Il modello 231 e la prevenzione dei reati in azienda
Cos'è il modello 231?
Il modello 231 è un documento che raccoglie protocolli e procedure pensati per prevenire la commissione di reati nell’ambito della gestione di un’impresa.
Reati, commessi nell’interesse o a vantaggio dell’impresa, puniti con pesanti sanzioni, che potrebbero mettere a rischio la sua stessa sopravvivenza.
La società non può essere incarcerata e pertanto la sua libertà viene limitata con pene interdittive. Ad esempio, il divieto di contrarre appalti oltre un certo importo o nei confronti della pubblica amministrazione o sanzioni molto pesanti con il sistema delle “quote” che possono arrivare anche a un milione di euro.
Perché adottarlo?
I reati a carico della persona giuridica (la società) possono purtroppo capitare, a volte per negligenza e altre per scarsa conoscenza di regole e normative.
Senza inoltrarci nel campo della corruzione, pensiamo a una violazione in materia di rifiuti, di sicurezza sul lavoro o nella gestione dei lavoratori, o nell’aver “scaricato” qualcosa di troppo nelle spese fiscali.
Se dovesse capitare un reato con procedimento a carico sia dell’amministratore che della società, potremo cambiare in un batter d’occhio l’amministratore. Tuttavia, non potremo far sparire la società. Che di conseguenza necessita di protezione più dell’Amministratore.
Oggi è possibile proteggere le società con l’adozione del Modello 231 che verrà redatto seguendo questo iter:
- Fotografia dell’impresa (analisi di procedure, organizzazione e figure responsabili);
- Individuazione di aree aziendali e attività a rischio di commissione di reati;
- Stesura di un piano di risk assessment, per monitorare e controllare i rischi all’interno dell’organizzazione.
Verranno così messe a fuoco le lacune organizzative e gestionali a partire dalle quali sarà possibile individuare opportune azioni correttive, valutando il rapporto costi – benefici di ognuna di esse.
Si passerà quindi a predisporre il modello 231, adattato e personalizzato (customizzato) sulla specifica realtà aziendale.
A ciascuno il suo modello 231
Capita, purtroppo, di vedere modelli 231 copiati da altre società, oppure da formulari o ancor peggio scaricati da Internet. Però le cose non funzionano così.
Se partiamo dal presupposto che ogni azienda ha una sua particolare organizzazione, struttura e procedure ben precise e che difficilmente esiste un’azienda uguale a un’altra, capiamo bene che
copiare un modello 231 di un’altra azienda è sbagliato in partenza!
Se dovessimo produrre in giudizio un modello 231 raffazzonato e non aderente alla realtà aziendale emersa dalle indagini e dalle prove, invece che proteggere la società da sanzioni, rischieremmo di peggiorare la situazione.
L’imprenditore che si comporta in questo modo (per risparmiare) dimostrerebbe semplicemente di non aver valutato i rischi della propria azienda, disinteressandosi anche della loro prevenzione. Merita quindi la punizione.
È quindi di fondamentale importanza, per tutelare imprenditori e imprese dal punto di vista penale, costruire modelli 231 sartoriali. La società che in giudizio possa dimostrare di aver fatto tutto quanto era possibile per prevenire i reati sarà esclusa da sanzioni, o quantomeno, gli saranno applicate in misura molto inferire.
Il modello 231: una guida sicura
In più un modello 231 fatto bene sarà una guida sicura e un riferimento sia per l’imprenditore che per tutti i suoi collaboratori con responsabilità, perché va a rilevare e formalizzare “nero su bianco” i processi decisionali e organizzativi, individuando le giuste procedure per evitare di commettere reati.
Sapere chi fa e cosa fa aiuta a far chiarezza e a comprendere le responsabilità a cui si va incontro.
In conclusione, il modello 231 non costituisce solo un “ulteriore costo” che serve unicamente a proteggerci da sanzioni. È invece un utile strumento che va adottato nella consapevolezza che, per fare impresa in termini moderni e sostenibili, anche la compliance, e cioè la capacità di un’azienda di aderire alle regole e alle leggi applicabili, è business.
A cura di Guido Sola, Nicolò Superbi e Egidio Veronesi
M&W per il sociale: progetto "La Fattoria Sociale"
Grazie anche al contributo di M&W prende finalmente forma la “Fattoria Sociale”, un progetto della Fondazione Dalla Terra alla Luna ETS.
L’intento della Fondazione Dalla Terra alla Luna è di sensibilizzare il territorio in merito al tema dell’autismo ed essere di stimolo creando nuove opportunità, ad oggi inesplorate, per bambini, ragazzi e adulti con autismo fino ad arrivare al fatidico “dopo di noi”.
I dati
Oggi in Emilia-Romagna l’autismo è la disabilità che è presente maggiormente. Basti pensare che dagli ultimi dati reperibili dal sito regionale, negli ultimi 10 anni le diagnosi sono aumentate del 244,9%. In sintesi, una vera emergenza sanitaria e sociale.
