Fondo starter
Riapre il Fondo regionale Starter per finanziare la nascita di nuove imprese.
La Regione Emilia-Romagna ha costituito un fondo rotativo di finanza agevolata finalizzato al sostegno della nuova imprenditorialità. In abbinamento al Fondo Starter, sarà nuovamente possibile richiedere anche un contributo a fondo perduto per sostenere l’avvio di imprese situate nei Comuni sede di estrazione di idrocarburi.
Agevolazione e obiettivo del finanziamento
Il Fondo finanzia progetti attraverso la concessione di mutui di importo minimo di € 20.000 fino ad un massimo di € 300.000, durata compresa tra i 36 e i 96 mesi, a tasso zero per il 70% dell’importo ammesso, e ad un tasso convenzionato non superiore all’Euribor 6 mesi + 4,75% per il restante 30%.
È finanziabile il 100% del progetto presentato.
Il fondo intende favorire la nascita di nuove imprese e le imprese con massimo cinque anni di attività. Sarà inoltre possibile richiedere anche un contributo a fondo perduto per sostenere l’avvio di imprese situate nei Comuni sede di estrazione di idrocarburi.
Interventi ammessi
A titolo esemplificativo, sono considerate ammissibili le seguenti tipologie di spese:
Interventi su immobili strumentali: acquisto, ampliamento e/o ristrutturazione.
Acquisto di macchinari, attrezzature, hardware e software, arredi strettamente funzionali.
- Acquisizione di brevetti, licenze, marchi, avviamento;
- Spese per partecipazione a fiere e interventi promozionali.
- Consulenze tecniche e/o specialistiche;
- Spese del personale adibito al progetto.
- Materiale e scorte;
- Spese locazione dei locali adibito ad attività (risultante da visura come sede principale/unità locale);
- Spese per la produzione di documentazione tecnica necessaria per la presentazione della domanda (a titolo esemplificativo redazione di business plan).
Destinatari e modalità operativa
Piccole imprese nate in un periodo non antecedente ai 5 anni dalla presentazione della domanda di finanziamento, che abbiano l’attività principale rientrante in una delle seguenti categorie della classificazione Ateco 2007:
B, C, D, E, F, G, H, I, J, L, M, N, P, Q, R, S
Le domande possono essere presentate digitalmente dal 1 febbraio ore 11:00 al 22 marzo 2023 ore 16:00.
A cura di Simone Vincenzi
Bonus pubblicità
Con il 2023 è entrata in vigore la nuova disciplina del bonus pubblicità.
Per accedere all’agevolazione deve essere rispettato il presupposto dell’incremento minimo dell’1% dell’investimento pubblicitario, rispetto all’investimento dell’anno precedente.
Gli investimenti agevolabili
Il credito d’imposta è concesso esclusivamente per le campagne pubblicitarie effettuate sulla stampa quotidiana e periodica, anche on line. Non sono agevolati gli investimenti pubblicitari effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche, analogiche o digitali. La comunicazione per l’accesso al credito d’imposta può essere presentata dal 1° al 31 marzo 2023.
Chi può beneficiare del credito di imposta pubblicità?
- Imprese;
- Enti non commerciali;
- Lavoratori autonomi.
indipendentemente dalla natura giuridica assunta, dalle dimensioni aziendali e dal regime contabile adottato.
Cosa finanzia
- Sono ammessi gli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, pubblicati in edizione cartacea o in formato digitale, registrati presso il Tribunale ovvero presso il ROC e dotati del Direttore responsabile;
- Rientrano nel campo di applicazione del bonus anche gli investimenti pubblicitari sui siti web delle agenzie di stampa purché la relativa testata giornalistica sia registrata presso il competente Tribunale civile ovvero presso il ROC e sia dotata della figura del direttore responsabile;
- Sono escluse le spese accessorie, di intermediazione e ogni altra spesa diversa dall’acquisto dello spazio pubblicitario, anche se ad essa funzionale o connessa.
In cosa consiste l’agevolazione
Il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati.
Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione presentando il modello di pagamento F24.
Esempi
Risparmio %
CASO 1: INCREMENTO MAGGIORE 1%
Si supponga che un’impresa:
- nel 2023 effettui investimenti pubblicitari sulla stampa per 18.000 euro;
- nel 2022 abbia sostenuto investimenti sullo stesso mezzo di informazione pari a 6.000 euro.
