Un nuovo Studio entra nell'orbita M&W
Giovedì 14 dicembre, presso la Pinacoteca Civica “Il Guercino” di Cento abbiamo presentato la nuova aggregazione tra lo Studio Rimondi e Associati e il nostro Studio M&W Veronesi e Associati.
La nuova collaborazione è stata ufficializzata davanti alla platea di clienti dello Studio Rimondi, evidenziando come l’aggregazione fra studi di commercialisti è oramai inevitabile per competere nel mercato odierno.
Il contesto economico, tecnologico e normativo in cui siamo immersi, infatti, sta attraversando profondi cambiamenti su più fronti: nuove tecnologie, competitività, maggiore specializzazione e organizzazione oltre, quantomeno ad oggi, maggiori adempimenti e responsabilità. Pertanto, diventa necessario unire le competenze per poter offrire un’ampia gamma di servizi specializzati e qualificati.
Questa nuova aggregazione, infatti, consentirà agli studi di condividere risorse, competenze specialistiche e aumentare le capacità di business.
Obiettivi comuni
La chiave per ogni aggregazione e collaborazione di successo è la condivisione di obiettivi comuni che, nel caso specifico, si traducono:
- nella capacità di offrire soluzioni personalizzate;
- in una consulenza strategica;
- in un alto grado di competenza tecnologica.
M&W, infatti, è un progetto in evoluzione che guarda al futuro e investe nel futuro, al fine di diventare punto di riferimento nel proprio settore.
Un futuro che guarda non solo a nuove aggregazioni, ma anche a nuovi investimenti che si traducono nell’implementazione dell’automazione dei processi contabili e fiscali. Adottando tecnologie avanzate, come l’intelligenza artificiale, sarà possibile infatti aumentare l’efficienza operativa e concentrarsi su attività di consulenza ad alto valore aggiunto per il cliente.
Il futuro degli studi commercialisti è ora
Il futuro degli studi commercialisti è ora. Non si può far finta di niente, il cambiamento è in atto.
L’ aggregazione con lo Studio di Paolo Ferrari e con lo Studio di Mariano Govoni l’anno scorso, la nuova aggregazione con lo Studio Rimondi adesso sono tutti segnali che dimostrano la risposta di M&W al cambiamento.
Pianificazione strategica, gestione efficace, visione comune
È importante, però, sottolineare che l’aggregazione richiede una pianificazione strategica e una gestione efficace che si traduce anche in una chiara comprensione dei benefici reciproci oltre alla necessità di condividere una visione comune che, come detto precedentemente, trova la sua declinazione nel raggiungimento di obiettivi comuni necessari per garantire il successo a lungo termine.
Al centro di ogni attività e scelta rimane sempre e comunque il cliente, partner fondamentale per contribuire al successo e alla crescita dello Studio, grazie alla creazione di relazioni solide e durature.
Da qui la scelta di organizzare l’evento di presentazione della nuova aggregazione per i clienti dello Studio Rimondi; per renderli partecipi di un nuovo progetto che riguarderà anche loro.
Entusiasti di questo nuovo inizio e pronti per continuare a proteggere e valorizzare le aziende del territorio per garantire la loro crescita verso il futuro.
A cura di Rebecca Molinari
Irpef 2024: novità
Con l’introduzione delle disposizioni attuative della Legge n. 111/2023, “Delega al Governo per la riforma fiscale”, è stato approvato, in via preliminare, lo schema di D.lgs. contenente l’“attuazione del primo modulo di riforma delle imposte sul reddito delle persone fisiche e altre misure in tema di imposte sui redditi”.
Nello specifico all’art. 5, comma 1, lett. a), Legge n. 111/2023 vengono previsti specifici principi e criteri direttivi per la revisione e graduale riduzione dell’IRPEF, nel rispetto del principio di progressività e nella prospettiva della transizione verso l’aliquota unica.
Cosa è previsto per il 2024?