Sebbene oggi vi sia più consapevolezza delle caratteristiche principali dell’ASD (acronimo inglese di Autism Spectrum Disorder) o almeno dell’esistenza di questa neurodiversità, si fatica a creare nuclei territoriali specifici così come richiesto dall’ISS e dalla regione Emilia-Romagna attraverso vari progetti, tra cui il Progetto Regionale Integrato Autismo.
Tuttavia, è grazie alla presenza di fondazioni come “Dalla Terra alla Luna” che si sta cercando di porre l’attenzione su questa tematica. Obiettivo della Fondazione è, infatti, quello di fare sensibilizzazione sull’autismo. Come si può leggere sul loro sito internet, infatti:
“Insegnanti, studenti, medici, pediatri e cittadinanza hanno potuto negli anni informarsi/formarsi, conoscere, eliminare pregiudizi e paure.
Sensibilizzare e creare cultura riguardo alla sindrome autistica, mettere in luce alcuni aspetti degli “autismi”, dare visibilità al fine di annullare stereotipi riguardo a questa forma di neurodiversità e conoscere la vita reale, il quotidiano delle persone con autismo e delle loro famiglie”.
Non solo sensibilizzazione, ma anche attvità
La Fondazione, però, non si limita alla sola sensibilizzazione, ma anche ad una serie di attività che vedono il diretto coinvolgimento dei ragazzi autistici.
Di seguito un elenco delle attività di sensibilizzazione e no a cura della Fondazione Dalla Terra e alla Luna:
- partecipazione ai tavoli di lavoro tematici locali e regionali;
- sensibilizzazione territoriale attraverso concorsi letterari, proposte cinematografiche a tema ed organizzazione di una camminata solidale in occasione della giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo;
- incontri conoscitivi rivolti ad istituti scolastici;
- convegni formativi in collaborazione con il servizio sanitario, UNIFE, Questura, Prefettura e Vigili del fuoco;
- progetti di abilitazione alla vita domestica (palestra abitativa);
- progetto “la Provenza a Ferrara” coltura di piante di lavanda, lavorazione e vendita in confezioni personalizzate tanto da avere collaborazioni a livello nazionale;
- progetto di falegnameria in particolare riutilizzo di pallet e costruzione di cassette regalo;
- progetto BUMP UP (finanziato da UniCredit Foundation) in corso. Rivolto a minori prossimi alla maggiore età, con la finalità di stimolare abilità pre-occupazionali spendibili al termine del ciclo scolastico.
Tra gli obiettivi a lungo termine vi è sempre la richiesta da parte dei famigliari di poter pensare, sperare, ambire ad un dopo di noi per il proprio caro a partire, però, già dall’oggi.
La Fattoria Sociale
Grazie ai fondi raccolti è stato possibile iniziare il processo di riconversione di un vecchio rudere, che permetterà di realizzare una struttura utile ad ospitare alcuni laboratori per portare avanti le attività di supporto e di ospitalità a favore dei soggetti che si rivolgono alla Fondazione.
Le parole chiave che si fondono in questo progetto sono consapevolezza, responsabilità e restituzione.
Da sempre come Studio siamo convinti che sia necessaria la complementarità tra gli obiettivi che un’impresa deve traguardare e le iniziative che rappresentano un bene per la collettività.
Guardare al business significa anche questo, e cioè creare un modello in grado di generare qualità sostenibile con grande attenzione a chi verrà dopo di noi.
Pensare al futuro come uno scenario di possibilità per migliorare la vita delle persone è connaturato al nostro lavoro e al nostro modello di business.
A cura di Simone Vicenzi
Qualità ISO 9001:2015
Anche quest’anno abbiamo ottenuto la certificazione ISO 9001:2015 per quanto riguarda la
“Progettazione ed erogazione dei servizi professionali di consulenza ed assistenza in ambito amministrativo, fiscale, societario, legale-commerciale e del lavoro. Elaborazione dati contabili ed elaborazione paghe. Erogazione di servizi di elaborazione dati contabili e fiscali”.
Ma cos’è esattamente la certificazione ISO 9001:2015 e perché è così importante?
La ISO 9001 è la norma internazionale per i Sistemi di Gestione per la Qualità (SGQ), pubblicata dall’ISO (International Organization for Standardization). L’ultimo aggiornamento della norma risale al 2015, motivo per cui la certificazione è denominata ISO 9001:2015. Trattasi, dunque, di uno standard relativo ai sistemi di gestione e qualità.
La qualità, in tal senso, si può definire come:
“la capacità di un’organizzazione di soddisfare i requisiti di un cliente, oltre che alla capacità di restituire con costanza i risultati attesi e di fare le cose bene fin dalla prima volta che inizia a svolgere la propria attività”.
Questa norma è riconosciuta a livello interazionale ed è pensata per essere utilizzata da organizzazioni e aziende di qualsiasi dimensione o settore. Fine ultimo dell’applicazione di tale norma è quello di soddisfare il cliente e garantire un miglioramento continuo dell’azienda. La ISO 9001, già da diversi anni, è diventata una certificazione necessaria per molte aziende al fine di poter essere competitive sul mercato.
