Salotti finanziari: ABC del risparmio

Incontri di approfondimento sul tema della gestione del risparmio e sulle caratteristiche delle diverse forme d’investimento.

ABC del Risparmio
Vademecum Finanziario
a Tutela del Patrimonio

a cura di Franco Ramponi

Mercoledi 13 novembre
ore 18,30

presso M&W Veronesi e Associati
Via A. Saffi, 14 Finale Emilia (Mo)

Posti in sala fino ad esaurimento disponibilità
Per effettuare la prenotazione:
Tel. 347 9022830
Email: franco.ramponi@spinvest.com


Il Commercialista come valore

"UTILI AL PAESE": Avvio della campagna di comunicazione a tutela dell'immagine della professione

i Commercialisti approdano per la prima volta in televisione con una campagna di comunicazione biennale finalizzata a portare sul teleschermo la voce e la professionalità dei 120.000 professionisti iscritti all'Albo.

"Utili al Paese" è una campagna di valori che dà voce a 120.000 professionisti i quali ricordano l'apporto fornito ogni giorno a milioni di italiani. "Utili" è la parola chiave attorno alla quale prende forma il progetto comunicativo, che definisce e valorizza gli iscritti all'Albo professionale, presentandoli non solo come consulenti contabili e fiscali, ma soprattutto come professionisti altamente competenti, aggiornati e versatili nel fornire consulenza aziendale.

 


SRL - Nuovi limiti per la nomina degli organi di controllo o Revisore unico

Il Decreto Sblocca Cantieri, nella versione emendata dalla conversione in legge, ha nuovamente modificato le disposizioni contenute nel secondo e terzo comma dell’articolo 2477 del Codice civile, in relazione ai limiti che comportano l’obbligo della nomina nelle S.r.l e nelle Cooperative a responsabilità limitata dell’organo di controllo.

I nuovi limiti per la nomina dell’organo di controllo
Dunque, il decreto-legge 32 del 18 aprile 2019, convertito con Legge n. 55 del 14 giugno 2019, entrata in vigore il 18 giugno 2019, ha (come auspicato da più parti) rivisto al ribasso i limiti per la nomina del revisore unico o del collegio sindacale.

 

  • Attivo di stato Patrimoniale 4.000.000
  • Ricavi 4.000.000 
  • Numero medio dipendenti 20 

 

Rispetto alla norma precedente i limiti che occorre superare sono stati raddoppiati.
Se anche solo uno dei tre parametri viene superato per due esercizi consecutivi, a decorrere dall’approvazione del bilancio del secondo esercizio scatta l’obbligo della nomina dell’organo di revisione entro trenta giorni dall’approvazione del bilancio.
In sede di prima applicazione gli esercizi da monitorale sono il 2017 e il 2018

Esempio:

Esercizio 2017

Attivo di stato patrimoniale € 4.100.000
Ricavi da cessione di beni e prestazioni di servizi: € 3.900.000
Dipendenti: 12

Esercizio 2018

Attivo di stato patrimoniale € 3.800.000
Ricavi da cessione di beni e prestazioni di servizi: € 4.010.00
Dipendenti: 13

La società ha l’obbligo di nominare l’organo di controllo (o il revisore unico) posto che per due esercizi consecutivi è stato superato un limite dei tre da considerare.

Altri elementi che obbligato a nominare l’organo di controllo
La nuova versione dell’articolo 2477 del Codice civile prevede che la nomina dell’organo di controllo o del revisore è obbligatoria se la società:
a) è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;
b) controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti.

Il periodo transitorio
Tuttavia, in sede di prima applicazione della norma è stato introdotto un periodo transitorio.