Per il 2024 è prevista la riduzione degli scaglioni di reddito (da 4 a 3) e delle corrispondenti aliquote IRPEF, come riportato nella tabella qui sotto
|
Fino al 2023 |
Per il 2024 | ||
| Scaglioni di reddito | Aliquota | Scaglioni di reddito |
Aliquota |
| 1- Fino a € 15.000 | 23% | 1- Fino € 28.000 | 23% |
| 2- Oltre € 15.000 e fino a € 28.000 | 25% | ||
| 3- Oltre € 28.000 e fino a € 50.000 | 35% | 2- Oltre € 28.000 e fino a € 50.000 | 35% |
| 4- Oltre € 50.000 | 43% | 3- Oltre € 50.000 | 43% |
La progressività dell’IRPEF è garantita dalla presenza di un sistema di detrazioni e deduzioni dall’imposta.
A seguito delle novità in esame, la no tax-area prevista per i redditi di lavoro dipendente è stata aumenta a € 8.500, analogamente a quanto già previsto per i redditi di pensione.
Per la determinazione degli acconti IRPEF, delle relative addizionali per il 2024/25 va assunta quella che si sarebbe determinata non applicando le nuove disposizioni sopra esaminate. Come stabilito dall’art. 1, comma 4 del Decreto, quale imposta del periodo precedente.
A cura di Elisa Ghelfi
Cosa si intende per azienda?
Quando l’imprenditore inizia la propria attività deve dotarsi di tutto il necessario: attrezzature, merci, un locale dove svolgere la propria attività ecc.
Deve dotarsi insomma di tutto ciò occorre affinché l’azienda possa funzionare. L’insieme dei beni acquistati dall’imprenditore non costituisce però ancora un’azienda. L’imprenditore dovrà cercare dei collaboratori e iniziare a rapportarsi con clienti e fornitori, sottoscrivere contratti con terze parti, siano essi clienti, fornitori, dipendenti, fornitori di utenze (luce, gas, acqua ecc.).
Solo dopo aver completato questa fase di acquisizione di beni e servizi e di contrattualizzazione, l’imprenditore potrà cominciare la propria attività instaurando tutte le necessarie relazioni con clienti, fornitori, banche ecc.
Quando tutto funzionerà a dovere e l’imprenditore avrà cominciato a produrre e vendere beni allora sì che potremo dire di trovarci di fronte a un’azienda.
Solamente quando si comincerà a produrre veramente, e cioè quando i beni (attrezzature, merci ecc.) e gli altri fattori necessari per la produzione (dipendenti, fornitori di servizi ecc.) saranno organizzati e funzionanti a dovere avremo un’ azienda nel vero e proprio senso della parola.
Quale potrebbe essere la definizione di un'azienda?
La definizione di azienda potrebbe essere la seguente:
“L’azienda è un’organizzazione di beni, servizi e capitale umano finalizzata alla soddisfazione di bisogni attraverso la produzione, la distribuzione o il consumo di beni economici e servizi verso clienti, strutturata secondo una certa organizzazione aziendale e amministrata secondo una certa amministrazione aziendale (governance)” [fonte Wikipedia]”
In sintesi l’azienda è un insieme organizzato di beni e servizi amministrata dall’imprenditore. Di essa fanno parte tutti i rapporti giuridici (contratti) con clienti, fornitori ecc.
Un’azienda non organizzata e ferma da tempo, senza contratti attivi di vendita ai clienti, non è più un’azienda ma è solamente un insieme di beni non più organizzati.
Un’azienda, infatti, deve “girare” e produrre possibilmente creando anche una buona marginalità produttiva, cioè con ricavi di vendita superiori alla somma dei costi dei fattori produttivi utilizzati.
Un'azienda può essere anche solo contratti e relazioni?
Sì, un’azienda può essere rappresentata anche solo da contratti e relazioni, senza avere alcun bene (o pochissimi beni).
Si pensi, ad esempio, a un’azienda commerciale nella quale l’imprenditore compra e vende utilizzando il telefono e facendo arrivare la merce dai fornitori direttamente ai propri clienti.
L’azienda, quindi, è una realtà composita e complessa diretta dall’imprenditore.
In definitiva è un “oggetto” che può essere acquistato, venduto, affittato, dato in usufrutto, come qualsiasi altro bene.
Cosa succede quando un'azienda viene trasferita da un soggetto ad un altro?
