Debiti bancari: Nuove regole europee di “Default”

Sono entrate in vigore le nuove regole europee in materia di classificazione dei debitori introdotte dall'Autorità Bancaria Europea (EBA).

Le nuove regole riguardano sia le imprese che i privati.

Quali sono i termini per essere considerati in “default”?
Quando il cliente ha un arretrato da oltre 90 giorni consecutivi.

Per quali importi si applicano le nuove regole?

  • Per i privati: per importi superiori ad euro 100,00 e superiori all'1% del totale delle esposizioni creditizie verso la banca.
  • Per le imprese: per importi superiori ad euro 500,00 e superiori all'1% del totale delle esposizioni creditizie verso la banca.

Per uscire dal default dovranno passare tre mesi dal momento in cui non sussistono più le condizioni per tale classificazione e, diversamente dal passato, l’impresa non potrà più impiegare margini ancora disponibili su sue linee di credito per compensare gli inadempimenti in essere ed evitare la classificazione in default

Per ogni approfondimento si suggerisce di prendere contatto con il proprio istituto di credito.

Dott. Simone Vincenzi
Commercialista Modena
M&W Veronesi e Associati


Legge di Bilancio 2021: principali novità persone fisiche

Superbonus 110%

È stata prevista una proroga dell’agevolazione al 30 giugno 2022.

La detrazione per le spese sostenute nel 2022 andrà ripartita in 4, e non 5, quote annuali di pari importo. Rientrano nell'ambito dell'agevolazione anche i lavori per l'eliminazione delle barriere architettoniche. Sono inoltre agevolati anche gli edifici composti da 2-4 unità immobiliari con unico proprietario e quelli inizialmente sprovvisti di Ape, purché al termine dei lavori raggiungano una classe energetica in fascia A e l'installazione di impianti fotovoltaici è premiata anche se avviene su strutture pertinenziali agli edifici. In merito ai lavori condominiali, se al 30 giugno 2022 risulterà realizzato almeno il 60% dell'intervento complessivo, il Superbonus spetterà anche per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2022 (in caso di Iacp, il 60% dei lavori ultimati entro il 31 dicembre 2022, consentirà di fruire della detrazione del 110% anche per le spese sostenute entro il 30 giugno 2023).

 

Bonus ristrutturazioni, ecobonus e bonus mobili

Sono prorogate per tutto il 2021 le detrazioni maggiorate per le spese relative a lavori di recupero edilizio, a interventi di efficienza energetica, al bonus verde e all'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici destinati all'arredo di immobili ristrutturati; per questi ultimi il limite di spesa è aumentato a 16.000 euro.

 

Bonus idrico

È stato introdotto un bonus di 1.000 euro per ciascun beneficiario da utilizzare, entro il 31 dicembre 2021, per interventi di sostituzione di vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto e di apparecchi di rubinetteria sanitaria, soffioni doccia e colonne doccia esistenti con nuovi apparecchi a limitazione di flusso d'acqua, su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari.

 

Riduzione del canone di locazione

È previsto per il 2021 il riconoscimento al locatore di immobile ad uso abitativo, ubicato in un Comune ad alta tensione abitativa, che costituisca l'abitazione principale del locatario e che riduce il canone del contratto di locazione, di un contributo a fondo perduto pari al 50% della riduzione del canone entro il limite annuo di 1.200 euro per singolo locatore.

 

Locazioni brevi

Dal 2021 è possibile avvalersi del regime delle “locazioni brevi” solo se nell'anno si destinano a quella finalità al massimo quattro appartamenti; oltre tale soglia, l'attività, da chiunque esercitata, si considera svolta in forma imprenditoriale.

Riduzione del cuneo fiscale

È stata resa definitiva l'ulteriore detrazione per i lavoratori dipendenti e assimilati con reddito complessivo tra 28.000 e 40.000 euro, già in vigore nel secondo semestre del 2020.

 

Spese veterinarie

L’importo spettante per la detrazione delle spese veterinarie è stata innalzato da 500 a 550 euro per l’anno 2021.