In base alla nuova disciplina in vigore dal 1° gennaio 2023, per richiedere il credito di imposta:
- deve essere rispettato il requisito dell’incremento minimo dell’1% rispetto agli investimenti effettuati l’anno precedente;
- il credito di imposta è pari al 75% della spesa incrementale.
Nel caso in esame, l’impresa ha diritto al credito di imposta poiché l’incremento percentuale è maggiore di 1%.
La spesa incrementale su cui calcolare il credito di imposta è pari a 12.000 (18.000-6.000) e il credito di imposta richiesto è pari a 9.000 euro (12.000×75%).
In questo caso il risparmio (teorico) è del 66,67% .
Si fa presente che il credito d’imposta effettivamente spettante potrebbe essere inferiore di quello richiesto, con conseguente riduzione del risparmio effettivo, per effetto di due fattori.
- L’agevolazione spetta comunque nei limiti delle risorse disponibili e, pertanto, nel caso in cui l’ammontare complessivo dei crediti richiesti con le domande superi l’ammontare delle risorse stanziate, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria provvederà ad una ripartizione percentuale delle risorse tra tutti i richiedenti aventi diritto;
- La qualificazione del credito di imposta come aiuto “de minimis” comporta la necessità di verificare se il credito d’imposta assegnato rientra nel massimale “de minimis” ancora eventualmente disponibile.
Si supponga che un’impresa:
- nel 2023 effettui investimenti pubblicitari sulla stampa per 59.500 euro;
- nel 2022 abbia sostenuto investimenti sullo stesso mezzo di informazione pari a 59.000 euro.
Nel caso in esame, l’impresa non ha diritto al credito di imposta poiché non è rispettato il requisito dell’incremento minimo dell’1% rispetto agli investimenti effettuati l’anno precedente previsto dalla disciplina in vigore dal 1° gennaio 2023.
L’incremento, infatti, è pari allo 0,84% (500/59.000).
A cura di Simone Vincenzi
Il rating di legalità
Molte aziende non conoscono il rating di legalità e i vantaggi che offre.
Le opportunità che scaturiscono dalla sua attribuzione sono estremamente interessanti per le imprese, soprattutto per quanto riguarda l’accesso al credito bancario o ai finanziamenti pubblici.
Cos'è il rating di legalità
Si tratta di una certificazione utile alle imprese durante la partecipazione a procedure pubbliche come, per esempio, partecipazione a bandi, finanziamenti pubblici e credito bancario.
Viene misurato in “stelle” (da una a tre) ed è un indicatore dell’attenzione data dall’azienda al rispetto della legalità nella gestione del proprio business.
Come accedere al rating di legalità
Il rating può essere richiesto dalle aziende iscritte al registro delle imprese da almeno due anni e con un fatturato minimo di due milioni di euro (nell’esercizio chiuso l’anno precedente alla richiesta).
La domanda va presentata per via telematica , utilizzando un apposito formulario reperibile sul sito dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM).
La stessa AGCM provvede all’attribuzione del rating, che dura 2 anni ed è rinnovabile su richiesta.
Vantaggi del rating di legalità
Le modalità di definizione dei vantaggi collegati al rating sono disciplinate dal Regolamento attuativo.
Le aziende che hanno ottenuto il rating possono avere maggiori opportunità di business, maggiore trasparenza e visibilità sul mercato, migliore immagine sul territorio di appartenenza, accedere con più facilità a bandi o altre misure agevolative.
Rapporti con PA e banche
Le pubbliche amministrazioni, quando predispongono dei provvedimenti per concedere finanziamenti alle imprese, prevedono almeno uno dei seguenti sistemi premiali per chi è in possesso del rating:
- Preferenza in graduatoria;
- Attribuzione di punteggio aggiuntivo;
- Riserva di quota delle risorse finanziarie allocate.
Anche le banche tengono conto dell’attribuzione alle imprese di questa certificazione: infatti il rating è una delle variabili utilizzate per la valutazione di accesso al credito e, inoltre, riduce tempi e costi delle istruttorie per la concessione di finanziamenti.
