Bonus psicologo 2024. Seduta da psicologo

Bonus psicologo 2024

Il bonus psicologo consiste in un contributo per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia.

Con la circolare INPS del 15 febbraio 2024, n. 34 l’Istituto fornisce le indicazioni necessarie per individuare:

  • I destinatari del contributo;
  • Come procedere con la presentazione delle domande;
  • Le modalità di erogazione del contributo.

Chi può accedere al bonus

Possono presentare la domanda le persone in condizione di:

  • Depressione;
  • Ansia;
  • Stress
  • Fragilità psicologica

che siano nella condizione di beneficiare di un percorso psicoterapeutico.

A decorrere dal 2023, il beneficio è riconosciuto una sola volta per ciascuna annualità ai soggetti in possesso di:

  • Residenza in Italia;
  • Isee in corso di validità inferiore a 50.000 €

Come procedere con la presentazione della domanda

La domanda per il 2023 potrà essere presentata dal 18 marzo al 31 maggio 2024, tramite servizio online o contact center.

Misura del beneficio

Il contributo può avere un valore non superiore a 1.500 euro per persona e viene modulato in base all’Isee del richiedente.

L’importo complessivo massimo del beneficio è parametrato in base alle seguenti fasce:

  • Con un valore Isee inferiore a 15.000 euro, l’importo del beneficio, fino a 50 euro per ogni seduta, è erogato a concorrenza dell’importo massimo stabilito in 500 euro per ogni beneficiario;
  • Con un valore Isee compreso tra i 15.000 e i 30.000 euro, l’importo del beneficio, fino a 50 euro per ogni seduta, è erogato a concorrenza dell’importo massimo stabilito in 1.000 euro per ogni beneficiario;
  • Con un valore Isee superiore a 30.000 e non superiore a 50.000 euro, l’importo del beneficio, fino a 50 euro per ogni seduta, è erogato a concorrenza dell’importo massimo stabilito in 500 euro per ogni beneficiario.

M&W Veronesi e Associati


Bonus colonnine. Colonnine elettriche. Ricarica auto elettrica

Bonus colonnine per imprese e professionisti

Cos'è il bonus colonnine

Il bonus colonnine per imprese e professionisti sostiene l’acquisto e l’installazione di infrastrutture di ricarica di veicoli elettrici da parte di imprese e professionisti.

Il contributo a fondo perduto è concesso ed erogato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – MASE (DM 25 agosto 2021) ed è gestito da Invitalia.

Quali sono le spese ammesse

Il contributo può essere richiesto per l’acquisto e l’installazione di infrastrutture di ricarica elettrica dei veicoli.

Sono ammissibili le spese sostenute successivamente al 4 novembre 2021, al netto di IVA ed oggetto di fatturazione elettronica per:

A – L’acquisto e messa in opera di infrastrutture di ricarica:

  • in corrente alternata di potenza da 7,4 kW a 22kW inclusi:
    • wallbox con un solo punto di ricarica;
    • colonnine con due punti di ricarica.
  • e/o in corrente continua:
    • fino a 50 kW;
    • oltre 50 kW;
    • oltre 100 kW.

Con le seguenti caratteristiche:

  • nuove di fabbrica;
  • con potenza nominale almeno pari a 7,4 kW, che garantiscano almeno 32 Ampere per ogni singola fase;
  • in regola con i requisiti minimi previsti dalla Delibera dell’Autorità di regolazione per Energia Reti e ambiente n. 541/2020/R/ee del 15 dicembre 2020, art. 4;
  • collocate nel territorio italiano e in aree nella piena disponibilità, , cioè di proprietà dei soggetti beneficiari o da essi regolarmente detenute;
  • realizzate secondo la regola d’arte ed essere dotate di dichiarazione di conformità, ai sensi del D.M. 37/2008 e del preventivo di connessione accettato in via definitiva.

Sono comprese le spese per l’installazione delle colonnine, gli impianti elettrici, le opere edili strettamente necessarie, gli impianti e i dispositivi per il monitoraggio.

B – La connessione alla rete elettrica così come da preventivo per la connessione rilasciato dal gestore di rete, nel limite massimo del 10% del costo totale ammissibile per la fornitura e messa in opera delle infrastrutture di ricarica;

C – Le spese di progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi nel limite massimo del 10% del costo totale ammissibile per la fornitura e messa in opera delle infrastrutture di ricarica.

Non sono, in ogni caso, ammissibili al contributo, a titolo esemplificativo, le spese per:

  • imposte, tasse e oneri di qualsiasi genere;
  • consulenze di qualsiasi genere, ad eccezione di quelle previste alla lettera c);
  • terreni e immobili;
  • acquisto di servizi diversi da quelli previsti dalle precedenti lettere b) e c), anche se funzionali all’istallazione;
  • autorizzazioni edilizie, alla costruzione e all’esercizio.