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DECRETO LEGISLATIVO 12 gennaio 2019, n. 14 – articolo 379
Le società a responsabilità limitata e le società cooperative costituite alla data di entrata in vigore del presente articolo (ossia il 16 marzo 2019) devono provvedere a nominare gli organi di controllo o il revisore e, se necessario, ad uniformare l’atto costitutivo e lo statuto alle disposizioni di cui al predetto comma entro nove mesi dalla predetta data. Fino alla scadenza del termine, le previgenti disposizioni dell’atto costitutivo e dello statuto conservano la loro efficacia anche se non sono conformi alle inderogabili disposizioni di cui al comma 1. Ai fini della prima applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 2477 del Codice civile, commi secondo e terzo, come sostituiti dal comma 1, si ha riguardo ai due esercizi antecedenti la scadenza indicata nel primo periodo.”

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Quindi, è previsto un “periodo di transizione” di nove mesi dalla data di entrata in vigore dell’art. 379 del Codice, per consentire alle s.r.l. tenute alla nomina dell’organo di controllo e del revisore di provvedere alla nomina, adeguando se del caso l’atto costitutivo e lo statuto.
Le società hanno dunque tempo fino al 16 dicembre 2019 per l’adeguamento.
Va da sé che l’organo di controllo una volta nominato, dal momento che dovrà esprimere il proprio giudizio sul bilancio dell’esercizio 2019, prenderà in esame le scritture contabili di tutto l’anno.

Cessazione dell’organo di controllo
L'obbligo di nomina dell'organo di controllo o del revisore cessa quando, per tre esercizi consecutivi, non è superato alcuno dei già menzionati limiti.

Conseguenze della mancata nomina dell’organo di controllo
La mancata nomina dell’organo di controllo ovvero del revisore unico nelle S.r.l. può derivate da due circostanze:

  1. mancata convocazione dell'assemblea da parte del C.d.A. o dell’Amministratore unico. In questo caso, i soci (ovvero chiunque ne abbia interesse: banche, fornitori, dipendenti, clienti, etc.) possono presentare denuncia al Tribunale ex art. 2409 del Codice civile. Il Tribunale in linea di principio dovrebbe revocare gli amministratori in carica e nominare un amministratore giudiziario al fine di convocare l’assemblea e nominare i nuovi amministratori e l’organo di controllo. Inoltre, salvo che i fatti non abbiano integrato altri reati, gli amministratori che occultando documenti o con altri idonei artifici, impediscono o comunque ostacolano lo svolgimento delle attività di controllo legalmente attribuite ai soci o ad altri organi sociali sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria fino a 10.329 euro. Se la condotta ha cagionato un danno ai soci, si applica la reclusione fino ad un anno e si procede a querela della persona offesa (artt. 2409 e 2625 del Codice civile).
    2. mancata nomina da parte dell'assemblea dei soci regolarmente convocata: la fattispecie non è disciplinata da alcuna norma. La questione è stata affrontata in via interpretativa dall’Ordine nazionale dei Dottori Commercialisti che, in una circolare del 15 aprile 2009, ha ritenuto che in questa ipotesi si configuri una causa di scioglimento della società ai sensi dell’art. 2484, n. 3, c.c. (scioglimento “per l’impossibilità di funzionamento o per la continuata inattività dell'assemblea”).

 

Lo studio resta a disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti

Finale Emilia, 16/07/2019

 

Dott. Simone Vincenzi

M&W Veronesi e Associati

Commercialista Modena


Bando contributi a fondo perduto per le imprese dei centri storici colpiti dal sisma 2012

Richiedici come ottenere il contributo a fondo perduto

A CHI SI RIVOLGE

Il bando contributi a fondo perduto si rivolge alle imprese, alle attività professionali, alle associazioni no profit, fondazioni no profit ed enti no profit.

Possono partecipare le imprese con sede legale od operativa localizzate nelle zone indicate dal bando (VEDI ALLEGATI)

SCADENZA

1° finestra, dalle ore 10.00 del giorno 1° marzo 2019, alle ore 13.00 del giorno 28 giugno 2019 (chiusa)

2° finestra, dalle ore 10.00 del giorno 13 settembre 2019, alle ore 13.00 del giorno 29 novembre 2019

3° finestra, dalle ore 10.00 del giorno 15 gennaio 2020, alle ore 13.00 del giorno 29 maggio 2020

PROGETTI AMMISSIBILI E OBBIETTIVI

I progetti devono prevedere interventi aventi ad oggetto l’insediamento e/o la riqualificazione, l’ammodernamento e/o l’ampliamento delle attività d’impresa, professionali e/o no profit, che prevedano l’accesso diretto al pubblico, in immobili localizzati nelle aree dei centri storici, delle frazioni e/o di altre aree dei comuni indicati nel bando, che abbiano come obiettivo prioritario quello di aumentare l’attrattività dei luoghi e l’aumento dei flussi di persone verso le aree stesse.

