Sistemi di sicurezza. Contributo a fondo perduto cciaa Modena.

Cciaa Modena: contributi per sistemi di sicurezza

Riapertura straordinaria del Fondo per la Sicurezza cofinanziato dalla Camera di Commercio di Modena e da 33 Comuni della provincia.

Chi potrà partecipare al bando?

Potranno partecipare al bando le piccole imprese appartenenti a tutti i settori di attività.

La priorità verrà data alle imprese che:

  • Esercitano l’attività in posto fisso e aperte al pubblico;
  • Installano impianti di videoallarme antirapina collegati in video con le Forze dell’Ordine tipologia a);

Poi:

  • Alle imprese giovanili e femminili che installano impianti di tipologia b) e c);
  • Alle altre imprese sempre per le tipologie b) e c) e infine alle domande relative alla tipologia d).

Le imprese non aperte al pubblico verranno finanziate in ordine cronologico di presentazione della domanda, solo se avanzeranno risorse dopo aver finanziato quelle con priorità.

Massimali di contributo

Invariati i massimali di contributo: nei Comuni aderenti il contributo massimo spettante, uguale al 50% della spesa sostenuta, è pari a 3.000,00 € per i sistemi di
videoallarme antirapina (tipologia a) ed a 1.200,00 € per tutte le altre tipologie.

Nei Comuni non aderenti il contributo massimo spettante, pari al 40% della spesa sostenuta, è di a 2.400,00 € per i sistemi di videoallarme antirapina di 960,00 € per tutte le altre tipologie ed è totalmente coperto dalla quota camerale.

Ammissibili le spese già sostenute a partire dal 01/07/2023.

Quando presentare la domanda

Le domande telematiche potranno essere presentate dalle ore 10:00 di lunedì 17 giugno fino alle ore 20:00 di venerdì 28 giugno 2024, con possibilità di precompilazione a partire da lunedì 10 giugno 2024.

Lo Studio è a disposizione per assistenza all’invio tramite Telemaco.

A cura di Simone Vincenzi


Impianti fotovoltaici e eolici

Contributi impianti fotovoltaici e/o eolici Cciaa Bologna

La Camera di Commercio di Bologna assegna contributi a fondo perduto finalizzati a sostenere i costi per la realizzazione di nuovi impianti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per il raggiungimento della totale o parziale autonomia energetica del sito produttivo. L’obbiettivo è quello di rendere più consapevoli le micro, piccole e medie imprese sul tema della transizione energetica e sostenibilità ambientale, nonché quello di promuovere la creazione di nuove Comunità Energetiche Rinnovabili tra imprese.

Gli investimenti devono essere finalizzati principalmente all’autoconsumo dell’impresa ed alla riduzione dei costi sostenuti per l’approvvigionamento energetico. Tuttavia, nell’ottica di favorire anche le forme innovative di produzione, condivisione e consumo di energia tra imprese (Comunità Energetiche Rinnovabili), il regolamento prevede la possibilità di agevolare la realizzazione di impianti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili con capacità superiore al fabbisogno energetico reale del sito produttivo oggetto del progetto d’investimento.

Per tali iniziative si potrà beneficiare di un incremento dell’importo stabilito come limite massimo di contributo concedibile, a condizione che venga provata la condivisione dell’energia prodotta nell’ambito di una C.E.R.

Chi sono i soggetti beneficiari?

I soggetti beneficiari sono le micro, piccole e medie imprese:

  • Con sede legale o unità locale nell’area metropolitana (ex provincia) di Bologna, regolarmente denunciata all’Ufficio Registro delle Imprese della CCIAA di Bologna;
  • Attive al momento della presentazione della domanda;
  • In regola con il pagamento del diritto camerale annuale e con la posizione INPS ed INAIL.

Quali le spese ammissibili

I contributi devono essere riferiti alle spese, già sostenute tra il 01/01/2024 e la data di invio della domanda, o che l’impresa richiedente prevede di sostenere entro il 30/09/2025, per:

  • Spese relative alla fornitura e all’installazione di nuovi impianti fotovoltaici e/o micro/mini eolici destinati prevalentemente all’autoconsumo del sito aziendale. Ai fini del presente contributo per prevalente si intende un autoconsumo su base annua di almeno il 70% dell’energia prodotta nel periodo, fatto salvo il consumo condiviso in una C.E.R. in cui tale soglia minima di autoconsumo si intende ridotta al 50%. Sono ammessi i costi accessori per il trasporto, l’installazione e gli oneri della sicurezza;
  • Spese tecniche inerenti all’intervento finanziato, quali ad esempio la diagnosi energetica, la progettazione, la direzione lavori, le spese di collaudo, nel limite massimo del 20% delle spese di cui al primo punto;
  • Sistema di accumulo collegato all’impianto, nel limite massimo del 20% delle spese di cui al primo punto;
  • Rimozione, con smaltimento, delle coperture in cemento amianto, nel limite massimo del 10% delle spese di cui al primo punto.