Quando l’azienda viene trasferita da un soggetto all’altro (con vendita, affitto ecc.) tutti i contratti vengono trasferiti con essa, compresi i rapporti di lavoro dei dipendenti che mantengono tutti i propri diritti e inquadramenti. Vengono trasferiti anche il marchio, l’insegna, e tutti i contratti in corso di esecuzione (locazione, contratti con clienti e fornitori ecc.) a meno che le parti dispongano diversamente.
I rapporti di lavoro con i dipendenti vengono invece sempre trasferiti a meno che i dipendenti rinuncino espressamente in sede “protetta”, ovvero sottoscrivendo un accordo con l’assistenza dei sindacati.
Attenzione a non confondersi
Da non confondersi infine la cessione dell’azienda con la cessione della clientela.
Quando un imprenditore acquisisce un pacchetto di clienti da gestire con la propria organizzazione allora non c’è trasferimento di azienda.
Il trasferimento dell’azienda ci sarà solamente quando l’imprenditore gestirà l’azienda acquistata subentrando (cioè utilizzando) l’organizzazione del venditore.
A cura di Egidio Veronesi
Evento sulle Società Benefit e sui criteri ESG
Giovedì 16 novembre si è svolto l’incontro sulle Società benefit e sui criteri ESG organizzato in collaborazione con Banca Mediolanum– ufficio dei consulenti finanziari di Mirandola.
Società benefit
Durante l’evento l’Avvocato Alessandra Ferrini ha illustrato che cosa si intende per Società Benefit.
La Società Benefit – o Benefit Corporation- esercita la propria attività economica perseguendo, oltre allo scopo di lucro, uno o più scopi che hanno come obiettivo quello di contribuire alla prosperità ambientale, sociale ed economica a lungo termine. Questi contributi e obiettivi vengono formalizzati e comunicati in maniera trasparente ai propri stakeholder.
La Società Benefit è un modello di impresa innovativo e virtuoso, oltre ad essere legalmente riconosciuto in Italia dal 2016. Il nostro paese, infatti, è stato il secondo al mondo, dopo gli Stati Uniti, ad introdurre le Società Benefit nel proprio ordinamento.
Ad oggi sono sempre di più le aziende che hanno deciso di diventare Società Benefit, modificando il proprio statuto e rendendo più sostenibile ed inclusivo il proprio modello di business. Diventare Società Benefit, però, non significa limitarsi a un mero cambiamento giuridico dello statuto. Il cambiamento, infatti, deve essere soprattutto culturale.
Diventare una società benefit è una questione di credo, di senso etico e civico.
Cosa fare per essere riconosciuti come Società Benefit?
Per essere riconosciute come Società Benefit le aziende devono soddisfare standard rigorosi di responsabilità sociale d’impresa e trasparenza. Esistono organizzazioni come B Lab che certificano le società benefit e promuovono la loro adozione a livello globale.
I criteri ESG
Non meno importanti sono i criteri ESG illustrati dal Dottore commercialista e revisore legale Gianfranco Barbieri.
Innanzitutto, precisiamo che ESG è un acronimo inglese che sta per:
- Environment (ambiente);
- Social (sociale);
- Governance (struttura organizzativa e pratiche aziendali).
Quando si parla di environment si fa riferimento alle pratiche aziendali che hanno un’influenza sull’ambiente come, ad esempio:
- la gestione delle risorse naturali;
- le emissioni di gas serra;
- la gestione dei rifiuti;
- altre iniziative che hanno come obiettivo quello di ridurre l’impatto ambientale.
La voce “sociale”, invece, riguarda le politiche e le pratiche aziendali che influenzano il benessere delle persone, inclusi i dipendenti, i fornitori, la comunità locale e altri parte interessate. In questa categoria troviamo temi come:
- la diversità e l’inclusione;
- la salute e la sicurezza sul lavoro;
- i diritti umani e altre iniziative sociali.
Infine, non meno importanti sono la struttura e le pratiche aziendali (governance) che influenzano la gestione, la trasparenza, l’accountability dell’azienda. Questo include vari aspetti come, ad esempio, la composizione del consiglio di amministrazione, le politiche di remunerazione, le pratiche di audit.
Perché i criteri ESG sono importanti?