Tipo di agevolazione

Contributo a fondo perduto:

  • può essere concesso dal MASE per un importo pari al 40% delle spese ammissibili;
  • è concesso, nel limite della dotazione disponibile, nell’ambito del massimale de minimis previsto per il settore di riferimento (Regolamento UE N. 2023/2831; Regolamento UE N. 1408/2013; Regolamento UE N. 717/2014);
  • non è cumulabile con altri contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubbliche concesse per le stesse spese;
  • ciascun soggetto beneficiario può presentare una sola domanda di contributo.

Per le spese destinate all’acquisto e alla messa in opera di infrastrutture di ricarica, comprese quelle per l’installazione delle colonnine, gli impianti elettrici, le opere edili strettamente necessarie, gli impianti e i dispositivi per il monitoraggio, si considerano i seguenti costi specifici massimi ammissibili:

  • infrastrutture di ricarica in corrente alternata di potenza da 7,4 kW a 22kW inclusi:
    • wallbox con un solo punto di ricarica: 2.500 € per singolo dispositivo;
    • colonnine con due punti di ricarica: 8.000 € per singola colonnina.
  • infrastrutture di ricarica in corrente continua:
    • fino a 50 kW: 1000 €/kW;
    • oltre 50 kW: 50.000 € per singola colonnina;
    • oltre 100 kW: 75.000 € per singola colonnina.

Quando e come presentare la domanda per il bonus colonnine

Dalle 12:00 del 14 marzo 2024 è possibile registrare l’impresa che richiede l’ agevolazione e scegliere un eventuale delegato all’interno della sezione Anagrafica e deleghe.

Sarà possibile inviare la domanda online dalle 12:00 del 15 marzo 2024 fino alle 17:00 del 20 giugno 2024.

La presentazione della domanda sarà gestita interamente attraverso la nuova Area Personale di Invitalia, esclusivamente per:

  • acquisto e installazione di infrastrutture di ricarica di valore complessivo inferiore a 375.000,00 euro da parte di imprese;
  • acquisto e installazione di infrastrutture di ricarica da parte di professionisti, che presentano un volume d’affari non inferiore al valore dell’ infrastruttura di ricarica. Per i professionisti che applicano il regime forfettario, il valore dell’infrastruttura di ricarica non può essere superiore a 20.000,00 euro (il volume d’affari è desumibile al rigo VE50 dall’ultima dichiarazione IVA trasmessa all’Agenzia delle Entrate).

Istruzioni operative

Clicca sull’immagine per ingrandire

Solo per gli interventi previsti dalla lettera b) del D.M. 358 del 25 agosto 2021:

  • acquisti e installazioni di infrastrutture di ricarica di valore complessivo pari o superiore a 375.000,00 euro da parte di imprese

le imprese potranno inviare la domanda di accesso al contributo esclusivamente tramite posta elettronica certificata (PEC), attiva e risultante da Registro delle Imprese, al seguente indirizzo PEC: CRE1@postacert.invitalia.it  dalle 12:00 del 15 marzo 2024 alle 17:00 del 20 giugno 2024.

 

A cura di Simone Vincenzi


Transizione 5.0. Credito di imposta. PNRR

Credito di Imposta: Transizione 5.0

Il decreto legge “PNRR”, approvato dal Consiglio dei Ministri del 26 febbraio scorso e in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, introduce un nuovo credito d’imposta relativo al piano transizione 5.0, finalizzato a sostenere gli investimenti in digitalizzazione e transizione green.

Come fare per accedere all'incentivo?

Per accedere all’incentivo è necessario:

Effettuare un investimento in almeno uno dei beni strumentali materiali e immateriali previsti agli allegati A e B del piano Transizione 4.0. Anche in questo caso i beni devono essere interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Questi beni devono essere inseriti in un progetto di innovazione, che consenta di ottenere una riduzione dei consumi energetici pari ad almeno il 3% dei consumi energetici della struttura produttiva; oppure ad almeno il 5% dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento.

La norma prevede, inoltre, di inserire nel progetto costi per sistemi di autoproduzione e autoconsumo di energia da fonti rinnovabili e spese di formazione (max 10% del progetto ed erogata da fornitori esterni).

Aliquote del credito di imposta

Le aliquote di base del credito d’imposta, laddove l’investimento consegua una riduzione non inferiore al 3% dei consumi energetici della struttura produttiva o, in alternativa, una riduzione non inferiore al 5% dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento, sono:

  • 35% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 15% per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;
  • 5% per la quota di investimenti oltre i 10 milioni di euro.

Le aliquote del credito d’imposta, laddove l’investimento consegua una riduzione superiore al 6% dei consumi energetici della struttura produttiva o, in alternativa, di riduzione superiore al 10% dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento:

  • 40% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 20% per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;
  • 10% per la quota di investimenti oltre i 10 milioni di euro.

