parità di genere

Contributi per la certificazione della parità di genere

La certificazione della parità di genere certifica l’impegno di un’azienda nel ridurre il divario di genere in ambito lavorativo, promuovendo l’equità tra uomini e donne in termini di opportunità di carriera, retribuzione, politiche di inclusione e tutela della genitorialità.

Nell’ultimo periodo ha suscitato grande interesse e si sta diffondendo con grande velocità, a riprova dell’importanza che il tema ricopre all’interno delle organizzazioni.

Chi sono i soggetti beneficiari

Beneficiari della misura sono le micropiccole e medie imprese.

Cosa finanzia il bando

Il bando consiste nella concessione di contributi, anche sotto forma di voucher, per i servizi di certificazione della parità di genere e per la relativa assistenza tecnica e di accompagnamento.

In particolare, sono erogati da Unioncamere (il soggetto attuatore) contributi per servizi di assistenza tecnica e accompagnamento sotto forma di voucher per tutoraggio e supporto tecnico-gestionale, mediante incontri tra la singola impresa e l’esperto incaricato dal soggetto attuatore.

Sono erogati altresì contributi per i servizi di certificazione della parità di genere in conformità alla UNI/PdR 125:2022 da parte di organismi di certificazione (OdC) accreditati.

Sono ammissibili i soli servizi per il rilascio della prima certificazione da parte degli OdC iscritti all’“Elenco degli Organismi di Certificazione”, relativamente alle seguenti voci:

  • esame della domanda;
  • verifica documentale;
  • verifica in sede e osservazione diretta dell’attività dell’organizzazione certificata;
  • rilascio del certificato.

Non sono ammissibili i costi per lo svolgimento di altri servizi resi dagli OdC (pre-audit, audit supplementari, sorveglianza annuale e rinnovo).

Entità dell’agevolazione

  • Fino a 2.500 euro per l’assistenza tecnica e l’ accompagnamento (supporto all’utilizzo dei tools informativi, azioni di affiancamento erogate da esperti appositamente selezionati per l’implementazione del Sistema di gestione per la parità di genere, per il monitoraggio degli indicatori di performance e la definizione degli obiettivi strategici e per la pre-verifica della conformità del Sistema di Gestione).
  • Fino a 12.500 euro per i servizi di certificazione della parità di genere erogati dagli Organismi di certificazione iscritti nell’apposito Elenco.

Come e quando presentare la domanda

Le domande di contributo potranno essere presentate dalle imprese interessate a decorrere dalle ore 10:00 del 26 febbraio 2025 fino alle ore 16:00 del 18 aprile 2025.

Le domande di contributo devono essere inviate esclusivamente, a pena di inammissibilità, per via telematica, attraverso il sito restart.infocamere.it, accessibile con SPID/CIE/CNS e raggiungibile dal sito https://certificazioneparitadigenere.unioncamere.gov.it/.

A cura di Simone Vincenzi


fondo energia

Fondo energia

Il Fondo Energia è un fondo rotativo di finanza agevolata a compartecipazione privata, pensato per il sostegno di interventi di green economy a favore di imprese di qualsiasi dimensione e società ESCo (Energy Service Company).

Obiettivi del fondo

Gli obiettivi del fondo sono:

  • favorire i processi di efficientamento e riqualificazione energetica delle imprese anche diverse da PMI e dei soggetti giuridici che esercitano attività economica;
  • supportare la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo delle imprese, anche diverse da PMI e dei soggetti giuridici che esercitano attività economica anche in accompagnamento con gli interventi di efficientamento energetico, miglioramento e/o adeguamento sismico.

Soggetti beneficiari

I soggetti beneficiari sono le imprese (micro, piccole, medie e grandi imprese) e le ESCo, che sono iscritte al Registro delle Imprese e con unità locale in cui si realizza il progetto di investimento in Emilia-Romagna.

Spese ammissibili

I progetti ammessi dal Fondo devono essere volti alla promozione dell’efficienza energetica e dell’uso di energia rinnovabile delle imprese.

Le spese ammissibili devono rientrare in una delle seguenti categorie:

  • efficientamento energetico delle imprese;
  • realizzazione impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo;
  • interventi di miglioramento e adeguamento sismico in associazione ad interventi energetici;
  • interventi per la circolarità dei processi e lo sviluppo di impianti di economia circolare.

Agevolazione prevista

Il Fondo Energia è un finanziamento agevolato, composto da una quota di capitale pubblica a tasso 0 (75% dell’importo) ed una quota di capitale privata a tasso di convenzione (fino max SPREAD 4,99+euribor).

È possibile peraltro richiedere un contributo a fondo perduto che non può superare il 12,5% della quota pubblica di finanziamento, a copertura delle spese di consulenza tecnica (es. diagnosi energetica, studio di fattibilità, progetto esecutivo). La quota di contributo a fondo perduto non può far parte delle spese coperte dal finanziamento agevolato (e verrà pertanto erogata all’impresa una volta presenta la rendicontazione finale). Il contributo è erogato nel rispetto del Reg. UE 1407/13 “de minimis”.

