Da sapere: Decreto mille proroghe e riversamento bonus ricerca e sviluppo
Per investimenti in beni 4.0 tempo fino al 30 novembre per ultimarli
Il decreto mille proroghe fissa al 30 novembre 2023 il termine per ultimare gli investimenti in beni “ordinari” e beni materiali “4.0” prenotati nel 2022.
Le scadenze
Le scadenze per l’effettuazione degli investimenti prenotati nel 2022 con acconto del 20% per poter beneficiare delle aliquote previste dalla normativa 2022 sono le seguenti:
- Beni ordinari entro il 30/11/2023
- Beni materiali 4.0 entro il 30/11/2023
- Beni immateriali 4.0 entro 30/06/2023
L’agevolazione relativa agli investimenti in beni materiali e immateriali “ordinari” e in beni materiali “4.0” prenotati nel 2022, ma effettuati entro il 30 novembre 2023, deve essere indicata nel modello Redditi 2023.
Per quanto riguarda il modello redditi 2023 si prevede che, ai fini del monitoraggio PNRR, per poter misurare il raggiungimento da parte dell’Italia degli obiettivi previsti nel piano, vadano indicati anche i dati degli investimenti effettuati entro il 30 novembre 2023 per i quali entro il 31 dicembre 2022 si sia proceduto alla “prenotazione”, anche se non compresi nel periodo d’imposta di riferimento della presente dichiarazione.
Altra proroga per il versamento bonus ricerca e sviluppo
Entro il 30 novembre 2023, i contribuenti che hanno indebitamente fruito dei crediti d’imposta per ricerca e sviluppo possono regolarizzare la propria posizione riversando il credito utilizzato senza applicazione di sanzioni e interessi.
Viste le diverse contestazioni dell’Agenzia e i numerosi dubbi interpretativi, le imprese si trovano nella situazione di valutare la possibilità di ricorrere a questa procedura di restituzione, anche nei casi in cui ritengano di non aver fatto un uso indebito dei crediti.
Pertanto, con la bozza del Dl. fiscale approvato il 16 ottobre, il termine di presentazione della domanda di accesso alla procedura di riversamento viene posticipato dal 30 novembre 2023 al 30 giugno 2024. Il termine di pagamento delle somme o della prima rata viene, invece, posticipato dal 16 dicembre 2023 al 16 dicembre 2024.
Tuttavia, si attendono ulteriori chiarimenti circa la possibilità di certificare i crediti in oggetto e mettersi al riparo da eventuali contestazioni (l’albo dei certificatori partirà dal 1° gennaio 2024). Le certificazioni possono essere richieste a condizione che le violazioni relative all’utilizzo dei crediti d’imposta non siano già state contestate con verbale.
A cura di Simone Vincenzi
Sabatini 2023-2024: novità
La Nuova Sabatini 2023 è stata confermata anche per il 2024 con ulteriori fondi. Questa misura permette di accedere a contributi per l’acquisto, attraverso finanziamento o leasing, di nuovi macchinari, impianti e attrezzature. Inoltre, a partire dal 2023, è stata introdotta la nuova categoria green della Sabatini.
Per il 2024, grazie alle modifiche apportate dalla Legge di Bilancio, il contributo sarà erogato in un’unica tranche alle imprese richiedenti.
Che cos’è la Nuova Sabatini?
La Nuova Sabatini è un’iniziativa promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (ex MISE) con l’obiettivo di agevolare l’accesso al credito. Questa misura offre sostegno finanziario per l’acquisto o il noleggio di macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali per la produzione e hardware, inclusi software e tecnologie digitali.
Quali sono le novità?
- Nuova Sabatini green: Questa categoria prevede un contributo per le PMI che investono in macchinari, impianti nuovi e attrezzature nuove di fabbrica a uso produttivo, a basso impatto ambientale. Questi macchinari devono essere utilizzati per migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi. Questo incentivo è valido per le domande presentate dal 1° gennaio 2023.
- Nuova Sabatini Sud: Questa linea di intervento offre un contributo per gli investimenti realizzati dalle micro e piccole imprese nelle regioni del Mezzogiorno, tra cui Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il Ministero deve ancora definire le istruzioni specifiche per questa categoria.
Come funziona la Nuova Sabatini 2023-2024?
La Nuova Sabatini consente di accedere a finanziamenti e sostenere determinati tipi di investimenti. Inoltre, il Ministero dello Sviluppo Economico contribuisce finanziando una parte degli interessi sui prestiti.