Entità del contributo e regime d'aiuto

Intensità dell’aiuto

Contributo del 50% delle spese ammissibili

Tipologie impianti

Importo minimo delle spese per l’ammissione a contributo

Contributo massimo

Impianti destinati a soddisfare il fabbisogno energetico di una singola impresa (o di uno o più siti produttivi individuati come U.L. dell’impresa richiedente)

€ 8.000,00

€ 20.000,00

Impianti destinati alla condivisione dell’energia prodotta nell’ambito di una Comunità Energetica Rinnovabile costituita tra imprese

€ 30.000,00

€ 30.000,00

I contributi verranno assegnati ai sensi dei Regolamenti UE NN. 2831/2023 (de minimis ordinario) e 1408/2013 (de minimis settore agricolo), non sono cumulabili, per gli stessi costi ammissibili, con altri aiuti in regime de minimis e con aiuti in esenzione o autorizzati dalla Commissione.

Come verranno assegnati i contributi

  • I contributi sono assegnati prioritariamente alle domande ammissibili delle imprese femminili, delle imprese giovanili e delle imprese in possesso del rating di legalità, procedendo a riduzione proporzionale se i fondi disponibili non fossero sufficienti ad attribuire un contributo pieno a tali categorie di imprese;
  • Successivamente, in presenza di disponibilità residue, si procederà all’assegnazione del contributo alle altre imprese ammissibili, procedendo a riduzione proporzionale del contributo di queste ultime se i fondi non consentono di riconoscere il contributo pieno.

Quando presentare la domanda

Le domande di contributo possono essere inviate a partire dalle ore 10.00 del 3 giugno 2024 alle ore 13 del 21 giugno 2024, esclusivamente in modalità telematica mediante la piattaforma Telemaco, con firma digitale del legale rappresentante dell’impresa.

Per l’invio della pratica è richiesto il pagamento dell’imposta di bollo (16,00 euro) che deve essere assolta in modo virtuale.

Scari il pdf. per sapere da cosa dovrà essere composta la pratica telematica

Clicca qui

Lo Studio rimane a disposizione per l’invio delle domande su piattaforma Telemaco.

 

A cura di Simone Vincenzi


Impianti di sicurezza. Videosorveglianza.

Contributi a fondo perduto per impianti di sicurezza

La Camera di Commercio di Bologna sostiene le imprese per l’acquisizione e l’installazione di sistemi e servizi di sicurezza.

Quando presentare la domanda

Le domande di contributo, firmate digitalmente, dovranno essere presentate dalle ore 9.00 del 16/09/2024 alle ore 13.00 del 30/09/2024.

Il contributo sarà assegnato prioritariamente alle imprese femminili e giovanili e alle imprese in possesso del rating di legalità. Le richieste delle imprese che non rientrano nelle casistiche sopradescritte saranno soddisfatte in presenza di disponibilità residue.

Entità del contributo e spese ammissibili

Il contributo a fondo perduto è pari al 50% delle spese ammissibili con un limite massimo di 3.000,00 euro in regime de minimis.

Le spese ammissibili, al netto dell’IVA sono le seguenti:

  1. Sistemi di video allarme antirapina in grado di interagire direttamente con gli apparati in essere presso le sale e le centrali operative della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri o degli Istituti di Vigilanza, conformemente ai principi predisposti dal Garante per la protezione dei dati personali in materia di videosorveglianza;
  2. Sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso, sistemi biometrici per l’accesso a locali protetti, sistemi antintrusione con allarme acustico e nebbiogeni;
  3. Casseforti, blindature, sistemi antitaccheggio, inferriate, porte di sicurezza, serrande e vetri antisfondamento;
  4. Sistemi di pagamento elettronici: POS e carte di credito, contactless e phone payment. Vengono ammessi i canoni del servizio riferiti all’anno in corso, purché la fatturazione ed il pagamento integrale sia avvenuto tra il 01.01.2024 e la data di invio della domanda;
  5. Dispositivi di illuminazione notturna, interni ed esterni ai locali aziendali, installati allo scopo di consentire la vista dell’interno dei locali aziendali e quindi anche la presenza di eventuali intrusi;
  6. Sistemi di rilevazione delle banconote false;
  7. Sistemi di allarme e videosorveglianza acquisiti con contratto d’uso che prevedano una connessione da remoto/app, inclusi i relativi servizi. Vengono ammesse le spese connesse all’attivazione del servizio ed i canoni del medesimo riferiti all’anno in corso, purché la fatturazione ed il pagamento integrale sia avvenuto tra il 01.01.2024 e la data di invio della domanda;
  8. Contratti stipulati con istituti di vigilanza per la sorveglianza dei locali aziendali. Vengono ammessi i canoni del servizio riferiti all’anno in corso, purché la fatturazione ed il pagamento integrale sia avvenuto tra il 01.01.2024 e la data di invio della domanda.

Gli interventi predetti devono riguardare a impianti o sistemi di nuova fabbricazione. Sono esclusi gli adeguamenti degli impianti o dei sistemi preesistenti.