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili le seguenti spese funzionali all’esercizio dell’attività:

  • Spese per opere edili, murarie e impiantistiche strettamente collegate al progetto. Per i professionisti spesa massima ammissibile 8000 €
  • Acquisto arredi. Per i professionisti spesa massima 6000€
  • Acquisto impianti strettamente connessi all’esercizio dell’attività, di beni strumentali e di attrezzature
  • Acquisto hardware, software licenze per utilizzo software, servizi di cloud computing
  • Spese per realizzazione di siti internet ed e-commerce
  • Spese per l’acquisto e installazione di impianti per la ricarica dei mezzi elettrici ad uso gratuito da parte dell’utenza che accede al centro storico, alla frazione e/o all’area ammissibile
  • Spese per l’acquisto di mezzi di trasporto elettrici e non targati
  • Spese promozionali correlate all’investimento nella misura max del 15 % della somma delle voci precedenti
  • Spese tecniche per la progettazione, direzione, collaudo lavori e consulenza per la presentazione della domanda nel limite massimo del 10% delle voci precedenti

COMUNI COINVOLTI

Gli interventi riguarderanno i 30 comuni che compongono l’area definita “cratere ristretto”.

SOLO LE AREE INCLUSE NEGLI ALLEGATI. Verificare via e numero civico della sede o unità locale dell’impresa/professionista/associazioni no profit,enti no profit, fondazioni no profit

CONTRIBUTO

 

Contributo a fondo perduto del 70% delle spese ritenute ammissibili. Il contributo può aumentare del 10% nel caso di  rilevanza della presenza femminile e/o giovanile o nel caso di possesso del rating di legalità.

INVESTIMENTO MINIMO 10.000 €
Il contributo massimo concedibile non può superare i 150.000 €

Ai seguenti link è possibile scaricare l’elenco completo delle aree ammissibili al bando (vie e numeri civici):

Contattaci per richiedere come ottenere il contributo a fondo perduto

LANDING - bando sisma 2012 per centri storici


M&W - Credito di imposta Ricerca e Sviluppo

Agevolazione per tutte le imprese italiane senza limiti di fatturato e indipendentemente dalla loro forma giuridica e dal settore di appartenenza.

Con questa agevolazione si recupera il 50% dei costi in ricerca e sviluppo volti a realizzare innovazioni di processo fra i quali è ricompreso lo sviluppo sperimentale di applicativi e di software.

Progetto minimo di € 30.000 entro l’esercizio.

Vengono inoltre considerate nel calcolo anche le spese per personale  che abbia prestato la sua opera all'interno del progetto di innovazione (non è necessario un titolo di studio specifico ma è aperto a tutto il personale di tipo operativo e tecnico anche generico).

L’incentivo riguarda anche le Attrezzature / Beni strumentali (ammortamenti con beneficio di Superammortamento o Iperammortamento), finalizzati alla ricerca.

 

COSA E' AGEVOLABILE:

Sono agevolabili le modifiche di processo e di prodotto che apportano cambiamenti o miglioramenti significativi delle linee o delle tecniche di produzione o dei prodotti, come ad esempio una nuova linea produttiva, la modifica delle caratteristiche tecniche e funzionali di un prodotto.