Le caratteristiche dei finanziamenti sono le seguenti:
- Possono coprire interamente l’importo dell’investimento attraverso finanziamenti bancari o leasing;
- Sono assistiti dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso;
- Durata del finanziamento fino a 5 anni;
- Importo minimo 20.000 euro.
Chi sono i soggetti che possono beneficiare della Nuova Sabatini 2023 2024?
Le micro, piccole e medie imprese (PMI) che soddisfano i seguenti requisiti alla data di presentazione della domanda:
- Regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca;
- Nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non in liquidazione volontaria o coinvolte in procedure concorsuali con finalità liquidatoria;
- Non rientrano tra coloro che hanno ricevuto e non hanno restituito o depositato in un conto bloccato gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea;
- Non si trovano in condizioni tali da essere considerate imprese in difficoltà;
- Hanno sede legale o un’unità locale in Italia.
Per micro, piccole e medie imprese si intendono le aziende con meno di 250 occupati e un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro o un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro.
Sono ammessi ai finanziamenti della Nuova Sabatini tutti i settori produttivi, ad eccezione delle attività finanziarie e assicurative. La misura copre quindi l’agricoltura e la pesca, insieme a tutti gli altri settori produttivi.
Quali sono le spese ammissibili?
Possono beneficiare del finanziamento i beni nuovi relativi alle immobilizzazioni materiali per “impianti e macchinari”, “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni”. Quest’ultima categoria include le spese classificabili nell’attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’articolo 2424 del Codice Civile, secondo il principio contabile n.16 dell’OIC (Organismo italiano di contabilità), oltre a software e tecnologie digitali.
Non sono ammissibili le spese relative a:
- Terreni e fabbricati;
- Beni usati o rigenerati;
- Immobilizzazioni in corso e acconti.
Gli investimenti devono rispettare i seguenti requisiti:
- Autonomia funzionale dei beni, non consentendo il finanziamento di componenti o parti di macchinari che non soddisfano tale requisito;
- Correlazione dei beni oggetto dell’agevolazione all’attività produttiva svolta dall’impresa.
A cura di Simone Vincenzi
Portale Incentivi: scopri cosa può fare al caso tuo
Lo sai che esiste un sito web che facilita la consultazione di bandi, agevolazioni e aiuti per gli imprenditori e futuri imprenditori?
Si tratta del sito: Tutti gli incentivi del MIMIT | Incentivi.gov.it
Un motore di ricerca per promuovere la ricerca degli incentivi finanziati dal Ministero dello Sviluppo Economico compresi quelli previsti dal PNRR.
In questo modo aspiranti imprenditori, imprese o professionisti, enti e istituzioni o cittadini potranno agevolmente scegliere e trovare l’incentivo più adatto alle loro esigenze seguendo uno dei quattro percorsi guidati.
Infine, puoi esplorare anche l’intero catalogo degli incentivi applicando i filtri più adatti alle tue esigenze cliccando su “Vai a catalogo” (vedi immagine sopra).
Per ogni incentivo selezionato sarà visualizzata una scheda sintetica sull’operatività della misura con tutte le informazioni di dettaglio. Inoltre, per comprendere al meglio i termini più tecnici degli incentivi proposti c’è il glossario.
Vai sul sito www.incentivi.gov.it , scopri le opportunità che possono fare al caso tuo, inseriscilo tra i preferiti e consultalo per rimanere sempre aggiornato.
A cura di Simone Vincenzi
Bonus colonnine per imprese e professionisti
Bonus colonnine anche per imprese e professionisti. Quando fare domanda?
La finestra temporale unica per fare domanda si aprirà il 26 ottobre alle ore 10:00 e ci sarà tempo fino alle ore 17:00 del 30 novembre 2023.
I dettagli arrivano dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che disciplina regole e condizioni.
Rientreranno nel conteggio dell’agevolazione, per un contributo pari al 40% delle spese ammissibili, i costi sostenuti dopo il 4 novembre 2021.
Due i canali per l’invio della domanda:
- per le imprese sarà necessario procedere tramite il portale Invitalia ;
- i professionisti dovranno inviare domanda a mezzo PEC all’indirizzo: CRE1@postacert.invitalia.it.
Alcuni dei dettagli forniti dal Ministero:
Tra le spese ammissibili rientrano quelle sostenute dopo il 4 novembre 2021, documentate mediante fattura elettronica e relative a:
- acquisto e messa in opera di infrastrutture di ricarica, comprese le spese per l’installazione delle colonnine, gli impianti elettrici, le opere edili strettamente necessarie, gli impianti e i dispositivi per il monitoraggio;
- la connessione alla rete elettrica (nel limite massimo del 10 per cento);
- le spese di progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi (nel limite massimo del 10 per cento).