Periodo di ammissibilità delle spese

Le fatture relative alle spese per cui si chiede il contributo camerale dovranno comunque essere emesse ed integralmente pagate tra il 01.01.2024 ed il giorno di invio telematico della domanda.

La modalità di pagamento delle spese deve essere tracciabile.

Le imprese richiedenti dovranno essere in regola col diritto camerale annuale e in regolarità contributiva Inps e Inail.

Lo Studio rimane a disposizione per l’invio delle domande.

 

A cura di Simone Vincenzi


Microcredito. Finanziamento agevolati.

Microcredito: finanziamenti agevolati

Il Fondo regionale Microcredito, gestito da Artigiancredito, è un fondo rotativo della Regione Emilia-Romagna rivolto alle piccole imprese ed ai liberi professionisti che punta a finanziare lo sviluppo di piccole iniziative imprenditoriali e professionali e a promuovere la crescita e la formazione delle persone, tramite l’accesso al credito.

Quali gli interventi ammessi

Il microcredito favorisce il finanziamento delle piccole iniziative imprenditoriali e professionali sulla base di una valutazione sull’ammissibilità formale e di merito di credito del soggetto richiedente.

Le iniziative finanziabili riguardano lo sviluppo di un’attività di lavoro autonomo, professionale o di microimpresa.

Le finalità del finanziamento richiesto potranno riguardare, a titolo esemplificativo:

  • Acquisizione di beni, comprese le materie prime necessarie alla produzione di beni o servizi e di merci destinate alla rivendita o di servizi strumentali all’attività svolta;
  • Corsi di formazione volti ad elevare la qualità professionale e le capacità tecniche e gestionali del lavoratore autonomo, dell’imprenditore e dei relativi dipendenti;
  • Esigenze di liquidità connesse allo sviluppo dell’attività, compreso il costo di personale aggiuntivo;
  • Investimenti in innovazione, in prodotti e soluzioni di ICT, sviluppo organizzativo messa a punto di prodotti e/o servizi che presentino potenzialità concrete di sviluppo e consolidamento di nuova occupazione.

Non sono ammissibili le spese per:

  • Iva;
  • Imposte;
  • Tasse o consolidamento di debiti pregressi.

Le spese sono ammissibili con retroattività massima di 3 mesi rispetto alla data di richiesta dell’agevolazione.

Il progetto dovrà essere rendicontato entro 12 mesi dalla data di erogazione.

Tipologia di finanziamento

Finanziamento con mutuo chirografario compreso da un minimo di 5.000,00 euro a un massimo di 25.000,00 euro. La durata massima del finanziamento è di 5 anni comprensiva della possibilità di godere di 1 anno di preammortamento. Il rimborso dei finanziamenti è regolato sulla base di un piano con rate mensili trimestrali.

Chi può accedere al fondo

Possono accedere al fondo:

  • Lavoratori autonomi e liberi professionisti operanti in Emilia-Romagna, che alla data di presentazione della domanda siano titolari di partita IVA da non più di cinque anni e che dichiarino un fatturato non superiore a 100.000,00 euro;
  • Liberi professionisti iscritti agli ordini professionali o aderenti alle associazioni professionali iscritte nell’elenco tenuto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy ai sensi l. 4/2013. Tali soggetti devono operare in Emilia-Romagna, risultare iscritti agli albi o aderenti alle associazioni professionali da non più di cinque anni alla data di presentazione della domanda e dichiarare un volume di affari non superiore a 100.000,00 euro;
  • Forme aggregate tra professionisti (società tra professionisti) con i medesimi requisiti previsti per le imprese e sotto riportate;
  • Imprese individuali, società di persone, società a responsabilità limitata semplificata o società cooperative operanti in Emilia-Romagna, che alla data di presentazione della domanda siano avviate da non più di cinque anni e che dichiarino un fatturato negli ultimi 12 mesi al massimo di 200.000,00 euro. Le imprese devono essere regolarmente costituite e iscritte al Registro delle imprese presso la CCIAA territorialmente competente.

In ogni caso, i richiedenti dovranno dichiarare di non avere un livello di indebitamento affidato a breve superiore a 50.000,00 euro ed inoltre dovranno risultare con domicilio fiscale nella Regione Emilia-Romagna.

Quando e come presentare la domanda

Le domande possono essere presentate dal 06/05/2024 (fino ad esaurimento delle risorse), con le modalità indicate nel sito del Microcredito -> a questa pagina.

 

A cura di Simone Vincenzi


Credito di imposta 4.0 e 5.0

Nuova procedura per i crediti di imposta 4.0 e 5.0

Il GSE ha messo a disposizione in formato editabile i modelli di comunicazione per compensare i crediti d’imposta per gli investimenti del piano transizione 4.0.