Produzione

  • Produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi attraverso nuovi o più efficaci tecniche;
  • Ricerca pianificata o indagini volte ad acquisire nuove conoscenze, mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi, consentire un miglioramento di quelli esistenti;
  • Riorganizzazione del sistema lavorativo e organizzativo aziendale in ambito 4.0
  • Formazione in ambito 4.0

Logistica e Magazzino

  • Integrazione sistemi ERP e introduzione di nuovi o più efficaci algoritmi per l’ottimizzazione del livello di magazzino e la gestione dell’incide di rotazione;
  • Automazione Logistica e processi di reingegnerizzazione di un sistema
  • Formazione in ambito 4.0

Innovazione

  • Quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio coerenti con il progetto;
  • Competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale anche acquisite da fonti esterne;
  • Spese per il personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;
  • Spese relative a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca ed organismi equiparati e con altre imprese, comprese le start-up innovative.

 

ALTRE INFORMAZIONI:

  • Il progetto viene stilato con l’assistenza di M&W, non serve un iter di accettazione come nei bandi, click day, o altro passaggio di autorizzazione.
  • La documentazione a corredo del credito d’imposta viene allegata alla dichiarazione dei redditi/bilancio dell’esercizio e il credito potrà essere subito utilizzato in compensazione tramite modello F24.
  • Non c’è un limite al numero di progetti: tutte le attività concorrono all’ammontare dei costi per l’ottenimento del beneficio.
  • Il bonus credito di imposta ricerca e sviluppo non concorre alla formazione del reddito.
  • Il bonus credito di imposta ricerca e sviluppo è cumulabile con altri incentivi.

 

Dott. Simone Vincenzi

Commercialista, Revisore Legale, Consulente per le imprese

M&W

Modena


M&W - L'iperammortamento 2019: le principali novità

 

DEFINIZIONE DI IPER-AMMORTAMENTO

L’iper-ammortamento è un beneficio fiscale attraverso il quale le imprese possono dedurre, in fase dichiarativa, il costo di acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive situate in Italia, in misura maggiorata rispetto alle classiche aliquote di ammortamento.

L'obbiettivo dell’incentivo è quello di agevolare gli investimenti in tecnologie, favorire la competitività ed incrementare la spesa delle aziende in ricerca, sviluppo ed innovazione.

IPER-AMMORTAMENTO 2019: QUALI SONO GLI INCENTIVI

L’agevolazione è prevista per gli investimenti in beni aventi le caratteristiche di cui alla Tabella A allegata alla Legge di Bilancio 2017 che siano effettuati:

– entro il 31 dicembre 2019;

– entro il 31 dicembre 2020, a condizione che entro il 31 dicembre 2019 si sia provveduto a emettere ordine di acquisto e che questo risulti accettato dal venditore con pagamento di un acconto di almeno il 20% del costo di acquisto.

La Legge di Bilancio 2019 prevede che il costo di acquisto sia maggiorato del:

  • 170% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 100% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro fino a 10 milioni di euro;
  • 50% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro fino a 20 milioni di euro;

 

I BENEFICIARI DELL’IPER-AMMORTAMENTO 2019

Possono beneficiare dell’iperammortamento tutte le tipologie di imprese (srl,sas,snc, sapa) con sede fiscale in italia, che abbiano acquistato (anche in leasing) beni strumentali nuovi nel corso del 2019. Sono esclusi coloro che abbiano aderito al nuovo regime forfettario.

I BENI OGGETTO DI IPER-AMMORTAMENTO

  • beni materiali (macchine, attrezzature, ecc.) elencati in allegato A della legge di bilancio;
  • beni immateriali (licenze, software, sistemi) elencati in allegato B della legge di bilancio, indispensabili per fare funzionare i beni materiali dell’allegato A.

I beni immateriali, non indispensabili e non connessi a beni in allegato A, possono godere di un ammortamento massimo del 40% .

All’allegato B originario, la Legge di Bilancio 2017, ha aggiunto i seguenti beni:

  • sistemi di gestione della supply chain finalizzata al drop shipping nell’e-commerce;
  • software e servizi digitali per la fruizione immersiva, interattiva e partecipativa, ricostruzioni 3D, realtà aumentata.

COSA FARE PER OTTENERE L'AGEVOLAZIONE IPER-AMMORTAMENTO?