I costi agevolabili dovranno essere considerati al netto dell’IVA.
Requisiti di accesso
A poter beneficiare del bonus del 40% sono, nel dettaglio:
- le imprese di qualunque dimensione, operanti in tutti i settori e su tutto il territorio italiano, in possesso dei requisiti previsti dalla normativa;
- i professionisti in possesso dei requisiti previsti dalla normativa.
I requisiti specifici sono indicati nel decreto MASE del 25 agosto 2021.
Per quanto riguarda le imprese, l'agevolazione è riconosciuta ai soggetti che:
- hanno sede sul territorio italiano;
- risultano attive e iscritte al Registro delle imprese;
- non sono in situazione di difficoltà;
- sono iscritte presso INPS o INAIL e hanno una posizione contributiva regolare;
- sono in regola con gli adempimenti fiscali;
- non sono sottoposte a procedura concorsuale e non si trovano in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente ai sensi della normativa vigente;
- non hanno beneficiato di un importo complessivo di aiuti de minimis che determini il superamento dei massimali previsti dal regolamento de minimis;
- non hanno ricevuto né richiesto, per le spese oggetto del contributo di cui al presente decreto, alcun altro contributo pubblico.
Per quel che riguarda i professionisti, è richiesto il possesso dei seguenti requisiti alla data di concessione ed erogazione del contributo:
- presentano un volume d’affari, nell’ultima dichiarazione IVA trasmessa all’Agenzia delle Entrate, così come risultante dal rigo VE50, non inferiore al valore dell’infrastruttura di ricarica per la quale è richiesto il contributo di cui al presente decreto. Per i professionisti che applicano il regime forfettario, il valore dell’infrastruttura di ricarica non può essere superiore a euro 20.000,00 (ventimila/00);
- non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea.
Necessiti di ulteriori informazioni?
Puoi contattare Invitalia che gestisce la misura per conto del Ministero:
Telefono: 800 77 53 97
Numero verde gratuito attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00
A cura di Simone Vincenzi
Fondo startER e fondo energia- Regione Emilia Romagna
Dal 25 ottobre sarà possibile presentare domanda a valere sul Fondo Energia e sul Fondo StartER promossi dalla Regione Emilia-Romagna.
A chi è rivolto il Fondo Energia?
Il Fondo StartER si rivolge alle micro e piccole imprese della Regione Emilia-Romagna costituite da non più di cinque anni e finanzia progetti rivolti a:
- efficientamento energetico delle imprese;
- realizzazione impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo;
- interventi di miglioramento e adeguamento sismico in associazione ad interventi energetici;
- interventi per la circolarità dei processi e lo sviluppo di impianti di economia circolare.
Il Fondo interviene concedendo finanziamenti a tasso agevolato fino a 1 milione di euro con provvista mista, derivante per il 70% dalle risorse pubbliche del Fondo e per il restante 30% da risorse messe a disposizione degli Istituti di credito convenzionati (tasso pari all’Euribor a 6 mesi + uno spread massimo del 4,99).
Il Fondo concede, inoltre, un contributo a fondo perduto (max 12,5%), che copre le spese tecniche sostenute dall’impresa per la preparazione e il supporto tecnico del progetto di investimento.
A titolo esemplificativo si riporta un elenco delle macro-voci delle spese ammissibili:
- interventi su immobili strumentali: acquisto, ampliamento e/o ristrutturazione;
- acquisto di macchinari, attrezzature, hardware e software, arredi strettamente funzionali;
- acquisizione di brevetti, licenze, marchi, avviamento;
- spese per partecipazione a fiere e interventi promozionali;
- consulenze tecniche e/o specialistiche;
- spese del personale adibito al progetto;
- materiale e scorte;
- spese locazione dei locali adibito ad attività;
- spese per la produzione di documentazione tecnica necessaria per la presentazione della domanda (a titolo esemplificativo redazione di business plan).
Presentazione della domanda
La domanda deve essere presentata, nel periodo di apertura dello sportello, in modalità on line con firma digitale, allegando tutti i documenti previsti.
Una volta conclusa la compilazione, l’impresa riceverà una comunicazione contenente il numero di protocollo assegnato alla domanda. Il Comitato di valutazione del Fondo esaminerà periodicamente le richieste pervenute.
