Finanziamento a fondo perduto in sostegno alle Configurazioni di Autoconsumo per la Condivisione dell’Energia Rinnovabile (CACER) e per la costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)
E’ stato pubblicato il bando del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) finalizzato a sostenere la realizzazione di Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e Configurazioni di Autoconsumo per la Condivisione dell’Energia Rinnovabile (CACER).
L’iniziativa prevede contributi a fondo perduto e incentivi economici per la produzione e la condivisione di energia da fonti rinnovabili.
Chi può partecipare?
Possono accedere al bando:
- le Configurazioni di Autoconsumo per la Condivisione dell’Energia Rinnovabile (CACER);
- le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).
Obiettivo del bando
L’obiettivo del bando è finanziare investimenti per lo sviluppo delle comunità energetiche e delle configurazioni di autoconsumo collettivo, attraverso la realizzazione di impianti a fonti rinnovabili, anche abbinati a sistemi di accumulo di energia.
Il bando prevede degli incentivi per la condivisione dell’energia e contributi della misura PNRR destinati ai comuni con popolazione inferiore ai 50.000 abitanti.
Spese ammissibili
Sono ammissibili le seguenti spese:
- realizzazione di impianti a fonti rinnovabili;
- fornitura e posa in opera dei sistemi di accumulo;
- acquisto e installazione macchinari, impianti e attrezzature hardware e software;
- opere edili strettamente necessarie alla realizzazione dell’intervento;
- connessione alla rete elettrica nazionale;
- studi di prefattibilità e spese necessarie per attività preliminari;
- progettazioni, indagini geologiche e geotecniche;
- direzione lavori e sicurezza;
- collaudi tecnici e/o tecnico-amministrativi, consulenze e/o supporto tecnico-amministrativo essenziali all’attuazione del progetto.
Tipologia di contributo
Per tutte le CER sono previsti incentivi sull’energia autoconsumata sotto due diverse forme:
- una tariffa incentivante sull’energia prodotta da fonti rinnovabili e autoconsumata virtualmente dai membri della CER. La tariffa è compresa tra 60 €/MWh e 120€/MWh, in funzione della taglia dell’impianto e del valore di mercato dell’energia. Per gli impianti fotovoltaici è prevista un’ulteriore maggiorazione fino a 10 €/MWh in funzione della localizzazione geografica;
- un corrispettivo di valorizzazione per l’energia autoconsumata, definito dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente). Tale corrispettivo vale circa 8 €/MWh;
- per le sole CER i cui impianti di produzione sono ubicati in Comuni con una popolazione inferiore a 50.000 abitanti, è previsto un contributo in conto capitale, pari al 40% del costo dell’investimento, a valere sulle risorse del PNRR.
Termini di presentazione della domanda
Si può presentare domanda fino al 30 novembre 2025.
La procedura di valutazione è a graduatoria.
Lo Studio è a disposizione per l’invio delle istanze.
A cura di Simone Vincenzi
Misura Sostegno per l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle PMI Italiane
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha stanziato 320 milioni di euro per sostenere investimenti in impianti per l’autoproduzione di energia rinnovabile.
A partire dall’8 luglio 2025, le piccole e medie imprese italiane hanno accesso ad un’importante opportunità, sotto forma di contributo a fondo perduto, dedicata alla transizione energetica.
Soggetti beneficiari
Possono partecipare:
- Micro e Piccole Imprese (meno di 50 dipendenti e fino a 10 milioni di fatturato);
- Medie Imprese (meno di 250 dipendenti e fino a 50 milioni di fatturato).
Esclusioni
Nell’allegato 1 al Decreto Direttoriale del 14/03/2025, sono elencati i Codici Ateco non ammissibili, che in particolare riguardano:
- Sezione A – Agricoltura, Silvicoltura e pesca;
- Sezione B – Attività estrattive (intera sezione);
- Sezione C – Attività manifatturiere (i codici ateco che afferiscono alla lavorazione di materiali derivanti da combustibili fossili e fabbricazione di veicoli a scopi militari);
- Sezione D – Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (intera sezione);
- Sezione E – Fornitura di acqua; gestione di reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento (i codici ateco che afferiscono alla gestione dei rifiuti);
- Sezione G – Commercio all’ingrosso e al dettaglio (i codici ateco che afferiscono all’ingrosso di rottami);
- Sezione H – Trasporto e magazzinaggio (i codici ateco che afferiscono alle condotte gas e al trasporto aereo);
- Sezione S – Attività artistiche, sportive e di divertimento (i codici ateco che afferiscono al gioco e lotterie).
Sono inoltre Escluse:
- le imprese inserite nell’elenco tenuto dalla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA), relativo alle imprese a forte consumo di energia ai sensi dell’articolo 19, comma 2, della legge 20 novembre 2017, n. 167;
- le industrie ad alta emissione di CO2 ossia le imprese che svolgono attività incluse nell’ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (ETS), che generano emissioni di gas a effetto serra previste che non sono inferiori ai pertinenti parametri di riferimento.