Presentazione domande

Dal 3 marzo 2025 ore 11.00 fino al 30 aprile 2025 ore 16.00 salvo esaurimento fondi.

Per poter richiedere il finanziamento agevolato, le imprese dovranno preventivamente disporre di delibera bancaria, rilasciata da un Istituto di Credito convenzionato per la quota di Provvista Privata.

Lo Studio è a disposizione per la necessaria assistenza alla predisposizione delle domande.

A cura di Simone Vincenzi


esg 2025. rendicontazione di sostenibilità

Agevolazioni a supporto dell'approvazione della rendicontazione di sostenibilità ESG - anno 2025

La Camera di Commercio di Bologna intende promuovere la sostenibilità ambientale, sociale e di governance (ESG) delle imprese, attraverso un bando finalizzato alla concessione di contributi per coprire le spese preliminari e di elaborazione della rendicontazione di sostenibilità (comunemente nota come bilancio di sostenibilità), comprese le attività di comunicazione.

La presentazione delle domande è dalle ore 11:00 del 18 Febbraio 2025 fino alle ore 13:00 del 28 Marzo 2025.

A cosa serve la rendicontazione ESG

La rendicontazione di sostenibilità rappresenta l’insieme dei dati non finanziari relativi alle iniziative attuate e/o pianificate da un’impresa, per perseguire gli obiettivi ESG, con particolare riferimento agli ambiti ecologico, sociale e di governance.

  • Conformità normativa: risponde ad obblighi di legge;
  • Accesso a finanziamenti: migliora le condizioni di credito e attrattività per investitori;
  • Vantaggio competitivo: rafforza la reputazione e facilita rapporti con clienti e fornitori;
  • Gestione dei rischi: previene rischi ambientali, sociali e di governance;
  • Coinvolgimento di dipendenti e stakeholder: migliora il clima aziendale e la fiducia nel brand;
  • Efficienza operativa: riduce sprechi e costi, favorendo incentivi e agevolazioni.

Soggetti beneficiari

Possono accedere al contributo tutte le piccole e medie imprese con sede legale e/o unità operativa nell’area metropolitana di Bologna, regolarmente iscritte al Registro Imprese/REA della Camera di Commercio di Bologna.

Le risorse saranno assegnate con priorità alle imprese femminili, giovanili e a quelle in possesso del rating di legalità, secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande.

Entità del contributo

Contributo a fondo perduto 50% delle spese ammissibili (massimo € 8.000).

Spese ammissibili

    • Consulenze specialistiche per l’analisi LCA (Life Cycle Assessment) applicata alla produzione di beni e all’erogazione di servizi;
    • Licenze d’uso e personalizzazione di software dedicati al monitoraggio e alla valutazione dei progressi aziendali verso i target ESG;
    • Compensi per consulenti professionali incaricati della predisposizione della rendicontazione di sostenibilità;
    • Onorari del revisore per la certificazione della conformità della rendicontazione ESG;
    • Costi per la certificazione e il rating ESG da parte di enti accreditati;
    • Creazione e diffusione di materiali di comunicazione sulle iniziative di sostenibilità intraprese e sui risultati raggiunti, per valorizzare l’impegno dell’impresa nei confronti dei propri stakeholder.

Tutte le spese devono essere fatturate e saldate tra il 1° Gennaio 2025 e il 30 Giugno 2026.

Modalità di presentazione delle domande

Le richieste di contributo devono essere trasmesse esclusivamente online, utilizzando la piattaforma Restart (https://restart.infocamere.it/), dalle ore 11:00 del 18 Febbraio 2025 fino alle ore 13:00 del 28 Marzo 2025.

Le domande devono essere firmate digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa.

Per l’invio è richiesto il pagamento dell’imposta di bollo di € 16,00, da versare obbligatoriamente tramite PagoPA.

Documentazione richiesta

    • Modello di richiesta contributo generato da Restart al termine della compilazione;
    • Modulo delle dichiarazioni sostitutive, con l’elenco delle spese sostenute e/o da sostenere, corredato dai relativi pagamenti;
    • Preventivi o fatture già emesse (in euro e in lingua italiana o con traduzione) che dettaglino chiaramente le singole voci di spesa. Per i servizi di consulenza e progettazione è richiesto un contratto scritto con dettagli su contenuto, termini e compensi pattuiti;
    • Relazione dell’impresa, che illustri il percorso intrapreso o da avviare per l’approvazione della rendicontazione ESG nel 2025 (per l’esercizio 2024) o nel 2026 (per l’esercizio 2025), spiegando gli interventi previsti e la coerenza delle spese con gli obiettivi ESG.