L’erogazione del finanziamento avverrà dietro la presentazione di una rendicontazione di almeno il 50% del progetto ammesso (da inviare al massimo entro 4 mesi dalla delibera del Comitato).
Tutti i progetti dovranno essere conclusi e rendicontati per il 100% dell’importo ammesso entro 12 mesi dalla delibera di concessione.
Tutte le informazioni sul sito www.fondoenergia.artigiancredito.it
A cura di Simone Vincenzi
Bando Voucher Digitali I4.0 Cciaa Ferrara
Al via l’edizione 2023 del bando a sostegno delle iniziative di digitalizzazione e di transizione ecologica delle imprese iscritte nel Registro delle Imprese di Ferrara/Ravenna.
Continua l’impegno della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna nel sostenere le Micro, Piccole e Medie Imprese di tutti i settori, localizzate nelle province di Ferrara o di Ravenna, che investono nelle nuove tecnologie digitali, nell’ambito delle attività previste dal Piano Transizione 4.0 e dell’iniziativa strategica di Sistema “La doppia transizione digitale ed ecologica“.
Il contributo massimo erogabile per ogni impresa è di 5.000 euro, oltre ad eventuali premialità previste dal bando.
L’investimento minimo previsto è pari a 2.000 euro.
L’intensità del contributo è pari al 50% delle spese sostenute e ammesse.
Interventi agevolabili
Misure di innovazione tecnologica che dovranno riguardare almeno una tecnologia dell’Elenco 1:
a) robotica avanzata e collaborativa;
b) interfaccia uomo-macchina;
c) manifattura additiva e stampa 3D;
d) prototipazione rapida;
e) internet delle cose e delle macchine;
f) cloud, High Performance Computing-HPC, fog e quantum computing;
g) soluzioni di cybersecurity e business continuity;
h) big data e analytics;
i) intelligenza artificiale;
j) blockchain;
k) soluzioni tecnologiche per la navigazione immersiva, interattiva e partecipativa (realtà aumentata, realtà virtuale e ricostruzioni 3D);
l) simulazione e sistemi cyber fisici;
m) integrazione verticale e orizzontale;
n) soluzioni tecnologiche digitali di filiera per l’ottimizzazione della supply chain;
o) soluzioni tecnologiche per la gestione e il coordinamento dei processi aziendali con elevate caratteristiche di integrazione delle attività (ad es. ERP, MES, PLM, SCM, CRM, incluse le tecnologie di tracciamento, ad es. RFID, bar code, etc.).
p) sistemi di e-commerce, escluse mere spese di web marketing;
q) sistemi per lo smart working e il telelavoro (escluso il mero acquisto di smartphones e tablets).
Alcuni prerequisiti
- la domanda di contributo va presentata solo se il progetto è già realizzato e concluso e se si è in possesso di tutti i documenti di spesa già pagati;
- le fatture ammissibili potranno essere datate dall‘ 1 gennaio 2023 sino al giorno di presentazione della domanda;
- non potranno presentare domanda le imprese che hanno già beneficiato del contributo sulle edizioni 2021 e 2022 del Bando Voucher digitali I4.0.
Termini di presentazione
La domanda va presentata esclusivamente in modalità telematica, tramite la piattaforma Web Telemaco, con firma digitale del titolare o del legale rappresentante dell’impresa richiedente.
Il bando sarà aperto dal 20 ottobre al 20 novembre 2023.
Vista la limitatezza dei fondi si suggerisce di inviare la domanda immediatamente il primo giorno di apertura della “finestra”.
A cura Simone Vincenzi
Bando contributo a fondo perduto- export digitale
Obiettivi
Il bando, gestito da Unioncamere Emilia-Romagna , prevede la concessione di contributi per la realizzazione di percorsi di internazionalizzazione e di promo-commercializzazione delle imprese e del sistema regionale, contribuendo ad accrescere il numero delle imprese esportatrici, oltre a supportare le imprese per accedere ai servizi offerti dagli strumenti digitali e/o per consolidare il loro utilizzo.
Chi sono i destinatari
Micro, piccole o medie imprese manifatturiere, esportatrici e non esportatrici con sede legale e/o unità operativa in Emilia-Romagna, senza vincolo di fatturato.
Verificare il Codice Ateco.
Tipologia e misura del contributo
Il contributo minimo sarà pari a 5 mila euro (a fronte di spese complessive pari a 10 mila euro), quello massimo ammonterà a 10 mila euro (a fronte di spese complessive pari a 20 mila euro). L’entità massima dell’agevolazione non può superare il 50% delle spese ammissibili.
