scadenza per la nomina del Revisore prima della modifica di legge era fissata al 16/12/2019. Alcune società avevano provveduto sulla base della precedente scadenza di legge fissata al 16/12/2019. Alcune di esse hanno revocato il Revisore mentre altre hanno chiesto la risoluzione consensuale onde rinominare lo stesso soggetto.

In ogni caso tutte quelle che rientrano nell’obbligo normativo devono ora procedere senza più possibilità di attendere.

 

REQUISITI PER L’OBBLIGO DI NOMINA

Se la tua SRL ha almeno 1 dei 3 parametri previsti dal Decreto Legislativo negli ultimi 2 anni (2018 e 2019), è obbligata a nominare un Revisore Legale:

  • più di 20 dipendenti
  • attivo patrimoniale superiore a 4 milioni di euro
  • ricavi più di 4 milioni di euro

CHI NOMINARE?

Dovrai scegliere un professionista o una società assolutamente indipendenti e che non abbia legami con i tuoi attuali consulenti compreso il tuo commercialista, dovrai accertarti che:

  1. Sia iscritto al registro dei revisori legali istituito dal MEF
  2. Possegga una comprovata esperienza in materia

 

CHE COSA RISCHI?

Se la SRL non provvede alla nomina del Revisore, pur essendone obbligata per legge perché supera almeno 1 dei 3 parametri, che cosa succede?

  • sanzioni pesanti fino ad euro 10.329 salvo maggiori danni accertabili da terzi interessati
  • revoca degli Amministratori in carica della società ed eventuali azioni di responsabilità nei loro confronti da parte dei soci
  • la mancata nomina del Revisore Legale che si protragga nel tempo può portare allo scioglimento della società o alla reclusione fino ad un anno
  • mancanza di affidabilità bancaria per affidamenti e linee di credito conseguenti alla situazione irregolare

CHE COSA DEVI FARE SE LA TUA SRL SFORA ALMENO UNO DEI PARAMETRI?

Entro il 28 giugno 2020, termine ultimo per l’approvazione del bilancio 2019 (rinvio disposto  dal decreto Cura Italia – DL 18/2020) si dovrà nominare un Revisore Legale o una società di revisione iscritta nel Registro dei revisori legali.

per accertarsi dell’iscrizione consultare il sito:

https://www.revisionelegale.mef.gov.it/opencms/opencms/Revisione-legale/ricercaRevisori/

INDIPENDENZA DEL REVISORE

E’ indispensabile accertarsi dell’indipendenza del Revisore  che non potrà essere il proprio  commercialista né un soggetto direttamente o indirettamente legato ad esso (un suo dipendente, un collaboratore di studio, un suo socio o associato, un altro professionista che condivide le spese di studio, un parente ecc.) . La Corte di Cassazione con ordinanza 14/2019 ha decretato nulla (con tutte le conseguenze del caso) la nomina di un Revisore per il solo fatto della condivisione delle spese di studio con il Consulente della società.

Secondo la legge, infatti, non possono esistere legami di natura economica, personale o professionale tra revisore legale SRL e l’azienda. (art. 10, del Dlgs 39/2010)

CHI SIAMO? Commercialisti, Revisori Legali, Consulenti d’impresa e Consulenti del lavoro

M&W è una società di consulenza con uno staff di professionisti iscritti nel Registro dei Revisori legali del MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) che possono assumere l’incarico di Revisori e sindaci presso le società di capitali. Disponiamo di uno staff di professionisti specializzati e dedicati alla revisione legale, perché crediamo che questa sia una delle attività che qualificano maggiormente la nostra professione e che in futuro contribuiranno a creare un sistema economico fatto di imprese più responsabili e trasparenti.

La nostra esperienza nei vari campi della consulenza fiscale, amministrativa, societaria, giuridica ecc. ci consente un approccio integrato e consapevole nell’affrontare i problemi dell’azienda che possono emergere in sede di revisione legale. Potremo dare il supporto adeguato nei momenti di difficoltà in modo da indirizzare l’imprenditore ad adottare le decisioni corrette qualora emergessero situazioni di crisi. Questo è uno dei ruoli principali del Revisore secondo il nuovo codice della crisi d’impresa.