Comune a tutti i settori che vogliono certificarsi, è il percorso per ottenere la certificazione.
Se un’azienda adotta la ISO 9001, sarà in grado di:
- Fornire costantemente prodotti e servizi in grado di soddisfare il cliente;
- Identificare i rischi e i margini di miglioramento;
- Aumentare la propria credibilità e autorevolezza fornendo prove e documentazione accettate a livello mondiale di come lavora;
- Creare nuove opportunità per acquisire nuovi clienti e trattenere quelli che ha già.
Chi certifica chi?
Come detto precedentemente, gli standard di certificazione coprono quasi tutti i settori dall’industria manifatturiera all’edilizia, dall’energia all’assistenza sanitaria, dalle condizioni di lavoro alle questioni sociali e così via discorrendo. Tuttavia, occorre specificare che l’ISO non “certifica” direttamente nessuno. Esistono, infatti, enti certificatori che svolgono il compito di “auditing”, cioè di certificazione dei sistemi di gestione della qualità di un’organizzazione.
Questi organismi, a loro volta, vengono certificati secondo uno specifico standard.
Come avviene il processo di certificazione?
L’organismo certificato, attraverso l’attività di auditing, verifica che le attività di un’organizzazione siano conformi ai processi delineati nell’attuale norma ISO 9001:2015. Nel caso si riscontrino incongruenze o non conformità, l’azienda deve, solitamente, adottare un programma di azioni correttive prima che possa essere rilasciato un certificato di conformità ISO 9001:2015.
Ottenere la certificazione significa che l’organismo certificato certifica che
“il sistema di gestione della qualità dell’organizzazione specificatamente applicabile all’area in cui opera […] è stato valutato e approvato in conformità con le disposizioni della ISO 9001:2015.”
Ottenuta la certificazione, l’organizzazione riceverà un marchio da poter utilizzare sui documenti, sul sito web, brochure. Tale certificazione è, generalmente, valida per tre anni. Al termine di questo periodo l’azienda deve certificare nuovamente che le proprie procedure soddisfano la norma in vigore in quel momento.
M&W conforme allo standard ISO 9001:2015
Come detto nella parte introduttiva, con grande soddisfazione anche quest’anno il nostro Studio ha ottenuto il “Certificato di Sistema di Gestione”. Un grande risultato e, di conseguenza, una grande soddisfazione come riportato nelle parole della collaboratrice Alice Bregoli :
“La certificazione di qualità dello Studio, la prima risalente ormai al lontano 2005, portata avanti negli anni adeguandola alle successive modifiche normative, è motivo di orgoglio e simbolo di una struttura ben organizzata ed efficiente che mette la qualità al primo posto. Un’adeguata struttura organizzativa interna, inoltre, garantisce la qualità del servizio offerto al cliente. M&W da sempre investe tempo per aumentare lo standard qualitativo dei suoi servizi.”
Diversifichiamoci sul mercato
La certificazione del sistema di gestione per la qualità rappresenta per lo Studio un elemento di diversificazione sul mercato ed una garanzia nei confronti dei clienti e di tutte le parti interessate in termini di cura, attenzione e sensibilità.
Nell’implementazione del modello sono stati presi a riferimento i principi per la qualità riportati nella norma UNI EN ISO 9001:2015, ovvero:
- La focalizzazione sul cliente;
- La leadership;
- La partecipazione attiva delle persone;
- L’approccio per processi;
- Il miglioramento;
- Il processo decisionale basato sulle evidenze;
- La gestione delle relazioni.
Tutti principi che vengono declinati nello sviluppo delle strategie della direzione come nell’operatività quotidiana.
“Per noi, essere consulenti, significa proporre e realizzare progetti che abbiano al loro centro l‘impresa, in tutte le sue dimensioni e sfaccettature.” (Alice Bregoli)
A cura di Rebecca Molinari
Quarant'anni di iscrizione all'ODCEC
Si è svolta il 15 maggio 2023 presso l’Auditorium Forum Guido Monzani di Modena, davanti a centinaia di ospiti e colleghi, la consueta assemblea dell’ODCEC di Modena presieduta dal Presidente dott. Alessandro Cavani.
Ad arricchire la giornata, la tradizionale Cerimonia di consegna della targa ai Professionisti iscritti all’Ordine da ben 40 anni.
Il presidente, nel suo indirizzo di saluto agli intervenuti, ha messo in risalto la presenza, tra gli iscritti, di persone che hanno fatto la storia della professione nel comprensorio di Modena. Tra questi il il founder di M&W Egidio Veronesi, che ha ricevuto la targa per i quarant’anni di iscrizione all’Ordine dei Commercialisti di Modena.