Per i beni con un costo superiore a 500 mila euro: l’impresa deve produrre una perizia tecnica giurata rilasciata da un perito iscritto all’albo o un attestato di conformità emesso da un ente di certificazione accreditato.

Per beni con un costo fino a 500.000 euro: è sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto notorio da parte del legale rappresentante dell’impresa ai sensi del Dpr 445/2000.

L’attestazione, o la perizia, deve essere fatta entro il periodo di imposta (data certa) in cui il bene entra in funzione e viene interconnesso.

Solo dal momento dell’interconnessione è possibile fruire dell'agevolazione

 

Dott. Simone Vincenzi

Commercialista, Revisore Legale, Consulente d'impresa

M&W

Modena


M&W - Pace fiscale: come correggere gli errori e rimettersi in regola con la sanatoria

Le irregolarità, le infrazioni e le inosservanze di obblighi o adempimenti, di natura formale, che non rilevano sulla determinazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, dell’Iva e dell’Irap e sul pagamento dei tributi, commesse fino al 24 ottobre 2018, possono essere regolarizzate mediante il versamento di una somma pari a 200 euro per ciascun periodo d’imposta cui si riferiscono le violazioni.

 

Chi e cosa sanare:

La sanatoria interessa tutti i contribuenti per le violazioni commesse nel periodo interessato (normalmente dal 2014, ultimo periodo non ancora prescritto fino al 24 ottobre 2018).

A titolo esemplificativo e non esaustivo, riportiamo alcune delle violazioni sanabili:

  • l’omessa, irregolare o incompleta presentazione degli elenchi Intrastat;
  • l’omissione, incompletezza o inesattezza delle dichiarazioni d’inizio, o variazione dell’attività;
  • l’anticipazione di ricavi o la posticipazione di costi in violazione del principio di competenza;
  • la violazione degli obblighi inerenti alla documentazione e alla registrazione delle operazioni imponibili e non imponibili, esenti o non soggette ad Iva, quando la violazione non rileva neppure ai fini della determinazione del reddito;
  • l'irregolare applicazione delle disposizioni riguardanti l'inversione contabile (reverse charge) in assenza di frode.

 

La sanatoria può interessare in particolar modo le imprese che hanno rapporti con l'estero, che gestiscono le lettere di intento o che svolgono attività nel settore edile.

 

Per converso, non potranno invece essere definite con la sanatoria in esame le violazioni che incidono sulla determinazione della base imponibile o sul versamento del tributo tra cui, ad esempio, le violazioni da tardivo od omesso versamento di tributi, da indebita compensazione, da omessa o infedele dichiarazione fiscale, da omessa tenuta delle scritture contabili, ecc..

 

Come sanare:

La sanatoria si perfeziona con il versamento delle somme dovute e la “rimozione delle irregolarità od omissioni”.

Per fruire della definizione, il contribuente deve versare 200 euro per ciascun periodo d’imposta, suddiviso in due rate di pari importo, scadenti il 31 maggio 2019 e il 2 marzo 2020, o in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2019. Il versamento si esegue con il modello F24.

Si potranno sanare, a scelta, anche solo alcuni periodi d’imposta.

Accedi ai dettagli forniti dall'Agenzia Entrate scaricando il documento al seguente link: Regolarizzazione_violazioni_formali.

 

Lo studio M&W è a disposizione di coloro che intendono accedere alla sanatoria.

Considerata l’imminenza della scadenza, invitiamo i soggetti interessati a prendere contatto con lo studio per eventuali chiarimenti o per finalizzare l’adempimento.

 

M&W Veronesi e Associati

Commercialisti a Modena


M&W - Regolamento Gdpr Privacy: vademecum su cosa fare

➢COSA E’?
Dal 25 maggio 2018 è pienamente in vigore il nuovo Regolamento Gdpr Privacy.
Rappresenta un cambiamento di prospettiva e si applica a tutte le aziende, piccole e grandi, nel pubblico e nel privato.
Vi è un nuovo approccio che privilegia l’aspetto sostanziale (non più adempimenti meramente formali). L’azienda è “responsabilizzata” ad analizzare la propria situazione e gli eventuali specifici rischi prima porre in essere azioni concrete anche da un punto di vista organizzativo.
Non ci sono più le “misure minime” previste dall’attuale Codice della Privacy ma spetta al titolare del trattamento valutare se e come trattare i dati, quali sono i rischi connessi al trattamento e quali sono le conseguenti misure da adottare per l’effettiva tutela dei dati stessi.