Perché spesso, proprio a partire da questi criteri, gli investitori valutano il rendimento a lungo termine di un’azienda. Di conseguenza aumentano le informazioni che l’impresa, a prescindere dalle dimensioni, dovrà fornire agli istituti di credito.
Tutto ciò però implica un profondo cambio culturale delle imprese e in questo caso sarà determinante la presenza di un professionista in grado di traghettare l’imprenditore verso un nuovo modo di pensare al business.
Come detto dal Dottor Gianfranco Barbieri e come ribadito da Lorenzo Gianquinto, Direttore Finanziario di Coswell S.p.A, promuovere l’integrazione dei criteri ESG in una società è essenziale per la sostenibilità a lungo termine. Tuttavia, è altrettanto cruciale garantire che tali principi non compromettano la redditività e la vitalità economica.
Sostenibilità e la marginalità devono e possono coesistere armonicamente.
A cura di Rebecca Molinari e Andrea Bergonzoni
Attività di tournaround e restructuring- riorganizzazione e ristrutturazione d'azienda
Cosa significa tournaround e restructuring?
Il tournaround, ovvero la riorganizzazione, si occupa delle società che si trovano in situazioni di riduzione delle marginalità e che quindi puntano a migliorare la propria redditività.
Il restructuring, ovvero la ristrutturazione, invece esamina situazioni di crisi dove si è già in contesti di tensioni economico finanziarie che tendono all’insolvenza e al ricorso alle procedure concorsuali.
Entrambi i casi sono riconducibili, in varia misura, alla crisi d’impresa e per entrambi è necessario che le aziende adottino tempestivamente un cambio di passo al fine di evitare di mettere in pericolo la continuità aziendale.
Ormai innumerevoli sono le società che per motivi endogeni ed esogeni, si trovano ad affrontare situazioni di difficoltà che devono essere dapprima riconosciute e successivamente e affrontate.
La riorganizzazione d'azienda
La riorganizzazione d’azienda compiuta attraverso il cambiamento della sua struttura – variazioni di strategie di marketing, modifiche di organico, prodotti, servizi, assetto societario – viene attuata in forma preventiva alla situazione di crisi e può portare a benefici importanti.
Nella riorganizzazione aziendale è possibile prevedere operazioni straordinarie come:
- fusioni;
- scissioni;
- trasformazioni;
- cessioni d’azienda;
- conferimenti in New.co;
- eventuali affitti d’azienda.
Il risanamento
Nel risanamento, invece. spesso occorre procedere con una pianificazione finanziaria, rinegoziando le linee di credito bancarie, eventualmente aprendone di nuove, ridefinire scadenze contrattuali con i fornitori ed analizzare posizioni debitorie critiche.
Il codice della crisi d’impresa, del quale abbiamo già parlato in precedenti articoli, diventato pienamente operativo dal 15 luglio 2022, disciplina tutti gli strumenti normativi che si prestano agli scopi di risanamento.
Cosa può fare M&W per te
I servizi che M&W fornisce in merito a tale divisione comprendono tutte le attività volte:
- all’identificazione delle exit strategy più opportune in caso di crisi. Con focalizzazione dei motivi di difficoltà ed individuazione dello strumento giuridico ottimale per il superamento del dissesto;
- alla riorganizzazione delle strategie aziendali, all’ottimizzazione delle marginalità e all’analisi e rimodulazione della situazione patrimoniale in caso di pre-crisi. Forniamo, inoltre, assistenza per la predisposizione di business plan, budgets e piani di tesoreria; valutazioni d’aziende e perizie, operazioni straordinarie ed individuazione del fabbisogno finanziario.
M&W Professionista- Andrea Bertocco
Andrea Bertocco: laureato in Economia e Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Ferrara, dal 2021 sei iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti di Ferrara e dal 2022 all’albo dei Revisori legali dei conti.
Quali sono le difficoltà maggiori che un giovane che vuole diventare commercialista deve affrontare al giorno d’oggi?
Il percorso di studi è sicuramente lungo e complicato, perché è fatto di lezioni, esami e 18 mesi di pratica obbligatoria dove ci si scontra con la complessità del mondo circostante e si scopre quanto è difficile saper far uso di ciò che si impara sui banchi di scuola.
