Cambiano i criteri di concessione di prestiti e linee di credito alle imprese
I criteri di concessione di prestiti e linee di credito sono destinati a cambiare. L’attenzione si sposta sulla capacità dell’impresa di generare reddito e flusso di cassa.
Quali aspetti diventano rilevanti per la concessione dei prestiti?
Diventano rilevanti per la concessione di prestiti, anche per le micro e piccole imprese, le tematiche ESG basate sulla sostenibilità (environmental, social, governance). In sostanza aumentano le informazioni che l’impresa, a prescindere dalle dimensioni, dovrà fornire agli istituti di credito. Serve quindi un cambio culturale delle imprese e in questo sarà determinante anche il ruolo giocato dal professionista che affianca l’impresa.
A questi concetti è dedicata la pubblicazione delle Linee guida EBA-GL Lom attinenti alla concessione e al monitoraggio dei prestiti. In questa pubblicazione, infatti, si evidenzia la necessità per le imprese di fornire un’adeguata informativa economico-finanziaria, storica e prospettica.
Cosa occorre fare?
In questo contesto è opportuno che le imprese si dotino di strumenti adeguati alla propria natura e dimensione in grado di garantire un monitoraggio costante delle dinamiche aziendali attraverso l’elaborazione di bilanci infrannuali, budget e business plan.
L’obiettivo è quello di rafforzare il rapporto banca-impresa, migliorando l’accesso al credito e relativo costo.
La crescita, sia quantitativa che qualitativa, di tali informazioni può essere favorita dal supporto dei commercialisti, che possono agevolare il necessario cambiamento culturale per affrontando il tema con maggiore consapevolezza, soprattutto nell’ambito della pianificazione economico-finanziaria.
Operativamente parlando
Operativamente, è opportuno riclassificare i bilanci storici e predisporre documenti contabili infrannuali e prospettici, ponendo l’attenzione su una stima realistica e sostenibile del reddito e del flusso di cassa, strettamente collegato alla capacità dell’impresa di far fronte ai propri impegni.
Alcune degli indicatori da monitorare:
- variazione del fatturato;
- EBIT;
- EBITDA;
- capitale circolante netto (CCN);
- PFN/EBITDA;
- DSCR (capacità di utilizzare il proprio reddito operativo per ripagare il debito), che in ambito bancario viene considerato adeguato con valori pari o superiori a 1,1;
- interest coverage ratio (che assume particolare rilievo nell’attuale contesto di aumento dei tassi di interesse).
Inoltre, gli istituti di credito, al fine di rilevare una possibile perdita di equilibrio economico-finanziario, solitamente verificano la presenza di:
- debiti scaduti nei confronti dei dipendenti e/o tributari e previdenziali;
- una significativa diminuzione di cash flow futuri;
- un rapporto PFN/EBITDA superiore a 6;
- ultimi due bilanci in perdita;
- riduzione del fatturato superiore al 30% rispetto all’esercizio precedente;
- riduzione del patrimonio netto superiore al 50% rispetto all’esercizio precedente.
In generale...
…gli enti e i creditori dovrebbero richiedere all’impresa una documentazione affidabile che contenga proiezioni realistiche sulla sua capacità di restare solvibile. In tal senso si possono utilizzare informazioni reperite presso consulenti fiscali, revisori dei conti e altri esperti.
Comunicazione dati investimenti 4.0 2022 entro il 30 novembre
L'adempimento non costituisce condizione di accesso all'agevolazione
Entro il 30 novembre – cioè entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi – occorre inviare al Ministero delle Imprese e del Made in Italy la comunicazione dei dati e delle informazioni rilevanti riguardanti il credito d’imposta per gli investimenti 4.0.
Come procedere con l'invio del modello di comunicazione?
Il modello di comunicazione, firmato digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa, deve essere trasmesso in formato elettronico tramite PEC all’indirizzo: benistrumentali4.0@pec.mise.gov.it secondo lo schema disponibile on line nel sito ministeriale.
In caso di problemi tecnici, come chiarito sul sito ministeriale, il modello può essere inviato direttamente alla PEC della Direzione: dgpiipmi.dg@pec.mise.gov.it
Questa comunicazione non costituisce presupposto per fruire dell’agevolazione.