Nel caso in cui l’investimento consegua una riduzione superiore al 10% dei consumi energetici della struttura produttiva o, in alternativa, di riduzione superiore al 15% dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento, le aliquote diventano:

  • 45% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 25% per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;
  • 15% per la quota di investimenti oltre i 10 milioni di euro.

Quali i documenti necessari

Per accedere all’incentivo bisogna produrre ben quattro documenti:

È, inoltre, richiesta la certificazione da parte del revisore, nonché l’indicazione della dicitura normativa in fattura.

Le certificazioni dovranno essere rilasciate da un tecnico indipendente, a prescindere dall’ammontare dell’investimento ed è possibile per le piccole e medie imprese considerare nel totale anche le spese di certificazione fino ad un massimo di 10.000€.

Modalità e termini saranno definiti da successivi DM attuativi.

La fruizione del beneficio sarà in un’unica soluzione ed è prevista per gli investimenti realizzati nel 2024 e 2025.

Clicca sulla tabella per ingrandire


Voucher internazionalizzazione. Cciaa Modena

Voucher internazionalizzazione

Contributi a fondo perduto per progetti presentati da singole imprese per avviare o rafforzare la loro presenza all’estero attraverso l’analisi, la progettazione, la gestione e la realizzazione di iniziative sui mercati internazionali.

Le risorse camerali a disposizione per l’intervento sono pari a 100.000,00€.

In cosa consiste l'agevolazione?

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al 50% della spesa sostenuta, purché ammissibile, di importo unitario massimo pari a 5.000,00€. Alle imprese in possesso del rating di legalità verrà riconosciuta una premialità di euro 250,00 nel rispetto dei massimali “de minimis”.

Gli ambiti di attività a sostegno del commercio internazionale ricompresi nel presente bando dovranno riguardare:

  1. percorsi di rafforzamento della presenza all’estero;
  2. sviluppo di canali e strumenti di promozione all’estero (a partire da quelli innovativi basati su tecnologie digitali).

Quali le spese ammissibili

Sono ammissibili le spese sostenute dal 01/01/2024 al 31/12/2024 per:

  1. servizi di consulenza e/o formazione relativi a uno o più ambiti di attività a sostegno del commercio internazionale;
  2. acquisto o noleggio di beni e servizi strumentali funzionali allo sviluppo delle iniziative;
  3. realizzazione di spazi espositivi (virtuali o, laddove possibili, fisici, compreso il noleggio e l’eventuale allestimento, nonché l’interpretariato e il servizio di hostess) e incontri d’affari. Compresa anche la quota di partecipazione/iscrizione e le spese per l’eventuale trasporto dei prodotti (inclusa l’assicurazione).

L’agevolazione è concessa in base al regime “de minimis” e non è cumulabile con altri interventi agevolativi per gli stessi costi ammissibili.

Chi può presentare la domanda

Beneficiari dei contributi sono micro, piccole e medie imprese di tutti i settori economici, iscritti alla camera di commercio di Modena, che non hanno beneficiato del contributo a valere sul Bando Voucher Internazionalizzazione 2023.

Prima dell’invio della domanda si invita a condurre le opportune verifiche:

  • di regolarità del pagamento del diritto annuale presso il competente ufficio Diritto Annuale: diritto.annuale@mo.camcom.it;
  • di regolarità del DURC – Documento di Regolarità contributiva.

Quando e come presentare la domanda di contributo

Le domande di contributo possono essere inviate a partire dalle ore 10:00 di giovedì 4 aprile 2024 fino alle ore 18:00 di giovedì 11 aprile 2024, esclusivamente in modalità telematica, con firma digitale del legale rappresentante dell’impresa.

Tuttavia, vista la limitatezza dei fondi, si suggerisce di inviare la domanda immediatamente al momento dell’apertura.

La pratica telematica dovrà essere composta, a pena di esclusione:

  • dal modello base della pratica telematica;
  • dalla domanda di contributo in bollo, utilizzando il modulo pubblicato tra gli allegati, che dovrà essere regolarmente compilato in tutte le sue parti, a pena di esclusione. Si precisa che per assolvere l’imposta di bollo (16,00 euro) in modo virtuale sarà possibile utilizzare esclusivamente il borsellino Telemaco oppure PagoPA.
  • dai preventivi di spesa o dalle fatture già emesse purché non antecedenti la data del 01/01/2024.

Successivamente al superamento dell’istruttoria amministrativa-formale, la selezione dei progetti avverrà con procedura valutativa a graduatoria secondo il punteggio assegnato sulla base dei criteri stabiliti dal bando.

L’approvazione della graduatoria dei beneficiari dei contributi avviene non oltre 30 giorni dalla scadenza del termine di presentazione delle domande, ovvero entro l’11/05/2024.

Lo Studio M&W rimane a disposizione per la necessaria assistenza.

A cura di Simone Vincenzi


Sistemi di sicurezza. Contributo a fondo perduto cciaa Modena.

