Ci eravamo lasciati all’inizio dell’estate con un quadro del Concordato Preventivo Biennale 2026-2027 ormai abbastanza definito, ma con una questione ancora aperta: l’assenza di incentivi specifici per chi intendesse rinnovare l’adesione dopo il biennio 2024-2025. Con il D.Lgs. n. 148 dell’agosto 2026 (cosiddetto Decreto Omnibus) il legislatore ha dato una risposta, introducendo agli artt. 28 e 29 una serie di vantaggi a chi decide di proseguire. Le nuove disposizioni puntano a rendere più attrattivo il rinnovo, prevedendo benefici esclusivi che non trovano applicazione per i soggetti che vi aderiscono per la prima volta.
Il termine per esercitare l’opzione resta fissato al 2 novembre 2026.
Visto di conformità e limite ai controlli
Tra le misure più significative figura l’innalzamento delle soglie per l’esonero dal visto di conformità. I contribuenti che rinnoveranno il CPB potranno compensare o chiedere a rimborso crediti IVA fino a 100.000 euro senza visto, mentre il limite per i crediti relativi a imposte dirette e IRAP sale a 70.000 euro.
Si riducono inoltre i termini di accertamento: gli avvisi dovranno essere notificati entro il 31 dicembre del terzo anno successivo alla presentazione della dichiarazione, con un anticipo di due anni rispetto alle regole ordinarie.
Un ulteriore vantaggio riguarda le rateazioni. Per saldo e primo acconto risultanti dai modelli Redditi e IRAP non saranno dovuti interessi. Il legislatore ha chiarito che l’esonero dalle maggiorazioni degli acconti spetta soltanto a chi rinnova il concordato in continuità con il biennio precedente. Chi interrompe l’adesione e successivamente rientra nel CPB dovrà invece versare le maggiorazioni previste per le nuove adesioni.
Torna la sanatoria
Tra le novità più attese vi è la terza edizione del ravvedimento speciale, riservata ai contribuenti che aderiscono al rinnovo per il biennio 2026-2027. La sanatoria interesserà le annualità dal 2020 al 2023 e consentirà di limitare l’attività accertativa mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva.
L’intervento assume particolare rilevanza per il 2023, annualità non coperta dalle precedenti sanatorie collegate al CPB 2024-2025. La regolarizzazione riduce infatti il rischio di decadenza dal concordato 2024-2025.
Il versamento dell’imposta sostitutiva dovrà essere effettuato tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2027, in unica soluzione oppure fino a dieci rate mensili.
Ulteriori novità
Tra le altre novità, il decreto consente di correggere il reddito concordato mediante dichiarazione integrativa quando la proposta è stata formulata sulla base di dati errati, evitando così la perdita automatica dei benefici del CPB.
Al contempo, vengono alleggerite le cause di esclusione dal concordato, con maggiore apertura all’ingresso di nuovi soci e procedure più semplici per professionisti, associazioni professionali e STP.
Il Decreto Omnibus colma la lacuna che avevamo segnalato, pur con vantaggi che difficilmente saranno decisivi per chi non aveva già intenzione di proseguire. Per chi invece stava valutando concretamente il rinnovo, possono rappresentare un elemento in più a favore. La scelta resta comunque da ponderare caso per caso, alla luce dell’affidabilità ISA, delle prospettive dell’attività e della capacità di sostenere il reddito concordato, valutando ora anche l’eventuale convenienza della sanatoria sulle annualità pregresse.
A cura di Elisa Ghelfi
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