 

Cashback

I rimborsi attribuiti per gli acquisti con strumenti di pagamento elettronici non sono assoggettati ad alcun prelievo erariale e non concorrono a formare il reddito del percipiente.

 

Lotteria nazionale degli scontrini

Viene posticipata al 1° febbraio 2021 l’avvio della Lotteria degli scontrini.

 

Bonus acqua potabile

È stato introdotto, per il miglioramento qualitativo delle acque destinate al consumo umano (acquisto e installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e/o addizione di anidride carbonica alimentare) un credito d'imposta pari al 50% delle spese sostenute fino a un importo delle stesse non superiore:

  • per le persone fisiche, a 1.000 euro per ciascun immobile;
  • per gli esercenti attività d'impresa, arti e professioni e gli enti non commerciali, a 5.000 euro per ogni immobile adibito all'attività commerciale o istituzionale.

 

Ecotassa e incentivi veicoli elettrici e ibridi

Per il 2021 è stata confermata l'ecotassa per l'acquisto di autoveicoli ad alte emissioni di Co2, è stato confermato il contributo statale per chi acquista auto a ridotte emissioni, con e senza rottamazione ed è stato introdotto un contributo per l'acquisto di veicoli nuovi per il trasporto merci nonché di autoveicoli speciali (ambulanze, cisterne, betoniere, furgoni blindati, auto funebri, ecc.).

 

 

Si ricorda che si tratta di una sintesi delle numerose, e molto articolate, novità contenute nella legge di Bilancio 2021.

 

 

Lo studio rimane a disposizione per ogni approfondimento.

 

Dott. Simone Vincenzi

Commercialista Modena

M&W Veronesi e Associati


M&W - Rivalutazione beni di impresa: una importante agevolazione

Il decreto legge n. 104/2020 (cd. Agosto) ha introdotto una duplice tipologia di rivalutazione dei seguenti beni aziendali, ove presenti nel bilancio al 31/12/2019 e ininterrottamente presenti nel bilancio al 31/12/2020, sempre che non iscritti a magazzino:

  • beni materiali (immobili, impianti, macchinari, arredi, etc.);
  • beni immateriali oggetto di tutela giuridica (marchi, brevetti, diritti di privativa, etc.);
  • partecipazioni in società.

Come detto le possibilità di rivalutazione sono due:

  • rivalutazione gratuita, senza effetto fiscale;
  • rivalutazione a pagamento (imposte sostitutiva del 3% da pagare in tre rate annuali senza interessi), con effetto fiscale.

La riserva che si crea a seguito della rivalutazione degli elencati valori dell’attivo può essere affrancata in entrambe le tipologie di rivalutazione, mediante una imposta sostitutiva del 10% (da pagare in tre anni, in rate uguali senza interessi).

Si tratta di una importante agevolazione la cui opportunità è da cogliere.

 

Dott. Simone Vincenzi

Commercialista Modena

M&W Veronesi e Associati

 

 


Dallo Spid all’app IO, prepararsi al cashback

Addio al PIN Inps. Come anticipato nelle precedenti circolari da ottobre non é piú possibile ottenere il PIN Inps in quanto sostituito dallo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale):
Lo SPID consente a cittadini e imprese, tramite il proprio username e password, di effettuare prenotazioni sanitarie, iscrizioni a scuola o di accedere ai servizi online dell’Agenzia delle Entrate, dell’INPS e della pubblica amministrazione in genere.
Lo SPID é, quindi, di fondamentale importanza per richiedere contributi e altri bonus come il CASHBACK.

È online il sito www.cashlessitalia.it, dove viene spiegato come accedere a tutti i sistemi premianti dei pagamenti digitali, inclusa la lotteria degli scontrini.
Il cashback parte in modo strutturale dal primo gennaio ma una prima “sperimentazione” è già prevista in quest'ultimo scorcio di 2020.

La prima cosa da fare è assicurarsi di avere Spid (Sistema pubblico identità digitale) e scaricare l'app telefonica IO.