Contributo a fondo perduto per sistemi di sicurezza

Il Fondo è rivolto alle piccole imprese, iscritte alla camera di commercio di Modena, che intendono dotarsi di sistemi di sicurezza per affrontare il problema della microcriminalità.

Sono ammissibili al contributo sul Fondo di Sicurezza le spese di acquisto e di installazione dei seguenti sistemi di sicurezza:

a) sistemi di videoallarme antirapina conformi ai requisiti previsti dal Protocollo d’Intesa del 14/07/2009, rinnovato il 12 novembre 2013 e  il 12/12/2019, collegati in video alla Questura e ai Carabinieri;
b) sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso, sistemi antintrusione con allarme acustico e nebbiogeni;
c) sistemi passivi: casseforti, porte e serrande blindate, antitaccheggio, inferriate, vetri antisfondamento, dispositivi di illuminazione notturna interni ed esterni installati allo scopo di consentire la vista dell’interno dei locali aziendali e quindi anche la presenza di eventuali intrusi, sistemi integrati di verifica, contabilizzazione e stoccaggio del denaro;
d) contratti stipulati con Istituti di vigilanza per la sorveglianza dei locali aziendali (sono ammessi i canoni del servizio a partire dal 1 luglio 2023). Spese di ripristino per danni subiti a seguito di atti vandalici a vetrine, saracinesche, porte di accesso ai locali aziendali, registratori di cassa, impianti antirapina, di videosorveglianza, nebbiogeni o antintrusione preesistenti.

Il contributo copre fino al 50% delle spese per un massimo di 3.000,00 € per i sistemi di tipologia a) e fino ad un massimo di 1.200,00 € per i sistemi di tipologia b) – c – d).

Nel caso di impianti realizzati in comuni non aderenti, il contributo copre il 40% delle spese ammissibili, fino ad un massimo di 2.400,00 € per i sistemi di tipologia a) e fino ad un massimo di 960,00 € per i sistemi di tipologia b) – c) – d).

L’intervento è retroattivo per spese sostenute a partire dal 1° luglio 2023. Le risorse camerali a disposizione dell’intervento sono pari ad € 50.000,00.

L’agevolazione è concessa in base al regime “de minimis” e non è cumulabile con altri interventi agevolativi.

Chi può accedere al contributo?

Il contributo verrà assegnato:

  • con priorità agli impianti di tipologia a) impianti di videoallarme antirapina collegati in video alle Forze dell’Ordine, in subordine alle imprese giovanili e femminili con domande relative alle tipologie b) e c);
  • infine, alle altre domande relative alle tipologie b) e c) relative ad imprese con attività in posto fisso e aperte al pubblico.

Fatti salvi i suddetti criteri di priorità, in caso di risorse residue, verranno finanziate anche le domande relative ad imprese non aperte al pubblico, secondo l’ordine cronologico di arrivo delle pratiche telematiche.

Possono presentare domanda solo le imprese che non hanno ottenuto almeno una volta, per qualsiasi tipologia di impianto, il contributo Fondo Sicurezza nelle tre annualità precedenti (2021-2022-2023) in riferimento alla stessa localizzazione.

I soggetti beneficiari devono possedere tutti i requisiti previsti dal bando al momento della presentazione della domanda e mantenerli fino al momento della liquidazione, pena la revoca del contributo.

Cosa fare prima dell'invio della domanda?

Prima dell’invio della domanda si invita a condurre le opportune verifiche:

  • di regolarità del pagamento del diritto annuale presso il competente ufficio Diritto Annuale: email diritto.annuale@mo.camcom.it;
  • di regolarità del DURC – Documento unico di regolarità contributiva.

Quando presentare la richiesta di contributo?

Le domande potranno essere presentate dalle ore 10:00 di lunedì 18 marzo 2024 fino alle ore 20:00 di giovedì 28 marzo 2024 esclusivamente in modalità telematica, con firma digitale del legale rappresentante dell’impresa.

Tuttavia, vista la limitatezza dei fondi, si suggerisce di presentare la domanda immediatamente il giorno di apertura.

La domanda dovrà essere composta, a pena di esclusione, da:

  • il modulo base telematico;
  • la domanda redatta secondo il modello predisposto, pubblicato tra gli allegati, regolarmente compilato (scegliere quello corrispondente al sistema di sicurezza che si intende acquistare);
  • i preventivi di spesa o le fatture già emesse con data non antecedente il 18/09/2023;
  • solo per le imprese agricole aperte al pubblico rientranti nei codici Ateco elencati all’art. 2, la SCIA inviata al Comune per denunciare la vendita diretta.

Lo Studio M&W rimane a disposizione per necessaria assistenza.

A cura di Simone Vincenzi


Bonus sponsorizzazioni sportive

Bonus pubblicità 2024

A partire dal 1° marzo e fino al 31 marzo 2024 imprese, professionisti ed enti non commerciali possono prenotare il bonus pubblicità per gli investimenti effettuati e/o da effettuare nel 2024.