Ambiti di attività
Le imprese potranno presentare un solo progetto articolato in almeno 2 ambiti di attività (senza vincolo sul numero di Paesi target):
- Temporary Export Manager e Digital Export Manager;
- B2B e B2C;
- Fiere e convegni specialistici a carattere internazionale;
- Marketing digitale;
- Business online;
- Sito web;
- Materiali promozionali.
Termini e modalità di presentazione della domanda
Le richieste di contributo devono essere trasmesse esclusivamente in modalità telematica, attraverso lo sportello on line “Contributi alle imprese”, all’interno del sistema Webtelemaco di Infocamere – Servizi e-gov,
dalle ore 12:00 del 9 ottobre 2023 alle ore 14:00 del 27 ottobre 2023.
A cura di Simone Vincenzi
Nuovi bandi Brevetti+, Disegni+ e Marchi+: contributi per valorizzare i titoli di proprietà industriale
Le misure, destinate alle PMI italiane, dispongono di una dotazione finanziaria complessiva di 32 milioni di euro.
1. Bando Brevetti+
Il BANDO BREVETTI+ supporta la valorizzazione economica delle tecnologie tutelate da brevetto mediante l’acquisto di servizi specialistici funzionali a:
- l’industrializzazione e l’ingegnerizzazione;
- l’organizzazione e lo sviluppo;
- il trasferimento tecnologico.
Soggetti beneficiari:
Micro, piccole e medie imprese (MPMI) che:
a) siano titolari di un brevetto per invenzione industriale concesso in Italia dopo il 01/01/2022 o, alternativamente, siano titolari di una licenza esclusiva trascritta all’UIBM di un brevetto per invenzione industriale concesso in Italia dopo il 01/01/2022.
b) siano titolari di una domanda nazionale di brevetto per invenzione industriale depositata dopo il 01/01/2021;
c) siano titolari di una domanda di brevetto europeo o internazionale depositata dopo il 01/01/2021, con un rapporto di ricerca con esito “non negativo” che rivendichi la priorità di una precedente domanda nazionale di brevetto, purché la domanda nazionale di priorità non sia stata già ammessa alle agevolazioni Brevetti+ di cui ai precedenti bandi.
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto in regime de minimis pari all’80% dei costi ammissibili fino a un importo massimo di €140 mila per impresa.
La domanda potrà essere trasmessa dal 24/10/2023.
La procedura di selezione sarà di tipo valutativo a sportello.
2. Bando Disegni+
Il BANDO DISEGNI+ supporta la valorizzazione e lo sfruttamento economico dei disegni e modelli industriali, finanziando l’acquisizione di servizi specialistici esterni riferibili alle fasi di produzione e commercializzazione.
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto in regime de minimis pari all’80% delle spese ammissibili fino a un importo massimo di €60 mila per impresa.
La domanda potrà essere trasmessa dal 07/11/2023.
3. Bando Marchi+
Il BANDO MARCHI+ supporta le PMI nell’estensione del marchio nazionale a livello comunitario ed internazionale, incentivando l’acquisto di servizi finalizzati alla registrazione e protezione.
Come detto in precedenza....
I soggetti beneficiari sono le micro, piccole e medie imprese (MPMI) che titolari del marchio oggetto della domanda di partecipazione sono in grado di soddisfare i seguenti requisiti:
Misura A:
- abbiano effettuato, a decorrere dal 01/01/2020, il deposito della domanda di registrazione presso EUIPO del marchio oggetto dell’agevolazione e aver ottemperato al pagamento delle relative tasse di deposito;
- abbiano ottenuto la registrazione presso EUIPO del marchio dell’Unione europea oggetto della domanda di partecipazione in data antecedente la presentazione della domanda di partecipazione.
Misura B:
- abbiano effettuato a decorrere dal 01/01/2020:
1) o il deposito della domanda di registrazione presso OMPI di un marchio registrato a livello nazionale presso UIBM o di un marchio dell’Unione europea registrato presso EUIPO e aver ottemperato al pagamento delle relative tasse di registrazione;
2) o il deposito della domanda di registrazione presso OMPI di un marchio per il quale è già stata depositata domanda di registrazione presso UIBM o EUIPO presso e aver ottemperato al pagamento delle relative tasse di registrazione;
3) o il deposito della domanda di designazione successiva di un marchio registrato presso OMPI e aver ottemperato al pagamento delle relative tasse di registrazione.