Interventi finanziabili
Sono ammessi investimenti in:
- impianti solari fotovoltaici per autoconsumo immediato;
- impianti minieolici per autoconsumo immediato.
Gli investimenti di cui sopra possono essere combinati ad un sistema di stoccaggio dell’energia autoprodotta finalizzata al consumo differito, a condizione che la componente di stoccaggio assorba almeno il 75% della sua energia dall’impianto solare fotovoltaico o minieolico installato.
Per accedere all’agevolazione è obbligatorio realizzare una diagnosi energetica redatta da tecnici iscritti all’ordine professionale di riferimento, da EGE (Esperto in Gestione dell’Energia) accreditati UNI CEI 11339, da ESCo accreditate UNI CEI 11352 e da Auditor energetici. Qualora l’impresa risulti già in possesso di una diagnosi energetica in corso di validità, la stessa dovrà essere integrata con le informazioni specifiche del nuovo investimento.
I programmi di investimento devono essere ultimati entro 18 mesi dalla data di concessione del contributo.
Caratteristiche dell'investimento
Per poter accedere al contributo a fondo perduto:
- l’investimento deve riguardare una sola unità produttiva in uso all’impresa;
- gli impianti devono essere realizzati su coperture di edifici esistenti o di strutture pertinenziali destinate al servizio dei predetti edifici;
- l’energia prodotta deve essere destinata all’autoconsumo;
- l’importo dell’investimento è di minimo 30.000 euro, massimo 1.000.000 di euro;
- l’investimento deve essere avviato dopo il 5 maggio 2025.
Requisiti tecnici dei moduli fotovoltaici ammessi
I moduli fotovoltaici ammissibili devono essere prodotti negli Stati membri dell’Unione Europea e possono essere:
- moduli fotovoltaici con un’efficienza a livello di modulo almeno pari al 21,5%;
- moduli fotovoltaici e celle, con un’efficienza a livello di cella almeno pari al 23,5%;
- moduli composti da celle bifacciali ad etero giunzione di silicio o tandem, con un’efficienza di cella almeno pari al 24%.
Spese ammissibili
Sono ammissibili:
- a) l’acquisto, l’installazione e la messa in esercizio di impianti solari fotovoltaici o minieolici (beni materiali nuovi), sostenuti a partire dalla data di presentazione della domanda di agevolazione;
- b) apparecchiature e tecnologie digitali strettamente funzionali all’operatività degli impianti;
- c) sistemi di stoccaggio dell’energia prodotta;
- d) diagnosi energetica necessaria alla pianificazione degli interventi (max 3% di a+b+c).
Leasing finanziario ammesso
E’ possibile sostenere gli investimenti anche attraverso leasing finanziario. Sono considerate agevolabili le sole spese relative all’importo dei canoni – al netto degli interessi e delle altre spese connesse al contratto (quali oneri assicurativi e costi di rifinanziamento) – effettivamente pagati e quietanzati entro il termine massimo di 20 mesi decorrenti dalla data di concessione dell’agevolazione.
L’impresa dovrà fornire attestazione da parte della società di leasing che tutti i canoni siano stati oggetto di regolare pagamento. Il contributo può coprire fino al 100% dei canoni pagati, entro i limiti previsti.
Il contratto di leasing deve prevedere obbligatoriamente (anche mediante appendice), al momento della stipula, l’opzione di acquisto da parte dell’impresa locataria.
Entità del contributo
Il contributo a fondo perduto è assegnato nella misura massima del:
- 30% per le medie imprese;
- 40% per le micro e piccole imprese;
- 30% per l’eventuale componente aggiuntiva di stoccaggio di energia elettrica dell’investimento;
- 50% per la diagnosi energetica ex-ante necessaria alla pianificazione degli interventi previsti dal decreto.
Non è cumulabile con altri aiuti di stato, ma è cumulabile con il piano Transizione 5.0.
Modalità di presentazione della domanda
Le domande possono essere presentate dall’8 luglio 2025 al 30 settembre 2025.
La procedura di valutazione è a graduatoria.
Lo Studio è a disposizione per l’invio delle istanze.
A cura di Simone Vincenzi
Formazione a sostegno delle filiere produttive per la transizione ecologica e digitale
Sono quattro le filiere e gli ambiti di azione dei nuovi progetti finanziati dalla Regione Emilia-Romagna e dal Fondo Sociale Europeo+, progettati per le Aziende.
L’obiettivo principale è creare un sistema di formazione accessibile a tutti, che consenta di acquisire nuove competenze o di aggiornare quelle già possedute. In particolare i corsi si concentrano sulle competenze necessarie per operare nel mondo del lavoro in continua evoluzione, sempre più caratterizzato da processi di digitalizzazione e dalla crescente attenzione alla sostenibilità ambientale.