In sintesi l’impresa, ovvero il titolare del trattamento, ha il compito di:
- decidere autonomamente le modalità, le garanzie ed i limiti del trattamento dei dati;
- valutare il rischio che tale trattamento comporta;
- dimostrare di aver adottato le misure tecniche ed organizzative, costantemente aggiornate, tali da garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio.

Altrettanto rilevante è il principio della minimizzazione ovvero devono essere trattati solo i dati necessari per raggiungere le finalità del trattamento. In altri termini i dati raccolti devono essere adeguati e pertinenti rispetto al fine che si intende perseguire e non possono essere raccolti in misura maggiore a quella necessaria.

 

➢ COSA DEVE FARE L’IMPRESA?
1) Mappare i trattamenti ovvero verificare la sua situazione attuale rispetto al trattamento dei dati personali. Ciò consentirà di avere una fotografia dell’impresa rispetto a:
• le tipologie di trattamenti (ad es. raccolta, archiviazione, etc.);
• le tipologie dei dati trattati (che potranno essere dati personali semplici o sensibili);
• le finalità dei trattamenti (ad esempio la gestione delle relazioni commerciali);
• i soggetti che trattano i dati;
• il flusso dei dati (in entrata e in uscita);
• la durata dei trattamenti;
• la base giuridica del trattamento (contratto, consenso, interesse legittimo).

2) Individuare le azioni per essere in regola con la nuova normativa:
• la minimizzazione dei dati (l’impresa dovrà limitarsi a trattare solo i dati strettamente necessari alla finalità perseguita);
• l’identificazione per ogni trattamento della base giuridica (ad es. un contratto o un obbligo legale);
• la revisione della modulistica (informativa, consenso, etc.);
• il controllo delle misure tecnico-organizzative (sono adeguate alla protezione effettiva ed efficace dei dati in base anche al rischio connesso ai tipi di dati (soprattutto sensibili) e al trattamento effettuato?);
• la verifica dell’esistenza di trattamenti automatizzati (ad es. profilazione) che richiedono particolare attenzione e misure di protezione più elevate;
• l’eventuale trasferimento di dati al di fuori dell’UE.
Con quali strumenti? Misure tecniche ed organizzative (es. adeguata formazione del personale che tratta i dati, misure di sicurezza in termini di accessibilità ai dati, di sicurezza cartacea e informatica); modulo informativa; modulo consenso.

3) Documentare la conformità alla nuova disciplina.
Registro dei trattamenti nel quale sono contenute una serie di informazioni relative ai vari trattamenti effettuati (ad es. chi è il titolare o il responsabile, la finalità e la durata, la base giuridica, etc.).

  • Modulistica aggiornata;
  • Consenso al trattamento;
  • Atto di designazione del responsabile del trattamento;
  • Procedure specifiche in caso di data breach (perdita, distruzione o diffusione indebita dei dati posseduti dall’impresa);
  • Procedure in caso di esercizio dei diritti dell’interessato previsti dal regolamento (ad esempio il diritto di accesso, o di rettifica o cancellazione dei dati).

 

➢ COME PUO’ FARLO?
M&W Veronesi e Associati ha realizzato una serie di strumenti che possono essere utilizzati dalle imprese.