- aver ottenuto la pubblicazione della domanda di registrazione sul registro internazionale dell’OMPI (Madrid Monitor) del marchio oggetto della domanda di partecipazione antecedentemente la presentazione della domanda di partecipazione.
Spese ammissibili
Misura A:
a) Progettazione della rappresentazione. Il servizio deve essere effettuato o da un professionista/azienda di progettazione grafica/comunicazione;
b) Assistenza per il deposito. Il servizio si riferisce all’assistenza per la compilazione della domanda di marchio dell’UE ed alle conseguenti attività di deposito presso EUIPO e deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati o da un centro PATLIB – Patent Library;
c) Ricerche di anteriorità;
d) Assistenza legale per azioni di tutela del marchio in risposta a opposizioni seguenti al deposito della domanda di registrazione;
e) Tasse di deposito presso EUIPO.
Misura B:
a) Progettazione della rappresentazione. Il servizio si riferisce all’elaborazione della rappresentazione del marchio (ad esclusione del marchio denominativo) utilizzato come base per la domanda internazionale, a condizione che quest’ultima venga depositata entro 6 mesi dal deposito della domanda di registrazione presso UIBM o presso EUIPO. Il servizio deve essere effettuato da un professionista/azienda di progettazione grafica/comunicazione.
b) Assistenza per il deposito. Il servizio si riferisce all’assistenza per la compilazione della domanda di marchio internazionale ed alle conseguenti attività di deposito presso UIBM o EUIPO o presso OMPI (per le sole designazioni successive) e deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati o da un centro PATLIB – Patent Library.
c) Ricerche di anteriorità.
d) Assistenza legale per azioni di tutela del marchio in risposta a opposizioni/rilievi seguenti al deposito della domanda di registrazione.
e) Tasse sostenute presso UIBM o EUIPO e presso OMPI per la registrazione internazionale.
Entro quando devono essere effettuate le spese
Tutte le spese devono:
- Essere fatturate e sostenute a decorrere dal 01/01/2020 e comunque in data antecedente la presentazione della domanda di partecipazione;
- Riguardare attività e servizi effettuati direttamente dagli stessi soggetti che emettono le fatture;
- qualora le spese siano state effettuate da soggetti diversi dalla impresa richiedente l’agevolazione, dovranno risultare da questa rimborsate al soggetto che le ha effettuate – esclusivamente mediante bonifico bancario o postale, RIBA, carta di credito – prima della presentazione della domanda.
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto in regime de minimis pari al:
- 80% delle spese ammissibili fino a un importo massimo di € 6mila per marchio registrato presso EUIPO;
- 90% delle spese ammissibili fino a un importo massimo di €9 mila per marchio registrato presso OMPI.
La domanda potrà essere presentata dal 21/11/2023.
Qualora una o più delle agevolazioni presentate fossero di interesse, si suggerisce di attivarsi tempestivamente.
A cura di Simone Vincenzi
Parco Agrisolare- dal 12 settembre domande di contributo per impianti fotovoltaici
In partenza il 12 settembre 2023 il bando “Parco Agrisolare”.
La finestra temporale per l’invio delle domande di contributo si apre dal 12 settembre 2023 al 12 ottobre 2023.
Le principali novità:
- incremento dell’intensità di aiuto massima concedibile, fino all’80% per le imprese della produzione agricola primaria e della trasformazione di prodotti agricoli;
- la possibilità di partecipazione di imprese in forma aggregata;
- introduzione della nuova fattispecie di autoconsumo condiviso per investimenti realizzati da più imprese agricole, costituite in forma aggregata, la cui produzione di energia è finalizzata a soddisfare al più il fabbisogno energetico di tutti i beneficiari (non è consentita la vendita delle eccedenze);
- l’eliminazione del vincolo di autoconsumo per le imprese del settore della produzione agricola primaria;
- l’aumento fino a 1 MW della soglia massima di potenza di fotovoltaico installabile sui tetti dei fabbricati agricoli;
- raddoppio della spesa massima ammissibile per sistemi di accumulo fino a 100.000 euro;
- raddoppio della spesa massima ammissibile per dispositivi di ricarica fino a 30.000 euro;
- aumento da 1 milione a 2,3 milioni di euro (incluse spese accessorie come rimozione amianto) della spesa massima ammissibile per beneficiario.
Chi può presentare la domanda?