Un'offerta formativa per tutti i ruoli aziendali
L’offerta formativa è stata approvata con DGR n. 1914/2024, in esito all’Avviso di cui alla DGR n. 774/2024 titolato “Avviso per rendere disponibili misure di formazione permanente e di formazione continua a sostegno dell’innovazione, della sostenibilità e della competitività delle filiere produttive regionali. Pr FSE+ 2021/2027”.
E’ progettata per proporre corsi di formazione adatti a tutte le figure aziendali, dai lavoratori agli imprenditori, al fine di migliorare le competenze tecnico professionali e/o manageriali necessarie a sostenere i processi di innovazione e rendere le aziende delle filiere target presenti sul territorio più competitive.
Destinatari dei corsi
La Regione Emilia-Romagna e il Fondo Sociale Europeo+ finanziano percorsi formativi rivolti a imprenditori, soci titolari, liberi professionisti e dipendenti, puntando ad una crescita delle competenze strategiche per lo sviluppo del sistema produttivo regionale.
Tipologie di corsi
A.I.D.A: Artificial Intelligence & Data Analysis
La manifattura e la logistica stanno vivendo un forte cambiamento grazie a tecnologie avanzate e digitalizzazione. Big Data e Intelligenza artificiale stanno rivoluzionando i processi, rendendoli più efficienti, personalizzati e sostenibili.
In questo contesto, un’ attenzione specifica va riservata alla filiera del “DATO”, in quanto elemento fondamentale per abilitare la digitalizzazione dei processi industriali e della movimentazione delle merci.
I corsi gratuiti inerenti li potete trovare cliccando qui: A.I.D.A: Artificial Intelligence & Data Analysis – Ifoa
La gestione del Rifiuto come Risorsa
Nel contesto attuale, il waste management – inteso come gestione intelligente, efficace ed efficiente di ogni tipologia di rifiuto – rappresenta un ambito chiave per l’applicazione dell’IA. L’Intelligenza Artificiale, grazie all’elaborazione e al monitoraggio di una gran mole di dati, garantisce da una parte l’efficienza della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, dall’altra l’equità fiscale attraverso una misurazione precisa dei conferimenti di cittadini e aziende.
I corsi gratuiti inerenti li potete trovare cliccando qui: 2R: La gestione del Rifiuto come Risorsa – Ifoa
Benessere e Salute: iniziative integrate per l’innovazione sociale e un futuro sostenibile
Per costruire una società più giusta e sostenibile, occorre promuovere azioni e acquisire competenze che riconoscano il benessere come un bene comune da tutelare e promuovere attraverso interventi mirati e integrati.
In questa prospettiva, il benessere di ogni individuo deve essere considerato all’interno di un ecosistema sociale interconnesso: dipende non solo dalla qualità dei servizi sanitari disponibili, ma anche dall’accesso a un’educazione di qualità, a un ambiente sano, a un’alimentazione adeguata e alla sensibilizzazione su tematiche specifiche.
I corsi gratuiti inerenti li potete trovare cliccando qui: Benessere e Salute: iniziative integrate per l’innovazione sociale e un futuro sostenibile – Ifoa
Quality First: qualificazione e innovazione dei processi nella filiera agroalimentare
Lo sviluppo della Green Economy richiede la digitalizzazione dei processi aziendali, soprattutto nella filiera agroalimentare, uno dei pilastri dell’economia dell’Emilia Romagna.
I corsi gratuiti inerenti li potete trovare cliccando qui: Quality First: qualificazione e innovazione dei processi nella filiera agroalimentare – Ifoa
A cura di Simone Vincenzi
Voucher Digitali - Anno 2025 CCIAA Bologna
La Camera di Commercio di Bologna intende promuovere la diffusione della cultura digitale nelle PMI di tutti i settori economici, attraverso il sostegno economico alle iniziative di digitalizzazione, comprese quelle finalizzate ad approcci green oriented volti a sostenere la transizione ecologica del tessuto produttivo.
Soggetti beneficiari
Sono ammissibili alle agevolazioni le imprese di tutti i settori che, alla data di presentazione della domanda e fino alla concessione dell’aiuto:
- siano classificate come Micro, Piccole o Medie imprese;
- abbiano sede legale nella circoscrizione territoriale della Camera di commercio di Bologna;
- effettuino investimenti di cui al presente bando a favore della sede legale e/o unità locali ubicate nell’area metropolitana di Bologna.
Entità dell'agevolazione
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili con un massimale di 10.000 euro.
Per accedere al contributo, l’investimento minimo è di 5.000 euro al netto di iva.
Spese ammissibili
Gli interventi di innovazione digitale ed ecologica dovranno riguardare almeno una tecnologia dell’Elenco 1 ed eventualmente una o più tecnologie dell’Elenco 2, purché propedeutiche e complementari a quelle previste al precedente Elenco 1.