In sintesi

  • Per gli investimenti dal 30 marzo 2024, occorre presentare la comunicazione preventiva (con l’importo complessivo degli investimenti che si intendono effettuare e la ripartizione del credito per la fruizione), aggiornando la comunicazione ex post al completamento degli investimenti;
  • Per gli investimenti realizzati dal 1° gennaio 2023 (1° gennaio 2024 per il credito R&S) al 29 marzo 2024, occorre presentare soltanto la comunicazione ex post.

A tal fine, il MIMIT ha approvato due diversi modelli di comunicazione dei dati e altre informazioni da fornire:

  • Uno per gli investimenti in beni strumentali nuovi, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese (contenuto nell’Allegato 1 al DM 24 aprile 2024 e on line sul sito del GSE come “Modulo 1”);
  • Un altro relativo agli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica (contenuto nell’Allegato 2 al citato DM e disponibile sul sito del GSE come “Modulo 2”).

Viene precisato che, una volta scaricato il file pdf., sarà necessario aprirlo con Acrobat Reader autorizzando, se richiesta, l’esecuzione del Javascript. Tramite questa applicazione, il file pdf. può essere compilato in tutte le sue parti. Ciascun file pdf. deve essere firmato digitalmente con un certificato di firma elettronica qualificata in corso di validità rilasciato da una Certification Authority (cfr. sito AGID Certificati|Agenzia per l’Italia digitale (agid.gov.it) ).

Modalità di invio delle comunicazioni

Ogni comunicazione deve essere trasmessa singolarmente tramite PEC, all’indirizzo: transizione4@pec.gse.it.
Il file pdf. non deve in nessun caso essere stampato e firmato con firma olografa. I pdf. da allegare alla PEC non devono quindi essere salvati come immagini o originati dalla scansione di pagine, ma solo dal salvataggio del file pdf. debitamente compilato.

Con un comunicato a parte, il GSE ha inoltre specificato che l’oggetto delle comunicazioni trasmesse via PEC dovrà essere il seguente:

  • Nel caso di comunicazione preventiva: “Comunicazionepreventiva_Codice fiscale oppure partita IVA dell’impresa”;
  • Nel caso di comunicazione di completamento: “Comunicazionedicompletamento_Codice fiscale oppure partita IVA dell’impresa”.

Precisiamo che...

Fermo restando quanto esposto, i modelli non sono accompagnati da specifiche istruzioni per la compilazione. Ad esempio, nei modelli viene richiesta l’indicazione del “periodo di realizzazione degli investimenti (MM-AAAA / MM-AAAA)”. In assenza di specifiche istruzioni, si potrebbe considerare come mese iniziale quello di “avvio dell’investimento”.

L’Agenzia delle Entrate, nella circ. n. 34/2016 (§ 3) ha affermato che per “avvio dell’investimento” si intende:

“la data del primo impegno giuridicamente vincolante ad ordinare i beni oggetto dell’investimento, ovvero qualsiasi altro impegno che renda irreversibile l’investimento stesso, a seconda di quale condizione si verifichi prima”.

Quanto al mese finale, dovrebbe invece rilevare il mese in cui viene effettuato l’investimento ai sensi dell’art. 109 del TUIR.

A cura di Simone Vincenzi


Fiere internazionali. Contributi. Internazionalizzazione. Fiere.

Contributi a fondo perduto per partecipazione a fiere internazionali

Previsti contributi a fondo perduto per l’acquisto di servizi relativi allo svolgimento di una missione economica all’estero o per la partecipazione ad una fiera internazionale in Italia (solo se inserita nel Catalogo ufficiale pubblicato sul sito calendariofiereinternazionali.it) o all’estero nel periodo compreso tra il 01/01/2024 e il 31/12/2024.

In che cosa consiste l'agevolazione

L’agevolazione prevede un contributo a fondo perduto pari al 50% della spesa sostenuta purché ammissibile, con un massimale di € 2.000 per iniziative da realizzare in Italia o all’interno di uno dei 27 paesi UE e con un massimale di € 2.500 per iniziative extra UE, incluso il Regno Unito.

La spesa minima ammissibile da parte dell’impresa è pari ad € 2.000,00.

Quali sono le spese ammissibili

Le spese ammissibili sono:

  • Check up preliminare con esperto paese;
  • Interpretariato;
  • Organizzazione incontri B2B;
  • Organizzazione visite individuali;
  • Organizzazione visite conoscitive collettive;
  • Catalogo collettiva;
  • Spazio espositivo e relativo allestimento;
  • Spedizione materiale e campioni;
  • Altri servizi strettamente connessi all’iniziativa.

Inoltre,

  • Sono ammissibili a contributo solo le iniziative realizzate a partire dal 01/01/2024 e che si concluderanno entro e non oltre il 31/12/2024.
  • Sono ammissibili le spese non ancora sostenute;
  • Potranno, tuttavia, essere ammesse anche le spese sostenute a partire dal 1/7/2023.

Non sono ammissibili le spese di viaggio e soggiorno, né le spese promozionali che non siano strettamente legate all’iniziativa.

L’agevolazione è concessa in base al regimede minimis” e non è cumulabile con altri interventi agevolativi per la stessa tipologia di spesa.