Le domande di contributo possono essere presentate da:
- imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria;
- imprese agroindustriali;
- indipendentemente dai propri associati, le cooperative agricole che svolgono attività di cui all’articolo 2135 del Codice civile;
- soggetti appartenenti alle precedenti categorie costituiti in forma aggregata, quale, a titolo esemplificativo e non esaustivo: associazioni temporanee di imprese (T.I.), raggruppamenti temporanei di impresa (R.T.I), reti d’impresa, comunità energetiche rinnovabili (CER).
Ai fini dell’ammissibilità, i predetti soggetti devono essere regolarmente costituiti e iscritti come attivi nel Registro delle Imprese.
Sono esclusi i soggetti esonerati dalla tenuta della contabilità IVA, aventi un volume di affari annuo inferiore a 7.000 euro.
Cosa viene agevolato?
Possono essere presentati progetti aventi ad oggetto la posa in opera di impianti fotovoltaici, con potenza di picco compresa tra 6 kWp e 1000 kWp, da realizzare su tetti/coperture di fabbricati legati all’attività agricola (compresi quelli destinati alla ricezione e all’ospitalità nell’ambito dell’attività agrituristica), zootecnica e agroindustriale.
Sono ammessi a finanziamento solo impianti fotovoltaici di nuova costruzione e realizzati con componenti di nuova costruzione.
Oltre all’installazione di impianti fotovoltaici, possono essere eseguiti uno o più dei seguenti interventi di riqualificazione delle strutture:
- Rimozione e smaltimento dell’amianto (e, nel caso, l’eternit) dai tetti, in conformità alla normativa nazionale di settore vigente. Tale procedura deve essere svolta unicamente da ditte specializzate iscritte nell’apposito registro;
- Realizzazione dell’isolamento termico dei tetti;
- Installazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria).
Qual è la spesa minima ammissibile?
La spesa massima ammissibile per singola proposta, inclusi gli eventuali interventi complementari, non può essere superiore a 2.330.000 euro.
Tutte le spese sono ammissibili a partire dal giorno di presentazione della domanda di contributo.
Ogni singolo soggetto beneficiario può richiedere l’accesso al contributo per più progetti, ma con una spesa massima ammissibile complessiva, comunque, non superiore a 2.330.000 euro, così ripartiti:
- Fino a 1.500.000 euro per l’installazione di pannelli fotovoltaici;
- Fino a 700.000 euro per gli interventi complementari (rimozione dell’amianto, areazione, isolamento);
- Fino a 100.000 euro per i sistemi di accumulo;
- Fino a 30.000 euro per i dispositivi di ricarica.
Quali sono i tempi di realizzazione del progetto?
I lavori di realizzazione dell’impianto fotovoltaico devono essere avviati successivamente all’invio della domanda di contributo.
Gli interventi devono essere realizzati, collaudati e rendicontati entro 18 mesi dalla data di pubblicazione dell’elenco dei beneficiari, escluse eventuali richieste di proroghe, sostenute da motivi oggettivi, accordate dal GSE di concerto con il Ministero dell’Agricoltura.
In ogni caso, deve essere garantita la realizzazione, il collaudo e la rendicontazione degli interventi entro il 30 giugno 2026.
Quali sono le percentuali dei contributi a fondo perduto?
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto, con le seguenti intensità:
| Imprese attive nel settore della produzione primaria | 80% delle spese ammissibili, con vincolo dell’autoconsumo (1) |
30% delle spese ammissibili, senza vincolo dell’autoconsumo (anche condiviso) (2), elevabile di:
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| Imprese del settore della trasformazione di prodotti agricoli |
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| Imprese attive nei settori della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli | 30% delle spese ammissibili, elevabile di:
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| (1) Il vincolo dell’autoconsumo si verifica quando l’obiettivo dell’impianto fotovoltaico è quello di soddisfare il fabbisogno energetico e se la capacità produttiva annua non supera il consumo medio annuo combinato di energia termica ed elettrica dell’azienda agricola, compreso quello familiare. La vendita di energia elettrica è consentita nella rete purché sia rispettato il limite di autoconsumo medio annuale. | |
| (2) Nel caso di caso di autoconsumo condiviso da parte di aziende agricole costituite in forma aggregata, le aziende devono appartenere alla stessa categoria (devono essere tutte aziende agricole di produzione primaria) e la produzione degli impianti deve soddisfare al più il fabbisogno energetico di tutti i soggetti beneficiari. | |
Come presentare le domande di contributo per il bando Parco Agrisolare?
Le proposte possono essere presentate a decorrere dalle ore 12:00 del 12 settembre 2023 e fino alle ore 12:00 del 12 ottobre 2023, esclusivamente per via telematica mediante l’apposito Portale Agrisolare predisposta dal GSE, disponibile nell’Area Clienti del sito istituzionale del GSE.