Il Dott. Egidio Veronesi ha ringraziato per il riconoscimento ottenuto e ha lodato l’Ordine di Modena, ritenuto un modello di riferimento in particolare per la gestione dell’attività. Veronesi ha colto l’occasione per sottolineare il momento di grande cambiamento che stanno vivendo gli studi di commercialisti e ha ribadito il massimo impegno per favorire e sostenere i giovani nel loro percorso di avvicinamento alla professione.
Il Dottore Commercialista Egidio Veronesi durante la premiazione
Una grande soddisfazione
In questo riconoscimento si sommano: formazione continua, perseveranza e passione. La coniugazione di questi tre aspetti ha permesso a Egidio e ai suoi collaboratori di orientare le proprie attività sempre verso il miglioramento continuo.
M&W Associati non è “solo” uno Studio di commercialisti e consulenti per le imprese, ma è un progetto in evoluzione che richiede monitoraggio, verifiche e modifiche cammin facendo al fine di fornire sempre un servizio di qualità.
“Quarant’anni di professione rappresentano un traguardo importante e significano un’intera vita dedicata a un lavoro, quello del commercialista, che nel corso degli anni mi ha affascinato e al quale mi sono dedicato con passione per accrescere le mie competenze e la mia professionalità. Quando mi chiedono che professione faccio rispondo
“sono un commercialista”, non “faccio il commercialista”.
La professione, come la intendo io, è totalizzante. Chi la fa bene non deve mai dimenticare quali responsabilità ha nei confronti dei propri clienti e cosa rappresenta la sua figura in ambito sociale.
Riavvolgendo il nastro dei quarant’ anni ricordo quando mi iscrissi all’Albo dei Dottori Commercialisti di Modena. Ero l’ultimo della lista e il più giovane di tutti. Non ero figlio d’arte e non avevo nessun cliente.
Da allora con impegno e tenacia, ho percorso il mio cammino professionale durante il quale si sono unite, nel corso degli anni, tante persone che sono diventate parte integrante della realtà che abbiamo creato e che stiamo portando avanti insieme.
Tornato a casa, dopo la premiazione, ho messo la targa in un cassetto per “dimenticarla”. Non intendo esporla nello Studio. Sì certo, questo è un grande traguardo e una bella soddisfazione, ma ho ancora tanto da fare.”
A cura di Rebecca Molinari, Simone Vicenzi e Egidio Veronesi
M&W Professionista- Simona Rossi
Qual è stato il tuo percorso di studi e come sei entrata a far parte di M&W?
Ho fatto il liceo scientifico a Finale Emilia e poi ho proseguito gli studi laureandomi in Economia e Commercio presso l’Università di Bologna.
Sono entrata a far parte dello Studio M&W per una serie di coincidenze. In poche parole: io cercavo una nuova esperienza lavorativa per una crescita personale-professionale e lo Studio cercava una figura come la mia. Il caso o la fortuna ha voluto che ci incontrassimo.
Di cosa ti occupi all’interno dello Studio?
Mi occupo prevalentemente di consulenza tributaria e societaria alle imprese e di tutti gli adempimenti ad essa correlati.
Nella tua esperienza ventennale di consulenza alle imprese, quali sono stati i cambiamenti più significativi che hai notato nel corso degli anni? E quali sono, a tuo avviso, le sfide che le imprese dovranno affrontare nel futuro?
I cambiamenti più significativi sono legati prevalentemente al rapporto con i clienti, in seguito anche, e soprattutto, all’aumento degli adempimenti a cui sono sottoposti. Senza tralasciare le trasformazioni tecnologiche, che hanno investito e continueranno ad investire non solo noi professionisti ma anche, di conseguenza, i nostri clienti.
Credo, infatti, che una delle più grandi sfide del futuro sarà quella di apprendere e gestire le nuove tecnologie, e quindi, sapersi adattare al cambiamento.
Ritengo, inoltre, che la parola che dovrà caratterizzarci da qui ai prossimi anni sia resilienza, intesa come la capacità di agire nei confronti del cambiamento adattandosi. E questo vale per qualsiasi ambito lavorativo e no.
Già da diversi anni la professione del commercialista è in crisi, in seguito a un notevole calo dei tirocinanti e a una mancanza di attrattività della professione. A tuo avviso, da cosa deriva questa mancanza e come la si potrebbe affrontare?
La mancanza di attrattività credo sia dovuta alla “narrazione” poco convincente che è stata fatta della nostra professione.
Sicuramente, come la maggior parte dei mestieri, è un lavoro di grande sacrificio che non tutti sono disposti a fare. Tuttavia, il compito dei professionisti di oggi è quello di far capire ai ragazzi che il sacrificio viene compensato ampiamente da grandi soddisfazioni e anche dal rapporto di fiducia e di stima che si viene ad instaurare con il cliente.
Altro fattore, a mio avviso, che incide sulla mancanza di tirocinanti e sul calo di attrattività nei confronti della professione è l’ampia offerta universitaria. I nuovi studenti trovano, spesso, strade alternative nello studio e di conseguenza nella professione.