Lo stesso Ministero, nel comunicato del 20 maggio 2020, ha infatti affermato che:
“Tale comunicazione, si precisa, è funzionale esclusivamente all’acquisizione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico delle informazioni necessarie per valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure agevolative. Essa, pertanto, non costituisce condizione preventiva di accesso ai benefici e neanche, in caso di eventuale mancato invio, causa di diniego del diritto alle agevolazioni spettanti”.
Comunicazione anche per i crediti R&S&I e formazione 4.0
Analoghe comunicazioni sono poi previste per il credito ricerca, sviluppo e innovazione (art. 1 commi 200 ss. della L. 160/2019) e per il credito formazione 4.0 (art. 1 commi da 46 a 56 della L. 205/2017).
Anche per tali agevolazioni la comunicazione non costituisce presupposto per la disciplina agevolativa.
Come procedere con l'invio del modello di comunicazione?
Con riferimento al credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, attività di innovazione tecnologica e attività di design e ideazione estetica, il modello di comunicazione, firmato digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa, va trasmesso in formato elettronico tramite PEC all’indirizzo cirsid@pec.mise.gov.it secondo gli schemi disponibili on line sul sito del Ministero.
In caso di problemi tecnici, come specificato sul sito ministeriale, il modello può essere inviato direttamente alla PEC della Direzione: dgpiipmi.dg@pec.mise.gov.it
Infine, per quanto riguarda il credito d’imposta per le spese di formazione 4.0, il modello di comunicazione, firmato digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa, va trasmesso in formato elettronico tramite PEC all’indirizzo: formazione4.0@pec.mise.gov.it
In caso di problemi tecnici inviare il modello di comunicazione alla PEC della Direzione: dgpiipmi.dg@pec.mise.gov.it secondo gli schemi disponibili on line sul sito del Ministero.
Eventi atmosferici luglio 2023: rimborsi
A titolo informativo comunichiamo che a breve apriranno le procedure per i rimborsi – fino a 5mila euro per i privati e 20mila euro per le imprese – destinati ai cittadini e alle aziende che, dal 22 al 27 luglio scorsi, sono stati danneggiati dall’ondata di maltempo. Nello specifico si fa riferimento ai seguenti fenomeni atmosferici:
- inondazione;
- frana;
- tromba d’aria;
- grandine;
- vento di burrasca.
Quando presentare la domanda?
Fino al 15 dicembre è possibile presentare le domande direttamente al Comune di residenza.
Clicca qui per scaricare i moduli necessari alla presentazione della domanda.
Le richieste verranno poi trasmesse dal Comune alla Protezione civile nazionale per lo stanziamento. Quelli che verranno assegnati saranno i primi rimborsi, a cui potrà seguire una seconda tranche di indennizzi in caso di stanziamento di ulteriori risorse da parte dello Stato.
Quali le spese ammissibili al rimborso?
Tra le spese ammissibili al rimborso ci sono:
- quelle relative agli interventi e al ripristino dei danni alle parti strutturali e non strutturali (es. pulizia e rimozione fango/detriti, finiture interne ed esterne, impianti ecc.)
- quelle relative alla sostituzione e al ripristino dei beni mobili (es. arredi ed elettrodomestici presenti nell’abitazione, impianti, macchinari, attrezzature, scorte di materie prime, semilavorati e prodotti finiti riguardanti l’attività aziendale).
Tra le spese ammissibili non rientrano i danni alle automobili.
Tutti gli interventi dovranno essere conclusi entro il 31 dicembre 2024, pena la perdita del contributo.
La procedura
La domanda può essere:
- consegnata a mano all’Ufficio Protocollo;
- spedita con raccomandata a/r;
- inviata tramite PEC all’indirizzo PEC dell’Amministrazione Comunale.
Alla domanda sottoscritta dal richiedente deve essere sempre allegata copia di un suo documento in corso di validità.