Elenco 1
- Intelligenza artificiale;
- soluzioni di cyber security e business continuity;
- robotica avanzata e collaborativa;
- interfaccia uomo – macchina;
- manifattura additiva e stampa 3D;
- prototipazione rapida;
- internet delle cose e delle macchine;
- high performance computing – hpc, fog e quantum computing;
- big data e analytics;
- blockchain;
- soluzioni tecnologiche per la navigazione immersiva, interattiva e partecipativa;
- simulazione e sistemi cyberfisici;
- integrazione verticale e orizzontale;
- soluzioni tecnologiche digitali di filiera per l’ottimizzazione del supply chain;
- soluzioni tecnologiche per la gestione e il coordinamento dei processi aziendali con elevate caratteristiche di integrazione delle attività;
- soluzioni tecnologiche per la transizione ecologica.
Elenco 2
- Sistemi di pagamento mobile e/o via internet;
- sistemi fintech;
- sistemi edi, electronic data interchange;
- geolocalizzazione;
- tecnologie per l’in-store customer experience;
- system integration applicata all’automazione dei processi;
- programmi di digital marketing;
- sistemi per lo smart working e il telelavoro;
- sistemi di e-commerce;
- soluzioni tecnologiche digitali per l’automazione del sistema produttivo e/o di vendita.
Regolamento e modulistica
Le domande potranno essere presentate dal 10 al 17 settembre 2025.
Modalità di assegnazione
I contributi sono assegnati secondo le seguenti priorità:
Livello 1. Precedenza è data alle domande ammissibili delle imprese femminili, delle imprese giovanili, delle imprese in possesso del rating di legalità e delle imprese che sono risultate assegnatarie nel 2025 del Bando PID-Next e che hanno completato l’intero percorso previsto, con identico valore di priorità. Nell’ambito di tale livello 1 le domande vengono riportate in graduatoria secondo l’ordine cronologico di presentazione delle stesse e sono ammesse a contributo fino all’esaurimento del fondo disponibile.
Livello 2. Successivamente, in presenza di disponibilità residue, si procederà al finanziamento delle domande ammissibili con costi di progetto riferiti alle tecnologie prioritarie di Intelligenza Artificiale e alle Soluzioni di Cybersecurity e Businnes Continuity. Le tecnologie prioritarie hanno fra loro identica precedenza. Nell’ambito di tale livello 2 le domande vengono riportate in graduatoria secondo l’ordine cronologico di presentazione delle stesse e sono ammesse a contributo fino all’esaurimento del fondo disponibile.
Livello 3. In seguito, in presenza di disponibilità residue, si procederà all’assegnazione del contributo alle altre imprese ammissibili, in base all’ordine cronologico di invio, fino ad esaurimento delle risorse disponibili.
Tempistiche di assegnazione ed erogazione dei contributi
Termini per l’assegnazione del contributo: 90 giorni dall’ultimo giorno utile per l’invio delle domande.
Termini per l’istruttoria delle rendicontazioni: 90 giorni dalla data di ricevimento delle rendicontazioni.
Terminata l’istruttoria sulla rendicontazione presentata, l’ufficio promozione trasmette gli atti di liquidazione del contributo all’ufficio contabilità e fisco che, da quel momento, ha massimo 60 giorni per procedere all’erogazione.
Lo Studio è a disposizione per l’invio delle istanze.
A cura di Simone Vincenzi
INVITALIA | Contributo a fondo perduto per migliorare le strutture turistiche
Il Ministero del Turismo, con l’obiettivo di sostenere e sviluppare l’offerta turistica italiana, attiverà una nuova misura di sostegno agli investimenti nel settore turistico-ricettivo.
Il provvedimento stanzia 109 milioni di euro a favore di progetti volti a migliorare l’offerta turistica, incentivare la destagionalizzazione, promuovere la digitalizzazione, potenziare le filiere e assicurare il rispetto dei principi ESG (ambientali, sociali e di governance).
Beneficiari
Tra i beneficiari del contributo a fondo perduto troviamo imprese del settore alloggio e ristorazione, inclusi: ristoranti, catering, B&B, campeggi, rifugi, agriturismi, ostelli, centri termali e wellness, stabilimenti balneari, parchi divertimento, discoteche, organizzatori di eventi, fiere e congressi.
Agevolazione
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto fino al 30% delle spese ammissibili.
Aumenti cumulabili:
- +20% micro e piccole imprese;
- +10% medie imprese;
- +15% se si migliora l’efficienza energetica almeno del 40%;
- +15% se l’intervento è nelle regioni del Mezzogiorno;
- +5% nelle aree assistite ex art. 107.3.c.
Spese totali riconosciute: fino a € 15 milioni di euro. Durata massima progetto: 24 mesi.
Interventi ammissibili
Gli interventi ammissibili sono:
- miglioramento di almeno due classi energetiche;
- installazione di impianti antinquinamento e sistemi di monitoraggio consumi;
- digitalizzazione (hardware e software per turismo sostenibile, ESG, destagionalizzazione);
- creazione o riqualificazione di centri sportivi, wellness, congressi;
- acquisizione di brevetti, licenze, know-how.