A cura di Simone Vincenzi
Bonus nido 2023
Il governo Meloni ha prorogato il bonus asilo nido anche per il 2023. Il contributo è destinato ai genitori di bambini al di sotto dei tre anni per contribuire al pagamento di rette di asilo nido pubblico o privato o di supporto domiciliare (per i bambini impossibilitati ad andare all’asilo).
Importo massimo previsto dal bonus
L’importo massimo previsto dal bonus asilo nido 2023 è di 3.000 euro sulla base dell’Isee. Dopo la domanda, viene corrisposto direttamente dall’Inps ai genitori di bambini di età inferiore ai 3 anni.
Il contributo per la frequenza dell’asilo nido viene erogato a fronte della presentazione della documentazione attestante l’avvenuto pagamento delle singole rette. Precisiamo che non potrà eccedere la spesa effettivamente sostenuta e rimasta a carico dell’utente.
Sono esclusi dal contributo gli eventuali servizi integrativi come, ad esempio, ludoteche, spazi gioco, pre-scuola, ecc.
Importi massimi ottenibili
Di seguito gli importi massimi ottenibili sulla base del proprio ISEE:
- ISEE in corso di validità fino a 25.000 euro: bonus massimo di 3.000 euro (dieci rate da 272,73 euro e una da 272,70 euro);
- ISEE tra 25.001 euro e 40.000: bonus massimo di 2.500 euro (dieci rate da 227,27 e una da 227,30 euro);
- massimo di 1.500 euro (dieci rate da 136,37 euro e una da 136,30 euro) nelle seguenti ipotesi: ISEE oltre la predetta soglia di 40.000 euro, assenza di ISEE, ISEE con omissioni e/o difformità dei dati del patrimonio mobiliare e/o dei dati reddituali autodichiarati, ISEE discordante.
Il contributo mensile non può mai essere superiore alle spese sostenute per il pagamento della retta asilo nido.
Chi può fare domanda?
Il bonus asilo nido può essere richiesto dal genitore o dal soggetto affidatario del minore stesso che ne sostiene l’onere. E deve avere la stessa residenza del figlio.
La domanda di contributo deve recare l’indicazione delle mensilità relative ai periodi di frequenza scolastica compresi tra gennaio e dicembre 2023. Fino a un massimo di 11 mensilità per le quali si intende ottenere il beneficio.
Ricordiamo che il minore deve presentare i seguenti requisiti:
- cittadinanza italiana;
- cittadinanza di un Paese membro dell’Unione Europea;
- permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
- carta di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’Unione europea;
- carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza dell’Unione europea;
- status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria;
- residenza in Italia.
Presentazione della domanda
La modalità di presentazione della domanda può avvenire:
In modalità telematica accedendo all’ apposita sezione del sito Inps.
Utilizzando i servizi offerti dagli stessi.
Contattando il Contact Center Integrato – numero verde 803.164 (numero gratuito da rete fissa) o numero 06 164.164 (numero da rete mobile con tariffazione a carico dell’utenza chiamante).
Contributo attività professionali
La Regione Emilia-Romagna con questo contributo intende sostenere i progetti di innovazione delle attività professionali incentivandone il rafforzamento, la crescita e l’aggregazione.
Chi sono i soggetti beneficiari
- Liberi professionisti ordinistici che operano in forma singola, associata o societaria;
- Liberi professionisti non ordinistici titolari di partita iva, autonomi, operanti in forma singola o associata di studi formalmente costituiti (esclusa la forma di impresa).
Quali sono gli interventi finanziabili
Sono finanziabili tramite il presente bando gli interventi da realizzare sul territorio regionale relativi al rafforzamento, alla ristrutturazione e alla riorganizzazione delle attività libero professionali, anche attraverso processi di innovazione tecnologica, favorendo il riposizionamento strategico e le iniziative di aggregazione, volti fra l’altro:
Quali sono le spese ammissibili
Acquisto di attrezzature innovative e infrastrutture telematiche, tecnologiche, digitali.
Acquisizione di brevetti, licenze software, cloud e di servizi applicativi o altre forme di proprietà intellettuale, spese per la realizzazione di iniziative e strumenti di comunicazione (brochure e/o materiale editoriale), ideazione del marchio necessari al conseguimento degli obiettivi dell’intervento.