Chi sono i soggetti destinatari

Beneficiari dei contributi sono le imprese che rientrano nella definizione di micro, piccola e media impresa iscritte nel Registro Imprese di Modena.

Si segnala che la regolarità del pagamento del diritto annuale camerale e del DURC – Documento Unico di Regolarità Contributiva, rappresentano requisiti per l’ammissibilità della domanda al contributo.

Prima dell’invio della domanda si invita a condurre le opportune verifiche:

  • Di regolarità del pagamento del diritto annuale presso il competente ufficio Diritto Annuale. E-mail: diritto.annuale@mo.camcom.it;
  • Di regolarità del DURC – Documento di Regolarità contributiva.

Quando e come presentare la domanda

Le domande di contributo possono essere inviate a partire dalle ore 10:00 di lunedì 13 maggio fino alle ore 12:00 di venerdì 24 maggio 2024, esclusivamente in modalità telematica, con firma digitale del legale rappresentante dell’impresa.

Vista la limitatezza dei fondi si consiglia di inviare la domanda il giorno stesso di apertura.

La domanda dovrà essere composta, a pena di esclusione, da:

  1. Il modello base della pratica telematica;
  2. La domanda di contributo in bollo che dovrà essere regolarmente compilato in tutte le sue parti, a pena di esclusione. Si precisa che per assolvere l’imposta di bollo (16,00 €) in modo virtuale sarà possibile utilizzare il borsellino Telemaco o PagoPA;
  3. I preventivi di spesa o le fatture già emesse, purché non antecedenti il 01/07/2023.

La concessione degli incentivi avverrà non oltre 30 giorni dalla data di chiusura del bando, ovvero entro lunedì 24 giugno 2024.

A quali domande verrà data priorità

Il contributo verrà assegnato con priorità alle domande presentate da imprese che non abbiano beneficiato della medesima tipologia di contributi di cui al presente bando nel corso dell’annualità 2023. Fatto salvo il criterio di priorità di cui sopra, le domande verranno ordinate in base all’ordine cronologico di presentazione delle stesse, fino ad esaurimento dei fondi disponibili.

L’ufficio competente, entro 30 gg dall’atto di approvazione della graduatoria, comunica ai soggetti beneficiari, all’indirizzo PEC indicato sulla domanda, la concessione del contributo, i termini e le modalità per la rendicontazione.

Si ricorda che l’art. 5 comma 6 del DL 13/2023, convertito nella Legge n. 41 del 21/4/2023, ha stabilito che nelle fatture emesse a partire dal 1 giugno 2023 debba essere riportato il CUP assegnato in fase di concessione e poi comunicato al beneficiario.

L’obbligo di indicare il codice CUP non si applica alle fatture emesse da fornitori non aventi sede nel territorio dello Stato.

Lo Studio è a disposizione per la presentazione della domanda

 

A cura di Simone Vincenzi


Bando imprese locali. Commercio al dettaglio

Bando per la riqualificazione delle imprese locali

La Regione Emilia-Romagna sostiene la riqualificazione delle imprese locali nei settori del commercio, dell’intrattenimento e dei pubblici esercizi.
L’obiettivo è quello di incrementare l’attrattiva turistica e commerciale del territorio, stimolando al contempo il rilancio dell’economia urbana.
Questo sforzo prevede anche l’introduzione di nuovi servizi e l’adozione di innovazioni digitali e tecnologiche per rispondere alle mutate esigenze del mercato e ai nuovi trend di consumo.

Tipo ed entità delle agevolazioni

È previsto un contributo a fondo perduto nella misura massima del 40% della spesa ammessa e per un importo non superiore a complessivi euro 70.000,00.

Nel caso di più domande presentate dallo stesso soggetto e riferite a unità locali diverse, la somma complessiva dei contributi concedibili sulle domande presentate non potrà comunque superare la soglia massima di contributo di euro 70.000,00. Pertanto, in tale circostanza specifica, la soglia massima di contributo pari a euro 70.000,00 è riferita al soggetto proponente e non al singolo progetto presentato.

Quali gli interventi ammissibili

Sono ammissibili alle agevolazioni previste nel presente bando gli interventi finalizzati, alternativamente o congiuntamente:

  • All’allestimento, alla riqualificazione, alla ristrutturazione e ampliamento delle unità locali dove sono svolte le attività. A condizione che gli interventi edili riguardino una parte dell’immobile non superiore al 25% del volume complessivo dello stesso;
  • All’innovazione gestionale, al miglioramento e/o ampliamento, anche tramite l’introduzione delle più avanzate tecnologie digitali e informatiche, dei sistemi di vendita e dei servizi offerti.