Per richiedere lo SPID occorrono:
  1. un indirizzo e-mail;
  2. il numero di telefono del cellulare usato normalmente;
  3. un documento di identità valido in formato pdf fronte e retro;
  4. la tessera sanitaria con il codice fiscale fronte retro in formato pdf;
  5. Indicare la residenza, se diversa da quella riportata sul documento di identità.
Cosa ottenere lo Spid:
  1. Puoi scegliere un Identity provider e registrati sul loro sito. Gli Identity Provider forniscono diverse modalità di registrazione, gratuitamente o a pagamento, e i rispettivi SPID hanno diversi livelli di sicurezza.
  2. Puoi recarti presso una delle pubbliche amministrazioni che possono svolgere le procedure per identificarti, per il rilascio successivo di SPID;
  3. Puoi richiederlo attraverso l´assistenza del nostro studio professionale.
 

Nel caso si desideri farne richiesta attraverso l´assistenza del nostro studio si consiglia di prendere appuntamento con la sede di riferimento (a causa dell´emergenza sanitaria sará data prioritá agli appuntamenti online tramite la piattaforma Teams di Microsoft).

Una volta effettuate le operazioni iniziali, il cliente riceverà dei codici rispettivamente sul cellulare e nella casella e-mail, i quali dovranno essere comunicati al consulente non appena ricevuti. Per tale ragione é importante che il richiedente sia a disposizione del momento della richiesta.

Al termine delle procedure e delle sottoscrizioni il richiedente riceverà le istruzioni per gestire in autonomia la procedura dello SPID .
Lo Studio è a disposizione per l'assistenza e la richiesta dello SPID previo appuntamento che può essere richiesto inviando una email a: pietro.neri@mwassociati.it


Addio al PIN INPS, obbligatorio lo SPID

Addio al PIN Inps. Come anticipato nelle precedenti circolari da ottobre non é piú possibile ottenere il PIN Inps in quanto sostituito dallo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale):

 

  • Lo SPID consente a cittadini e imprese, tramite il proprio username e password, di effettuare prenotazioni sanitarie, iscrizioni a scuola o di accedere ai servizi online dell’Agenzia delle Entrate, dell’INPS e della pubblica amministrazione in genere.
  • Lo SPID é, quindi, di fondamentale importanza per richiedere contributi e altri bonus.

 

  • Per richiedere lo SPID occorrono:
  1. un indirizzo e-mail;
  2. il numero di telefono del cellulare usato normalmente;
  3. un documento di identità valido in formato pdf fronte e retro;
  4. la tessera sanitaria con il codice fiscale fronte retro in formato pdf;
  5. Indicare la residenza, se diversa da quella riportata sul documento di identità.

 

Cosa ottenere lo lo Spid:

  1. Puoi scegliere un Identity provider e registrati sul loro sito. Gli Identity Provider forniscono diverse modalità di registrazione, gratuitamente o a pagamento, e i rispettivi SPID hanno diversi livelli di sicurezza.
  2. Puoi recarti presso una delle pubbliche amministrazioni che possono svolgere le procedure per identificarti, per il rilascio successivo di SPID;
  3. Puoi richiederlo attraverso l´assistenza del nostro studio professionale.

 

 

Nel caso si desideri farne richiesta attraverso l´assistenza del nostro studio si consiglia di prendere appuntamento con la sede di riferimento.

(A causa dell´emergenza sanitaria sará data prioritá agli appuntamenti online tramite la piattaforma Teams di Microsoft).

Una volta effettuate le operazioni iniziali, il cliente riceverà dei codici rispettivamente sul cellulare e nella casella e-mail, i quali dovranno essere comunicati al consulente non appena ricevuti. Per tale ragione é importante che il richiedente sia a disposizione del momento della richiesta.

Al termine delle procedure e delle sottoscrizioni il richiedente riceverà le istruzioni per gestire in autonomia la procedura dello SPID .

 

Lo Studio è a disposizione per l'assistenza e la richiesta dello SPID previo appuntamento che può essere richiesto inviando una email a:

pietro.neri@mwassociati.it


Bando contributi fondo perduto commercio e somministrazione alimenti e bevande

Obiettivi
Favorire e promuovere la riqualificazione e la valorizzazione delle attività commerciali e di pubblico esercizio.