Entro 40 giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle domande di contributo, fissata per il 15 dicembre 2023, il Comune dovrà concludere l’istruttoria, con controlli a campione per verificare la veridicità delle dichiarazioni rese dagli interessati.
Entro il 31 gennaio 2024, quindi, gli Enti locali dovranno inviare gli elenchi riepilogativi delle istanze ammissibili a contributo all’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione Civile.
L’ammontare del fabbisogno finanziario risultante dagli elenchi riepilogativi sarà comunicato al Dipartimento nazionale della Protezione Civile, ai fini del necessario stanziamento finanziario. Avvenuta l’assegnazione dei fondi, l’Agenzia provvederà entro 30 giorni a ripartire e assegnare le risorse ai singoli Comuni, per la successiva concessione e liquidazione dei contributi a chi ne ha diritto.
M&W Associati
Bando amianto 2023- incentivi alle imprese
Incentivi alle imprese per la rimozione e lo smaltimento di manufatti contenenti amianto
La Regione Emilia-Romagna ha emanato un nuovo bando rivolto alle imprese operanti nel territorio regionale, al fine di incentivare la rimozione e lo smaltimento dell’amianto dagli immobili in cui svolgono la loro attività.
Soggetti beneficiari
Micro, piccole e medie imprese e le grandi imprese, con sede legale o unità locale nel territorio della Regione Emilia-Romagna.
Quali le spese ammissibili?
Sono finanziabili i progetti relativi alla rimozione e smaltimento di manufatti contenenti amianto, presenti in immobili in cui si svolgono attività produttive, terziarie e commerciali dell’impresa richiedente, sede di lavoro per i soggetti addetti a tali attività.
L’intervento dovrà avere un costo complessivo ammissibile di almeno € 15.000,00 per le spese di rimozione e smaltimento dell’amianto. Sono esclusi i costi di ricostruzione.
Sono considerati ammissibili gli interventi avviati dopo la data di prenotazione on-line.
Sono esclusi gli interventi finalizzati al mero adeguamento alle norme esistenti.
Agevolazione
Il contributo in conto capitale in percentuale sul costo ammissibile dell’intervento è determinato dalla dimensione dell’ impresa secondo i seguenti parametri:
- PMI 50%
- Grandi imprese 35%
- Importo massimo contributo € 150.000,00
L’importo del contributo, definito secondo le percentuali sopra riportate, per il 50% è a fondo perduto.
Criterio di proprietà e definizione della graduatoria
Criteri di priorità:
- Vicinanza dell’edificio da bonificare inferiore a 800 metri in linea d’aria, da recettori sensibili quali scuole o ospedali;
- Contestuale installazione di impianto fotovoltaico. L’impianto fotovoltaico dovrà essere installato presso la medesima unità locale, l’area produttiva, commerciale o artigianale di cui fa parte l’edificio da bonificare e dovrà essere installato dopo la data di presentazione della prenotazione on-line.
Presentazione delle domande
La presentazione della domanda di contributo si articolerà in due fasi:
- Fase 1: prenotazione online del contributo – dalle ore 10.00 del 22 novembre 2023 alle ore 16.00 del 28 novembre 2023;
- Fase 2: completamento domanda di contributo – dalle ore 10:00 del 10 gennaio 2024 alle ore 16:00 del 05 aprile 2024. Qui potranno accedervi unicamente le imprese che, sulla base dei criteri di priorità, dell’ordine cronologico di arrivo, si troveranno in posizione utile per accedere al contributo.
M&W Associati
Da sapere: Decreto mille proroghe e riversamento bonus ricerca e sviluppo
Per investimenti in beni 4.0 tempo fino al 30 novembre per ultimarli
Il decreto mille proroghe fissa al 30 novembre 2023 il termine per ultimare gli investimenti in beni “ordinari” e beni materiali “4.0” prenotati nel 2022.
Le scadenze
Le scadenze per l’effettuazione degli investimenti prenotati nel 2022 con acconto del 20% per poter beneficiare delle aliquote previste dalla normativa 2022 sono le seguenti:
- Beni ordinari entro il 30/11/2023
- Beni materiali 4.0 entro il 30/11/2023
- Beni immateriali 4.0 entro 30/06/2023
L’agevolazione relativa agli investimenti in beni materiali e immateriali “ordinari” e in beni materiali “4.0” prenotati nel 2022, ma effettuati entro il 30 novembre 2023, deve essere indicata nel modello Redditi 2023.