 

Dott. Simone Vincenzi

Commercialista Modena

M&W Veronesi e Associati

Commercialisti e Consulenti del lavoro a Modena


M&W - Superbonus 110%

Webinar di approfondimento sul Superbonus 110% per gli interventi di ristrutturazioni e risparmio energetico.

 

https://youtu.be/-UBGi-Sz-sM

 


Emergenza Coronavirus: Finanziamenti alle imprese

Facciamo seguito alle nostre recenti circolari e a quanto discusso nel webinar di ieri, per riassumere in breve alcune informazioni che sono oggetto di frequenti richieste da parte dei nostri clienti e per riassumere la situazione ad oggi relativamente la richiesta dei finanziamenti.

Finanziamenti fino a 25000 euro (lett. m art. 13 decreto liquidità)

Il portale del Fondo per le Pmi è operativo ormai da quasi una settimana ma il numero complessivo delle richieste autorizzate per i prestiti entro i 25 mila euro superava di poco quota 2 mila, a fronte di centinaia di migliaia di domande pervenute alle banche.

«Sono state presentate alle 20 di ieri, 23 aprile, circa 2.000 domande per le coperture fino a 25 mila euro e con garanzia al 100 per cento. Le previsioni sono di fondi sufficienti per la copertura di circa 100 mila domande per cui si consiglia di procedere quanto prima con le richieste. Le erogazioni sono inziate ieri (alcune decine al momento) ma, essendo il processo operativo, c’è da attendersi una partenza sostenuta già all’inizio della prossima settimana.

E’ stato chiarito che possono essere cumulate più garanzie del Fondo (rispettando comunque il limite massimo della percentuale del 25% del fatturato) per cui si potrà chiedere al momento il finanziamento fino a 25.000 euro (lett. m) e quindi, non appena operative le procedure di cui alla lettera n (finanziamenti fino a 800 mila euro con il limite del 25% del fatturato o del doppio del costo del personale) procedere con la richiesta di ulteriori finanziamenti.
È sufficiente quindi rispettare i limiti imposti dalla norma per la concessione.
 

Se ad esempio un’impresa ha ricavi pari a 500mila euro, guardando al limite del 25% dei ricavi, valido sia per la lettera m) sia per la n), l'impresa potrà ricevere finanza per un massimo di 125mila euro. Potrebbe quindi richiedere un miniprestito da 25mila euro, con garanzia del Fondo del 100 per cento. Poi, per il residuo pari a 100mila euro, che consente comunque il rispetto del limite del 25% dei ricavi, potrà ricorrere alla garanzia della lettera n) con un intervento del Fondo al 90%, che sale al 100% in presenza di un confidi o di un soggetto analogo.
Il ricorso al Fondo centrale di garanzia può avvenire sfruttando contemporaneamente più tipi di garanzie. Oltre a quella al 100% sui micro finanziamenti (fino a 25 mila Euro) è possibile avere la garanzia la 90% integrandola con la garanzia del 10% di Confidi per i finanziamenti di cui alla lettera n (massimo 800 mila) per poi passare a ulteriori forme di garanzia variabili dal 70 al 90% per altre tipologie di finanziamento che, tuttavia, non sono ancora operative (garanzia per le medie aziende e la garanzia SACE, destinata alle grandi imprese, ma anche alle PMI e ai professionisti qualora abbiamo esaurito la possibilità di accesso alle garanzie del fondo centrale per le PMI).
Le imprese costituite a partire dal 1° gennaio 2019, dovranno comunicare i costi salariali annui previsti per i primi due anni di attività.

 

Altro dubbio riguardava il conteggio del 25% del fatturato in assenza di un bilancio 2019 già approvato. È stato chiarito che si potrà ricorrere anche a un dato di preconsuntivo.
Un altro importante chiarimento è intervenuto sulla sospensione di mutui e finanziamenti:
Bankitalia ha comunicato che gli sconfinamenti e le rate scadute, in quanto sospese, relativi ai finanziamenti accordati alle imprese beneficiarie delle misure di cui all’articolo 56 del decreto Cura Italia, non devono essere segnalati alla Centrale dei rischi, archivio che contiene informazioni sui debiti di famiglie e imprese nei confronti del sistema bancario e finanziario.