Destinatari
Possono fare domanda le imprese, aventi qualsiasi forma giuridica, che, al momento della domanda:
esercitano un'attività commerciale al dettaglio in sede fissa, anche stagionale, avente i requisiti di esercizio di vicinato ai sensi della vigente normativa (art. 4, comma 1, lettera d del D.Lgs. n. 114/1998);
esercitano, anche in forma stagionale, una attività di pubblico esercizio di somministrazione di alimenti e/o bevande ai sensi della vigente normativa (art. 2, comma 2 della L.R. n. 14/2003)
Tali imprese devono svolgere l’attività in uno dei settori di attività Ateco 2007 ammissibili indicati nel bando.

Interventi ammissibili
I progetti finanziabili ai sensi del presente bando devono riguardare la riqualificazione, ristrutturazione e/o ampliamento delle strutture nelle quali si svolge l’attività e delle relative pertinenze, oppure l'offerta di nuovi prodotti e/o servizi alla clientela e/o per il loro miglioramento o consolidamento anche tramite l’introduzione delle più moderne tecnologie informatiche e digitali.

Spese ammissibili
opere edili, murarie e impiantistiche connesse agli interventi di riqualificazione, ristrutturazione e/o ampliamento delle strutture in cui si svolge l’attività;
consulenze di progettazione, direzione lavori e collaudo, ristrutturazione e/o ampliamento delle strutture nelle quali si svolge l’attività (nella misura massima del 10% delle spese di cui alla precedente voce);
acquisto di macchinari, attrezzature, impianti opzionali, finiture e arredi funzionali all’esercizio dell’attività e all’offerta o al miglioramento di nuovi servizi e/o prodotti alla clientela, nonché di sistemi per la vendita di prodotti sfusi e di vuoto a rendere;
acquisto di dotazioni informatiche (hardware), per l’acquisto di software e relative licenze d’uso, di servizi di cloud computing funzionali all’esercizio dell’attività e all’offerta o al miglioramento di nuovi servizi e/o prodotti alla clientela, nonché per la realizzazione di siti internet ed e-commerce, con esclusione delle spese relative alla manutenzione ordinaria, all’aggiornamento e alla promozione;
acquisto di beni intangibili quali brevetti, marchi, licenze e know how;
acquisizione di servizi di consulenza strettamente connessi alla realizzazione dei progetti e/o richiesti per la presentazione delle domanda (nella misura massima del 10% delle spese elencate precedentemente).

Tipologia e misura del contributo
L’agevolazione, sotto forma di contributi a fondo perduto, è concessa nell'ambito del regime de minimis, nella misura del 40% dell’investimento ritenuto ammissibile.
Dimensione minima di investimento ammesso pari a euro 15.000.
Contributo massimo concedibile euro 30.000.
Il contributo è incrementato del 5% in caso di imprese giovanili o femminili.
Il contributo è incrementato del 10% nel caso in cui, al momento della domanda, i soggetti proponenti operino, con riferimento alle sedi operative/unità locali dove si realizza l’intervento, in locali presi in locazione con contratti regolarmente registrati.

Scadenze
Le domande di contributo dovranno essere presentate tramite la piattaforma web Sfinge 2020 all’interno delle scadenze di seguito indicate:
dalle ore 10.00 del giorno 15 settembre 2020 alle ore 13.00 del giorno 29 ottobre 2020
La Regione, al fine di monitorare che il fabbisogno delle domande di contributo non superi il plafond di risorse finanziarie stanziate per il finanziamento degli investimenti previsti nel presente bando, procederà alla chiusura anticipata delle finestre con le seguenti modalità:
al raggiungimento di 150 domande presentate

 

Dott. Simone Vincenzi
Commercialista a Modena
M&W Veronesi e Associati

Contributo fondo perduto per rivitalizzare i centri storici (4° finestra)