La comunicazione deve essere inviata tramite lo specifico servizio disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate, direttamente da parte dei soggetti interessati o avvalendosi di intermediari abilitati alla trasmissione delle dichiarazioni.

Chi può richiedere il bonus e per quali investimenti

Le comunicazioni di accesso al credito d’imposta possono essere presentate dai titolari dei redditi d’impresa o lavoro autonomo e dagli enti non commerciali, per gli investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, registrati presso il Tribunale ovvero presso il ROC e dotati del Direttore responsabile.

Per beneficiare dell’agevolazione è necessario che l’ammontare complessivo degli investimenti pubblicitari realizzati nel 2024 superi almeno dell’1% l’importo degli analoghi investimenti effettuati nel 2023.

Per effetto di tale condizione, non possono richiedere il credito di imposta i soggetti che:

  • nel 2024 registrano un incremento degli investimenti pubblicitari inferiore all’1% rispetto a quelli effettuati nel 2023;
  • nel 2024 registrano un decremento degli investimenti agevolabili rispetto a quelli effettuati nel 2023;
  • iniziano la loro attività nel corso dell’anno 2024.

A quanto ammonta il credito di imposta

Il credito di imposta è riconosciuto nella misura del 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati.

Nel caso in cui l’ammontare complessivo dei crediti richiesti con le domande superi l’ammontare delle risorse stanziate, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria provvederà ad una ripartizione percentuale delle risorse tra tutti i richiedenti aventi diritto.

L’ammontare del credito d’imposta effettivamente fruibile da ciascun richiedente sarà stabilito con provvedimento del Dipartimento stesso, che lo pubblicherà sul proprio sito istituzionale.

Come presentare la domanda

Come detto precedentemente, la comunicazione per l’accesso al credito d’imposta riferito agli investimenti effettuati o da effettuare nel 2024 deve essere presentata dal al 31 marzo 2024 tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate, attraverso l’apposita procedura disponibile nella sezione dell’area riservata “Servizi per” alla voce “Comunicare”, accessibile previa autenticazione con Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o Carta d’Identità Elettronica (CIE).

L’invio può essere fatto direttamente dai soggetti interessati oppure avvalendosi di intermediari abilitati alla trasmissione delle dichiarazioni.

Il nostro Studio è a disposizione per la trasmissione delle domande.

 

A cura di Simone Vincenzi


Bonus export digitale plus per le imprese manifatturiere

Il programma “Bonus Export Digitale Plus”, gestito da Invitalia su impulso del Ministero degli Affari Esteri e dell’agenzia ICE, si pone l’obiettivo di rafforzare la presenza internazionale delle micro e piccole imprese manifatturiere italiane. Questa iniziativa mira a facilitare l’ingresso e l’espansione delle aziende sui mercati esteri, grazie al sostegno per l’acquisizione di soluzioni digitali avanzate per l’export.

Chi sono i soggetti beneficiari?

Micro e Piccole imprese manifatturiere in possesso dei seguenti requisiti:

  • hanno meno di 50 dipendenti e fatturato annuo o totale di bilancio non superiore a euro 10.000.000;
  • hanno avviato, da almeno un anno, la fatturazione di prodotti commerciali;
  • hanno sede legale o sede operativa e stabilimento produttivo in Italia;
  • operano nel settore manifatturiero, codice ATECO primario C;
  • sono in stato di attività e risultano iscritte al Registro delle Imprese;
  • non sono sottoposte a procedura concorsuale e non si trovano in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, o in qualsiasi altra situazione equivalente ai sensi della normativa vigente;
  • sono iscritte presso INPS o INAIL e hanno una posizione contributiva regolare;
  • non hanno ricevuto né richiesto, per le spese oggetto del contributo, altri contributi pubblici;
  • non sono destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
  • non risultano iscritte nell’elenco dei Fornitori di soluzioni digitali.

Vuoi sapere quali sono i progetti ammissibili?

Scarica l'elenco dei progetti ammissibili

Sono ammissibili esclusivamente titoli di spesa in formato elettronico emessi, in data successiva alla presentazione della domanda di contributo, da fornitori inseriti nell’elenco.

Quando presentare la domanda?

Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 10.00 del giorno 13 febbraio 2024 fino alle ore 10.00 del giorno 12 aprile 2024 esclusivamente a mezzo della piattaforma informatica messa a disposizione sul sito internet di Invitalia  sezione “Bonus Export Digitale Plus”.

A seguito della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni, all’impresa richiedente viene comunicato il Codice unico di progetto (CUP), che deve essere riportato su ciascun giustificativo di spesa e titolo di pagamento connessi al programma di investimento agevolato.

La procedura di valutazione è a sportello.

Invitalia, tenuto conto delle risorse disponibili, può chiudere lo sportello per la presentazione delle domande in anticipo rispetto al termine ultimo.