 

Inoltre, con riferimento a tali disposizioni normative e dal momento in cui il beneficio è stato concesso, il soggetto finanziato non potrà essere classificato a sofferenza, ossia tra i clienti che abbiano gravi difficoltà a restituire il proprio debito.
Ricordiamo che il cura Italia, all’articolo 56, prevede che le micro, piccole e medie imprese, in relazione alle loro esposizioni debitorie, possano avvalersi di alcune misure di sostegno finanziario. Si tratta della possibilità di congelare fino al 30 settembre:

  • gli importi accordati (sia per la parte utilizzata che per quella non ancora utilizzata) a fronte di aperture di credito a revoca e prestiti per anticipi su crediti (articolo 56, lettera a);
  • i finanziamenti non rateali (articolo 56, lettera b);
  • il pagamento delle rate di finanziamenti o di canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre (articolo 56, lettera c).

 

Gli intermediari non dovranno segnalare nella Centrale dei rischi gli sconfinamenti relativi a finanziamenti accordati alle imprese beneficiarie delle misure di irrevocabilità e proroga della scadenza dei finanziamenti non rateali. Tenendo conto di ciò, nella segnalazione della posizione debitoria non dovrà essere ridotto l’importo dell’ accordato segnalato alla Centrale dei rischi.
Gli intermediari, inoltre, non dovranno segnalare le rate scadute, in quanto sospese, di mutui e di altri finanziamenti a rimborso rateale. Nel caso di imprese beneficiarie della sospensione delle rate di prestiti o di canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre, nella segnalazione della relativa posizione debitoria si dovrà tener conto della loro temporanea inesigibilità, sia per la quota capitale, sia per gli interessi. Ne consegue che, ai fini delle informazioni sulla situazione dei crediti (“stato del rapporto”), nel periodo di sospensione dovrà essere interrotto il calcolo dei giorni di persistenza degli eventuali inadempimenti già in essere.

Ritorneremo sull’argomento dei finanziamaneti nel corso del webinar del prossimo

giovedi 30 aprile ore 18

 

Dott. Simone Vincenzi

Commercialista Modena

M&W Veronesi e Associati

 


EMERGENZA CORONAVIRUS - Webinar: opportunità e rimedi per affrontare la crisi valutazioni sui possibili scenari futuri

In questo periodo di emergenza, costellato di incertezze, dubbi e preoccupazioni sul prossimo futuro, crediamo che i professionisti debbano stare vicini ai propri clienti, continuando a rispondere alle loro domande quotidiane e ai problemi che si presentano continuamente sia a chi può (nei limiti del possibile) continuare la propria attività, sia a chi invece è costretto ad una parziale o totale chiusura.

Continueremo a inviare quotidianamente informative mirate che vadano al di là dei semplici annunci di stampa, Tv e internet; invieremo circolari e comunicazioni fondate esclusivamente su certezze, decreti, ordinanze e documentazione ufficiale.
Vogliamo costituire per i nostri clienti un sicuro punto di riferimento e per questo motivo, prima di darne notizia, attenderemo sempre l’ufficialità delle novità, sia normativa che regolamentare. I nostri numeri di telefono, in tutte le nostre sedi, sono attivi, così come continueremo a rispondere nel più breve tempo possibile alle vostre mail.