Rendicontazione

I documenti di rendicontazione delle spese devono essere inviati entro il 31 Luglio 2026.

Lo Studio è a disposizione per la necessaria assistenza all’invio delle domande.

A cura di Simone Vincenzi


fondo centrale di garanzia

Fondo Centrale di Garanzia: operatività 2025

Il Fondo Centrale di Garanzia rappresenta uno strumento di supporto per imprese e professionisti che hanno difficoltà ad accedere al credito bancario, a causa dell’assenza di sufficienti garanzie.  

Di seguito esamineremo l’operatività del Fondo per il 2025.

Modello di valutazione del merito creditizio delle imprese

Ritorna operativo il modello di valutazione del merito creditizio delle imprese, simile ai modelli di rating utilizzati dalle banche. 

Il modello di valutazione, entrato in vigore nel 2019, era stato temporaneamente accantonato a causa dell’emergenza Covid19 e degli effetti economici della guerra in Ucraina. 

Il modello di valutazione del Fondo Centrale di Garanzia analizza i seguenti dati per attribuire una classe di rating (fascia): 

  • Finanziari (indicatori di Bilancio)
  • Crif e Cerved
  • Centrale Rischi

In base alla fascia attribuita, le imprese potranno accedere o non accedere alla garanzia del Fondo Centrale e con percentuali di garanzia diverse, anche in base alla finalità delle operazioni. 

Le fasce sono numerate da 1 a 5 (la 1 è la migliore, la 5 è la peggiore).

Tipologie di accesso al Fondo Centrale di Garanzia

1) Accesso diretto delle banche al Fondo Centrale di Garanzia: 

  • per le fasce 1-2-3-4 le imprese PMI potranno ottenere dal Fondo Centrale una garanzia del 50% per esigenze di liquidità; 
  • per le fasce 1-2-3-4 le imprese PMI potranno ottenere dal Fondo Centrale una garanzia dell’80% per realizzare investimenti in beni strumentali;
  • la fascia 5 è esclusa dalla garanzia del Fondo, ovvero potrà accedere alle operazioni di importo ridotto per un importo complessivo massimo di € 40.000 (Plafond) con garanzia 80%.

Per operazioni di liquidità si intendono: sia quelle relative a finanziamenti chirografari per pagamento fornitori, scorte, dipendenti ed in generale a supporto del capitale circolante, sia le linee di breve termine, quali fidi c/c, anticipo fatture, salvo buon fine, linee import. 

2) Accesso al Fondo di Garanzia attraverso un Consorzio di Garanzia, quale ad esempio ACT Artigiancredito: 

  • per le fasce 1-2-3-4 le imprese PMI potranno ottenere dal Fondo Centrale una garanzia dell’80% per esigenze di liquidità;
  • per le fasce 1-2-3-4 le imprese PMI potranno ottenere dal Fondo Centrale una garanzia dell’80% per realizzare investimenti in beni strumentali;
  • la fascia 5 è esclusa dalla garanzia del Fondo, ovvero potrà accedere alle operazioni di importo ridotto per un importo complessivo max di € 100.000 (Plafond) con garanzia 80%.

Per operazioni di liquidità si intendono: sia quelle relative a finanziamenti chirografari per pagamento fornitori, scorte, dipendenti ed in generale a supporto del capitale circolante, sia le linee di breve termine, quali fidi c/c, anticipo fatture, salvo buon fine, linee import. 

 

È essenziale evidenziare l’importanza della Centrale Rischi della Banca d’Italia che oltre ad impattare nel rating bancario come già accade, impatta anche sul rating del Fondo Centrale di Garanzia: conoscerla e verificarla periodicamente è utilissimo.

Casi di non applicazione del modello di valutazione del Fondo Centrale di Garanzia

Il modello di valutazione del Fondo non viene applicato a: 

  • Nuove imprese “imprese con meno di tre anni di attività ed in assenza di due bilanci/annualità ufficiali comparabili”;
  • Start up innovative e incubatori certificati;
  • Microcredito 50.000,00 ex art. 111 TUB;
  • Operazioni di importo non superiore a € 40.000 (Plafond) per singolo soggetto beneficiario, elevabile a € 100.000 (Plafond) qualora si tratti di operazioni presentate da un soggetto garante autorizzato come Artigiancredito;
  • Enti del terzo settore, purché iscritti nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore nonché al Rea presso il Registro Imprese, per operazioni di importo non superiore a € 60.000.

Fatto salvo quanto sopra indicato, gli Enti del terzo settore anche se non iscritti al Rea, nonché gli Enti religiosi civilmente riconosciuti, potranno accedere alla garanzia del Fondo a valere su apposita sezione speciale. 

Si evidenzia, inoltre, l’innalzamento del De Minimis da € 200.000 a € 300.000.