 

PAROLE CHIAVE della NUOVO REGOLAMENTO GDPR PRIVACY:
Obbligo di informativa: deve essere chiara e semplice e deve contenere tutte le informazioni relative al trattamento dei dati, i dati del titolare del trattamento e dell'eventuale responsabile della protezione dei dati (dpo).
Consenso dell’interessato per l’utilizzo dei dati comuni: è necessario acquisirlo, in modo particolare se i dati personali comuni sono utilizzati per eseguire un contratto; per soddisfare un obbligo di legge (ad es. antiriciclaggio); per dati di fonte pubblica (es. dati dell’anagrafe); dati economici (es. codice fiscale).
Consenso dell’interessato per l’utilizzo di dati sensibili: è necessario acquisirlo ad eccezione se i dati sensibili sono trattati per la gestione dei rapporti di lavoro e per la sicurezza sul lavoro; per i dati giudiziari in conformità all’autorizzazione generale del Garante.
Registro dei Trattamenti: Vi è l’obbligo per le imprese con più di 250 dipendenti e per quelle imprese che trattano dati sensibili o giudiziari, ma per le piccole imprese è obbligatorio il registro dei trattamenti semplificato. E’ uno strumento fondamentale anche per disporre di un quadro aggiornato dei trattamenti in essere all’interno dell’impresa ed è indispensabile per la valutazione del rischio. Deve avere forma scritta e deve essere esibito di richiesta al Garante.
Valutazione dell’impatto della protezione dei dati: è introdotta dal nuovo Regolamento ed è da attuare solo quando il trattamento presenta rischi potenzialmente elevati per gli interessati. Consiste nella valutazione dei rischi derivanti dal trattamento dei dati personali per i diritti e le libertà degli interessati e nelle misure per mitigarli.
Titolare del trattamento: l’impresa che ha potere decisionale sull’uso dei dati personali di propria pertinenza.
Data Protection Officer (DPO) o Responsabile della Protezione dei Dati: nuovo organo indipendente di sorveglianza circa l’effettività del sistema realizzato dall’azienda per essere conforme al regolamento. E’ obbligatorio in alcuni casi. Il Garante ha pubblicato uno schema di atto di designazione ed ha chiarito quali sono i soggetti privati obbligati alla sua designazione (ad es. sindacati, Caf, Patronati, società che forniscono servizi informatici) e la raccomanda per gli altri casi alla luce del principio di “accountability”.

 

Dott. Simone Vincenzi

M&W Veronesi e Associati

Commercialisti, Revisori Legali e Consulenti per le imprese


M&W - Credito di imposta per partecipazione a fiere internazionali

Introdotto in extremis nel decreto crescita un nuovo incentivo rivolto alle Pmi che vogliano portare i propri prodotti all’estero.
L’incentivo è rivolto alle imprese esistenti alla data del 1° gennaio 2019 ed è riconosciuto, per il periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore del decreto, attraverso la modalità del credito d'imposta.
L'incentivo, in de minimis, è attribuito nella misura del 30% delle spese sostenute per la partecipazione a manifestazioni fieristiche internazionali di settore fino a un massimo di 60.000 euro per le spese che riguardano:
  • affitto di spazi espositivi,
  • allestimento degli spazi medesimi,
  • attività di pubblicità, promozione e comunicazione connesse alla partecipazione.
Purtroppo anche per l’operatività di questa misura occorrerà attendere un decreto attuativo.
Entro il 29 giugno dovrà essere emanato un apposito decreto attuativo, da parte del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, che chiarisca:
le tipologie di spesa;
le procedure per l’ammissione al beneficio;
l’elenco delle manifestazioni fieristiche internazionali di settore per cui è ammesso il credito d’imposta;
le procedure di recupero in caso di utilizzo illegittimo del credito stesso.
Il credito d'imposta sarà infine riconosciuto fino ad esaurimento fondi.
Cordiali saluti
Dott. Simone Vincenzi
M&W Veronesi e Associati
Commercialisti, Revisori Legali e Consulenti per le imprese

M&W - Contributi a fondo perduto per il sostegno degli investimenti nel settore del commercio al dettaglio

La Regione Emilia-Romagna intende promuovere e sostenere l’innovazione nel settore del commercio al dettaglio in sede fissa e agevolare un complessivo riposizionamento strutturale che accresca la competitività delle imprese che operano in tale settore.