Presentazione domande
Il bando sarà gestito da Invitalia ed è di prossima apertura. In attesa dell’Avviso e della relativa modulistica.
A cura di Simone Vincenzi
Informative Commerciali: cosa sono e perché sono importanti
Nel contesto economico attuale, sempre più complesso e incerto, una delle parole d’ordine per le imprese è tutelarsi. Prevenire è decisamente meglio che curare – soprattutto quando si tratta di rapporti commerciali, di concessione di credito o di valutazione dei partner d’affari.
Ecco perché le informative commerciali stanno diventando uno strumento imprescindibile per le imprese che vogliono operare in modo consapevole, strategico e sicuro.
Cosa sono le informative commerciali?
Le informative commerciali sono report strutturati, elaborati da società specializzate, che contengono dati economici, patrimoniali, finanziari e legali relativi a una determinata azienda o in alcuni casi, anche a persone fisiche (come soci, amministratori o garanti).
Questi report consentono di valutare in modo oggettivo l’affidabilità e la solidità del soggetto analizzato, aiutando a rispondere a domande fondamentali:
- Questo cliente pagherà puntualmente?
- Questo fornitore è solido e affidabile?
- Questa azienda è un partner con cui ha senso sviluppare un progetto comune?
- Esistono pregiudizievoli, come protesti, pignoramenti o segnalazioni negative?
A cosa servono concretamente le informative commerciali
Le informative commerciali sono uno strumento di business intelligence, utilizzate per:
- valutare il rischio di credito prima di concedere dilazioni di pagamento o aprire posizioni contabili importanti;
- prevenire insoluti e situazioni di contenzioso che possono generare perdite economiche, blocchi di liquidità o perdite di tempo;
- monitorare i clienti o fornitori già attivi, grazie a servizi di aggiornamento automatico in caso di cambiamenti societari, finanziari o legali;
- supportare decisioni strategiche in operazioni straordinarie: acquisizioni, fusioni, nuove partnership commerciali o selezione di nuovi canali di vendita;
- valutare la reputazione e la solidità di potenziali soci, investitori o partner in genere.
Il contenuto delle informative commerciali
Sebbene ogni società elaboratrice abbia i propri formati, in generale le informative commerciali includono:
- dati anagrafici completi;
- assetti societari e composizione degli organi di amministrazione;
- situazione economica e finanziaria: bilanci, fatturato, utili, indebitamento, patrimonio netto;
- segnalazioni negative: protesti, pignoramenti, ipoteche, fallimenti, procedure concorsuali;
- collegamenti societari: partecipazioni, controllate, collegate;
- score di affidabilità o “rating” commerciale, calcolato secondo algoritmi proprietari;
- proprietà immobiliari.
Quando utilizzarle
Le informative commerciali dovrebbero essere utilizzate in via preventiva in almeno tre contesti:
- nuovi clienti o fornitori: prima di avviare la collaborazione.
- gestione clienti attivi: per evitare sorprese, in particolare con esposizioni rilevanti.
- decisioni strategiche: come la selezione di partner, collaborazioni o acquisizioni.
Un investimento che previene i problemi
Utilizzare le informative commerciali non è un costo, ma un investimento in sicurezza e consapevolezza. In un’epoca in cui i margini si assottigliano e le insolvenze sono sempre dietro l’angolo, scegliere con chi lavorare è cruciale.
Ogni giorno, piccole e grandi imprese prendono decisioni importanti basandosi su impressioni, passaparola o informazioni parziali. Le informative commerciali offrono invece dati oggettivi e verificabili, che aiutano a prendere decisioni più razionali e sicure.
Come possiamo aiutarti
Nel nostro studio supportiamo i clienti nell’integrazione delle informative commerciali nella gestione aziendale, aiutandoli a:
- interpretare i dati dei report in ottica economico-finanziaria;
- integrare questi strumenti nei processi decisionali aziendali.
Lo studio è a disposizione per la necessaria assistenza.
A cura di Simone Vincenzi
Contributi per acquisizione sistemi e servizi per la sicurezza – anno 2025 Camera di Commercio di Bologna
La Camera di Commercio di Bologna assegna 400.000 euro di contributi finalizzati a sostenere i costi per acquisizione e installazione di sistemi e servizi di sicurezza per le micro e piccole imprese, esposte a fenomeni di criminalità.
I contributi sono rivolti alle micro e piccole imprese bolognesi per l’acquisto e l’installazione di sistemi di video allarme antirapina, videosorveglianza, impianti antintrusione, casseforti, sistemi antitaccheggio, porte blindate, vetri antisfondamento, dispositivi di illuminazione notturna, dispositivi di pagamento elettronici, nonché per l’ acquisizione di sistemi in comodato d’uso, connessi a servizi di sicurezza e contratti stipulati con istituti di vigilanza per la sorveglianza dei locali aziendali e relativi canoni del servizio riferiti all’anno in corso.