Quando si decide di affacciarsi alla libera professione occorre una grande determinazione e tanta fortuna perché il mondo circostante è sempre più complesso e le cose che fino a qualche anno fa erano semplici oggi non lo sono più.
La possibilità di crescita e le soddisfazioni che lo studio M&W mi sta dando sono molte. Qui, infatti, posso sempre contare su un gruppo pronto a fare squadra per soddisfare le esigenze del cliente e per crescere professionalmente.
Oggi sempre più studi professionali sono strutturati in forma “associata” al fine di unire professionisti specializzati in grado di affrontare le diverse tematiche che caratterizzano le aziende. In questo modo è possibile fornire un approccio completo e sistematico alle problematiche del cliente.
Credi che questa sia la formula vincente per competere nel mercato odierno?
L’epoca dello studio “monoprofessionale” è ormai passata in quanto, oggi, quando hai a che fare con “la burocrazia”, i contratti, le dinamiche aziendali o le dichiarazioni dei redditi, di “semplice” non c’è nulla e tutto deve essere esaminato sotto diverse prospettive.
Solo uno studio ben strutturato e organizzato può far fronte appieno alle esigenze della clientela, sia privata che aziende, esaminando le casistiche in un’ottica “multidisciplinare” che nel piccolo studio non è sempre possibile.
L’intelligenza artificiale si sta diffondendo in tanti lavori e settori, tra cui quello degli studi di commercialisti. A tuo avviso, come cambierà la professione del commercialista con l’utilizzo dell’AI?
A mio parere cambierà in meglio e sarà un alleato fondamentale per semplificare il groviglio di adempimenti oggi sempre più opprimenti.
In questo modo i professionisti avranno più tempo libero (cosa non secondaria per il bilanciamento della vita/lavoro) per approfondire le tematiche d’interesse e per interagire con i clienti, aspetto essenziale della nostra professione che oggi viene compresso a causa delle scadenze continue a cui far fronte.
La professione del commercialista è alle prese con il problema del ricambio generazionale. Da giovane commercialista, quale ritieni possano essere le cause?
A mio parere le motivazioni sono molteplici:
per prima cosa è necessario che il giovane che si affaccia alla professione sia motivato e pronto a mettersi in gioco, in secondo luogo il percorso formativo è lungo e impegnativo. Una volta abilitati è necessario dedicare molte ore della propria giornata alla formazione e al lavoro e in ultimo vi è l’incertezza del futuro e la difficoltà di intraprendere una carriera da libero professionista soprattutto partendo da zero, con la consapevolezza che da soli non si fa molta strada.
Ecco perché ritengo di essere stato fortunato. Incontrare sulla mia strada lo Studio M&W ha contribuito a stimolare il mio entusiasmo. Inoltre, vedere che lo studio promuove borse di studio per i neodiplomati e che investe per far crescere i propri professionisti mi fa pensare di aver fatto la scelta giusta quando ho deciso di concentrare i miei sforzi nella professione.
Come vedi la crescita dello Studio M&W da qui ai prossimi cinque anni?
Riallacciandomi alle domande precedenti, vedo per lo studio M&W un doppio filone di crescita:
- Crescita quantitativa: in termini di provincie e comuni in cui diventeremo lo studio leader nella consulenza per aziende e privati, oltre che per la contabilità;
- Crescita qualitativa: grazie alle nuove tecnologie, alle banche dati aggiornate e soprattutto alla rete di professionisti e collaboratori forniremo consulenze sempre più precise, affidabili e puntuali capaci di soddisfare le esigenze del piccolo e grande cliente.
Intervista a cura di Rebecca Molinari
Nuove truffe digitali in arrivo: vishing- cos'è e come difendersi
Un vecchio proverbio recita “fatta la legge, trovato l’inganno”. Una frase che sa di antico ma che, parafrasata sul mondo digitale, diventa “fatta la tecnologia, trovata la truffa”.
Con l’utilizzo delle nuove tecnologie infatti, soprattutto della sempre più diffusa Intelligenza Artificiale generativa, i truffatori digitali oggi dispongono di nuovi sofisticati strumenti per compiere i loro cimini.