Le istanze saranno valutate secondo una procedura a sportello, ovvero secondo l’ordine cronologico di invio.
A cura di Simone Vincenzi
Industria 4.0. Verifica se stai mantenendo i requisiti
Momenti temporali
Effettuazione dell'investimento
Segue le regole generali della competenza previste dall’articolo 109, commi 1 e 2, del decreto del Presidente della Repubblica del 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), secondo il quale le spese di acquisizione dei beni si considerano sostenute, per i beni mobili, alla data della consegna o spedizione, ovvero, se diversa e successiva, alla data in cui si verifica l’effetto traslativo o costitutivo della proprietà o di altro diritto reale, senza tener conto delle clausole di riserva della proprietà.
Entrata in funzione
Articolo 102, commi 1 e 2, del TUIR. Attestazione di avvenuto inserimento del bene all’interno del ciclo produttivo e relativo collaudo. Dall’entrata in funzione del bene dipende la possibilità di fruire del beneficio.
Interconnessione
Il bene deve possedere caratteristiche tecniche tali da includerlo negli elenchi di cui all’allegato A o all’allegato B annessi della legge di riferimento, ed essere interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.
Caratteristiche tecniche: allegato A- gruppo 1
5+2 caratteristiche tecniche richieste.
Tutti i beni, di cui ai punti da 1 a 12 del GRUPPO 1 (CIRC. 4E/2017), devono essere dotati di 5 requisiti obbligatori:
- Controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller);
- Interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program;
- Integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo;
- Interfaccia uomo macchina semplici e intuitive;
- Rispondenza ai più recenti standard in termini di sicurezza, salute e igiene del lavoro.
Inoltre, tali beni devono essere dotati di almeno 2 requisiti facoltativi tra quelli seguenti per renderli assimilabili e/o integrabili a sistemi cyberfisici:
- Sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto;
- Monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo;
- Caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico).
Interconnessione
- Capacità del bene di scambiare informazioni con sistemi interni (ad es. : sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto) e/o esterni (es. : clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain, ecc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: TCPIP, HTTP, MQTT, ecc.);
- Identificazione univoca del bene al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (esempio: indirizzo IP).
L’interconnessione è indispensabile ai fini della fruizione dell’agevolazione.
Documentazione necessaria
Attestazione delle caratteristiche
- Dichiarazione resa dal legale rappresentante ai sensi decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (dichiarazione sostitutiva di atto notorio);
- Perizia tecnica giurata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali;
Ulteriori:
- Attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato;
- DURC regolare;
- DVR aggiornato;
- Dicitura sui documenti (indicare il riferimento normativo nelle fatture, nel contratto di leasing e nell’altra documentazione es. ordini ed accettazioni, DDT, bonifico).
Decadenza del benificio
Sono motivi di decadenza del beneficio, e quindi del recupero degli importi agevolati, la cessione e la delocalizzazione dei beni.
Per i beni 4.0 (allegato A L. 232/2016) è prevista una salvaguardia per evitare l’applicazione del recapture (restituzione dell’agevolazione).
Tale ipotesi è possibile tramite la sostituzione con un bene avente caratteristiche uguali o superiori (in tal caso il livello tecnologico raggiunto dall’azienda non si riduce), attestandone l’interconnessione nello stesso periodo d’imposta in cui avviene la cessione del bene agevolato. Qualora il nuovo bene abbia un costo d’acquisto inferiore rispetto a quello sostituito, il beneficio sarà fruito fino a concorrenza del nuovo investimento.
Modalità di verifica
ENTI DI VERIFICA
- Agenzia delle Entrate;
- Guardia di Finanza;
- MIMIT.
TIPO DI VERIFICA
- Documentale (PEC, convocazione o visita ispettiva);
- Ispezione dei beni (de visu, foto);
- Verifica dell’interconnessione (accesso ai software);
- Possibili richieste al fornitore.
RICHIESTE DOCUMENTALI
- Documenti amministrativi con i riferimenti normativi (Offerta/conferma d’ordine; Fatture; Contratto di leasing e verbale di consegna e collaudo; Documento di trasporto ; Collaudo; Pagamenti);
- DURC;
- DVR;
- Registri IVA e liquidazione IVA periodica;
- Modelli di versamento delle imposte F24;
- Modello Unico;
- Perizia o Dichiarazione del legale rappresentante.
A cura di Simone Vincenzi