Consulenze specializzate, riconosciute nella misura massima del 30% della somma delle voci di spesa (a + b).
Opere murarie e relativi oneri di progettazione e direzione lavori, funzionali alla realizzazione del progetto riconosciute nel limite massimo di euro 5.000,00.
Le spese devono essere comprese tra il 1/01/23 e il 31/12/23.
Tipologia ed entità
Il contributo previsto nel bando sarà concesso nella forma del fondo perduto, nella misura massima del 55% della spesa ammessa e per un importo, comunque, non superiore a euro 60.000,00 e sarà calcolato come segue:
- una quota parte sarà determinata in misura pari al 35% della spesa ritenuta ammissibile;
- una eventuale quota parte concedibile fino ad un massimo del 15% della spesa ritenuta ammissibile, a copertura del costo per interessi da sostenersi per l’attivazione di un mutuo di almeno 4 anni, calcolato sulla base dell’attualizzazione dei costi di interessi (alla data di presentazione della domanda). Il calcolo di tale importo sarà effettuato considerando la durata e il valore del mutuo effettivamente stipulato dal soggetto richiedente (di importo almeno pari al 50% dell’investimento), applicando un tasso massimo di interesse forfettario del 4%.
Termini e modalità per la presentazione della domanda
Le domande di contributo dovranno essere trasmesse alla Regione, tramite applicativo Sfinge 2020, dalle ore 10.00 del giorno 07 marzo 2023 alle ore 13.00 del giorno 06 aprile 2023.
La Regione, al fine di monitorare che il fabbisogno delle domande di contributo non superi il plafond di risorse finanziarie stanziate per il finanziamento degli investimenti previsti nel presente bando, procederà alla chiusura anticipata della suddetta finestra al raggiungimento di un numero massimo di 400 domande presentate.
Cumulabilità
Il contributo è cumulabile per le stesse spese e per i medesimi titoli di spesa, con altre agevolazioni pubbliche non configurabili quali aiuti di stato, a condizione che la somma complessiva delle agevolazioni concesse per un determinato bene non superi il valore totale dello stesso.
Il contributo non è cumulabile per le stesse spese e per i medesimi titoli di spesa, con altre agevolazioni che si qualificano come aiuti di stato (sia in forma di regimi che di aiuti ad hoc) o che sono concesse a titolo di un regolamento “de minimis”, fatta eccezione per le agevolazioni concesse sotto forma di garanzia dal Fondo Centrale istituito ai sensi la Legge n. 662/96.
A cura di Simone Vincenzi
Contributo imprenditoria femminile
Con il contributo imprenditoria femminile, la Regione Emilia-Romagna intende promuovere sia lo sviluppo delle nuove imprese che il consolidamento di quelle esistenti, accomunate dalla prevalenza femminile.
Chi sono i soggetti beneficiari?
I soggetti beneficiari sono:
- le imprese individuali in cui titolare sia una donna;
- le società di persone e le società cooperative il cui numero di socie rappresenti almeno il 60% di componenti la compagine sociale, indipendentemente dalle quote di capitale detenute;
- le società di capitali in cui le donne detengano almeno i due terzi delle quote di capitale e costituiscano almeno i due terzi del totale dei componenti dell’organo di amministrazione.
Interventi
Gli interventi dovranno essere rivolti ad aumentare la competitività e la qualità delle imprese gestite da donne ed evidenziare, ove possibile, lo stretto legame tra le pari opportunità, il business aziendale e la qualità del lavoro. L’investimento minimo dovrà essere pari a 20.000 euro.
Nello specifico dovranno essere interventi volti:
- All’innovazione e valorizzazione di prodotto, dei sistemi di vendita e al miglioramento dell’efficienza dei processi di erogazione dei servizi;
- Alla informatizzazione, alle innovazioni di processo, allo sviluppo innovativo dei sistemi informatici-informativi e dei processi di digitalizzazione del lavoro;
- Ad implementare e diffondere metodi di promozione, acquisto e vendita on line di servizi nonché a sviluppare nuove funzioni avanzate nel rapporto con la clientela;
- A sviluppare sistemi di sicurezza informatica e alla riqualificazione estetica e funzionale del laboratorio/punto vendita;
- All’automatizzazione e informatizzazione dell’attività anche con acquisto di strumenti e attrezzature professionali tecnico-strumentali e tecnologiche;
- Al riposizionamento strategico dell’attività e a implementare sistemi di controllo di gestione e valutazione economica dell’attività.