Solo in fase di richiesta di erogazione di contributi l’impresa dovrà fornire:

  • Fatture, esclusivamente in formato elettronico, relative alle spese sostenute;
  • Copia dell’estratto del conto corrente dal quale sia possibile riscontrare l’evidenza dei pagamenti;
  • Contabili di pagamento;
  • Relazione sulle spese sostenute e sui risultati raggiunti nell’ambito dell’internazionalizzazione d’impresa per mezzo del contributo concesso da Invitalia.

A quanto ammonta l'agevolazione bando export digitale plus

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto così delineato:

  • Alle pmi per un importo pari a euro 10.000, a fronte di spese ammesse di importo non inferiore, al netto dell’IVA, ad euro 12.500. Non sono erogabili contributi a fronte di spese ammesse inferiori a euro 12.500;
  • Alle reti soggetto e ai consorzi, costituiti da almeno cinque imprese, per un importo pari a euro 22.500, a fronte di spese ammesse di importo non inferiore, al netto dell’IVA, ad euro 25.000. Non sono erogabili contributi a fronte di spese ammesse inferiori a euro 25.000.

Per le imprese dei comuni di Emilia-Romagna, Marche e Toscana alluvionati – maggio 2023- è prevista una riserva pari a 3 milioni di euro.
Per le imprese dei territori della Toscana a partire dal 2 Novembre 2023, è stato predisposto un ulteriore fondo dedicato di 1,5 milioni di euro.

Cumulabilità

Applicazione del Regolamento de Minimis. Divieto di cumulo sulle stesse spese oggetto di agevolazione.

Fornitori bando export digitale plus

I fornitori abilitati sono quelli inseriti all’interno dell’elenco dei fornitori di soluzioni digitali per l’export istituito ai sensi dell’Autorizzazione del Direttore Generale n. 20/21. Devono, inoltre, versare in una condizione di terzietà rispetto all’impresa beneficiaria.

Chi può presentare domanda di iscrizione all'elenco dei fornitori?

Possono presentare domanda di iscrizione all’elenco le imprese che, alla data di presentazione della domanda, siano in possesso dei seguenti requisiti:

  • Sono costituite in forma societaria;
  • Sono iscritte al Registro delle Imprese e sono in stato di attività;
  • Non sono in stato di scioglimento o liquidazione e non sono sottoposte a procedure concorsuali diverse dal concordato preventivo con continuità e ad accordi di ristrutturazione del debito;
  • Hanno sede legale o operativa nell’Unione Europea;
  • Hanno realizzato nei tre anni precedenti alla data di presentazione della domanda servizi o prestazioni relativi ad una o più delle spese ammissibili per un ammontare pari ad almeno 200.000 euro;
  • Svolgono un’attività coerente con le finalità del Bando, come riscontrabile dall’oggetto sociale previsto da statuto o atto costitutivo;
  • Sono operatori economici ammessi ai sensi dell’art. 45 del decreto-legislativo n. 50/2016 non ricadenti nelle cause di esclusione previste dall’art. 80 del decreto-legislativo n. 50/2016.

Quando presentare la domanda di iscrizione all'elenco

Le domande per l’iscrizione all’elenco dovranno essere inviate esclusivamente tramite la piattaforma informatica dedicata disponibile nell’apposita area riservata dalle ore 10:00 del 13 febbraio 2024 alle ore 17:00 del 30 settembre 2024.

La domanda di iscrizione all’elenco è riservata al rappresentante legale della società fornitrice come risultante dal Registro delle Imprese.
È possibile presentare un’unica richiesta di iscrizione all’elenco.

Vuoi approfondire l'argomento? clicca qui

Lo Studio rimane a disposizione per eventualità attività di supporto e orientamento.

 

A cura di Simone Vincenzi


Bando agroalimentare, gastronomia. Contributi a fondo perduto

Contributi a fondo perduto: sostegno eccellenze gastronomia e agroalimentare

La misura agevolativa, gestita da Invitalia, vuole sostenere le imprese di eccellenza nei settori ristorazione, pasticceria e gelateria. I contributi favoriscono gli investimenti per l’acquisto di macchinari professionali e di altri beni strumentali durevoli.

Si tratta di un contributo a fondo perduto fino al 70% delle spese ammissibili e comunque nel limite di 30 mila euro per singola impresa.