Salgono a quota 57 milioni di euro i contributi a fondo perduto stanziati dalla Regione Emilia-Romagna per rivitalizzare i centri storici dei Comuni più colpiti dagli eventi sismici del mese di maggio 2012.
L’iniziativa raggiunge, dunque, un nuovo importante traguardo con la nuova ordinanza con la quale sono stati stanziati ulteriori 7 milioni e mezzo di euro attraverso un bando straordinario.
Il provvedimento interesserà in particolare le imprese che alla data del 4 giugno 2020 avevano avviato la procedura di caricamento della domanda di contributo sulla piattaforma telematica Sfinge, sulla terza finestra del Bando volto a favorire il ripopolamento e la rivitalizzazione dei centri storici dei comuni più colpiti dagli eventi sismici del 2012, senza però riuscire a completare l’invio a causa del raggiungimento del numero massimo delle domande presentabili.
L’altissima domanda di accesso a questo bando infatti aveva portato all’immediato esaurimento delle risorse disponibili.
Preso atto del grande interesse, la Regione ha deciso di mettere a disposizione altri fondi per dare risposta positiva ai soggetti rimasti esclusi dalla candidatura. Per loro sarà quindi possibile presentare domanda dal 9 al 16 settembre 2020, sempre attraverso la piattaforma Sfinge che aprirà alla compilazione già dal giorno 8 settembre 2020.

Altra novità dell’ordinanza riguarda la conferma di una 4° finestra del bando, che slitterà al 4 marzo 2021, per consentire il completamento degli interventi pubblici e dare modo alle imprese insediate in questi territori di procedere con i loro investimenti. Per quest’ultima finestra, che completerà il progetto di rivitalizzazione, è destinata la somma di 5 milioni di euro.

Dott. Simone Vincenzi
Dottore Commercialista Modena
M&W Veronesi e Associati


Obbligo di nomina del Revisore Legale per le SRL

Sono stati rivisti i termini per la nomina del Revisore legale nelle Srl per effetto della conversione in legge del D.L. 30 dicembre 2019, n. 162 che ha modificato l’art. 379 del Dlgs 14/2019 (nuovo codice della crisi d’impresa).

La scadenza per la nomina del Revisore prima della modifica di legge era fissata al 16/12/2019. Alcune società avevano provveduto sulla base della precedente scadenza di legge fissata al 16/12/2019. Alcune di esse hanno revocato il Revisore mentre altre hanno chiesto la risoluzione consensuale onde rinominare lo stesso soggetto.

In ogni caso tutte quelle che rientrano nell’obbligo normativo devono ora procedere senza più possibilità di attendere.

 

REQUISITI PER L’OBBLIGO DI NOMINA

Se la tua SRL ha almeno 1 dei 3 parametri previsti dal Decreto Legislativo negli ultimi 2 anni (2018 e 2019), è obbligata a nominare un Revisore Legale:

  • più di 20 dipendenti
  • attivo patrimoniale superiore a 4 milioni di euro
  • ricavi più di 4 milioni di euro

CHI NOMINARE?

Dovrai scegliere un professionista o una società assolutamente indipendenti e che non abbia legami con i tuoi attuali consulenti compreso il tuo commercialista, dovrai accertarti che:

  1. Sia iscritto al registro dei revisori legali istituito dal MEF
  2. Possegga una comprovata esperienza in materia

 

CHE COSA RISCHI?

Se la SRL non provvede alla nomina del Revisore, pur essendone obbligata per legge perché supera almeno 1 dei 3 parametri, che cosa succede?

  • sanzioni pesanti fino ad euro 10.329 salvo maggiori danni accertabili da terzi interessati
  • revoca degli Amministratori in carica della società ed eventuali azioni di responsabilità nei loro confronti da parte dei soci
  • la mancata nomina del Revisore Legale che si protragga nel tempo può portare allo scioglimento della società o alla reclusione fino ad un anno
  • mancanza di affidabilità bancaria per affidamenti e linee di credito conseguenti alla situazione irregolare

CHE COSA DEVI FARE SE LA TUA SRL SFORA ALMENO UNO DEI PARAMETRI?