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Prima delle feste Pasquali vorremmo inoltre manifestarvi il nostro impegno con un evento che faremo sul web, riservato a tutti coloro che vorranno partecipare. L’iniziativa, progettata e costruita da M&W in pochi giorni, in pieno spirito di servizio e di solidarietà digitale, vuole rappresentare un’occasione di approfondimento per fornire strumenti concreti a professionisti e imprese, in un momento delicatissimo come quello che il Paese sta attraversando per l’emergenza sanitaria.

giovedì 9 aprile 2020 – ore 18

EMERGENZA CORONAVIRUS
opportunità e rimedi per affrontare la crisi
valutazioni sui possibili scenari futuri

relazionerà: Egidio Veronesi

Invitiamo coloro che vorranno partecipare all’evento WEB di replicare a questa mail info@mwassociati.it oppure a emergenzacovid19@mwassociati.it – vi sarà inviato il link per partecipare all’evento in diretta.
Durante l’evento sarà possibile formulare domande in chat e alla fine si potrà intervenire per quesiti di interesse generale, alle quali risponderà il nostro team di esperti.
Potrete estendere l’invito anche a terzi interessati che potranno scriverci alle e-mail di cui sopra per ottenere il link di accesso.

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Emergenza Coronavirus: sintesi delle agevolazioni contenute nel "Decreto Cura Italia"

Oltre alla sospensione fino dei versamenti e degli adempimenti fiscali, il decreto prevede una serie di misure a sostegno di imprese e professionisti.

INDENNITÀ ARTIGIANI, COMMERCIANTI, PROFESSIONISTI / CO.CO.CO.
È previsto il riconoscimento di un'indennità per il mese di marzo di € 600 a favore dei seguenti soggetti:

  • artigiani e commercianti
  • lavoratori autonomi titolari di partita IVA "attiva" al 23.2.2020;
  • soggetti titolari di rapporti di co.co.co. "attivi" alla medesima data;
iscritti all’INPS, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.
La predetta indennità:
  • non concorre alla formazione del reddito;
  • spetta al titolare imprenditore individuale, ai soci di società di persone e ai collaboratori familiari.
  • è erogata dall'INPS previa apposita domanda da presentare in via telematica.
Lo studio si attiverà per la presentazione delle domande dei clienti aventi diritto appena disponibile la modulistica.

CREDITO D'IMPOSTA SANIFICAZIONE AMBIENTI DI LAVORO
Credito d'imposta pari al 50% delle spese sostenute e documentate nel 2020 da imprese e professionisti (fino ad un massimo di € 20.000) per la sanificazione degli ambienti / strumenti di lavoro, quale misura di contenimento del contagio dal virus COVID-19.

CREDITO D'IMPOSTA NEGOZI E BOTTEGHE
Credito d'imposta a favore degli esercenti attività d'impresa pari al 60% del canone di locazione relativo al mese di marzo 2020. Tale credito d'imposta:

  • spetta con riferimento al canone di locazione relativo agli immobili di categoria catastale C/1 (negozi e botteghe);
  • non spetta ai soggetti esercenti le attività c.d. "essenziali" di cui agli Allegati 1 e 2, DPCM 11.3.2020 (ad esempio, negozi di alimentari, farmacie, ecc.);

 

FINANZIAMENTI PICCOLE MEDIE IMPRESE E LAVORATORI AUTONOMI.
Al fine di sostenere le attività danneggiate dall'epidemia COVID-19, sono previste misure di sostegno finanziario a favore delle PMI e lavoratori autonomi.

In particolare è previsto che:

  • divieto di revoca da parte delle banche delle aperture di credito e prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti, in tutto o in parte fino al 30.9.2020;
  • sospensione fino al 30.9.2020 delle rate per i mutui / altri finanziamenti in scadenza entro il 29.9.2020. È possibile richiedere la sospensione del solo rimborso in conto capitale.
  • Ulteriore elemento di particolare interesse è la possibilità fornita di contro garantire sul Fondo anche operazioni di rinegoziazione del debito del soggetto beneficiario, a condizione che l'istituto di credito sia disponibile ad incrementare di almeno un 10% il debito residuo oggetto della rinegoziazione. In presenza di moratoria, il Fondo garantisce in automatico anche l'eventuale prolungamento dell'operazione finanziaria. Sono poi semplificate le procedure per l'accesso alla garanzia.
E’ necessario autocertificare la temporanea carenza di liquidità quale conseguenza diretta dell'epidemia (e non derivante da situazioni pregresse);
Consigliamo ad ogni cliente interessato di verificare direttamente con il proprio istituto in base alle caratteristiche della propria posizione