Per quanto riguarda il modello redditi 2023 si prevede che, ai fini del monitoraggio PNRR, per poter misurare il raggiungimento da parte dell’Italia degli obiettivi previsti nel piano, vadano indicati anche i dati degli investimenti effettuati entro il 30 novembre 2023 per i quali entro il 31 dicembre 2022 si sia proceduto alla “prenotazione”, anche se non compresi nel periodo d’imposta di riferimento della presente dichiarazione.
Altra proroga per il versamento bonus ricerca e sviluppo
Entro il 30 novembre 2023, i contribuenti che hanno indebitamente fruito dei crediti d’imposta per ricerca e sviluppo possono regolarizzare la propria posizione riversando il credito utilizzato senza applicazione di sanzioni e interessi.
Viste le diverse contestazioni dell’Agenzia e i numerosi dubbi interpretativi, le imprese si trovano nella situazione di valutare la possibilità di ricorrere a questa procedura di restituzione, anche nei casi in cui ritengano di non aver fatto un uso indebito dei crediti.
Pertanto, con la bozza del Dl. fiscale approvato il 16 ottobre, il termine di presentazione della domanda di accesso alla procedura di riversamento viene posticipato dal 30 novembre 2023 al 30 giugno 2024. Il termine di pagamento delle somme o della prima rata viene, invece, posticipato dal 16 dicembre 2023 al 16 dicembre 2024.
Tuttavia, si attendono ulteriori chiarimenti circa la possibilità di certificare i crediti in oggetto e mettersi al riparo da eventuali contestazioni (l’albo dei certificatori partirà dal 1° gennaio 2024). Le certificazioni possono essere richieste a condizione che le violazioni relative all’utilizzo dei crediti d’imposta non siano già state contestate con verbale.
A cura di Simone Vincenzi
Sabatini 2023-2024: novità
La Nuova Sabatini 2023 è stata confermata anche per il 2024 con ulteriori fondi. Questa misura permette di accedere a contributi per l’acquisto, attraverso finanziamento o leasing, di nuovi macchinari, impianti e attrezzature. Inoltre, a partire dal 2023, è stata introdotta la nuova categoria green della Sabatini.
Per il 2024, grazie alle modifiche apportate dalla Legge di Bilancio, il contributo sarà erogato in un’unica tranche alle imprese richiedenti.
Che cos’è la Nuova Sabatini?
La Nuova Sabatini è un’iniziativa promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (ex MISE) con l’obiettivo di agevolare l’accesso al credito. Questa misura offre sostegno finanziario per l’acquisto o il noleggio di macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali per la produzione e hardware, inclusi software e tecnologie digitali.
Quali sono le novità?
- Nuova Sabatini green: Questa categoria prevede un contributo per le PMI che investono in macchinari, impianti nuovi e attrezzature nuove di fabbrica a uso produttivo, a basso impatto ambientale. Questi macchinari devono essere utilizzati per migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi. Questo incentivo è valido per le domande presentate dal 1° gennaio 2023.
- Nuova Sabatini Sud: Questa linea di intervento offre un contributo per gli investimenti realizzati dalle micro e piccole imprese nelle regioni del Mezzogiorno, tra cui Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il Ministero deve ancora definire le istruzioni specifiche per questa categoria.
Come funziona la Nuova Sabatini 2023-2024?
La Nuova Sabatini consente di accedere a finanziamenti e sostenere determinati tipi di investimenti. Inoltre, il Ministero dello Sviluppo Economico contribuisce finanziando una parte degli interessi sui prestiti.
Le caratteristiche dei finanziamenti sono le seguenti:
- Possono coprire interamente l’importo dell’investimento attraverso finanziamenti bancari o leasing;
- Sono assistiti dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso;
- Durata del finanziamento fino a 5 anni;
- Importo minimo 20.000 euro.