Uno di questi è il cosiddetto “vishing.”
Cos'è il vishing?
Il termine nasce dall’unione delle parole “voice” e “phishing” e consiste nel clonare la voce di una persona e farle pronunciare frasi studiate ad arte, da usare in una telefonata o per inviare come messaggio vocale ad un soggetto terzo (la vittima) che, riconoscendo la voce, è indotto a fidarsi ciecamente di tale messaggio.
Voce clonata con FakeYou
L’ormai famoso sito FakeYou infatti, permette di clonare la voce di una persona partendo da un modello audio da caricare sul sito.
Ad esempio, si potrebbe clonare la voce dell’AD di una società, il quale ha pubblicato un webinar o un altro video su YouTube.
Si scarica il file audio da YouTube e si carica su FakeYou e, dopo che l’AI ha analizzato il modello audio, la voce è da ritenere ufficialmente clonata.
A questo punto cosa può succedere?
A questo punto è possibile scrivere un testo da far pronunciare al “clone” come ad esempio:
“mi farebbe per cortesia un bonifico sull’IBAN XXXX specificando la causale ‘come da accordi con il nostro Amministratore Delegato Sig. Tizio’ ?”
La piattaforma quindi genera un file audio con la frase prescelta e tale file può essere scaricato per essere successivamente inoltrato alla vittima, ad esempio la responsabile amministrativa.
A volte le voci clonate hanno dei difetti di pronuncia evidenti, altre volte invece diventano quasi irriconoscibili rispetto l’originale.
Sui social, infatti, sono ormai molto famosi i video dove Gerry Scotti canta brani di altri artisti, alcuni talmente fedeli che hanno indotto lo stesso presentatore a complimentarsi ufficialmente con gli autori.
Il Garante per la Privacy versus FakeYou
FakeYou è talmente noto che anche il Garante per la Privacy ha avviato un’istruttoria.
Come difendersi?
Per prevenire efficacemente il vishing, è consigliabile diffidare delle telefonate ricevute da numeri sconosciuti, o messaggi vocali ricevuti via e-mail o altri canali.
Inoltre, è consigliabile effettuare una chiamata all’ “originale” per verificare se conferma effettivamente la richiesta fatta nel messaggio.
Nel mondo digitale, per citare un altro proverbio, è sempre più vero che “Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio”.
A cura di Loris Barbi
M&W Professionista- Alice Bregoli
Alice Bregoli: laureata in economia presso l’università di Ferrara. Da più di vent'anni ti occupi di consulenza fiscale, redazione di bilanci, dichiarazioni fiscali e operazioni straordinarie.
Qual è stato il cambiamento più significativo che hai notato in questi anni nel tuo mestiere?
Il grande salto tecnologico, l’intensificarsi degli adempimenti e la velocità del cambiamento. Da qui la necessità di offrire una consulenza più “su misura” al cliente. Differenziarsi nei servizi offerti, calarsi nelle realtà aziendali per cogliere punti di forza (miglioramento) e punti di debolezza (riorganizzazione, controllo di gestione etc.).
Nel corso degli anni i commercialisti hanno dovuto concentrare la propria attività anche, e soprattutto, sull’aggiornamento e sull’approfondimento della normativa fiscale e contabile.
Come conciliare lavoro e formazione, considerando la velocità con cui cambiano alcune normative?
Non è facile. Il nostro è un lavoro che richiede tempo. Tempo per studiare, approfondire, stare aggiornati ma soprattutto l’economia non è una scienza certa come la matematica, quindi la materia spesso lascia spazio a diverse interpretazioni normative, da qui l’importanza del confronto con i colleghi e del lavoro di squadra.
Lo Studio in questo senso, aggregando tante risorse, riesce a intercettare le novità fiscali e contabili in tempo reale e attraverso un sistema capillare di profilazione clienti a diffonderle attraverso circolari settimanali mirate.
Come vedi il futuro delle imprese in Italia, considerando anche, e soprattutto, la pressione fiscale presente nel nostro paese?
La pressione fiscale è una costante del nostro paese.