Da ricordare:

Le imprese in stato di difficoltà ai sensi del regolamento UE 651/2014 della Commissione, del 17 Giugno 2014, non possono accedere alla garanzia del Fondo Centrale ed alla maggior parte dei contributi pubblici.

Lo Studio rimane a disposizione per eventuali approfondimenti.

A cura di Simone Vincenzi


finanziamenti. cresciSì. cresciPMI

CresciSì e CresciPMI: i finanziamenti del Medio Credito Centrale (MCC) per Startup innovative e PMI

Il Medio Credito Centrale (MCC) ha lanciato due nuovi strumenti finanziari, CresciSì e CresciPMI, pensati per offrire un sostegno mirato alle Startup Innovative e alle Piccole e Medie Imprese (PMI).

Entrambi i prodotti beneficiano della garanzia del Fondo di Garanzia per le PMI e sono finalizzati a facilitare l’accesso al credito degli imprenditori, fornendo un supporto concreto in un contesto economico sempre più competitivo e complesso.

Caratteristiche

I prodotti CresciPMI e CresciSì sono finanziamenti chirografari assistiti dal Fondo di Garanzia PMI, erogati dal Medio Credito Centrale, a medio/lungo termine, dedicati alle Micro, Piccole e Medie Imprese comprese le Startup con meno di 3 bilanci ufficiali ovvero alle Startup di tipo innovativo.

Sono destinati a finanziare la realizzazione di investimenti materiali e immateriali, formazione di scorte ed altre necessità finanziarie di medio/lungo periodo correlate all’attività dell’impresa.

Agevolazioni

Il tasso vantaggioso ha una durata da 18 a 72 mesi (per circolante: durata 18/60 mesi; per investimenti durata: 18/72 mesi) e piano di rimborso rateale, con il pagamento di rate mensili o trimestrali comprensive di capitale e interessi con l’eventuale periodo di preammortamento ricompreso nella durata massima prevista. Il tasso di interesse può variare, rispetto al tasso iniziale, con cadenze prestabilite, secondo l’andamento del parametro di indicizzazione fissato nel contratto.

Con riferimento alle Startup, possono richiedere un finanziamento per circolante le sole “Startup innovative”.

Per i finanziamenti dedicati alle Startup, la Banca richiederà:

  • l’apporto minimo di mezzi propri versato interamente come condizione alla stipula, mediante aumento del capitale sociale o attraverso il finanziamento soci/versamento in aumento di capitale sociale futuro da postergare al credito della Banca.

Nel dettaglio:

  • per finanziamenti finalizzati ad investimenti, pari al 20% del piano finanziario per le Startup innovative e del 25% per le Startup non innovative;
  • per finanziamenti finalizzati alla formazione di scorte ed altre necessità finanziarie (solo nel caso di Startup Innovative) pari al 20% dell’importo del finanziamento.

Per il finanziamento la Banca deve ottenere la garanzia del Fondo di Garanzia PMI o alternativamente, solo nel caso di finanziamenti alle Startup presentate da Confidi convenzionati, la Garanzia Confidi controgarantita e riassicurata dal Fondo di Garanzia. La banca potrà richiedere ulteriori garanzie (fidejussione specifica).

La concessione dei finanziamenti è, come consuetudine, soggetta a valutazione della Banca.

Il finanziamento va da un minimo di 30.000,00 € ad un massimo di 1 milione di €, ad eccezione delle Startup per le quali l’importo massimo concedibile è di 500.000,00 €.

Si precisa che per quanto riguarda il target delle Micro e Piccole Imprese l’importo minimo richiesto non potrà essere inferiore al 2% del fatturato dell’ultimo esercizio ufficiale. Per tutte le altre imprese, il finanziamento può essere richiesto contattando la rete commerciale di MCC.

Destinatari

Sono ammessi come destinatari, i soggetti aventi i seguenti requisiti:

  • essere ditta individuale o società di persone con almeno 3 dichiarazioni dei redditi (Unico e Irap) consecutive trasmesse ufficialmente all’Agenzia delle Entrate;
  • avere meno di 50 dipendenti;
  • avere un fatturato inferiore ai 10 milioni di €;
  • avere almeno 3 bilanci depositati per le società di capitali.

Non sono ammesse imprese con regime forfettario.

Modalità operativa

Il finanziamento può essere richiesto direttamente tramite il portale https://easypmi.mcc.it/easypmi/ senza costi aggiuntivi.

Link utili

A cura di Simone Vincenzi


bando. indennizzo.

Bando per gli indennizzi alle attività danneggiate dal cantiere di piazza Garibaldi a Finale Emilia

Fino al 24 dicembre 2024 è possibile partecipare al bando del Comune di Finale Emilia che ha stanziato 10 mila euro per indennizzi alle imprese ubicate nell’area del cantiere per la riqualificazione di piazza Garibaldi, nella limitrofa via Sauro (per il tratto compreso tra il civico 13/c e il civico 13/d) e in via Generale Malaguti.