Entro il 28 giugno 2020, termine ultimo per l’approvazione del bilancio 2019 (rinvio disposto  dal decreto Cura Italia – DL 18/2020) si dovrà nominare un Revisore Legale o una società di revisione iscritta nel Registro dei revisori legali.

per accertarsi dell’iscrizione consultare il sito:

https://www.revisionelegale.mef.gov.it/opencms/opencms/Revisione-legale/ricercaRevisori/

INDIPENDENZA DEL REVISORE

E’ indispensabile accertarsi dell’indipendenza del Revisore  che non potrà essere il proprio  commercialista né un soggetto direttamente o indirettamente legato ad esso (un suo dipendente, un collaboratore di studio, un suo socio o associato, un altro professionista che condivide le spese di studio, un parente ecc.) . La Corte di Cassazione con ordinanza 14/2019 ha decretato nulla (con tutte le conseguenze del caso) la nomina di un Revisore per il solo fatto della condivisione delle spese di studio con il Consulente della società.

Secondo la legge, infatti, non possono esistere legami di natura economica, personale o professionale tra revisore legale SRL e l’azienda. (art. 10, del Dlgs 39/2010)

CHI SIAMO? Commercialisti, Revisori Legali, Consulenti d’impresa e Consulenti del lavoro

M&W è una società di consulenza con uno staff di professionisti iscritti nel Registro dei Revisori legali del MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) che possono assumere l’incarico di Revisori e sindaci presso le società di capitali. Disponiamo di uno staff di professionisti specializzati e dedicati alla revisione legale, perché crediamo che questa sia una delle attività che qualificano maggiormente la nostra professione e che in futuro contribuiranno a creare un sistema economico fatto di imprese più responsabili e trasparenti.

La nostra esperienza nei vari campi della consulenza fiscale, amministrativa, societaria, giuridica ecc. ci consente un approccio integrato e consapevole nell’affrontare i problemi dell’azienda che possono emergere in sede di revisione legale. Potremo dare il supporto adeguato nei momenti di difficoltà in modo da indirizzare l’imprenditore ad adottare le decisioni corrette qualora emergessero situazioni di crisi. Questo è uno dei ruoli principali del Revisore secondo il nuovo codice della crisi d’impresa.

 

Dott. Simone Vincenzi

Commercialista Modena

M&W Veronesi e Associati

Commercialisti e Consulenti del lavoro a Modena


M&W - Superbonus 110%

Webinar di approfondimento sul Superbonus 110% per gli interventi di ristrutturazioni e risparmio energetico.

 

https://youtu.be/-UBGi-Sz-sM

 


Emergenza Coronavirus: Finanziamenti alle imprese

Facciamo seguito alle nostre recenti circolari e a quanto discusso nel webinar di ieri, per riassumere in breve alcune informazioni che sono oggetto di frequenti richieste da parte dei nostri clienti e per riassumere la situazione ad oggi relativamente la richiesta dei finanziamenti.

Finanziamenti fino a 25000 euro (lett. m art. 13 decreto liquidità)

Il portale del Fondo per le Pmi è operativo ormai da quasi una settimana ma il numero complessivo delle richieste autorizzate per i prestiti entro i 25 mila euro superava di poco quota 2 mila, a fronte di centinaia di migliaia di domande pervenute alle banche.

«Sono state presentate alle 20 di ieri, 23 aprile, circa 2.000 domande per le coperture fino a 25 mila euro e con garanzia al 100 per cento. Le previsioni sono di fondi sufficienti per la copertura di circa 100 mila domande per cui si consiglia di procedere quanto prima con le richieste. Le erogazioni sono inziate ieri (alcune decine al momento) ma, essendo il processo operativo, c’è da attendersi una partenza sostenuta già all’inizio della prossima settimana.

E’ stato chiarito che possono essere cumulate più garanzie del Fondo (rispettando comunque il limite massimo della percentuale del 25% del fatturato) per cui si potrà chiedere al momento il finanziamento fino a 25.000 euro (lett. m) e quindi, non appena operative le procedure di cui alla lettera n (finanziamenti fino a 800 mila euro con il limite del 25% del fatturato o del doppio del costo del personale) procedere con la richiesta di ulteriori finanziamenti.
È sufficiente quindi rispettare i limiti imposti dalla norma per la concessione.
 