Fino a qualche anno fa, invece, molti sceglievano la laurea in Economia e Commercio perché era un corso di studi completo, che apriva la strada a diverse carriere professionali ed era una fucina di nuovi talenti, se così possiamo dire.
Quanto è cambiata la figura del commercialista in questi anni e quanto ancora, a tuo avviso, cambierà in futuro?
Il cambiamento è stato enorme dovuto, come detto precedentemente, sicuramente all’innovazione tecnologica che ha portato anche ad un nuovo rapporto con il cliente. Un cliente che oggi è sicuramente più consapevole e più informato rispetto a qualche anno fa.
Sempre più studi professionali chiudono, altri si aggregano. Ritieni che sia sufficiente unire le forze per competere nel mercato odierno o è necessario adottare anche altre soluzioni?
L’aggregazione è un buon modo per rafforzare la propria presenza sul territorio e raggiungere, in questo modo, un ampio ventaglio di clienti. Credo, tuttavia, che la forza principale per competere sia la qualità di ciò che viene offerto insieme alla diversificazione dei servizi.
Qual è, secondo te, il valore aggiunto di M&W rispetto agli altri competitors e cosa vuol dire per te far parte di questo Studio?
Rispetto agli altri competitors M&W offre una diversificazione dei servizi invidiabile ed una buona qualità degli stessi e naturalmente la competenza delle persone che lavorano in M&W.
Credo che all’esterno questo si veda e si percepisca, di conseguenza il cliente si sente rassicurato dalla presenza di collaboratori disponibili e competenti. Far parte di questo Studio mi ha consentito di crescere professionalmente e di affrontare nuove sfide lavorative.
Intervista a cura di Rebecca Molinari
Come difendersi dalle frodi BEC (Business E-mail Compromise)
L’ uso sempre più diffuso di strumenti per il lavoro digitale rappresenta una grande opportunità per lavoratori e aziende, ma anche una potenziale fonte di rischi.
Se il phishing è una tipologia di attacco ormai nota, che bisogna contrastare quasi quotidianamente, esiste un’altra tipologia molto insidiosa che prende di mira soprattutto le imprese: le frodi BEC, acronimo anglosassone di Business E-mail Compromise.
Cosa sono le frodi BEC
Tramite un attacco BEC, un cybercriminale intende ottenere l’accesso alla casella e-mail della vittima designata. Lo scopo è quello di individuare dati utili a commettere una frode oppure un ricatto. Gli account e-mail maggiormente presi di mira per questo genere di attività sono in larga misura quelli aziendali. Tuttavia, possono essere colpiti anche quelli personali.
Un esempio di frode BEC è il seguente:
- Un hacker individua un manager aziendale come obiettivo;
- Successivamente inizia l’attacco alla sua casella e-mail utilizzando varie tecniche, finché non riesce ad accedere;
- Una volta ottenuto l’accesso, analizzando l’archivio delle e-mail inviate e ricevute (attività che può durare giorni, settimane o anche mesi) individua il nome di un cliente abituale della ditta e la copia di una fattura a lui emessa;
- A quel punto, il criminale invia un messaggio direttamente dalla casella e-mail del manager verso l’indirizzo e-mail del cliente.
Perché?
Per richiedere il pagamento della fattura tramite bonifico.
Specificando, in tutto ciò, false coordinate bancarie, cioè non appartenenti alla ditta che ha emesso la fattura. Il messaggio viene poi prontamente cancellato subito dopo l’invio per non lasciare tracce. In questo modo il manager è totalmente inconsapevole di ciò che sta avvenendo.
Come proteggersi dagli attacchi BEC e difendersi dalle frodi
- Il fattore umano è fondamentale. La formazione dei dipendenti a tutti i livelli è indispensabile, affinché imparino a riconoscere quelle tecniche che spesso sono usate per compromettere le e-mail. A volte anche segnali impercettibili possono aiutare ad individuare le frodi. Ad esempio, il testo di una e-mail scritta in un italiano non perfettamente corretto;
- Sviluppare solide policy aziendali da seguire per adempiere ai pagamenti. Diffidare sempre dei dati riportati nelle e-mail ricevute;
- Evitare per quanto possibile la pubblicazione sul proprio sito web di indirizzi e-mail personali. Questa pratica può esporre ai cybercriminali due informazioni importanti:
1) chi è il manager dell’azienda;
2) l’indirizzo e-mail del manager, che è quasi sicuramente anche la prima “chiave di accesso” alla casella e-mail (la seconda è la password). - Utilizzare password “forti” e servizi e-mail moderni. Come password da utilizzare per la propria casella e-mail evitare dati personali (ad esempio data di nascita, nome, cognome o il nickname usato sui social). È preferibile utilizzare servizi sui quali si possa attivare la doppia autenticazione tramite smartphone per l’accesso alla web mail. Ad esempio Microsoft 365 e Gmail.