Chi sono i soggetti beneficiari

A. Imprese con Codice Ateco 56.10.11 “Ristorazione con somministrazione“;

B. Imprese con Codice Ateco 56.10.30 “Gelaterie e pasticcerie” e 71.20 “Produzione di pasticceria fresca” in possesso dei seguenti requisiti:

  • regolarmente costituite e attive al R.I da almeno 10 anni decorrenti dal 30/08/2022 oppure, in alternativa, aver acquistato nei 12 mesi antecedenti il 30/8/2022:
  • Prodotti certificati DOP, IGP, SQNPI, SQNZ e prodotti biologici per almeno il 25% del totale dei prodotti alimentari acquistati nello stesso periodo (per le imprese di cui alla lettera A);
  • Prodotti certificati DOP, IGP, SQNPI e prodotti biologici per almeno il 5% del totale dei prodotti alimentari acquistati nello stesso periodo (per le imprese di cui alla lettera B);
  • In regola con il DURC e gli adempimenti fiscali;
  • Non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedura concorsuale o a qualsiasi altra situazione equivalente.

Progetti ammissibili

Come detto precedentemente, l’obiettivo di questo contributo è quello di sostenere le imprese di eccellenza della ristorazione e della pasticceria e, allo stesso tempo, valorizzare il patrimonio agroalimentare ed enogastronomico italiano.

A tal fine, sono ammissibili le spese sostenute dopo la presentazione della domanda e relative all’acquisto di macchinari professionali e di beni strumentali utili all’attività dell’impresa, nuovi di fabbrica, organici e funzionali. Inoltre, devono essere acquistati alle normali condizioni di mercato da terzi che non hanno relazioni con l’impresa beneficiaria.

Infine, i beni devono essere mantenuti nello stato patrimoniale dell’impresa per almeno tre anni dalla data di concessione del contributo.

Non sono ammesse spere per:

  • Componenti, pezzi di ricambio o parti di macchinari/impianti/attrezzature che non soddisfano il requisito dell’autonomia funzionale;
  • Terreni, fabbricati, opere murarie;
  • Mezzi targati;
  • Beni usati o rigenerati;
  • Macchinari, impianti, attrezzature e software acquistati con permute, tramite compensazione delle spese e soggetti a sconti o abbuoni.

Cumulabilità

I contributi sono concessi nell’ambito del regolamento de minimis. Le agevolazioni non sono cumulabili con altre agevolazioni pubbliche concesse per le medesime spese.

Come procedere con la presentazione della domanda

Le domande di agevolazione devono essere presentate esclusivamente a mezzo della piattaforma informatica messa a disposizione sul sito internet del Soggetto gestore (www.invitalia.it) a partire dalle ore 10.00 del 01/03/2024  e fino alle ore 10.00 del 30/04/2024.

Per accedere alla piattaforma informatica è necessario essere in possesso di:

  • Un’identità digitale (SPID, Carta nazionale dei servizi, Carta di identità elettronica);
  • accedere all’area riservata per compilare online la domanda;
  • disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

Trattasi di una procedura a sportello (ad esaurimento fondi).

Per maggiori informazioni, clicca qui.

A cura di Simone Vincenzi


Investimenti 5.0. Transizione tecnologica e digitale.

Piano di transizione 5.0: contributi fino al 45%

È prevista nel primo trimestre del 2024 l’emanazione del Decreto legge Transizione 5.0 da 6,3 miliardi di euro per il biennio 2024-25.

Cosa prevede il nuovo programma

Il nuovo programma sarà complementare al piano 4.0 e finanzierà 3 tipi di attività:

  • investimenti in beni strumentali 4.0 inseriti in progetti di efficientamento energetico;
  • sistemi per l’autoproduzione e l’autoconsumo da fonti rinnovabili a esclusione delle biomasse;
  • formazione del personale in competenze per la transizione verde.

Il contributo, sotto forma di credito di imposta, è incrementale e parametrato al livello di risparmio energetico ottenuto dall’impresa con l’investimento agevolato: maggiore è l’efficientamento energetico, maggiore è il contributo.

Per quanto riguarda gli investimenti in beni strumentali, l’aliquota massima raggiungibile dovrebbe essere fissata al 40% (inclusa la parte già esistente del 20%) con un’agevolazione, dunque, aggiuntiva del 20% e con ulteriori due aliquote inferiori.

Diverso dovrebbe essere il sistema per quanto concerne le linee dedicate all’autoproduzione, all’autoconsumo e alla formazione per le quali si attende l’emanazione del decreto per conoscere aliquote e caratteristiche degli investimenti.

Una parte dei fondi è destinata alla creazione di un portale volto a certificare la riduzione dei consumi mediante una doppia certificazione:

  • una prima di effettuare l’investimento;
  • e una a investimento effettuato.

Questa prima attività dovrebbe consentire di prenotare l’incentivo.
La certificazione ex-post, invece, dovrebbe essere quella che attesta l’effettivo conseguimento dei risultati previsti e che dà quindi effettivamente titolo alla fruizione dell’incentivo.

Maggiori dettagli sulle caratteristiche del soggetto certificatore e i contenuti e modalità della certificazione verranno meglio chiariti con la pubblicazione del Decreto Legge.‌

Validità del contributo e entità

Il contributo 5.0 ha validità per gli investimenti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2025. Credito d’imposta diretto fino al 45% in un’unica soluzione.

