Cos'è il modello 231?

Il modello 231 è un documento che raccoglie protocolli e procedure pensati per prevenire la commissione di reati nell’ambito della gestione di un’impresa.

Reati, commessi nell’interesse o a vantaggio dell’impresa, puniti con pesanti sanzioni, che potrebbero mettere a rischio la sua stessa sopravvivenza.

La società non può essere incarcerata e pertanto la sua libertà viene limitata con pene interdittive.  Ad esempio, il divieto di contrarre appalti oltre un certo importo o nei confronti della pubblica amministrazione o sanzioni molto pesanti con il sistema delle “quote” che possono arrivare anche a un milione di euro.

Perché adottarlo?

I reati a carico della persona giuridica (la società) possono purtroppo capitare, a volte per negligenza e altre per scarsa conoscenza di regole e normative.

Senza inoltrarci nel campo della corruzione, pensiamo a una violazione in materia di rifiuti, di sicurezza sul lavoro o nella gestione dei lavoratori, o nell’aver “scaricato” qualcosa di troppo nelle spese fiscali.

Se dovesse capitare un reato con procedimento a carico sia dell’amministratore che della società, potremo cambiare in un batter d’occhio l’amministratore. Tuttavia, non potremo far sparire la società. Che di conseguenza necessita di protezione più dell’Amministratore.

Oggi è possibile proteggere le società con l’adozione del Modello 231 che verrà redatto seguendo questo iter:

  • Fotografia dell’impresa (analisi di procedure, organizzazione e figure responsabili);
  • Individuazione di aree aziendali e attività a rischio di commissione di reati;
  • Stesura di un piano di risk assessment, per monitorare e controllare i rischi all’interno dell’organizzazione.

Verranno così messe a fuoco le lacune organizzative e gestionali a partire dalle quali sarà possibile individuare opportune azioni correttive, valutando il rapporto costi – benefici di ognuna di esse.

Si passerà quindi a predisporre il modello 231, adattato e personalizzato (customizzato) sulla specifica realtà aziendale.

A ciascuno il suo modello 231

Capita, purtroppo, di vedere modelli 231 copiati da altre società, oppure da formulari o ancor peggio scaricati da Internet. Però le cose non funzionano così.

Se partiamo dal presupposto che ogni azienda ha una sua particolare organizzazione, struttura e procedure ben precise e che difficilmente esiste un’azienda uguale a un’altra, capiamo bene che

copiare un modello 231 di un’altra azienda è sbagliato in partenza!

Se dovessimo produrre in giudizio un modello 231 raffazzonato e non aderente alla realtà aziendale emersa dalle indagini e dalle prove, invece che proteggere la società da sanzioni, rischieremmo di peggiorare la situazione.

L’imprenditore che si comporta in questo modo (per risparmiare) dimostrerebbe semplicemente di non aver valutato i rischi della propria azienda, disinteressandosi anche della loro prevenzione. Merita quindi la punizione.

È quindi di fondamentale importanza, per tutelare imprenditori e imprese dal punto di vista penale, costruire modelli 231 sartoriali. La società che in giudizio possa dimostrare di aver fatto tutto quanto era possibile per prevenire i reati sarà esclusa da sanzioni, o quantomeno, gli saranno applicate in misura molto inferire.

Il modello 231: una guida sicura

In più un modello 231 fatto bene sarà una guida sicura e un riferimento sia per l’imprenditore che per tutti i suoi collaboratori con responsabilità, perché va a rilevare e formalizzare “nero su bianco” i processi decisionali e organizzativi, individuando le giuste procedure per evitare di commettere reati.

Sapere chi fa e cosa fa aiuta a far chiarezza e a comprendere le responsabilità a cui si va incontro.

In conclusione, il modello 231 non costituisce solo un “ulteriore costo” che serve unicamente a proteggerci da sanzioni. È invece un utile strumento che va adottato nella consapevolezza che, per fare impresa in termini moderni e sostenibili, anche la compliance, e cioè la capacità di un’azienda di aderire alle regole e alle leggi applicabili, è business.

A cura di Guido Sola, Nicolò Superbi e Egidio Veronesi