CONGEDI PARENTALI E BABY-SITTING PER LAVORATORI AUTONOMI CON FIGLI ENTRO I 12 ANNI DI ETA’

In conseguenza dei provvedimenti di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole, ARTIGIANI, COMMERCIANTI E PROFESSIONISTI con figli fino a 12 anni di età alla data del 5 marzo 2020 possono richiedere due provvidenze tra loro alternative:

  • un’indennità forfettaria per il tempo che hanno dovuto dedicare all’assistenza dei figli dal 5 marzo in poi, sottraendolo al lavoro a patto che l’altro genitore non sia disoccupato o con strumenti di sostegno al reddito
  • un bonus per servizi di baby sitting (voucher baby-sitting) erogato tramite libretto di famiglia e spetta fino ad un massimo di 600 euro
Chiediamo ai clienti interessati a queste casistiche di comunicarlo allo studio cosi’ da poter predisporre la richiesta all’INPS appena sara’ disponibile la relativa modulistica. 

Distinti saluti

Finale Emilia, 25/03/2020

Dott. Simone Vincenzi
Commercialista
M&W Veronesi e Associati


Nuovo bando e contributi per le attività di Commercio e somministrazione alimenti e bevande

Obiettivi
Favorire e promuovere la riqualificazione e la valorizzazione delle attività commerciali e di pubblico esercizio.

Destinatari
Possono fare domanda le imprese, aventi qualsiasi forma giuridica, che, al momento della domanda:
esercitano un'attività commerciale al dettaglio in sede fissa, anche stagionale, avente i requisiti di esercizio di vicinato ai sensi della vigente normativa (art. 4, comma 1, lettera d del D.Lgs. n. 114/1998);
esercitano, anche in forma stagionale, una attività di pubblico esercizio di somministrazione di alimenti e/o bevande ai sensi della vigente normativa (art. 2, comma 2 della L.R. n. 14/2003)
Tali imprese devono svolgere l’attività in uno dei settori di attività Ateco 2007 ammissibili indicati nel bando.

Interventi ammissibili
I progetti finanziabili ai sensi del presente bando devono riguardare la riqualificazione, ristrutturazione e/o ampliamento delle strutture nelle quali si svolge l’attività e delle relative pertinenze, oppure l'offerta di nuovi prodotti e/o servizi alla clientela e/o per il loro miglioramento o consolidamento anche tramite l’introduzione delle più moderne tecnologie informatiche e digitali.

Spese ammissibili
- opere edili, murarie e impiantistiche connesse agli interventi di riqualificazione, ristrutturazione e/o ampliamento delle strutture in cui si svolge l’attività;
- consulenze di progettazione, direzione lavori e collaudo, ristrutturazione e/o ampliamento delle strutture nelle quali si svolge l’attività (nella misura massima del 10% delle spese di cui alla precedente voce);
- acquisto di macchinari, attrezzature, impianti opzionali, finiture e arredi funzionali all’esercizio dell’attività e all’offerta o al miglioramento di nuovi servizi e/o prodotti alla clientela, nonché di sistemi per la vendita di prodotti sfusi e di vuoto a rendere;
- acquisto di dotazioni informatiche (hardware), per l’acquisto di software e relative licenze d’uso, di servizi di cloud computing funzionali all’esercizio dell’attività e all’offerta o al miglioramento di nuovi servizi e/o prodotti alla clientela, nonché per la realizzazione di siti internet ed e-commerce, con esclusione delle spese relative alla manutenzione ordinaria, all’aggiornamento e alla promozione;
- acquisto di beni intangibili quali brevetti, marchi, licenze e know how;
- acquisizione di servizi di consulenza strettamente connessi alla realizzazione dei progetti e/o richiesti per la presentazione delle domanda (nella misura massima del 10% delle spese elencate precedentemente).