Indennizzo:

L’indennizzo verrà quantificato nella misura massima del 100% della quota versata quale TPC/TARI (al netto di IVA) riferita all’anno 2024 emessa da Geovest.

Qualora la somma stanziata non risulti sufficiente per tutti gli operatori che avranno presentato domanda e che sono in regola con i requisiti del bando, il contributo verrà erogato fino ad esaurimento fondi, in proporzione tra gli aventi diritto.

Per ottenere il ristoro, i partecipanti al bando devono essere in situazione di regolarità contributiva attestata dal DURC o avere in corso un piano rateizzato di rientro, al momento della presentazione della domanda e alla liquidazione del contributo e devono avere pagato la TPC/TARI anno 2024.

Chi può fare domanda:

Possono beneficiare degli indennizzi i titolari di attività economiche con accesso e/o vetrine poste al piano terra e visibili sulla pubblica via e aperte al pubblico, già insediate ed attive nell’area interessata dal cantiere alla data di pubblicazione del bando.

Sono ammessi al contributo:

esercizi di vicinato ossia esercizi che svolgono attività di commercio al dettaglio con una superficie di vendita fino a 250 mq;

attività artigianali e di servizio con vendita al pubblico dei propri prodotti tra cui panifici, pizzerie al taglio, rosticcerie, gelaterie e simili;

-esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;

-agenzie di intermediazione immobiliare.

Sono escluse dalla partecipazione al bando banche, istituti di credito, attività di intermediazione creditizia e simili, attività libero professionali, attività di consulenza, agenzie assicurative, in generale enti che effettuano disbrigo di pratiche tecnico-amministrative, ambulatori e strutture sanitarie.

Come effettuare la domanda:

La domanda di adesione potrà essere inviata tramite PEC all’indirizzo comunefinale@cert.comune.finale.mo.it entro la scadenza del 24 dicembre 2024.

La domanda dovrà essere presentata sull’apposito modello di domanda con marca da bollo da Euro 16,00 (modulo A), compilata in ogni sua parte, sottoscritta dal richiedente con firma digitale o firma autografa, corredata dalla fotocopia di un documento di identità in corso di validità. Per i cittadini stranieri è necessaria una copia del permesso di soggiorno o carta di soggiorno, ai sensi della normativa vigente.

Link utili

Il bando e gli allegati sono disponibili sul sito del Comune di Finale Emilia .

Un bando per gli indennizzi alle attività danneggiate dal cantiere di piazza Garibaldi – Comune di Finale Emilia

Lo Studio è a disposizione per le imprese interessate a partecipare al bando.

A cura di Simone Vincenzi


bando. riqualificazione.

Bando Comune di Modena per attività nuove ed esistenti

Il Comune di Modena ha aperto un bando per incentivare l’apertura di nuove attività economiche e la riqualificazione di quelle esistenti nel territorio comunale. L’obbiettivo è quello di promuovere la riqualificazione e il reinserimento dell’artigianato e delle attività economiche nel tessuto urbano.

Il Bando prevede contributi a fondo perduto per la riqualificazione delle attività economiche esistenti (sezione 1) e per l’apertura di nuove attività economiche (sezione 2) nel Comune di Modena,

fatta eccezione per Via Torre, Canalino, Saragozza, Rua Muro, Puccini, Mar Tirreno ; i centri di vicinato “Torrenova”, “Le Torri” e “Cognento” ed i progetti di impresa che hanno beneficiato dei contributi erogati con il Bando per la rigenerazione e innovazione delle attività economiche nella zona Gramsci 2018.

Entità del contributo

I contributi a fondo perduto copriranno fino al 50% delle spese ammissibili, con i seguenti limiti:

  • in caso di riqualificazione: massimo 10.000,00 € per progetto, con un investimento minimo richiesto di 5.000,00 €;
  • in caso di nuove aperture: massimo 20.000,00 € per progetto, con un investimento minimo di 8.000,00 €.

Interventi ammessi

Riqualificazione di attività esistenti:

  • miglioramento degli spazi interni ed esterni per ampliare o migliorare i servizi offerti;
  • acquisto di attrezzature informatiche, aggiornamenti tecnologici e formazione del personale;
  • spese di servizi e consulenze funzionali alla realizzazione del progetto di riqualificazione.

Nuove aperture:

  • lavori di ristrutturazione, progettazione e direzione lavori (fino al 10% del totale delle opere);
  • acquisto e installazione di macchinari, arredi, sistemi di sicurezza, impianti per il risparmio energetico, software, consulenze per marketing e siti web ecc.

Saranno ammesse solo le spese realizzate e sostenute a partire dalla data di presentazione del presente bando. A tal fine farà fede la data delle fatture o dei documenti contabili.