Chi può partecipare:
Possono presentare domanda ed essere beneficiari dei contributi previsti dal presente bando le imprese individuali e le società (di persone, di capitali, cooperative). Devono esercitare una attività commerciale al dettaglio in sede fissa avente i requisiti di esercizio di vicinato ai sensi della vigente normativa e devono operare in uno dei settori di attività economica (codici ateco) appartenenti alla Sezione G, Divisione 47 dei settori di attività economica Ateco 2007 (salvo alcune esclusioni).

Interventi finanziabili:
I progetti finanziabili ai sensi del presente bando devono essere realizzati in unità locali situate nel territorio della Regione Emilia-Romagna e prevedere la realizzazione di interventi per l’innovazione gestionale, dei sistemi di vendita e di servizio con l’utilizzo delle nuove e più moderne tecnologie digitali, quali a titolo di esempio e non esaustivo:
- acquisto di soluzioni e sistemi digitali per l’organizzazione del back-end (soluzioni a supporto della fatturazione elettronica, self scanning, sistemi di business intelligence e business analytics, soluzioni per incrementare le performance di magazzino, come il voice picking, sistemi per il monitoraggio dei clienti in negozio (attraverso telecamere e sensori), Sistemi per demand and distribution planning, sistemi di tracciamento dei prodotti lungo la supply chain attraverso RFId, soluzioni di intelligent transportation system);
- sviluppo di servizi di front-end e customer experience nel punto vendita (sistemi per l’accettazione di pagamenti innovativi, sistemi per l’accettazione di couponing e loyalty, chioschi, totem e touchpoint, sistemi di cassa evoluti e Mobile POS, Electronic Shelf Labeling, digital signage, vetrine intelligenti, specchi e camerini smart, realtà aumentata, sistemi di sales force automation, sistemi di in store mobility, sistemi CRM, proximity marketing, sistemi di self-scanning);
- sviluppo sistemi di video-collegamenti;
- omnicanalità con integrazione con la dimensione del retail on line (sviluppo di canali digitali, di app e mobile site per supportare le fasi di prevendita, vendita post-vendita; siti informativi/e commerce e app/mobile site);
- promozione del punto vendita attraverso canali web.

Le spese ammissibili sono le seguenti:
a) spese per acquisto di dotazioni informatiche ed attrezzature tecnologicamente innovative;
b) spese per acquisto di servizi di cloud computing e di licenze;
c) spese per l’acquisto di arredi e l’allestimento dei locali, comprese le opere murarie, edili ed impiantistiche) (tali spese sono ammesse nella misura massima del 20% della somma delle spese di cui alle lettere a+b);
d) spese promozionali su canali web strettamente connesse al progetto (tali spese sono ammesse nella misura massima del 10% delle spese di cui alle lettere a+b+c)
e) spese per l’acquisizione di servizi di consulenza strettamente connessi alla realizzazione dei progetti e/o richiesti per la presentazione delle domande (tali spese sono ammesse nella misura massima del 10% della somma delle spese di cui alle lettere a+b+c).

I progetti per i quali viene presentata domanda di contributo dovranno avere una dimensione di investimento non inferiore a € 10.000,00 esclusa IVA.

Contributo a fondo perduto fino al 40% delle spese ammesse (45% se impresa giovanile o femminile).

La domanda di contributo dovrà essere compilata ed inviata alla Regione esclusivamente per via telematica a partire dalle ore 10.00 del giorno 20/05/2019 alle ore 13.00 del giorno 11/07/2019 tuttavia, vista la limitatezza dei fondi, suggeriamo l'invio della domanda entro il primo giorno di apertura del portale telematico.

La domanda, tra le altre cose, dovrà contenere:

il titolo del progetto;
una scheda di sintesi del progetto (abstract del progetto) che sarà soggetta a pubblicazione
una relazione di progetto, descrittiva degli interventi, degli obiettivi e dei risultati attesi e della loro coerenza e correlazione con le finalità del bando;
il piano dei costi degli interventi previsti nel progetto;

Cordiali saluti

Dott. Simone Vincenzi

M&W Veronesi e Associati