Al netto dell’IVA e di altre imposte e tasse, sono ammissibili alle agevolazioni le spese relative a:
Acquisto di macchinari e attrezzature, infrastrutture telematiche e digitali.
Acquisto di brevetti, licenze software, cloud e servizi applicativi o altre forme di proprietà intellettuale, necessari al conseguimento degli obiettivi dell’intervento.
Consulenze destinate all’aumento della produttività, all’innovazione organizzativa, al trasferimento delle tecnologie, alla ricerca di nuovi mercati per il collocamento dei prodotti, agli studi di fattibilità e ai piani d’impresa, comprensivi dell’analisi di mercato, agli studi per la valutazione dell’impatto ambientale, per le spese relative ad iniziative e campagne promozionali debitamente motivate e contestualizzate.
Opere murarie e relativi oneri di progettazione e direzione lavori, funzionali alla realizzazione del progetto, riconosciute nel limite massimo di 5.000 euro.
Costi generali nella misura massima del 5% dei costi diretti ammissibili dell’operazione.
A quanto ammonta il contributo previsto?
Il contributo previsto nel bando sarà concesso nella forma del fondo perduto, nella misura massima del 50% della spesa ammessa, per un importo comunque non superiore a 80.000,00 euro e sarà calcolato come segue:
- Una quota parte sarà determinata in misura pari al 30%della spesa ritenuta ammissibile;
- Una eventuale quota parte concedibile fino ad un massimo del 15% della spesa ritenuta ammissibile, a copertura del costo per interessi da sostenersi per l’attivazione di un mutuo di almeno 4 anni, calcolato sulla base dell’attualizzazione dei costi di interessi;
- Ulteriore 5%in caso di elementi di premialità.
Termini e modalità di presentazione della domanda
Le domande di contributo dovranno essere trasmesse alla Regione tramite applicativo web Sfinge 2020 dalle ore 10.00 del giorno 24 febbraio 2023 alle ore 13.00 del giorno 28 marzo 2023, per interventi da realizzarsi entro il 31 dicembre 2023.
Secondo il principio di prudenza ed efficienza amministrativa, si procederà alla chiusura anticipata della suddetta finestra qualora venissero trasmesse 300 domande prima del 28 marzo 2023.
I contributi previsti sono cumulabili?
I contributi previsti dal presente provvedimento non sono cumulabili, per le stesse spese e per i medesimi titoli di spesa, con altri provvedimenti che si qualifichino come aiuti di Stato (sia in forma di regimi che di aiuti ad hoc) o che siano concessi a titoli di un regolamento “De Minimis”.
A cura di Simone Vincenzi
Contributo investimenti PMI manifatturiere
Al fine di promuovere la competitività e la sostenibilità delle imprese manifatturiere, la Regione Emilia-Romagna concede contributi a fondo perduto fino a 150.000€ per investimenti di carattere innovativo e sostenibile.
Possono accedere ai contributi le PMI di qualsiasi natura giuridica operanti nei settori della manifattura e dei servizi alla produzione.
L’obiettivo è quello di rendere i sistemi produttivi regionali più reattivi e resilienti in relazione alle sfide individuate nella nuova Strategia di specializzazione intelligente (S3) 2021/2027.
Quali sono gli interventi e le spese ammissibili?
Sono ammissibili gli interventi aventi ad oggetto l’implementazione di tecnologie e sistemi finalizzati all’introduzione di innovazioni di processo, di prodotto, di servizio e organizzative idonee a:
- Ottimizzare, efficientare e rendere più produttivi e sostenibili i processi aziendali interni;
- Favorire la crescita e il consolidamento dell’impresa proponente all’interno delle filiere di appartenenza;
- Favorire il posizionamento dell’impresa proponente in mercati e/o filiere produttive diverse da quelle di appartenenza;
- Contribuire alla neutralità carbonica e alla lotta al cambiamento climatico;
- Determinare una ricaduta positiva con riferimento ad uno o più dei 15 ambiti tematici cross – settoriali individuati nella nuova Strategia di specializzazione intelligente (S3) 2021/2027.