Destinatari

Sono destinatarie le seguenti attività economiche:

  • attività commerciali e di servizio, comprese edicole e attività socio-culturali aperte al pubblico;
  • attività artigianali con servizi di riparazione (calzature, mobili, orologi, gioielli, ecc.) e produzione artigianale (pelletteria, sartoria, oreficeria, ecc.);
  • servizi alla persona, tra cui lavanderie, acconciatori, centri estetici, pompe funebri e centri benessere.

Requisito fondamentale: le attività devono essere situate al piano terra e visibili dalla strada.

Sono esclusi gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e gli esercizi artigianali e/o commerciali con consumo sul posto, nonché i progetti d’impresa che includono, anche parzialmente: articoli per soli adulti; attività di scommesse e gioco d’azzardo; attività di “compro oro”; armi, munizioni e materiale esplosivo, inclusi i fuochi d’artificio; la vendita di cannabis light.

Modalità operative per le domande

Presentazione domande dal 3 dicembre 2024 al 19 maggio 2025

Le domande devono essere inviate esclusivamente tramite posta elettronica certificata (PEC) con firma digitale del legale rappresentante, del titolare dell’impresa individuale, del presidente dell’associazione o del procuratore appositamente nominato e devono essere trasmesse al seguente indirizzo: casellaistituzionale036@cert.comune.modena.it , specificando nell’oggetto: “Riqualificazioni (Sezione 1)” oppure “Nuove Aperture (Sezione 2)“.

In alternativa, è possibile inviare una domanda con firma autografa in formato PDF, allegando un documento d’identità.

Le domande verranno valutate da una commissione secondo i criteri stabiliti nella sezione 1 e 2, con attribuzione di un punteggio minimo per poter essere ammesse nella graduatoria. La graduatoria verrà pubblicata entro lunedì 7 luglio 2025.

Link utili


fonti di finanziamento. business plan

Sarai in grado, nei prossimi mesi, di sostenere finanziariamente la tua azienda?

Essere imprenditori richiede preparazione, analisi accurata del mercato di riferimento e una chiara strategia di finanziamento.

Per intraprendere con successo questo percorso, è fondamentale prestare particolare attenzione a un elemento chiave: le fonti di finanziamento.

Anche per avviare semplicemente le pratiche burocratiche di costituzione aziendale è necessario disporre di un capitale iniziale, un aspetto cruciale soprattutto per le microimprese.

Cosa sono le fonti di finanziamento?

Il termine “fonti di finanziamento” si riferisce a tutte le risorse economiche che un’impresa può utilizzare per finanziare le proprie attività, sia nel breve che nel lungo termine.

A seconda delle esigenze aziendali, è possibile adottare strategie differenti: per necessità di liquidità immediata si può ricorrere all’autofinanziamento o a prestiti a breve termine; per investimenti a lungo termine, invece, risultano più comuni strumenti come i mutui.

Le fonti di finanziamento si suddividono in due categorie principali:

  • Capitale proprio: risorse interne all’impresa come il capitale dell’imprenditore o gli utili reinvestiti.
  • Capitale di debito: risorse provenienti da finanziatori esterni come finanziamenti bancari o altri prestiti.

Capitale proprio: il finanziamento interno

Il capitale proprio, definito anche “capitale di rischio”, è costituito dai fondi messi a disposizione direttamente dai proprietari o dai soci dell’impresa. Non richiede restituzione né obbligo di remunerazione, ma comporta il rischio di perdita totale dell’investimento.

Esempi di capitale proprio:

  • Capitale sociale: versato dalla proprietà al momento della costituzione dell’azienda.
  • Aumenti di capitale: utilizzati per fronteggiare spese straordinarie o finanziare nuovi progetti.
  • Autofinanziamento: risorse generate internamente come utili non distribuiti.

Capitale di debito: il finanziamento esterno

Il capitale di debito comprende tutte le risorse finanziarie ottenute da soggetti esterni, come banche o investitori, con l’obbligo di restituzione e pagamento di interessi. Va utilizzato con attenzione per evitare squilibri finanziari.

Esempi di capitale di debito:

  • Prestiti bancari: strumenti classici per finanziare attività operative o investimenti.
  • Leasing: utilizzato per acquisire beni strumentali tramite pagamenti periodici.
  • Factoring e anticipo fatture: soluzioni per ottenere liquidità immediata cedendo i crediti commerciali.

Ricordiamo che oggi è indispensabile disporre di un business plan e di un adeguato supporto documentale per poter presentarsi in modo credibile a banche e investitori.

Fonti di finanziamento a breve e lungo termine

Le fonti di finanziamento si distinguono anche in base alla durata:

  • Breve termine: risorse per esigenze immediate, come costi operativi o spese impreviste.
  • Lungo termine: risorse destinate a investimenti strategici, come acquisti di macchinari o immobili.