- Utilizzare la crittografia per collegarsi ai mail server. Controllare che per l’invio e ricezione delle e-mail venga utilizzata la crittografia SSL, senza la quale si potrebbe subire il furto della password.
- Dotarsi di strumenti antispam (posta indesiderata) efficaci. Un filtraggio efficace delle e-mail in arrivo può aiutare ad individuare e-mail sospette. Solitamente questi tipi di strumenti vengono offerti direttamente dal fornitore del servizio e-mail oppure da un antivirus o un firewall aziendale.
- Aggiornare costantemente le tecnologie impiegate in tema di cybersecurity, sia in ambiente aziendale ma anche personale. Mai sottovalutare la potenziale vulnerabilità di tablet e smartphone. Questi strumenti personali per antonomasia potrebbero sfuggire ai controlli di protezione aziendali.
A cura di Loris Barbi
M&W Professionista- Andrea Bergonzoni
Qual è stato il tuo percorso di studi e come sei entrato a far parte di M&W?
Ho studiato Economia e Finanza all’università di Modena ed è stato proprio durante il tirocinio curricolare al terzo anno che sono entrato in contatto con lo Studio M&W. Dopo il conseguimento della laurea triennale ho proseguito gli studi frequentando la magistrale in “Analisi e consulenza alla gestione finanziaria”, sempre presso l’università di Modena. Durante questi due anni ho continuato a collaborare con lo Studio svolgendo occasionalmente analisi di bilancio e nel periodo estivo, lavorando part- time, mi occupavo delle dichiarazioni dei redditi. Una volta completati gli esami curricolari, rimasta solo la tesi da redigere e da discutere al fine di conseguire la laurea magistrale, ho cominciato a lavorare full-time per M&W.
Di cosa ti occupi all’interno dello Studio?
Mi occupo principalmente di:
- analisi di bilancio;
- operazioni straordinarie;
- controllo di gestione;
- adeguati assetti organizzativi.
In qualità di consulente aziendale, quali sono secondo te le prossime sfide che devono affrontare le imprese per sopravvivere nel mercato odierno?
In un contesto in continuo e rapido mutamento come quello che stiamo osservando negli ultimi anni gli imprenditori/amministratori devono decidere con intuito, conoscenza e coscienza. Per fare questo devono dotarsi di tutti quegli strumenti di controllo interno e di gestione dei rischi aziendali, prestando attenzione anche alle tematiche ESG (Enviromental, Social and Governance) sempre più importanti nei processi degli istituti di credito di valutazione del merito creditizio.
In un contesto lavorativo in continuo cambiamento cosa deve o dovrebbe fare, invece, uno studio professionale per non essere escluso?
Penso che la visione degli studi professionali debba spostarsi dal mero espletamento di quelli che sono gli adempimenti fiscali-tributari, verso nuovi servizi andando così a ricoprire un ruolo attivo nella consulenza alle imprese.
A tuo avviso, nei prossimi anni, come cambierà la figura del commercialista? O per meglio dire, esisterà ancora la classica figura del commercialista o si sta profilando via, via una nuova figura professionale con competenze più specializzate?
Ritengo che in un futuro molto prossimo la figura classica del commercialista che sa tutto riguardo a qualsiasi ambito (fiscale, tributario, giuslavoristico ecc.) andrà a scomparire, lasciando invece spazio a figure professionali sempre più specializzate in una o comunque poche tematiche specifiche.
Qual è, a tuo avviso, il valore aggiunto di M&W rispetto agli altri competitors?
A mio avviso il valore aggiunto di M&W è la capacità, derivante da un assetto organizzativo ben sviluppato e di professionisti competenti, di ricoprire un ruolo attivo nella pianificazione e nel raggiungimento degli obiettivi strategici dei propri clienti.
Cosa rappresenta per te M&W?
Prima di tutto, per me M&W è un luogo di lavoro che mette al primo posto lo sviluppo professionale dei propri collaboratori/dipendenti attraverso l’offerta di formazione continua e, in secondo luogo, un ambiente di lavoro ricco di stimoli.
Uno Studio nel quale mettere a frutto le mie competenze al servizio delle imprese del territorio e non solo.
Intervista a cura di Rebecca Molinari
Coaching II incontro- leadership e lavorare in team
Mercoledì 19 aprile, si è tenuto il secondo incontro sul coaching con Mario Alberto Catarazzo di My Place Communications. Nello specifico abbiamo parlato di leadership e di come rafforzare e gestire la collaborazione all’interno dei team.
In continuo cambiamento
Ormai è risaputo e l’abbiamo ribadito già diverse volte, siamo in una fase storica in cui il cambiamento è all’ordine del giorno e investe diversi aspetti della vita lavorativa e no.
In questo contesto che muta alla velocità della luce le possibilità sono due: l’immobilità oppure l’azione.
Inutile dire che l’immobilità implica, inevitabilmente, una situazione di “precaria sopravvivenza”. L’azione, invece, comporta porsi degli obiettivi, capire cosa fare, come fare, adattarsi e reagire di conseguenza.