Le spese ammissibili invece riguardano:
Acquisto o leasing di impianti, macchinari, attrezzature.
Software e licenze o loro servizi in cloud, brevetti e marchi.
Opere murarie connesse all’installazione di impianti, macchinari, attrezzature (max 10% delle precedenti).
Consulenze specialistiche (max 10% delle precedenti).
Spese generali (max 5% delle precedenti).
Calcolo del contributo
Il contributo sarà concesso nella forma del fondo perduto, nella misura massima del 40% della spesa ammessa sarà calcolato come segue:
- Una quota parte sarà determinata in misura pari al 20% della spesa ammessa per la realizzazione del progetto, elevabile al 25% della spesa ammessa in presenza dei requisiti di premialità (aumento occupazionale, impresa giovanile/femminile, possesso rating di legalità, area montana o interna, riduzione dei rifiuti, etc.).
- Una quota parte concedibile fino ad un massimo del 15% della spesa ammessa e solo qualora il richiedente faccia ricorso, per la realizzazione del progetto, ad un mutuo bancario, sarà costituita da un importo corrispondente ai costi per gli interessi calcolati con riferimento ad un mutuo di importo almeno pari al 50% dell’investimento e di durata di almeno 4 anni e ad un tasso forfettario del 4% .
Termini e modalità di presentazione della domanda
Le domande di contributo dovranno essere trasmesse alla Regione tramite applicativo web Sfinge 2020 dalle ore 10.00 del giorno 7 febbraio 2023 alle ore 13.00 del giorno 1° marzo 2023.
La Regione, al fine di monitorare che il fabbisogno delle domande di contributo non superi il plafond di risorse finanziarie stanziate per il finanziamento degli investimenti previsti nel presente bando, procederà alla chiusura anticipata della suddetta finestra al raggiungimento di un numero massimo di 400 domande presentate.
I contributi previsti sono cumulabili?
Sono cumulabili, per le stesse spese e per i medesimi titoli di spesa, con altre agevolazioni pubbliche non configurabili quali aiuti di stato, a condizione che la somma complessiva delle agevolazioni concesse per un determinato bene non superi il valore totale dello stesso.
Non sono cumulabili, per le stesse spese e per i medesimi titoli di spesa, con altre agevolazioni che si qualificano come aiuti di stato (sia in forma di regimi che di aiuti ad hoc) o che sono concesse a titolo di un regolamento “de minimis”, fatta eccezione per le agevolazioni concesse sotto forma di garanzia dal Fondo Centrale istituito ai sensi la Legge n. 662/96 sempre a condizione che la somma complessiva dei contributi previsti nel presente bando e dei contributi sotto forma di garanzia non superi il valore totale del bene agevolato.
A cura di Simone Vincenzi
M&W - Bando rivitalizzazione e ripopolamento dei centri storici nelle aree colpite dal sisma
La Regione Emilia Romagna mette a disposizione nuovi fondi per imprese e professionisti che intendono avviare o ampliare la propria attività all'interno di alcuni comuni colpiti dagli eventi sismici del maggio 2012. Comuni interessati: Crevalcore - Bondeno - Cento - Terre del Reno - Cavezzo - Concordia - Finale Emilia - Medolla - Mirandola - Novi - San Felice sul Panaro - San possidonio - Reggiolo Tipologia e misura del contributo I contributi sono concessi nell’ambito del regime de minimis e sono a fondo perduto nella misura pari del 50% della spesa ammessa. La misura del contributo è incrementata: del 10% nel caso di imprese femminili e/o giovanili; del 10% nel caso di aperture/insediamenti di nuove unità locali; Il contributo concedibile non può superare il limite massimo di 150.000 €. La dotazione finanziaria del bando è di 5 milioni di euro. Progetti ammissibili I progetti devono prevedere i seguenti interventi:- Nuove unità locali all'interno delle aree ammesse dal bando;
- Riqualificazione, ammodernamento e/o l’ampliamento di unità locali esistenti;
Bando Digitali I4.0 - Anno 2022 - Voucher
DI COSA SI TRATTA
Il Bando prevede contributi a fondo perduto, rivolti alle PMI di tutti i settori economici, attraverso il sostegno economico alle iniziative di digitalizzazione, anche finalizzate ad approcci green oriented volti a sostenere la transizione ecologica del tessuto produttivo. Il Bando fa parte delle iniziative previste dal Piano Transizione 4.0. Le risorse camerali a disposizione dell'intervento sono pari a 230.000 euro. L'agevolazione è concessa in base al regime "de minimis", non è cumulabile con altri interventi agevolativi per gli stessi costi ammissibili e consiste in un contributo a fondo perduto pari al 70% delle spese ammissibili con un massimale di 7.500,00 euro.È previsto un importo minimo di investimento di 5.000,00 euro.