I contributi sono rivolti agli interventi che le imprese sostengono dal 1/1/2025 alla data di invio della domanda.
Soggetti beneficiari
- Micro e piccole imprese;
- Consorzi di imprese, Reti di impresa, Reti Temporanee di Imprese (RTI), Associazioni Temporanee di Imprese (ATI) formate da micro, piccole imprese.
Tali soggetti devono possedere i seguenti requisiti:
- Essere attivi al momento della presentazione della domanda.
- Avere sede legale o unità locale nell’area metropolitana (ex provincia) di Bologna, regolarmente denunciata all’Ufficio Registro delle Imprese della CCIAA di Bologna.
- Essere in regola con il pagamento del diritto camerale annuale e con la posizione INPS ed INAIL.
Modalità di presentazione della domanda
Le domande di contributo dovranno essere inviate esclusivamente dalle ore 11.00 del 16/09/2025 alle ore 13.00 del 30/09/2025, in modalità telematica mediante la piattaforma Restart (https://restart.infocamere.it/) con firma digitale del legale rappresentante dell’impresa.
Per l’invio della pratica è richiesto il pagamento dell’imposta di bollo (16.00 euro), che deve essere assolta in modo virtuale, utilizzando esclusivamente PagoPA.
Modalità di assegnazione ed entità del contributo
- I contributi sono assegnati prioritariamente alle domande ammissibili delle imprese femminili, delle imprese giovanili e delle imprese in possesso del rating di legalità (attribuito dall’Autorità Garante per la concorrenza ed il mercato), in base all’ordine cronologico dell’invio delle domande e fino a totale esaurimento della dotazione finanziaria.
- Successivamente, in presenza di disponibilità residue, si procederà all’assegnazione del contributo alle altre imprese ammissibili, in base all’ordine cronologico di invio delle domande da parte di quest’ultime e fino a totale esaurimento della dotazione finanziaria. All’impresa posizionata in corrispondenza dell’ultima posizione utile prima dell’esaurimento del fondo, sarà assegnata la somma residua di contributo rispetto alla dotazione disponibile.
- Una volta accertato l’esaurimento del fondo disponibile in base alle regole di cui sopra, non verrà attivata l’istruttoria delle ulteriori domande presentate.
Contributo spettante
Il contributo spettante è pari al 50% delle spese ammissibili, con un limite massimo di 3.000 euro.
Il costo minimo da sostenere per l’accesso al contributo è di 1.000 euro di imponibile.
Lo Studio è a disposizione per l’invio delle domande.
A cura di Simone Vincenzi
Fondo Starter: finanziamenti agevolati Emilia Romagna
La Regione Emilia-Romagna sostiene la crescita e lo sviluppo delle micro e piccole imprese attraverso il Fondo Starter, che concede finanziamenti a tasso agevolato fino al 100% dell’investimento per progetti realizzati sul territorio regionale. L’obiettivo è favorire l’innovazione, la digitalizzazione e il rafforzamento competitivo delle imprese attive da meno di 5 anni.
Beneficiari
I beneficiari sono micro e piccole imprese iscritte al Registro delle Imprese da meno di 5 anni alla data di presentazione della domanda, con unità locale in cui si realizza il progetto di investimento in Emilia-Romagna.
Agevolazione
L’agevolazione consiste in finanziamenti a tasso agevolato con provvista mista, derivante per il 75% dalle risorse pubbliche del Fondo e per il restante 25% da risorse messe a disposizione dagli Istituti di credito convenzionati. I finanziamenti, sotto forma di mutuo chirografario, possono avere la durata compresa tra 36 e 96 mesi (incluso un preammortamento massimo di 12 mesi) e importo ricompreso tra un minimo di 20 mila euro ad un massimo di 500mila euro.
Interventi ammissibili
Tra gli interventi ammissibili rientrano:
- interventi su immobili strumentali: acquisto, ampliamento e/o ristrutturazione;
- acquisto di macchinari, attrezzature, hardware e software, arredi;
- acquisizione di brevetti, licenze, marchi, avviamento;
- spese per partecipazione a fiere e interventi promozionali;
- consulenze tecniche e/o specialistiche;
- spese del personale adibito al progetto;
- materiale e scorte;
- spese per locazione dei locali adibiti ad attività;
- spese per la produzione di documentazione tecnica necessaria per la presentazione e
rendicontazione della domanda.
Le voci e), f), g), h), i) non possono superare il 50% del finanziamento richiesto.
I giustificativi di spesa dovranno avere data successiva a quella di presentazione della domanda.
Presentazione domande
Le domande possono essere presentate dal 18 giugno 2025 alle ore 10:00 fino al 31 luglio 2025 alle ore 16:00, salvo esaurimento fondi.
I progetti dovranno essere conclusi e rendicontati per il 100% dell’importo ammesso entro 12 mesi dalla delibera di concessione.
