Nell’ultima settimana, tra il 21 e il 23 ottobre, l’Agenzia delle entrate ha segnalato tre nuove campagne di phishing che sfruttano il suo nome per sottrarre dati personali, credenziali e denaro.
I messaggi arrivano via e-mail o SMS, imitano la grafica e il linguaggio delle comunicazioni ufficiali e contengono un collegamento a siti fraudolenti. L’Agenzia ha disconosciuto tutte queste comunicazioni e si è dichiarata completamente estranea ai relativi contenuti.
Di seguito alcuni esempi.
Il falso rimborso Irpef
La campagna, già segnalata ad agosto e a settembre, è ancora in corso. Il messaggio annuncia un presunto rimborso Irpef e rimanda a un sito il cui indirizzo richiama l’Agenzia o l’Irpef. Per “completare l’accredito” viene chiesto di inserire dati personali e coordinate bancarie.
Le false notifiche amministrative
Le e-mail segnalano una nuova notifica elettronica relativa a un presunto avviso amministrativo. Per sembrare autentiche riportano protocolli, codici atto e riferimenti normativi inesistenti e richiami grafici all’Agenzia delle entrate-Riscossione. Il link porta in realtà a un sito esterno che raccoglie le credenziali di accesso.
La falsa richiesta di pagamento
Il messaggio segnala una presunta discrepanza nella dichiarazione dei redditi e chiede di versare precisi importi (per esempio 732,00 euro entro il 7 novembre 2026) tramite un falso portale dell’Agenzia. Sia il link sia l’indirizzo del mittente sono estranei ai domini istituzionali.
Come comportarsi
È fondamentale non cliccare sui collegamenti contenuti in messaggi inattesi o sospetti; non inserire dati personali, credenziali o coordinate bancarie in pagine raggiunte da questi link; cestinare il messaggio e verificare la propria posizione accedendo direttamente all’area riservata del sito www.agenziaentrate.gov.it con SPID, CIE o CNS.
In caso di dubbio è possibile consultare la pagina “Focus sul phishing” del portale dell’Agenzia o rivolgersi all’Ufficio territorialmente competente. I nostri clienti possono anche inoltrarci il messaggio ricevuto prima di compiere qualsiasi operazione: una verifica richiede pochi minuti e può evitare conseguenze ben più gravi.
A cura di Elisa Ghelfi
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