Conclusioni: il giusto mix per il successo

Una gestione efficace delle fonti di finanziamento è cruciale per garantire la stabilità e la crescita dell’impresa.

Identificare il corretto equilibrio tra capitale proprio e di debito, impostare un’appropriata pianificazione economico finanziaria e mantenere un’adeguata liquidità sono passi fondamentali per evitare crisi finanziarie e costruire un’attività solida e prospera.

Attenzione:

Se sei una PMI o una Mid Cap, sappi che il 31 dicembre 2024 scadranno le attuali garanzie che supportano i finanziamenti chirografari. Attualmente, questi possono essere garantiti fino all’80% dal Fondo di Garanzia o al 70% da SACE, con un importo massimo di 5.000.000 € e durata massima di 9 anni.


bando internazionalizzazione PMI

Bando progetti di internazionalizzazione delle PMI – 2024

Il Bando si propone di incentivare le PMI a realizzare progetti di internazionalizzazione con l’obiettivo di:

  • Espandere la presenza delle PMI sui mercati internazionali;
  • Promuovere la cooperazione tra PMI, rafforzando le capacità collettive di penetrazione nei mercati esteri;
  • Sostenere l’adozione di strumenti innovativi per la gestione dell’internazionalizzazione.

Soggetti ammissibili

I soggetti ammissibili sono:

  • Piccole e Medie Imprese (PMI), con unità operativa pertinente con le attività progettuali situata in Emilia-Romagna e che operano nei settori ammessi dal bando;
  • Aggregazioni di PMI, costituite da almeno 3 imprese, in forma di consorzi, reti d’impresa o altre forme di aggregazione riconosciute.

Investimenti e spese ammissibili

progetti ammissibili devono riguardare attività che favoriscono la penetrazione e lo sviluppo sui mercati esteri, tra cui, a titolo esemplificativo:

  • Partecipazione a fiere internazionali e eventi settoriali;
  • Sviluppo di canali di vendita esteri (ad esempio, e-commerce, distributori locali);
  • Realizzazione di studi di mercato per l’identificazione di opportunità di business in specifici Paesi;
  • Adattamento dei prodotti/servizi alle esigenze dei mercati esteri.

Le spese ammissibili comprendono, a titolo esemplificativo:

  • Spese per la partecipazione a fiere e eventi internazionali;
  • Costi per consulenze relative alla strategia di internazionalizzazione;
  • Costi per l’acquisizione di tecnologie e strumenti per l’ingresso sui mercati esteri;
  • Spese di marketing e comunicazione internazionale.

Agevolazione spettante

Il sostegno finanziario sarà erogato sotto forma di contributi a fondo perduto, con una percentuale di copertura delle spese ammissibili variabile a seconda del tipo di progetto e della dimensione dell’impresa o aggregazione di PMI.

Il contributo a fondo perduto è pari al:

  • 60% delle spese ritenute ammissibili per i partecipanti in forma singola;
  • 70% delle spese ritenute ammissibili per ATI/ATS e Reti.

Il contributo regionale non potrà comunque superare:

  • € 40.000,00 per i partecipanti in forma singola;
  • € 140.000,00 per ATI/ATS e Reti.

Modalità di presentazione delle domande

Le domande possono essere presentate dal 13 gennaio 2025 fino al 13 febbraio 2025 tramite piattaforma Sfinge.

La Regione procederà alla chiusura anticipata della suddetta finestra al raggiungimento di un numero massimo di 400 domande presentate.

Lo Studio è a disposizione per le imprese interessate a partecipare al bando.

A cura di Simone Vincenzi


Voucher digitale Modena. Voucher digitale.

Voucher digitale Cciaa Modena 2024

Il voucher digitale CCiaa Modena, che fa parte del Piano Transizione 4.0, prevede contributi a fondo perduto, rivolti alle imprese di tutti i settori economici, attraverso il sostegno economico ai progetti di digitalizzazione per l’acquisizione di nuove competenze e tecnologie abilitanti.

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili con un massimale di 4.000,00 euro.

Alle imprese in possesso del rating di legalità verrà riconosciuta una premialità di 250,00 euro nel rispetto dei massimali “de minimis”. L’investimento minimo ammesso deve essere pari ad euro 3.000,00.

Sono ammissibili le spese per servizi di consulenza e/o formazione e di acquisto di beni strumentali materiali e immateriali relativi a una o più tecnologie fra quelle previste all’art. 2 del bando.

A chi è rivolto il contributo?

Beneficiari dei contributi sono le pmi iscritte nel registro imprese di Modena e che non hanno beneficiato dell’analogo contributo per l’anno 2023.

Prima dell’invio della domanda si invita a condurre le opportune verifiche:

  • Di regolarità del pagamento del diritto annuale presso il competente ufficio Diritto Annuale: diritto.annuale@mo.camcom.it;
  • Di regolarità del DURC – Documento di Regolarità contributiva.