Gli imprenditori lamentano un calo dei profitti dovuto ad un costante aumento dei prezzi della materia prima, degli approvvigionamenti e alla forte concorrenza del commercio elettronico. Il futuro del mercato però sta andando in questa direzione; occorre che le imprese investano costantemente in tecnologia per stare al passo con i tempi.
L’impresa statica che vive dei risultati di generazioni precedenti non è più attuale. La nuova dimensione è smart, fatta di collaborazioni, network di imprese le cui caratteristiche sono la flessibilità, dinamicità intesa come capacità di adattarsi rapidamente al continuo cambiamento del mercato. Credo che il nostro Paese si stia muovendo molto lentamente in questa direzione.
Nel 2022 i praticanti commercialisti hanno registrato l’ennesimo trend negativo. Gli iscritti alla sezione del registro dedicata ai tirocinanti, infatti, sono calati dell’8,4% rispetto al 2021 e, in generale, questa professione sembra avere poco appeal sui giovani.
Tuttavia, lo Studio M&W sembra registrare una tendenza diversa e contraria, considerando il notevole numero di giovani under 35 presenti nelle varie sedi. Secondo te per quale motivo?
L’attrattività dello Studio M&W per i giovani è dettata indubbiamente dalla grande dimensione. Un grande studio offre indubbiamente maggiori possibilità di crescita professionale. A questo si aggiunge l‘immagine consolidata sul territorio dettata dai 40 anni di costante presenza sul mercato.
Tutto questo credo renda accattivante lo Studio agli occhi di un giovane che si affaccia sul mercato del lavoro.
La mia collaborazione con lo Studio dura da oltre 20 anni, ho partecipato attivamente alla crescita di M&W, fiera ed orgogliosa di farne parte. La grande sfida dello Studio è quella di trasmettere ed infondere nelle nuove leve questo spirito di appartenenza al gruppo. Grandi risultati si ottengono solamente se ci si sente parte attiva del progetto M&W.
M&W negli ultimi anni è cresciuto notevolmente in termini di organico e fatturato e l’obiettivo è quello di crescere ancora.
Cosa è necessario per garantire una crescita equilibrata e organica? Ma, soprattutto, a tuo avviso, sarà l’aggregazione a garantire futuro e stabilità agli studi di commercialisti in Italia?
Per garantire una crescita equilibrata e organica credo sia necessaria una chiara definizione dei ruoli, un organigramma aziendale condiviso a tutti i livelli, un controllo di gestione interno puntuale e costante.
Definizione di obiettivi chiari e misurazione delle performance dei team di lavoro a cui commisurare un’adeguata remunerazione.
Intervista a cura di Rebecca Molinari
Gestire il rischio di credito con l’analisi dei report informativi
Conoscere lo stato di salute delle imprese è fondamentale per poter decidere se iniziare un rapporto commerciale.
Alcuni strumenti utili per approfondire la condizione attuale e storica dell’impresa sono i report informativi, tramite i quali verificare:
- storia dell’impresa e dei soci;
- crescita;
- redditività;
- solidità;
- solvibilità;
- presenza di negatività (protesti);
- livello di affidabilità.
I vantaggi
Raccogliere e analizzare tempestivamente informazioni approfondite porta a numerosi vantaggi:
- Prendere decisioni in massima sicurezza;
- Stabilire limiti di credito per nuovi o consolidati partners;
- Possibilità di attivare il servizio di monitoraggio su tutti i report con alert di segnalazione;
- Avere una situazione sempre aggiornata in tempo reale;
- Accesso ai dati di tutte le aziende italiane censite sui registri delle camere di commercio;
- Controllo approfondito delle negatività su società, soci e amministratori.

Come può aiutarti lo Studio M&W?
Per agevolarti in quest’attività di verifica abbiamo stretto un accordo con ModeFinance, Agenzia di Rating Fintech, per poter accedere a un vasto database da cui attingere tutte le informazioni necessarie per analizzare e comprendere i dati fondamentali sullo stato di salute delle imprese.
A cura di Simone Vincenzi
Controllo di gestione e cultura: le risposte al cambiamento
Da diversi anni a questa parte gli imprenditori, e non solo, sono “bombardati” da concetti come: valori aziendali, missione e cultura aziendale, controllo di gestione.
Per quale motivo si insiste tanto su questi concetti? E perché sono così importanti?