Spese ammissibili

  • Spese per opere edili, murarie e impiantistiche connesse agli interventi di riqualificazione, ristrutturazione e/o ampliamento delle unità locali nelle quali si svolge l’attività. Nella presente voce di spesa possono essere comprese – nel limite del 10% delle opere edili, murarie ed impiantistiche – anche le spese per la progettazione e la direzione lavori;
  • Spese per l’acquisto di macchinari, attrezzature e arredi funzionali all’esercizio dell’attività;
  • Spese per l’acquisto di hardware, software e servizi erogati nella soluzione cloud computing e SAAS, di licenze;
  • Spese per l’acquisizione di consulenze specialistiche per la realizzazione del progetto (escluse le consulenze per la gestione della domanda). Tale spesa è riconosciuta nella misura massima del 30% della somma delle voci precedenti e comunque per un importo massimo di 20.000,00 euro;
  • Oltre alle spese sopra indicate, sono riconosciute forfettariamente spese generali in misura pari al 5% della somma delle voci precedenti. Tali spese non dovranno essere oggetto di rendicontazione.

Chi sono i soggetti beneficiari

Possono presentare domanda di contributo per la riqualificazione delle imprese locali, i soggetti e gli enti iscritti nel Repertorio delle notizie Economiche e Amministrative (REA) delle Cciaa competenti per territorio, che svolgono una delle seguenti attività:

  • Attività di commercio al dettaglio in sede fissa avente i requisiti di esercizio di vicinato;
  • Commercio al dettaglio ambulante, mediante l’utilizzo di posteggio;
  • L’attività di discoteche, sale da ballo ed attività simili;
  • L’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;
  • Le attività, nella forma artigianale, di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;
  • Gli “esercizi commerciali polifunzionali già avviati ai sensi della DGR 2022/20218, limitatamente alle attività di commercio al dettaglio di vicinato e somministrazione al pubblico di alimenti e bevande.

Quando e come presentare la domanda

Le domande di contributo dovranno essere trasmesse tramite applicativo Sfinge 2020 dalle ore 10.00 del giorno 16 aprile 2024 alle ore 13.00 del giorno 14 maggio 2024.

Al fine di monitorare che il fabbisogno delle domande di contributo non superi il plafond di risorse finanziarie stanziate indicate nel presente bando, la Regione procederà alla chiusura anticipata della suddetta finestra temporale al raggiungimento di un numero massimo di 400 domande presentate, quindi un numero decisamente limitato considerando il numero di attività della Regione Emilia-Romagna.

A cura di Simone Vincenzi


Impianto Fotovoltaico e eolico.

Contributi a fondo perduto per impianti fotovoltaici

La Camera di Commercio di Bologna assegna contributi a fondo perduto finalizzati a sostenere i costi per la realizzazione di nuovi impianti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per il raggiungimento della totale o parziale autonomia energetica del sito produttivo.

I contributi sono destinati alle micro, piccole e medie imprese bolognesi per finanziare l’installazione di impianti fotovoltaici e/o micro e mini-eolici (eventualmente combinati a sistemi di accumulo) sui tetti, sulle coperture o nelle pertinenze degli immobili in cui si svolge l’attività aziendale.

Finalità degli investimenti

Gli investimenti devono essere finalizzati principalmente all’autoconsumo dell’impresa ed alla riduzione dei costi sostenuti per l’approvvigionamento energetico. Tuttavia, nell’ottica di favorire anche le forme innovative di produzione, condivisione e consumo di energia tra imprese (Comunità Energetiche Rinnovabili), il regolamento prevede la possibilità di agevolare la realizzazione di impianti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili con capacità superiore al fabbisogno energetico reale del sito produttivo oggetto del progetto d’investimento. Per tali iniziative si potrà beneficiare di un incremento dell’importo stabilito come limite massimo di contributo concedibile, a condizione che venga provata la condivisione dell’energia prodotta nell’ambito di una C.E.R..

Le Comunità Energetiche Rinnovabili (C.E.R.)  sono costituite da un insieme di utenti, anche imprese, che, tramite la volontaria adesione ad un contratto, collaborano con l’obiettivo di produrre, condividere, consumare e gestire l’energia attraverso uno o più impianti di generazione locale, al fine di generare benefici ambientali, sociali ed economici a scala locale.

Le principali novità

Le micro e piccole imprese che intendono dotarsi di nuovi impianti per la produzione di energia da FER (Fonti Energetiche Rinnovabili) con potenza installata non superiore a 15 KWp, potranno sostituire la diagnosi energetica con:

  • Report finale auto-analisi ottenuto con il tool informatico gratuito sviluppato da ENEA per facilitare la redazione delle diagnosi energetiche nelle piccole e medie imprese: ATENEA4SME. Per utilizzare l’applicativo occorre registrarsi al portale https://audit102.enea.it/);
  • Report finale di valutazione energetica ottenuto in seguito all’adesione al servizio Energy Scan di Unioncamere E.R. e delle Camere di Commercio dell’Emilia-Romagna.

Chi può beneficiare del contributo

  • Micro, piccole e medie imprese con sede legale o unità locale nell’area metropolitana (ex provincia) di Bologna, iscritte all’Ufficio Registro delle Imprese della CCIAA di Bologna;
  • Attive al momento della presentazione della domanda;
  • In regola con il pagamento del diritto camerale annuale e con la posizione INPS ed INAIL.