Chi sono i soggetti che possono beneficiare della Nuova Sabatini 2023 2024?
Le micro, piccole e medie imprese (PMI) che soddisfano i seguenti requisiti alla data di presentazione della domanda:
- Regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca;
- Nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non in liquidazione volontaria o coinvolte in procedure concorsuali con finalità liquidatoria;
- Non rientrano tra coloro che hanno ricevuto e non hanno restituito o depositato in un conto bloccato gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea;
- Non si trovano in condizioni tali da essere considerate imprese in difficoltà;
- Hanno sede legale o un’unità locale in Italia.
Per micro, piccole e medie imprese si intendono le aziende con meno di 250 occupati e un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro o un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro.
Sono ammessi ai finanziamenti della Nuova Sabatini tutti i settori produttivi, ad eccezione delle attività finanziarie e assicurative. La misura copre quindi l’agricoltura e la pesca, insieme a tutti gli altri settori produttivi.
Quali sono le spese ammissibili?
Possono beneficiare del finanziamento i beni nuovi relativi alle immobilizzazioni materiali per “impianti e macchinari”, “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni”. Quest’ultima categoria include le spese classificabili nell’attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’articolo 2424 del Codice Civile, secondo il principio contabile n.16 dell’OIC (Organismo italiano di contabilità), oltre a software e tecnologie digitali.
Non sono ammissibili le spese relative a:
- Terreni e fabbricati;
- Beni usati o rigenerati;
- Immobilizzazioni in corso e acconti.
Gli investimenti devono rispettare i seguenti requisiti:
- Autonomia funzionale dei beni, non consentendo il finanziamento di componenti o parti di macchinari che non soddisfano tale requisito;
- Correlazione dei beni oggetto dell’agevolazione all’attività produttiva svolta dall’impresa.
A cura di Simone Vincenzi
Portale Incentivi: scopri cosa può fare al caso tuo
Lo sai che esiste un sito web che facilita la consultazione di bandi, agevolazioni e aiuti per gli imprenditori e futuri imprenditori?
Si tratta del sito: Tutti gli incentivi del MIMIT | Incentivi.gov.it
Un motore di ricerca per promuovere la ricerca degli incentivi finanziati dal Ministero dello Sviluppo Economico compresi quelli previsti dal PNRR.
In questo modo aspiranti imprenditori, imprese o professionisti, enti e istituzioni o cittadini potranno agevolmente scegliere e trovare l’incentivo più adatto alle loro esigenze seguendo uno dei quattro percorsi guidati.
Infine, puoi esplorare anche l’intero catalogo degli incentivi applicando i filtri più adatti alle tue esigenze cliccando su “Vai a catalogo” (vedi immagine sopra).
Per ogni incentivo selezionato sarà visualizzata una scheda sintetica sull’operatività della misura con tutte le informazioni di dettaglio. Inoltre, per comprendere al meglio i termini più tecnici degli incentivi proposti c’è il glossario.
Vai sul sito www.incentivi.gov.it , scopri le opportunità che possono fare al caso tuo, inseriscilo tra i preferiti e consultalo per rimanere sempre aggiornato.
A cura di Simone Vincenzi
Bonus colonnine per imprese e professionisti
Bonus colonnine anche per imprese e professionisti. Quando fare domanda?
La finestra temporale unica per fare domanda si aprirà il 26 ottobre alle ore 10:00 e ci sarà tempo fino alle ore 17:00 del 30 novembre 2023.
I dettagli arrivano dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che disciplina regole e condizioni.
Rientreranno nel conteggio dell’agevolazione, per un contributo pari al 40% delle spese ammissibili, i costi sostenuti dopo il 4 novembre 2021.
Due i canali per l’invio della domanda:
- per le imprese sarà necessario procedere tramite il portale Invitalia ;
- i professionisti dovranno inviare domanda a mezzo PEC all’indirizzo: CRE1@postacert.invitalia.it.
