L’INPS ha confermato anche per il 2026 l’ISCRO ossia l’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa, consistente nel sostegno economico rivolto ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata che attraversano un periodo di riduzione del reddito.
A chi è rivolta l’ISCRO
L’ISCRO è destinata ai professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS, compresi i partecipanti a studi associati e società semplici, che rispettano determinati requisiti, tra cui:
- partita IVA attiva da almeno 3 anni;
- regolarità contributiva;
- assenza di pensione diretta o iscrizione ad altre forme previdenziali obbligatorie;
- reddito dell’anno precedente inferiore al 70% della media dei redditi dei due anni precedenti;
- reddito non superiore a 12.000 euro (soglia rivalutabile annualmente).
Importo e durata dell’indennità
L’indennità è pari al 25% della media dei redditi professionali dei due anni precedenti quello antecedente la domanda ed è erogata per sei mesi consecutivi. L’importo mensile varia attualmente tra 250 e 800 euro.
Formazione obbligatoria e piattaforma SIISL
Tra le principali novità, è in fase di pubblicazione il decreto che disciplina i percorsi di aggiornamento professionale obbligatori per i beneficiari dell’ISCRO. I professionisti ammessi saranno inseriti nella piattaforma SIISL e dovranno partecipare a corsi erogati da enti accreditati. Il mancato avvio di un percorso formativo entro i termini previsti potrà comportare segnalazioni ai Centri per l’Impiego.
Attenzione alle incompatibilità, in quanto L’ISCRO non è compatibile con alcune prestazioni, tra cui NASpI, DIS-COLL, ALAS e Assegno di Inclusione. Rimane invece compatibile con l’assegno ordinario di invalidità.
Come presentare la domanda
Per quanto riguarda la presentazione della domanda, la richiesta deve essere trasmessa esclusivamente in modalità telematica sul portale INPS tramite SPID, CIE o CNS entro il 31 ottobre 2026.
Chi ha già beneficiato dell’ISCRO nel 2025 non potrà purtroppo accedere nuovamente alla misura nel 2026, in quanto è previsto un periodo di esclusione nei due anni successivi all’inizio della fruizione.
A cura di Emanuela Sorrentino
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