BENEFICIARI
I beneficiari dei contributi sono le imprese che rientrino nella definizione di micro, piccola e media impresa data dalla normativa comunitaria recepita a livello nazionale, è importante che i soggetti beneficiari posseggano tutti i requisiti previsti dal bando al momento della presentazione della domanda e fino alla liquidazione dell'aiuto.
QUALI SONO LE SPESE AMMISSIBILISono ammissibili le spese per servizi di consulenza e/o formazione e di acquisto di beni strumentali materiali e immateriali relativi a una o più tecnologie.Possono essere allegati anche dei preventivi, purchè non siano antecedenti il 1° settembre 2021.
Per le spese devono essere sostenute a partire dal 01/01/2022 fino al 120° giorno successivo alla data della Determinazione di approvazione delle graduatorie delle domande ammesse.
Riportiamo un elenco per dare un'idea del tipo di spesa, nello specifico:
- Robotica avanzata e collaborativa
- Manifattura additiva e stampa 3D
- Prototipazione rapida
- Internet delle cose e delle macchine;
- Cloud, High Performance Computing - HPC, fog e quantum computing;
- Soluzioni di cyber security e business continuity
- Big data e analytics;
- Blockchain;
- Soluzioni tecnologiche per la navigazione immersiva, interattiva e partecipativa (realtà aumentata, realtà virtuale e ricostruzioni 3D);
- Soluzioni tecnologiche digitali di filiera per l’ottimizzazione della supply chain
- Soluzioni tecnologiche per la gestione e il coordinamento dei processi aziendali con elevate caratteristiche di integrazione delle attività (ad esempio i CRM, incluse le tecnologie di tracciamento, ad es. RFID, barcode, etc).
- Programmi di digital marketing;
- Soluzioni tecnologiche per la transizione ecologica;
- Connettività a Banda Ultralarga;
- Sistemi per lo smart working e il telelavoro
- Sistemi di e-commerce
- Soluzioni tecnologiche digitali per l’automazione del sistema produttivo e di vendita.
PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI Link della Camera di Commercio Telemaco
LA PRATICA La pratica telematica dovrà essere composta, a pena di esclusione, da:- il modello base generato dal sistema Telemaco
- la domanda di contributo in bollo che deve essere compilata utilizzando il modulo pubblicato tra gli allegati, regolarmente compilato in tutte le sue parti a pena di esclusione.Si precisa che l'imposta di bollo (16,00 euro) deve essere assolta in modo virtuale, utilizzando esclusivamente PagoPA oppure il borsellino Telemaco al momento dell'invio della pratica
- il modello di dichiarazione per le imprese in possesso del rating di legalità
- i preventivi di spesa (purché non antecedenti il 01/09/2021) o eventuali fatture già emesse (purché non antecedenti il 01/01/2022)
- eventuale autocertificazione del fornitore
Alla domanda dovrà essere allegato il Report "Selfi4.0", self-assessment di maturità digitale da compilare on line(il modello può essere trovato sul portale nazionale dei PID) e/o il Report "Zoom 4.0" di assessment guidato,realizzato con il supporto con i Digital Promoter della Camera di commercio.