Alcuni dei dettagli forniti dal Ministero:
Tra le spese ammissibili rientrano quelle sostenute dopo il 4 novembre 2021, documentate mediante fattura elettronica e relative a:
- acquisto e messa in opera di infrastrutture di ricarica, comprese le spese per l’installazione delle colonnine, gli impianti elettrici, le opere edili strettamente necessarie, gli impianti e i dispositivi per il monitoraggio;
- la connessione alla rete elettrica (nel limite massimo del 10 per cento);
- le spese di progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi (nel limite massimo del 10 per cento).
I costi agevolabili dovranno essere considerati al netto dell’IVA.
Requisiti di accesso
A poter beneficiare del bonus del 40% sono, nel dettaglio:
- le imprese di qualunque dimensione, operanti in tutti i settori e su tutto il territorio italiano, in possesso dei requisiti previsti dalla normativa;
- i professionisti in possesso dei requisiti previsti dalla normativa.
I requisiti specifici sono indicati nel decreto MASE del 25 agosto 2021.
Per quanto riguarda le imprese, l'agevolazione è riconosciuta ai soggetti che:
- hanno sede sul territorio italiano;
- risultano attive e iscritte al Registro delle imprese;
- non sono in situazione di difficoltà;
- sono iscritte presso INPS o INAIL e hanno una posizione contributiva regolare;
- sono in regola con gli adempimenti fiscali;
- non sono sottoposte a procedura concorsuale e non si trovano in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente ai sensi della normativa vigente;
- non hanno beneficiato di un importo complessivo di aiuti de minimis che determini il superamento dei massimali previsti dal regolamento de minimis;
- non hanno ricevuto né richiesto, per le spese oggetto del contributo di cui al presente decreto, alcun altro contributo pubblico.
Per quel che riguarda i professionisti, è richiesto il possesso dei seguenti requisiti alla data di concessione ed erogazione del contributo:
- presentano un volume d’affari, nell’ultima dichiarazione IVA trasmessa all’Agenzia delle Entrate, così come risultante dal rigo VE50, non inferiore al valore dell’infrastruttura di ricarica per la quale è richiesto il contributo di cui al presente decreto. Per i professionisti che applicano il regime forfettario, il valore dell’infrastruttura di ricarica non può essere superiore a euro 20.000,00 (ventimila/00);
- non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea.
Necessiti di ulteriori informazioni?
Puoi contattare Invitalia che gestisce la misura per conto del Ministero:
Telefono: 800 77 53 97
Numero verde gratuito attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00
A cura di Simone Vincenzi
Fondo startER e fondo energia- Regione Emilia Romagna
Dal 25 ottobre sarà possibile presentare domanda a valere sul Fondo Energia e sul Fondo StartER promossi dalla Regione Emilia-Romagna.
A chi è rivolto il Fondo Energia?
Il Fondo StartER si rivolge alle micro e piccole imprese della Regione Emilia-Romagna costituite da non più di cinque anni e finanzia progetti rivolti a:
- efficientamento energetico delle imprese;
- realizzazione impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo;
- interventi di miglioramento e adeguamento sismico in associazione ad interventi energetici;
- interventi per la circolarità dei processi e lo sviluppo di impianti di economia circolare.
Il Fondo interviene concedendo finanziamenti a tasso agevolato fino a 1 milione di euro con provvista mista, derivante per il 70% dalle risorse pubbliche del Fondo e per il restante 30% da risorse messe a disposizione degli Istituti di credito convenzionati (tasso pari all’Euribor a 6 mesi + uno spread massimo del 4,99).
Il Fondo concede, inoltre, un contributo a fondo perduto (max 12,5%), che copre le spese tecniche sostenute dall’impresa per la preparazione e il supporto tecnico del progetto di investimento.
A titolo esemplificativo si riporta un elenco delle macro-voci delle spese ammissibili:
- interventi su immobili strumentali: acquisto, ampliamento e/o ristrutturazione;
- acquisto di macchinari, attrezzature, hardware e software, arredi strettamente funzionali;
- acquisizione di brevetti, licenze, marchi, avviamento;
- spese per partecipazione a fiere e interventi promozionali;
- consulenze tecniche e/o specialistiche;
- spese del personale adibito al progetto;
- materiale e scorte;
- spese locazione dei locali adibito ad attività;
- spese per la produzione di documentazione tecnica necessaria per la presentazione della domanda (a titolo esemplificativo redazione di business plan).