Perché i valori di un’azienda rappresentano le fondamenta su cui si costruisce e definisce la missione aziendale e le conseguenti strategie. D’altronde si sa, senza strategie non esiste un organico sistema di controllo di gestione.
I principi di comportamento, i valori che caratterizzano un’azienda sono da considerarsi come le coordinate di un viaggio che permettono all’imprenditore, e ai suoi dipendenti, di prendere decisioni in maniera tempestiva e in linea con gli obiettivi strategici.
E’ bene, però, non affezionarsi troppo alla cultura della propria azienda perché il rischio è quello di non essere in grado di vedere il cambiamento che la circonda.
Ecco perché nel tempo occorre adottare nuovi principi, abitudini, fare scelte coraggiose che implicano, tra le tante cose, avvalersi di nuovi modelli d’azione. Inutile dire che la cultura aziendale non cambia dall’oggi al domani è, infatti, un lungo e costante processo di trasformazione e metabolizzazione.
Tuttavia, è inevitabile. Per meglio dire: è inevitabile se si vuole proiettare la propria azienda nel futuro.
Non c’è cambiamento senza decisione
Ogni imprenditore, in qualità di traghettatore della propria azienda, prende delle decisioni sulla base delle informazioni che gli forniscono i propri dipendenti e/o collaboratori oppure sulla base della sua esperienza diretta.
Decisioni che devono assicurare alla propria attività un vantaggio competitivo nei confronti dei concorrenti che operano nel medesimo mercato di riferimento.
In situazioni di questo tipo, dove l’imprenditore deve svolgere un delicato compito, e cioè “prendere decisioni”, cosa può indirizzarlo verso le scelte migliori?
Risposta: il controllo di gestione. La “cassetta degli attrezzi” in grado di fornirgli gli strumenti adeguati e le informazioni giuste al momento giusto.
Ogni decisione deve essere presa a partire da una chiara fotografia del contesto in cui l’azienda opera e tale contesto deve essere poi calato all’interno della struttura aziendale, affinché tutti ne possano venire a conoscenza.
Ciascun dipendente, collaboratore deve essere consapevole non solo in quale mercato l’azienda per cui lavora si muove, ma anche i valori e i principi che rappresentano il motore dell’attività operativa quotidiana.
Valori e principi che devono essere comunicati in maniera chiara e sistematica, al fine di raggiungere in maniera coordinata gli obiettivi aziendali.
Non c’è cambiamento senza decisione
Continuo cambiamento
Da una parte il controllo di gestione, dall’altra la cultura.
Cosa unisce questi due poli? Il continuo cambiamento.
Cambia la cultura esterna e interna all’azienda e, di conseguenza, anche il controllo di gestione deve adeguarsi e cambiare nel tempo. Solo in questo modo, infatti, le persone che lavorano all’interno dell’azienda potranno prendere le giuste decisioni.
L'ennesima spesa
Pianificazione, controllo, analisi ecc. spesso vengono considerati dagli imprenditori come gli ennesimi costi che portano via tempo senza creare valore.
Ma è veramente così?
E se fossero proprio questi aspetti a permettere a un’azienda di monitorare tutte le prospettive di crescita e creazione del valore a partire da una pianificazione e analisi costante di elementi qualitativi e quantitativi?
Oltre i dati del commercialista
Quante volte ti è capitato di ricevere dal commercialista i dati e i modelli per il controllo di gestione che poi, il più delle volte, hai lasciato e dimenticato chissà dove?
Qui il punto critico: il controllo di gestione non è una pratica che deve essere svolta dal commercialista. Il controllo di gestione deve essere svolto dall’azienda e all’interno dell’azienda.
Il commercialista, nel caso specifico, è colui che fornisce gli strumenti affinché l’azienda possa poi operare in autonomia. Il commercialista illustra le istruzioni del gioco, l’azienda “gioca” mettendole in pratica.
Il commercialista accompagna l’impresa in una prima fase, ma poi questa dovrà essere in grado di camminare con le proprie gambe verso i suoi obiettivi.
A cura di Rebecca Molinari con la collaborazione di Andrea Bergonzoni

