Quali le spese ammissibili

I contributi devono essere riferiti alle spese già sostenute tra il 01/01/2024 e la data di invio della domanda o che l’impresa richiedente prevede di sostenere entro il 30/09/2025 per:

a. Spese relative alla fornitura e all’installazione di nuovi impianti fotovoltaici e/o micro/mini eolici destinati prevalentemente all’autoconsumo del sito aziendale. Ai fini del presente contributo per prevalente si intende un autoconsumo su base annua di almeno il 70% dell’energia prodotta nel periodo, fatto salvo il consumo condiviso in una CER in cui tale soglia minima di autoconsumo si intende ridotta al 50%. Sono ammessi i costi accessori per il trasporto, l’installazione e gli oneri della sicurezza;

b. Spese tecniche inerenti all’intervento finanziato, quali ad esempio la diagnosi energetica, la progettazione, la direzione lavori, le spese di collaudo, nel limite massimo del 20% delle spese di cui alla lettera a);

c. Sistema di accumulo collegato all’impianto, nel limite massimo del 20% delle spese di cui alla lettera a);

d. Rimozione, con smaltimento, delle coperture in cemento amianto, nel limite massimo del 10% delle spese di cui alla lettera a).

Sono ammissibili solo le spese per l’acquisto e l’installazione di impianti nuovi, non sono ammissibili adattamenti di impianti già esistenti. Le spese di cui alle lettere b), c), d) di cui sopra sono ammissibili solo se direttamente correlate a quelle di cui alla lettera a).

Entità del contributo e regime d'aiuto

INTENSITA’ DELL’AIUTO

 CONTRIBUTO DEL 50% DELLE SPESE AMMISSIBILI

Tipologie impianti

Importo minimo spese Contributo massimo

Impianti destinati a soddisfare il fabbisogno energetico di una singola impresa (o di uno o più siti produttivi individuati come U.L. dell’impresa richiedente)

€ 8.000,00

€ 20.000,00

Impianti destinati alla condivisione dell’energia prodotta nell’ambito di una Comunità Energetica Rinnovabile costituita tra imprese € 30.000,00 € 30.000,00

Modalità di assegnazione

  • I contributi sono assegnati prioritariamente alle domande ammissibili delle imprese femminili, delle imprese giovanili e delle imprese in possesso del rating di legalità (attribuito dall’Autorità Garante per la concorrenza ed il mercato). Si procederà a  riduzione proporzionale se i fondi disponibili non fossero sufficienti ad attribuire un contributo pieno a tali categorie di imprese.
  • Successivamente, in presenza di disponibilità residue, si procederà all’assegnazione del contributo alle altre imprese ammissibili, procedendo a riduzione proporzionale del contributo di queste ultime se i fondi non consentono di riconoscere il contributo pieno.

Quando e come presentare la domanda

Le domande di contributo possono essere inviate a partire dalle ore 11:00 di lunedì 8 aprile 2024 e fino alle ore 13:00 di martedì 30 aprile 2024, esclusivamente in modalità telematica mediante la piattaforma Telemaco, con firma digitale del legale rappresentante dell’impresa.

Per l’invio della pratica è richiesto il pagamento dell’imposta di bollo (16,00 euro) che deve essere assolta in modo virtuale, utilizzando esclusivamente PagoPA oppure il borsellino Telemaco.

Quali i documenti necessari

Scarica il documento per sapere quali sono i documenti richiesti

Lo Studio è a disposizione per l’invio della documentazione attraverso WebTelemaco.


Bando centri storici post sisma. Regione Emilia-Romagna.

Bando centri storici per le aree colpite dal sisma

La Regione Emilia-Romagna intende favorire il ripopolamento, la rivitalizzazione e la rigenerazione delle aree dei centri storici e delle frazioni e/o di altre aree dei Comuni interessati dal sisma, attraverso una nuova edizione del Bando Centri Storici.

Il contributo è volto a finanziare progetti di nuovo insediamento, riqualificazione, ammodernamento e/o ampliamento di quelle attività che, tramite l’offerta di beni e servizi, risultano essere realmente idonee ad attrarre l’interesse e l’afflusso di persone nelle aree stesse.

Chi sono i beneficiari

  • Le micro piccole e medie imprese regolarmente costituite ed iscritte al registro delle imprese aventi qualsiasi forma giuridica;
  • Le associazioni, gli enti e le fondazioni no profit regolarmente costituite ed iscritte al Rea presso le camere di commercio del territorio;
  • I liberi professionisti ordinistici e non ordinistici che esercitano l’attività in forma singola o associata, esclusivamente con riferimento agli interventi di apertura/insediamento di nuove unità locali.

Tipologia e misura del contributo

I contributi sono concessi nell’ambito del regime de minimis e sono a fondo perduto nella misura pari del 50% della spesa ammessa.

La misura del contributo può incrementarsi:

  • Del 10 % in caso di imprenditoria femminile e/o giovanile;
  • Del 10% in caso di aperture/insediamenti di nuove unità locali.