Ma ogni novità, a prescindere dal contesto, deve essere introdotta per gradi. Ogni cambiamento deve essere sostenibile e deve essere portato avanti con costanza.
Passo dopo passo
Noi di M&W questo lo sappiamo bene. La crescita dimensionale che ci ha visto protagonisti negli ultimi anni ci ha fatto comprendere quanto sia importante definire delle procedure che possano portare ad un graduale cambiamento. Cambiamento caratterizzato da diverse fasi e da un processo di onboarding che prevede diversi step:
- Mentoring: il metor, in questo caso il professionista con esperienza, insegna al nuovo arrivato a fare le cose;
- Tutoring: il nuovo arrivato inizia a svolgere le proprie mansioni con la supervisione del tutor;
- Delega: a spot si assegnano i primi compiti al nuovo arrivato che dovrà svolgere in autonomia;
- Fase vera e propria di autonomia.
Tuttavia, oggi più che mai, non è solo importante formare le persone ma anche trattenere i talenti e rendersi, come Studio o come azienda, attrattivi. A tal proposito si è parlato di:
- Talent redention: cioè le strategie che mirano a trattenere i talenti. Creare le migliori condizioni formative, un buon clima interno, far sentire le persone parte di un progetto;
- Talent attraction: l’insieme dei meccanismi che rendono uno Studio o un’azienda attrattiva. Creare quindi un brand che possa avere appeal sui futuri professionisti e non solo;
- Talent extraction: creare le reali condizioni per far emergere i talenti delle persone.
Miglioramento continuo
Il cambiamento, però, non può derivare da dei punti di crisi, da una fase di stallo, ma deve essere:
sostenibile, organizzato per step e continuo.
Le aziende, così come gli Studi professionali, infatti, sono come organismi viventi e chi sopravvive, come diceva Charles Darwin, non è il più forte ma quello che sa adattarsi al meglio ai cambiamenti che lo circondano.
Come detto in precedenza, però, le persone per remare verso il cambiamento ed esserne parte devono essere coinvolte in un progetto, motivate, guidate. Ecco perché abbiamo parlato della leadership e del ruolo che i leader, nel caso del nostro Studio i capi team, hanno all’interno delle dinamiche lavorative.
Il leader è colui che guida, che dà un orientamento, che porta motivazione, semplifica le cose, coinvolge e ascolta. Il leader non impone. La leadership, infatti, si basa su un rapporto orizzontale e non verticale, sulla capacità di responsabilizzare le persone e non sottometterle.
Non abbiamo il controllo sulle persone, ma possiamo influenzarle positivamente, renderle parte di un progetto, farle sentire protagoniste di qualcosa che riguarda anche e soprattutto loro.
Siamo un progetto in evoluzione....
Questi incontri di formazione ci permettono di comprendere non solo quali tecniche adottare, cosa migliorare e come, ma ci permettono anche di ribadire ancora una volta ai nostri collaboratori e ai nostri clienti che M&W è un progetto in evoluzione. Verso il miglioramento continuo per noi professionisti e anche, e soprattutto, per voi clienti.
A cura di Rebecca Molinari
Parità di genere: M&W verso la certificazione
Avviato il percorso dalla valorizzazione alla certificazione, in linea con la normativa e gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030
Cos'è la certificazione della parità di genere
La certificazione della parità di genere mira ad attestare l’efficacia delle politiche e delle misure organizzative adottate dal datore di lavoro, al fine di ridurre il divario di genere in relazione alle opportunità di carriera, ai livelli retributivi a parità di mansione, alle politiche per la gestione delle differenze di genere e alla tutela della maternità.
Per realizzare un vero cambiamento di paradigma è necessario che i principi di parità di genere e di rispetto delle diversità siano integrati negli obiettivi aziendali ed è quindi necessario per le organizzazioni dotarsi di adeguati strumenti grazie ai quali porre l’attenzione e fissare precisi obiettivi per ogni fase lavorativa all’interno delle organizzazioni, misurare in modo chiaro e standardizzato i progressi realizzati, certificare i risultati raggiunti seguendo processi qualificati e trasparenti.
Com'è strutturato
La certificazione per la parità di genere è frutto della collaborazione e del lavoro svolto con il Tavolo di lavoro sulla certificazione di genere delle imprese previsto dal Pnrr Missione 5, come suggerito anche nella UNI ISO 30415 e dalla UNI/PDR 125:2022. E’ fondamentale l’efficacia delle azioni intraprese dall’organizzazione al fine di creare un ambiente di lavoro inclusivo delle diversità che sostengano la parità di genere.
La norma individua 6 aree di indicatori:
- Cultura e strategia (5.2);
- Governance (5.3);
- Processi HR (5.4);
- Opportunità di crescita in azienda neutrali per genere (5.5);
- Equità remunerativa per genere (5.6);
- Tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro (5.7).