A cura di Simone Vincenzi
Agevolazioni beni 4.0: nuove modalità per chi ha effettuato investimenti nel 2024 e 2025
È partita la corsa a prenotare le risorse erariali per il Bonus sugli investimenti 4.0 – 2025.
Per chi ha già comunicato in via preventiva gli investimenti 2025 secondo il vecchio modello, è necessaria una nuova comunicazione entro 30 giorni per mantenere la posizione acquisita col primo invio.
Le regole del Decreto Direttoriale 15 maggio 2025
Il Decreto Direttoriale 15 maggio 2025 fissa le regole per la predisposizione e l’invio del modello di comunicazione degli investimenti condotti nell’anno 2025 (non prenotati entro fine 2024) o entro il 30 giugno 2026 ma prenotati nel corso del 2025.
Di seguito le diverse modalità:
- comunicazione preventiva, in ogni caso entro e non oltre il 31 gennaio 2026, con l’indicazione dell’ammontare complessivo degli investimenti 4.0 che si intendono effettuare e del relativo credito d’imposta prenotato;
- comunicazione pagamento acconto, entro 30 giorni dalla dichiarazione di cui al punto precedente, indicante data e importo del pagamento relativo all’ultima quota dell’acconto per il raggiungimento del 20% del costo di acquisizione;
- comunicazione finale (consuntiva) a completamento degli investimenti, entro il 31 gennaio 2026 per gli investimenti ultimati alla data del 31 dicembre 2025, ovvero entro il 31 luglio 2026 per gli investimenti ultimati alla data del 30 giugno 2026.
Con la comunicazione preventiva, si potranno prenotare le risorse, ma sarà poi necessario trasmettere la comunicazione finale con gli investimenti effettuati (gli investimenti finali non potranno eccedere l’importo degli investimenti prospettati inizialmente).
Non è previsto un meccanismo di “rigetto” delle comunicazioni in via preventiva qualora le prenotazioni raggiungano i 2,2 milioni di euro disponibili. Ciò significa che non è esclusa la circostanza in cui, tra la comunicazione iniziale e quella finale trasmesse dalle imprese, le risorse erariali possano esaurirsi.
In tal caso, le comunicazioni al GSE rimangono valide e nel caso di nuova disponibilità di risorse, il GSE ne darà comunicazione all’impresa secondo l’ordine cronologico di trasmissione delle comunicazioni in via preventiva.
Comunicazioni preventive o consuntive con precedente modello: cosa succede?
Molte imprese, all’inizio dell’anno, si sono poste la domanda se dovessero o potessero presentare la comunicazione preventiva al GSE secondo il modello 2024 anche in relazione agli investimenti in beni 4.0 relativi al 2025 (anche se non prenotati entro fine 2024).
Alcune di queste non solo hanno proceduto a trasmettere la comunicazione preventiva, ma si sono ritrovate, in taluni casi, a presentare anche la comunicazione finale di completamento degli investimenti eleggibili, prima ancora della pubblicazione del Decreto Direttoriale 15 maggio 2025.
Si sono così rese necessarie regole transitorie per tutte quelle imprese, che si sono prodigate per effettuare le comunicazioni secondo le disposizioni disponibili e applicabili pro tempore.
Regole transitorie
Queste imprese dovranno entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del Decreto (ovverosia entro il 14 giugno 2025) ripresentare la comunicazione col nuovo modello di comunicazione, avendo cura di indicare il codice identificativo di quello precedente.
A tal proposito, diversamente da quanto indicato nel DM, sul sito del MiMIT viene precisato come la scadenza dei 30 giorni decorra “dalla data di entrata in vigore del nuovo modello di comunicazione (da definirsi con successivo decreto direttoriale)”, ad oggi ancora non disponibile.
Una volta ripresentata la comunicazione preventiva, sarà necessario adempiere agli ulteriori obblighi comunicativi (ovverosia comunicazione preventiva con indicazione al pagamento dell’acconto del 20% e comunicazione finale di completamento degli investimenti).
Lo Studio rimane a disposizione per la necessaria assistenza.
A cura di Simone Vincenzi
Autocertificazione interconnessione beni 4.0: attenzione alle insidie
Nei precedenti articoli abbiamo già trattato il tema legato all’interconnessione dei beni 4.0; ora torniamo sull’argomento offrendo ulteriori dettagli e spunti utili ad affrontare un percorso non privo di inside.
Come sappiamo, per i beni strumentali al di sotto di € 300.000 (€ 500.000 fino al 2020), non sussiste l’obbligo di ricorrere ad un’attestazione di conformità ai requisiti di legge tramite Perizia Giurata.
In base alla nostra esperienza sul campo, abbiamo rilevato principalmente due tipologie di “vizi” che potrebbero generare criticità nell’Autocertificazione. Analizziamoli di seguito.