Il contributo concedibile non può superare il limite massimo di 100.000 €

Progetti e spese ammissibili

I progetti devono prevedere i seguenti interventi

  • Nuove unità locali all’interno delle aree ammesse dal bando (verificabili sul sito regionale);
  • Riqualificazione, ammodernamento e/o l’ampliamento di unità locali esistenti.

Gli interventi potranno essere avviati successivamente alla data di presentazione della domanda e devono concludersi entro il 30/06/2025.

Le spese ammissibili:

  • Spese edili e impiantistiche;
  • Arredi;
  • Beni Strumentali;
  • Hardware e software;
  • Spese promozionali e marketing;
  • Spese di consulenza.

Quando e come presentare la domanda

La domanda di contributo potrà essere presentata a partire dalle ore 10.00 del giorno 5 aprile 2024 e fino alle ore 13.00 del giorno 9 maggio 2024. Dovrà essere  compilata ed inviata alla Regione esclusivamente per via telematica, tramite l’applicazione web Sfinge 2020.

Si suggerisce di inviare l’eventuale domanda quanto prima, poiché la Regione Emilia-Romagna chiuderà lo sportello una volta “esauriti i fondi”. A seguire sempre la Regione provvederà alla valutazione di merito applicando un punteggio in base alla qualità del progetto.

A titolo indicativo alcuni dei documenti richiesti:

  • Titolo giuridico disponibilità immobile;
  • Visura catastale;
  • Relazione tecnica;
  • Video di 3 minuti con illustrazione del progetto.

Lo Studio è a disposizione per eventuale assistenza finalizzata alla partecipazione.

A cura di Simone Vincenzi


Bonus asilo nido. Bimbi al nido.

Bonus nido 2024

Il bonus nido consiste in un contributo per sostenere le spese scolastiche. Entro il 31 dicembre 2024 i genitori di bambini e bambine fino ai tre anni possono inoltrare all’Inps la domanda per richiedere il rimborso delle rette di quest’anno.

Come procedere per ricevere il bonus

Per ricevere il sostegno economico è necessario presentare la domanda corredata della relativa documentazione, esclusivamente in via telematica attraverso uno dei seguenti canali:

  • Portale web dell’Istituto, utilizzando gli appositi servizi raggiungibili sul sito www.inps.it, autenticandosi tramite la propria identità digitale: SPID di livello 2 o superiore, Carta di Identità Elettronica (CIE) 3.0 o Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
  • Istituti di Patronato, utilizzando i servizi offerti dagli stessi.

Successivamente i genitori dovranno fornire mensilmente i documenti di spesa per ricevere il rimborso delle somme sostenute.

Precisiamo che la richiesta deve essere inviata entro fine anno, mentre per l’inoltro della documentazione a sostegno delle spese sostenute c’è tempo fino a metà dell’anno successivo.

Per il 2024 la data ultima è fissata al 31 luglio 2025.

Requisiti per presentare la domanda

I genitori possono beneficiare del bonus asilo nido per la frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati e per il pagamento di forme di assistenza domiciliare in caso di gravi patologie croniche.

Per quanto riguarda l’asilo nido il rimborso si riferisce alle rette effettivamente pagate e per le quali è stata fatta domanda per la prenotazione dei fondi a disposizione. Nel caso dell’assistenza domiciliare, invece, l’Inps eroga un contributo in un’unica soluzione.

Tutti i genitori possono presentare la domanda, senza limiti di reddito. L’importo spettante, però, verrà calcolato sulla base della condizione economica. Pertanto, l’agevolazione potrà spettare in misura pari a:

  • Un massimo di 3.000 euro (dieci rate da 272,73 euro e una da 272,70 euro) con Isee minorenni in corso di validità fino a 25.000,99 euro;
  • Un massimo di 2.500 euro (dieci rate da 227,27 euro e una da 227,30 euro) con Isee minorenni da 25.001 euro fino a 40.000 euro;
  • Un massimo di 1.500 euro (dieci rate da 136,37 euro e una da 136,30 euro) nelle seguenti ipotesi: Isee minorenni oltre la predetta soglia di 40.000 euro, assenza di Isee minorenni, Isee con omissioni e/o difformità dei dati del patrimonio mobiliare e/o dei dati reddituali autodichiarati, Isee discordante, Isee minorenni non calcolabile.

Quali i requisiti?

È possibile richiedere il bonus asilo nido in presenza dei seguenti requisiti:

  • La richiesta deve arrivare da colui o colei che sostiene il pagamento della retta e che deve far parte del nucleo familiare del minore;
  • Nel caso del contributo per l’assistenza domiciliare la residenza del bambino o della bambina e del genitore che richiede l’agevolazione devono coincidere.

Si ha diritto al contributo anche in caso di adozione, come riportato anche nel portale Inps.

Precisiamo, infine, che il bonus asilo nido non è cumulabile con la detrazione per il pagamento delle rette.

M&W Veronesi e Associati