Le domande verranno valutate e finanziate in base all'ordine cronologico di presentazione della pratica telematica, attestato dalla data, dall'orario e dal numero di protocollo assegnato dalla piattaforma Telemaco, dando priorità alle imprese che non hanno beneficiato del contributo del Bando Voucher Digitali nell'anno 2021. Se i contributi richiesti eccedono le risorse disponibili si procederà ad istruire un numero di domande utile allo scorrimento della graduatoria, qualora si verificasse la disponibilità di ulteriori risorse. La concessione degli incentivi avverrà non oltre 30 giorni dalla data di chiusura del bando, ovvero entro lunedì 13 giugno 2022. RENDICONTAZIONE L'impresa dovrà inviare la rendicontazione, esclusivamente in modalità telematica, con firma digitale del titolare/legale rappresentante dell'impresa, entro il 120° giorno successivo alla data della determinazione di approvazione della graduatoria delle domande ammesse a contributo. La rendicontazione dovrà essere composta da:- un nuovo modello base, che andrà agganciato alla domanda di contributo mediante l'indicazione del nr. di protocollo della stessa
- la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà di cui all'art. 47 D.P.R. 445/2000, in cui siano indicate le fatture e gli altri documenti contabili riferiti agli investimenti realizzati, con tutti i dati per la loro individuazione e con la quale si attesti la conformità all'originale dei medesimi documenti di spesa
- copia delle fatture: al momento della presentazione del consuntivo di spesa i beni/servizi dovranno risultare interamente pagati
- copia dei pagamenti effettuati esclusivamente mediante transazioni bancarie verificabili (ri.ba, bonifico, ecc.); non saranno ammesse spese effettuate in contanti o tramite assegni
- nel caso dell'attività formativa, la dichiarazione di fine corso e copia dell'attestato di frequenza per almeno l'80% del monte ore complessivo. Il Responsabile dell'impresa si impegna inoltre a informare i propri dipendenti dell'opportunità di effettuare il Digital Skill Voyager (DSV), al seguente link: https://www.dskill.eu/game.php, al termine dell'attività formativa
- una relazione finale di consuntivazione delle attività realizzate
- la dichiarazione di assoggettabilità alla ritenuta 4%.
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Fondo Rilancio Attività - Commercio al dettaglio
DI COSA SI TRATTA
Il Fondo per il rilancio delle attività economiche, con una dotazione di 200 milioni di euro per l’anno 2022, è finalizzato alla concessione di aiuti in forma di contributo a fondo perduto a favore delle imprese che svolgono in via prevalente attività di commercio al dettaglio. Il fondo è stato istituito per:- contenere gli effetti negativi derivanti dall'emergenza Covid-19
- prevedere specifiche misure di sostegno per i soggetti maggiormente incisi.
BENEFICIARI
Possono accedere al contributo le imprese che svolgono in via prevalente un’attività di commercio al dettaglio (Clicca qui per la lista dei Codici Ateco ) Oltre a far parte della lista dei Codici Ateco, le Imprese devono presentare un ammontare di ricavi, riferito al 2019, non superiore a 2 milioni di euro e che hanno subito una riduzione del fatturato nel 2021 non inferiore al 30% rispetto al 2019. Le medesime imprese, inoltre, devono possedere i seguenti requisiti alla data di presentazione dell’istanza:-
- avere sede legale od operativa nel territorio dello Stato italiano e risultare regolarmente costituite, iscritte e «attive» nel Registro delle imprese;
- non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
- non essere già in difficoltà al 31 dicembre 2019, come da definizione stabilita dall'articolo 2, punto 18, del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, fatte salve le eccezioni previste dalla disciplina europea di riferimento in materia di aiuti Stato;
- non essere destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell'articolo 9, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.
AGEVOLAZIONE: MAGGIORI DETTAGLI
L’agevolazione è riconosciuta sotto forma di contributo a fondo perduto, nei limiti delle risorse finanziarie stanziate per l’intervento agevolativo, ai sensi e nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalla Sezione 3.1 del «Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19» di cui alla comunicazione della Commissione europea 2020/C 91 I/01 e successive modificazioni, ovvero, successivamente al periodo di vigenza dello stesso, del regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013. Le risorse finanziarie destinate all’intervento agevolativo sono ripartite tra i soggetti aventi diritto, riconoscendo a ciascuno dei predetti soggetti un importo determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile dei ricavi relativi al periodo d’imposta 2021 e l’ammontare medio mensile dei medesimi ricavi riferiti al periodo d’imposta 2019, come segue:-
- 60%, per i soggetti con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 non superiori a euro 400.000,00;
- 50%, per i soggetti con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 superiori a euro 400.000,00 e fino a euro 1.000.000,00;
- 40%, per i soggetti con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 superiori a euro 1.000.000,00 e fino a euro 2.000.000,00.