Se ad esempio un’impresa ha ricavi pari a 500mila euro, guardando al limite del 25% dei ricavi, valido sia per la lettera m) sia per la n), l'impresa potrà ricevere finanza per un massimo di 125mila euro. Potrebbe quindi richiedere un miniprestito da 25mila euro, con garanzia del Fondo del 100 per cento. Poi, per il residuo pari a 100mila euro, che consente comunque il rispetto del limite del 25% dei ricavi, potrà ricorrere alla garanzia della lettera n) con un intervento del Fondo al 90%, che sale al 100% in presenza di un confidi o di un soggetto analogo.
Il ricorso al Fondo centrale di garanzia può avvenire sfruttando contemporaneamente più tipi di garanzie. Oltre a quella al 100% sui micro finanziamenti (fino a 25 mila Euro) è possibile avere la garanzia la 90% integrandola con la garanzia del 10% di Confidi per i finanziamenti di cui alla lettera n (massimo 800 mila) per poi passare a ulteriori forme di garanzia variabili dal 70 al 90% per altre tipologie di finanziamento che, tuttavia, non sono ancora operative (garanzia per le medie aziende e la garanzia SACE, destinata alle grandi imprese, ma anche alle PMI e ai professionisti qualora abbiamo esaurito la possibilità di accesso alle garanzie del fondo centrale per le PMI).
Le imprese costituite a partire dal 1° gennaio 2019, dovranno comunicare i costi salariali annui previsti per i primi due anni di attività.

 

Altro dubbio riguardava il conteggio del 25% del fatturato in assenza di un bilancio 2019 già approvato. È stato chiarito che si potrà ricorrere anche a un dato di preconsuntivo.
Un altro importante chiarimento è intervenuto sulla sospensione di mutui e finanziamenti:
Bankitalia ha comunicato che gli sconfinamenti e le rate scadute, in quanto sospese, relativi ai finanziamenti accordati alle imprese beneficiarie delle misure di cui all’articolo 56 del decreto Cura Italia, non devono essere segnalati alla Centrale dei rischi, archivio che contiene informazioni sui debiti di famiglie e imprese nei confronti del sistema bancario e finanziario.

 

Inoltre, con riferimento a tali disposizioni normative e dal momento in cui il beneficio è stato concesso, il soggetto finanziato non potrà essere classificato a sofferenza, ossia tra i clienti che abbiano gravi difficoltà a restituire il proprio debito.
Ricordiamo che il cura Italia, all’articolo 56, prevede che le micro, piccole e medie imprese, in relazione alle loro esposizioni debitorie, possano avvalersi di alcune misure di sostegno finanziario. Si tratta della possibilità di congelare fino al 30 settembre:

  • gli importi accordati (sia per la parte utilizzata che per quella non ancora utilizzata) a fronte di aperture di credito a revoca e prestiti per anticipi su crediti (articolo 56, lettera a);
  • i finanziamenti non rateali (articolo 56, lettera b);
  • il pagamento delle rate di finanziamenti o di canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre (articolo 56, lettera c).

 

Gli intermediari non dovranno segnalare nella Centrale dei rischi gli sconfinamenti relativi a finanziamenti accordati alle imprese beneficiarie delle misure di irrevocabilità e proroga della scadenza dei finanziamenti non rateali. Tenendo conto di ciò, nella segnalazione della posizione debitoria non dovrà essere ridotto l’importo dell’ accordato segnalato alla Centrale dei rischi.
Gli intermediari, inoltre, non dovranno segnalare le rate scadute, in quanto sospese, di mutui e di altri finanziamenti a rimborso rateale. Nel caso di imprese beneficiarie della sospensione delle rate di prestiti o di canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre, nella segnalazione della relativa posizione debitoria si dovrà tener conto della loro temporanea inesigibilità, sia per la quota capitale, sia per gli interessi. Ne consegue che, ai fini delle informazioni sulla situazione dei crediti (“stato del rapporto”), nel periodo di sospensione dovrà essere interrotto il calcolo dei giorni di persistenza degli eventuali inadempimenti già in essere.

Ritorneremo sull’argomento dei finanziamaneti nel corso del webinar del prossimo

giovedi 30 aprile ore 18

 

Dott. Simone Vincenzi

Commercialista Modena

M&W Veronesi e Associati