Quali sono gli investimenti ammessi

  1. INVESTIMENTI MATERIALI E IMMATERIALI 5.0

Acquisto di Beni Strumentali 4.0, materiali e immateriali (Allegati A e B della L.232/2016), che apportino anche un miglioramento all’efficienza energetica e un risparmio nei consumi dell’azienda preinvestimento, con 2 scaglioni:

riduzione di almeno il 3% dei consumi finali dell’energia dell’impresa oppure riduzione di almeno il 5% dei consumi di un determinato specifico processo.

‌Per essere ammessi gli investimenti devono ottenere una Certificazione “ex ante” da un valutatore accreditato che attesti la conformità del progetto ai criteri relativi alla riduzione del consumo totale di energia. Inoltre, una Certificazione “ex post” dovrà attestare l’effettiva realizzazione degli investimenti e relativo efficientamento in conformità con quanto riportato “ex ante”.

  1. FORMAZIONE 5.0

Spese sostenute per formare il personale nell’acquisizione delle competenze necessarie per la transizione verde e digitale delle imprese, oltre all’utilizzo dei beni strumentali di cui sopra (max 10% del valore totale del progetto) e fino a 300.000 euro.

  1. FOTOVOLTAICO 5.0

Acquisto di beni ed impianti di autoproduzione/autoconsumo di energia da fonti rinnovabili (ad esclusione delle biomasse).

Le imprese che non raggiungeranno gli obiettivi di efficienza energetica 5.0 ma che acquisteranno beni 4.0 potranno comunque continuare a beneficiare, in presenza di tutti i requisiti, degli attuali incentivi del piano Transizione 4.0 con aliquote più basse.

Lo Studio M&W rimane a disposizione per eventuali approfondimenti ricordando che sarà possibile conoscere le esatte modalità della misura al momento della pubblicazione dei regolamenti attuativi.

A cura di Simone Vincenzi


Microcredito 2024- investimenti- pmi

Microcredito 2024

L’intervento del Fondo, mediante la concessione di una garanzia pubblica sulle operazioni di microcredito (finanziamenti agevolati), ha lo scopo di sostenere l’avvio e lo sviluppo delle piccole imprese favorendone l’accesso alle fonti finanziarie.

Microcredito 2024 novità principali

  1. L’importo massimo del finanziamento sale dai precedenti 40.000,00 € agli attuali 75.000,00 oppure 100.000,00 € se destinati a srl ordinarie. In entrambi i casi il Fondo di garanzia per le PMI non potrà superare la copertura dell’80% del rischio di credito per importi fino a 50.000,00 €, mentre per importi superiori la garanzia non potrà eccedere il limite del 60%;
  2. Le società a responsabilità limitata (S.R.L.) diventano soggetti eleggibili al microcredito. In questo caso per le banche sarà possibile richiedere anche garanzie reali e non esclusivamente personali;
  3. Non è più previsto il credito frazionato, ma verranno erogati gli importi deliberati in un’unica tranche;
  4. Viene cancellato il limite dei 5 anni di Partita IVA;
  5. La durata massima del finanziamento viene aumentata fino ad un massimo di 10 anni, comprensivi di eventuali periodi di pre-ammortamento.

In sintesi:

  • Beneficiari: autonomi con P.Iva individuale con massimo 5 dipendenti, società di persone, cooperative, Srl ed Srls con massimo 10 dipendenti.
  • Finanziamento: a fondo perduto, senza garanzie reali (ad eccezione del caso delle Srl).
  • Importo: non deve superare il 10% del capitale sociale dell’impresa richiedente.
  • Importo massimo: 75 mila euro (100 mila euro nel caso delle Srl).
  • Durata massima: 10 anni.
  • Piani di utilizzo delle risorse: Acquisto di beni, apparecchiature e materie prime; Acquisto di servizi utili all’attività dell’impresa (anche servizi assicurativi o leasing); Spese per la formazione; Retribuzione di nuovi dipendenti.

Cosa fare per accedere al microcredito

La richiesta di prenotazione della garanzia viene effettuata per via telematica, accedendo all’apposita sezione del sito internet www.fondidigaranzia.it , previa registrazione e utilizzo delle credenziali di accesso rilasciate.

La prenotazione della garanzia resterà valida per i 5 giorni lavorativi successivi in attesa che l’interessato presenti il proprio progetto da finanziare al soggetto finanziatore – operatore del microcredito, istituto bancario o intermediario finanziario – che dovrà concludere la pratica entro 60 giorni.

La prenotazione non è obbligatoria per ottenere la garanzia. Imprese e professionisti si possono rivolgere direttamente a banche, operatori di microcredito o confidi che, anche in assenza di prenotazione, possono effettuare la richiesta di ammissione alla garanzia per un’operazione di microcredito.

Lo Studio è a disposizione per la gestione del rapporto con gli istituti di credito e la predisposizione del business plan.

A cura di Simone Vincenzi