Lo sviluppo di un ambiente di lavoro inclusivo richiede, infatti, un impegno costante ed un contributo di tutta l’organizzazione in termini di politiche, processi, pratiche organizzative e comportamenti consci e inconsci delle singole persone.
Per ogni impresa diviene fondamentale tutelare le pari opportunità, misurandone gli stati di avanzamento e i risultati attraverso la predisposizione di specifici KPI (indicatori di performance) che insistono nelle 6 aree tematiche: cultura e strategia, governance, processi HR, opportunità di crescita ed inclusione delle donne in azienda, equità remunerativa per genere, tutela della genitorialità, conciliazione vita-lavoro.
Vantaggi principali
- Sgravio contributivo fino a 50mila euro all’anno, alle aziende in possesso della certificazione;
- Un punteggio premiale per la concessione di aiuti di stato e/o finanziamenti pubblici in genere;
- Nei bandi di gara per l’acquisizione di servizi e forniture, il possesso di una certificazione determinerà un miglior posizionamento in graduatoria.
Come ottenere la certificazione
- Svolgimento di un audit di Certificazione;
- Delibera di certificazione;
- Verifiche annuali di mantenimento.
Sul piano prettamente culturale il nostro Paese ha ancora molta strada da fare, ma la certificazione della parità di genere sarà una delle occasioni utili a “orientare” cambiamenti di natura organizzativa del lavoro che stentano ancora a farsi strada.
M&W, per consentire alle imprese di approcciare a questa opportunità, può fornire sostegno e assistenza al fine di favorire il processo di certificazione attraverso gli enti accreditati di certificazione abilitati all’emissione del certificato rispetto alla norma UNI/PdR 125:2022.
A cura di Simone Vincenzi
Adeguati assetti organizzativi
Con l’introduzione del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, il nostro Legislatore ha introdotto dopo varie proroghe un impianto normativo per sostituire la legge fallimentare e agire sulle crisi aziendali in un’ottica preventiva, attraverso adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili.
Il provvedimento poggia sulla necessità (introdotta nel secondo comma dell’articolo 2086 c.c.) di istituire, in capo all’imprenditore che operi in forma societaria o collettiva,
“un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita di continuità aziendale”.
Cosa sono gli adeguati assetti organizzativi?
Gli adeguati assetti organizzativi sono tutti quegli strumenti che permettono all’imprenditore di rilevare eventuali squilibri di carattere patrimoniale o economico-finanziario e di verificare la sostenibilità dei debiti e la prospettiva di continuità aziendale almeno per i dodici mesi successivi.
Quando un’azienda richiede una nostra consulenza in materia di adeguati assetti organizzativi, le principali mancanze che noi consulenti di M&W riscontriamo sono di tipo:
Organizzativo
- Organigramma non aggiornato e in difetto rispetto ai suoi elementi essenziali;
- Assenza di mansionario;
- Inadeguatezza della struttura organizzativa e concentrazione in capo a una o poche risorse umane delle informazioni vitali per l’ordinaria gestione dell’impresa;
- Assenza di un sistema di gestione e monitoraggio dei principali rischi aziendali.
Amministrativo
- Mancanza di un budget di tesoreria;
- Mancanza di strumenti di natura previsionale;
- Mancanza di una situazione finanziaria settimanale/mensile;
- Assenza di strumenti di reporting;
- Mancanza di un piano industriale.
Contabile
- La contabilità generale deve consentire di rispettare i termini per la formazione del progetto di bilancio e garantire l’informativa a chi deve prendere decisioni;
- Assenza di una procedura formalizzata di gestione e monitoraggio dei crediti da incassare;
- Mancata redazione del rendiconto finanziario.
A ciascuno il suo assetto organizzativo
L’adeguamento degli opportuni assetti, con la creazione all’interno dell’azienda di una specifica funzione dedicata al controllo, porterebbe però le microimprese ad aggravi organizzativi e di costo, che potrebbero pregiudicarne sia la redditività sia la velocità ed elasticità della gestione (intesa come la capacità di adeguarsi ai cambiamenti imposti dal mercato) che rappresentano il principale punto di forza di queste imprese rispetto alle grandi imprese.
Ciò significa che gli adeguati assetti organizzativi non sono applicabili a tutte le imprese in maniera uguale. Infatti, una piccola impresa non necessità degli assetti di una grande impresa. Può esserci differenza anche tra imprese delle stesse dimensioni, ma con strutture organizzative diverse. Pertanto ogni assetto organizzativo è, in un certo senso, “sartoriale”
Che servizio possono fornire i consulenti M&W?
Il servizio fornito dai noi consulenti di M&W si focalizza quindi sulla comprensione e l’analisi dei processi aziendali e dei flussi di informazione con lo scopo di individuare e sviluppare quelli che sono gli strumenti più adatti per l’impresa, in relazione alle strategie che l’imprenditore ha sulla conduzione della propria azienda.
Nella pratica come procediamo (clicca sull’immagine per ingrandire):
A cura di Andrea Bergonzoni


