Tipologia e misura del contributo
L’agevolazione, a fondo perduto, è concessa nell'ambito del regime de minimis, nella misura del 40% dell’investimento ritenuto ammissibile.
Dimensione minima di investimento ammesso pari a euro 15.000.
Contributo massimo concedibile euro 30.000.
Il contributo è incrementato del 5% in caso di imprese giovanili o femminili.
Il contributo è incrementato del 10% nel caso in cui, al momento della domanda, i soggetti proponenti operino, con riferimento alle sedi operative/unità locali dove si realizza l’intervento, in locali presi in locazione con contratti regolarmente registrati.

Scadenze
Le domande di contributo dovranno essere presentate tramite la piattaforma web Sfinge 2020 all’interno delle scadenze di seguito indicate:
1° finestra dalle ore 10.00 del giorno 18 febbraio 2020 alle ore 13.00 del giorno 18 marzo 2020
2° finestra: dalle ore 10.00 del giorno 15 settembre 2020 alle ore 13.00 del giorno 29 ottobre 2020
La Regione, al fine di monitorare che il fabbisogno delle domande di contributo non superi il plafond di risorse finanziarie stanziate per il finanziamento degli investimenti previsti nel presente bando, procederà alla chiusura anticipata delle finestre con le seguenti modalità:
1° Finestra, al raggiungimento di 150 domande presentate;
2° Finestra, al raggiungimento di 150 domande presentate

Cordiali saluti
Finale Emilia, 02/12/2019
Dott. Simone Vincenzi
Commercialista Modena

M&W - Protezione del patrimonio e pianificazione del passaggio generazionale … cogli l'attimo!

La celeberrima frase di cui spesso abusiamo “Carpe diem....” si attaglia benissimo al tema della pianificazione del passaggio generazionale: anche su questo tema, infatti, non vi è certezza su quella che sarà la situazione futura (.... meglio cogliere il presente).

 

In linea generale, è opportuno che chiunque disponga di un patrimonio si ponga il problema di come trasferirlo nel modo più conveniente alle generazioni future: la pianificazione del passaggio generazionale può essere vantaggiosa dal punto di vista fiscale ma questa situazione di favore non è destinata a rimanere tale per sempre.

 

L’imposta che entra in gioco, nel caso di specie, è quella sulle successioni e donazioni e due sono le variabili che devono essere prese in considerazione.

La prima è quella relativa alle franchigie e alle aliquote applicabili che dipendono dal rapporto di parentela fra dante e avente causa.

L’attuale normativa è di assoluto favore.

Non solo l’aliquota del 4% che si applica a coniugi e a parenti in linea retta (al di sopra della franchigia di 1 milione di euro per ciascun soggetto), ma la stessa aliquota “massima” dell’8%, che si applica in via residuale quando non vi è un rapporto di parentela, rappresentano un prelievo che è una frazione di quello mediamente applicato negli altri paesi europei (dove si arriva anche al 50% della ricchezza trasmessa).

 

Nel 2015 vi era stata una proposta di legge che interveniva con un significativo inasprimento della disciplina, con la riduzione delle franchigie e l’aumento delle aliquote: all’epoca non se ne fece niente, ma è evidente che prima o poi un intervento ci sarà, da un lato perché sollecitato dalla Commissione Europea (oltre che raccomandato dal Fondo Monetario Internazionale), dall’altro perché garantirebbe un extra gettito.

L’altra variabile da prendere in considerazione è quella relativa alla determinazione della base imponibile.

Se, in linea generale, i beni devono essere considerati in base al loro valore venale, per partecipazioni e immobili valgono delle regole “speciali”.

In modo particolare, per quanto riguarda gli immobili, il valore di riferimento è, di fatto, quello catastale: anche da questo punto di vista “va colto l’attimo”.

Come ben sappiamo, c’è, infatti, il rischio concreto dell’incremento delle rendite con la riforma del catasto, peraltro anch’esso richiesto dall’Unione Europea. Quindi è solo questione di tempo.

In considerazione del fatto che si sono ipotizzati incrementi fino a 10 volte i valori attuali, è evidente che uno scenario di questo tipo modificherebbe radicalmente ogni prospettiva (anche a parità di aliquote e franchigie).

Appare quindi opportuno valutare la propria posizione per pianificare, oggi, il passaggio generazionale per evitare una pianificazione successoria decisamente meno conveniente.