1)Rischi di interpretazione troppo estensiva
Per molti soggetti redigere un’autocertificazione significa redigere un generico documento, come ad esempio:
- Un foglio di carta intestata dell’azienda nel quale il legale rappresentante dichiara di avere titolo a procedere con l’agevolazione.
- Una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (art. 46 DPR 445/2000) in cui il legale rappresentante dell’azienda dichiara che l’investimento soddisfa i requisiti di legge per fruire del Credito di Imposta.
Questa condotta, pur non essendo in sé errata, rischia di essere incompleta, poiché si basa su una interpretazione erronea e su un fraintendimento pericolosissimo. Si confonde il fatto di dichiarare il possesso dei requisiti con il fatto di conoscerli, averli compresi, messi in atto nel proprio processo aziendale in maniera compiuta per le richieste di legge e con l’essere in grado di dimostrarli in fase di eventuale verifica.
L’autocertificazione da sola può non essere sufficiente, in quanto sarebbe consigliabile accompagnarla con una descrizione tecnica dei beni. Tale descrizione tecnica dei beni dovrebbe essere corredata da elementi che provino l’effettivo soddisfacimento dei requisiti di legge previsti dalla loro categorizzazione ed appartenenza all’Allegato A o B, definiti dalla Legge 232/2016 e successive integrazioni e modifiche (vedere anche la circolare MISE n. 547750 del 15.12.17).
Inoltre, ci sentiamo di consigliare un’autocertificazione con data certa. Infatti, in caso di Perizia Tecnica Giurata da parte del perito, sono l’ufficiale giudiziario che assevera la perizia o il notaio, che provvedono ad apporre i timbri con marcatura temporale e registrare l’atto pubblico.
2)Rischi di interpretazione troppo riduttiva
Sono presenti ulteriori comportamenti che possono sfociare in serie problematiche relative alla fruizione delle agevolazioni:
- Supporre che i requisiti tecnici siano in capo esclusivamente ai beni acquistati.
- Confondere l’attestazione di agevolabilità o i documenti tecnici (“autodichiarazioni”) dei produttori dei beni con la Perizia Tecnica Giurata o con una generica “Certificazione I4.0”.
Requisiti tecnici esclusivamente in capo ai beni acquistati
La verifica dei requisiti tecnici ai fini della fruizione del credito di imposta considera il bene strumentale inserito nel contesto del processo produttivo aziendale.
Pertanto, non basta che il bene presenti delle specifiche caratteristiche tecniche, ma occorre che queste caratteristiche tecniche vengano usate ed integrate nel proprio processo produttivo dall’azienda.
Alcune Caratteristiche Obbligatorie citate sono di esclusiva pertinenza della macchina e devono essere quindi garantite dall’OEM ; altre sono a carico, oltre che dell’OEM ,anche dell’azienda beneficiaria END USER .
In definitiva, le caratteristiche della macchina sono condizioni necessarie ma non sufficienti: l’azienda deve creare le condizioni per dimostrare il concreto utilizzo del bene secondo le prescrizioni e le finalità della normativa.
Dichiarazioni dei produttori
Con l’apprezzabile intento di aiutare i propri clienti nella scelta dei beni e di agevolare i titolari/legali rappresentanti alle prese con l’autocertificazione, molti produttori forniscono dei documenti che dichiarano il possesso delle caratteristiche tecniche previste per soddisfare i requisiti tecnici per l’agevolazione o spiegano in maniera approfondita come il bene debba essere configurato a tale scopo.
Questa dichiarazione non sostituisce in alcun modo l’eventuale autocertificazione, in quanto la responsabilità del possesso dei requisiti di legge è totalmente in carico all’azienda acquirente. Quest’ultima deve installare e configurare il bene dentro i propri sistemi aziendali ed il proprio processo produttivo, in modo tale da rendere il bene stesso conforme ai requisiti di legge.
Eventuali sanzioni
Generalmente in caso di accertamento e nel caso in cui anche solo uno dei requisiti non sia rispettato, si può incorrere in sanzioni considerevoli: la restituzione del credito oltre ad una sanzione aggiuntiva fino al 200% di tale somma.
Nel dettaglio le sanzioni possono essere di due tipi:
- Sanzione amministrativa: Se viene verificato che l’investimento non aveva le caratteristiche per rientrare nelle casistiche agevolate, si accerterà una indebita fruizione del Credito di Imposta e quindi l’applicazione della sanzione fino al 200% oltre che la restituzione del credito di cui si è fruito.
- Sanzione penale: A seconda dei casi, essendo l’autocertificazione una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, possono essere accertati i presupposti del reato fiscale e cioè “l’utilizzo di documentazione o dichiarazioni false o per operazioni inesistenti, artifici o raggiri condotte simulatorie o fraudolente”.
In questo caso, è bene ricordare che mentre la sanzione amministrativa incide solo sul patrimonio in quanto si risolve in un pagamento di sole somme di denaro, quella penale può incidere anche sulla libertà personale.
A cura di Simone Vincenzi