 

Quali sono le spese ammissibili?

Tecnologie principali abilitanti (inclusa la pianificazione o progettazione dei relativi interventi):

  1. Robotica avanzata e collaborativa;
  2. Interfaccia uomo-macchina;
  3. Manifattura additiva e stampa 3D;
  4. Prototipazione rapida;
  5. Internet delle cose e delle macchine;
  6. Cloud, High Performance Computing – HPC, fog e quantum computing;
  7. Soluzioni di cyber security e business continuity (es. CEI – cyber exposure index, vulnerability assessment, penetration testing etc);
  8. Big data e analytics;
  9. Intelligenza artificiale;
  10. Blockchain;
  11. Soluzioni tecnologiche per la navigazione immersiva, interattiva e partecipativa (realtà aumentata, realtà virtuale e ricostruzioni 3D);
  12. Simulazione e sistemi cyberfisici;
  13. Integrazione verticale e orizzontale;
  14. Soluzioni tecnologiche digitali di filiera per l’ottimizzazione della supply chain;
  15. Soluzioni tecnologiche per la gestione e il coordinamento dei processi aziendali con elevate caratteristiche di integrazione delle attività (ad es. ERP, MES, PLM, SCM, CRM, incluse le tecnologie di tracciamento, ad es. RFID, barcode, etc).

Come presentare la domanda

Le domande di contributo, firmate digitalmente, possono essere inviate a partire dalle ore 11:00 del 13 novembre alle ore 18:00 del 27 novembre 2024 esclusivamente in modalità telematica, mediante la piattaforma Telemaco.

Alla pratica telematica dovrà essere allegata la seguente documentazione:

  • Il modello base generato dal sistema Telemaco;
  • La domanda di contributo in bollo che deve essere compilata utilizzando il modulo pubblicato tra gli allegati, regolarmente compilato in tutte le sue parti a pena di esclusione.
    Si precisa che l’imposta di bollo (16,00 euro) deve essere assolta in modo virtuale, utilizzando esclusivamente PagoPA  oppure borsellino Telemaco il al momento dell’invio della pratica.
  • I preventivi di spesa (purché non antecedenti il 1/01/2024) o eventuali fatture già emesse (purché non antecedenti il 01/01/2024);
  • Eventuale autocertificazione del fornitore relativa a quanto previsto all’art. 7 comma 2 del Bando per gli “ulteriori fornitori”.

Sia la domanda che gli allegati dovranno essere firmati digitalmente (in formato p7m) dal titolare/legale rappresentante dell’impresa.

Alla domanda dovrà essere allegato il Report “Selfi4.0”, self-assessment di maturità digitale da compilare on line (il modello può essere trovato sul portale nazionale dei PID) e/o il Report “Zoom 4.0” di assessment guidato, realizzato con il supporto con i Digital Promoter della Camera di commercio.

Successivamente al superamento dell’istruttoria amministrativa-formale, la selezione dei progetti avverrà con procedura valutativa a graduatori. A parità di punteggio conseguito, la graduatoria verrà determinata in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande.

L’approvazione della graduatoria dei beneficiari dei contributi avverrà non oltre 60 giorni dalla scadenza del termine di presentazione delle domande, ovvero entro il 26 gennaio 2025 e ne verrà data notizia alle imprese richiedenti, all’indirizzo PEC indicato sulla domanda.

Rendicontazione

Entro il 120° giorno successivo alla data della determinazione di approvazione della graduatoria delle domande ammesse a contributo, l’impresa dovrà trasmettere la pratica di rendicontazione, esclusivamente in modalità telematica, con firma digitale del titolare/legale rappresentante dell’impresa.

La rendicontazione dovrà essere composta da:

  • Un nuovo modello base;
  • La dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà di cui all’art. 47 D.P.R. 445/2000, in cui siano indicate le fatture e gli altri documenti contabili riferiti agli investimenti realizzati;
  • Copia delle fatture: dovranno riportare il Codice Unico del Progetto C.U.P. comunicato al beneficiario in sede di concessione del contributo;
  • Copia dei pagamenti effettuati esclusivamente mediante transazioni bancarie verificabili (ri.ba, bonifico, ecc.); non saranno ammesse spese effettuate in contanti o tramite assegni;
  • Nel caso dell’attività formativa, la dichiarazione di fine corso e copia dell’attestato di frequenza per almeno l’80% del monte ore complessivo. Il Responsabile dell’impresa si impegna inoltre a informare i propri dipendenti dell’opportunità di effettuare il Digital Skill Voyager (DSV), al termine dell’attività formativa;
  • Una relazione finale di consuntivazione delle attività realizzate;
  • La dichiarazione di assoggettabilità alla ritenuta 4%.

Lo Studio è a disposizione per la necessaria assistenza alla predisposizione e invio delle domande.

A cura di Simone Vincenzi