Presentazione della domanda
La domanda deve essere presentata, nel periodo di apertura dello sportello, in modalità on line con firma digitale, allegando tutti i documenti previsti.
Una volta conclusa la compilazione, l’impresa riceverà una comunicazione contenente il numero di protocollo assegnato alla domanda. Il Comitato di valutazione del Fondo esaminerà periodicamente le richieste pervenute.
L’erogazione del finanziamento avverrà dietro la presentazione di una rendicontazione di almeno il 50% del progetto ammesso (da inviare al massimo entro 4 mesi dalla delibera del Comitato).
Tutti i progetti dovranno essere conclusi e rendicontati per il 100% dell’importo ammesso entro 12 mesi dalla delibera di concessione.
Tutte le informazioni sul sito www.fondoenergia.artigiancredito.it
A cura di Simone Vincenzi
Bando Voucher Digitali I4.0 Cciaa Ferrara
Al via l’edizione 2023 del bando a sostegno delle iniziative di digitalizzazione e di transizione ecologica delle imprese iscritte nel Registro delle Imprese di Ferrara/Ravenna.
Continua l’impegno della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna nel sostenere le Micro, Piccole e Medie Imprese di tutti i settori, localizzate nelle province di Ferrara o di Ravenna, che investono nelle nuove tecnologie digitali, nell’ambito delle attività previste dal Piano Transizione 4.0 e dell’iniziativa strategica di Sistema “La doppia transizione digitale ed ecologica“.
Il contributo massimo erogabile per ogni impresa è di 5.000 euro, oltre ad eventuali premialità previste dal bando.
L’investimento minimo previsto è pari a 2.000 euro.
L’intensità del contributo è pari al 50% delle spese sostenute e ammesse.
Interventi agevolabili
Misure di innovazione tecnologica che dovranno riguardare almeno una tecnologia dell’Elenco 1:
a) robotica avanzata e collaborativa;
b) interfaccia uomo-macchina;
c) manifattura additiva e stampa 3D;
d) prototipazione rapida;
e) internet delle cose e delle macchine;
f) cloud, High Performance Computing-HPC, fog e quantum computing;
g) soluzioni di cybersecurity e business continuity;
h) big data e analytics;
i) intelligenza artificiale;
j) blockchain;
k) soluzioni tecnologiche per la navigazione immersiva, interattiva e partecipativa (realtà aumentata, realtà virtuale e ricostruzioni 3D);
l) simulazione e sistemi cyber fisici;
m) integrazione verticale e orizzontale;
n) soluzioni tecnologiche digitali di filiera per l’ottimizzazione della supply chain;
o) soluzioni tecnologiche per la gestione e il coordinamento dei processi aziendali con elevate caratteristiche di integrazione delle attività (ad es. ERP, MES, PLM, SCM, CRM, incluse le tecnologie di tracciamento, ad es. RFID, bar code, etc.).
p) sistemi di e-commerce, escluse mere spese di web marketing;
q) sistemi per lo smart working e il telelavoro (escluso il mero acquisto di smartphones e tablets).
Alcuni prerequisiti
- la domanda di contributo va presentata solo se il progetto è già realizzato e concluso e se si è in possesso di tutti i documenti di spesa già pagati;
- le fatture ammissibili potranno essere datate dall‘ 1 gennaio 2023 sino al giorno di presentazione della domanda;
- non potranno presentare domanda le imprese che hanno già beneficiato del contributo sulle edizioni 2021 e 2022 del Bando Voucher digitali I4.0.
Termini di presentazione
La domanda va presentata esclusivamente in modalità telematica, tramite la piattaforma Web Telemaco, con firma digitale del titolare o del legale rappresentante dell’impresa richiedente.
Il bando sarà aperto dal 20 ottobre al 20 novembre 2023.
Vista la limitatezza dei fondi si suggerisce di inviare la domanda immediatamente il primo giorno di apertura della “finestra”.
A cura Simone Vincenzi














