Contributo a fondo perduto per sistemi di sicurezza
Il Fondo è rivolto alle piccole imprese, iscritte alla camera di commercio di Modena, che intendono dotarsi di sistemi di sicurezza per affrontare il problema della microcriminalità.
Sono ammissibili al contributo sul Fondo di Sicurezza le spese di acquisto e di installazione dei seguenti sistemi di sicurezza:
a) sistemi di videoallarme antirapina conformi ai requisiti previsti dal Protocollo d’Intesa del 14/07/2009, rinnovato il 12 novembre 2013 e il 12/12/2019, collegati in video alla Questura e ai Carabinieri;
b) sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso, sistemi antintrusione con allarme acustico e nebbiogeni;
c) sistemi passivi: casseforti, porte e serrande blindate, antitaccheggio, inferriate, vetri antisfondamento, dispositivi di illuminazione notturna interni ed esterni installati allo scopo di consentire la vista dell’interno dei locali aziendali e quindi anche la presenza di eventuali intrusi, sistemi integrati di verifica, contabilizzazione e stoccaggio del denaro;
d) contratti stipulati con Istituti di vigilanza per la sorveglianza dei locali aziendali (sono ammessi i canoni del servizio a partire dal 1 luglio 2023). Spese di ripristino per danni subiti a seguito di atti vandalici a vetrine, saracinesche, porte di accesso ai locali aziendali, registratori di cassa, impianti antirapina, di videosorveglianza, nebbiogeni o antintrusione preesistenti.
Il contributo copre fino al 50% delle spese per un massimo di 3.000,00 € per i sistemi di tipologia a) e fino ad un massimo di 1.200,00 € per i sistemi di tipologia b) – c – d).
Nel caso di impianti realizzati in comuni non aderenti, il contributo copre il 40% delle spese ammissibili, fino ad un massimo di 2.400,00 € per i sistemi di tipologia a) e fino ad un massimo di 960,00 € per i sistemi di tipologia b) – c) – d).
L’intervento è retroattivo per spese sostenute a partire dal 1° luglio 2023. Le risorse camerali a disposizione dell’intervento sono pari ad € 50.000,00.
L’agevolazione è concessa in base al regime “de minimis” e non è cumulabile con altri interventi agevolativi.
Chi può accedere al contributo?
Il contributo verrà assegnato:
- con priorità agli impianti di tipologia a) impianti di videoallarme antirapina collegati in video alle Forze dell’Ordine, in subordine alle imprese giovanili e femminili con domande relative alle tipologie b) e c);
- infine, alle altre domande relative alle tipologie b) e c) relative ad imprese con attività in posto fisso e aperte al pubblico.
Fatti salvi i suddetti criteri di priorità, in caso di risorse residue, verranno finanziate anche le domande relative ad imprese non aperte al pubblico, secondo l’ordine cronologico di arrivo delle pratiche telematiche.
Possono presentare domanda solo le imprese che non hanno ottenuto almeno una volta, per qualsiasi tipologia di impianto, il contributo Fondo Sicurezza nelle tre annualità precedenti (2021-2022-2023) in riferimento alla stessa localizzazione.
I soggetti beneficiari devono possedere tutti i requisiti previsti dal bando al momento della presentazione della domanda e mantenerli fino al momento della liquidazione, pena la revoca del contributo.
Cosa fare prima dell'invio della domanda?
Prima dell’invio della domanda si invita a condurre le opportune verifiche:
- di regolarità del pagamento del diritto annuale presso il competente ufficio Diritto Annuale: email diritto.annuale@mo.camcom.it;
- di regolarità del DURC – Documento unico di regolarità contributiva.
Quando presentare la richiesta di contributo?
Le domande potranno essere presentate dalle ore 10:00 di lunedì 18 marzo 2024 fino alle ore 20:00 di giovedì 28 marzo 2024 esclusivamente in modalità telematica, con firma digitale del legale rappresentante dell’impresa.
Tuttavia, vista la limitatezza dei fondi, si suggerisce di presentare la domanda immediatamente il giorno di apertura.
La domanda dovrà essere composta, a pena di esclusione, da:
- il modulo base telematico;
- la domanda redatta secondo il modello predisposto, pubblicato tra gli allegati, regolarmente compilato (scegliere quello corrispondente al sistema di sicurezza che si intende acquistare);
- i preventivi di spesa o le fatture già emesse con data non antecedente il 18/09/2023;
- solo per le imprese agricole aperte al pubblico rientranti nei codici Ateco elencati all’art. 2, la SCIA inviata al Comune per denunciare la vendita diretta.
Lo Studio M&W rimane a disposizione per necessaria assistenza.
A cura di Simone Vincenzi
Bonus pubblicità 2024
A partire dal 1° marzo e fino al 31 marzo 2024 imprese, professionisti ed enti non commerciali possono prenotare il bonus pubblicità per gli investimenti effettuati e/o da effettuare nel 2024.
La comunicazione deve essere inviata tramite lo specifico servizio disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate, direttamente da parte dei soggetti interessati o avvalendosi di intermediari abilitati alla trasmissione delle dichiarazioni.
Chi può richiedere il bonus e per quali investimenti
Le comunicazioni di accesso al credito d’imposta possono essere presentate dai titolari dei redditi d’impresa o lavoro autonomo e dagli enti non commerciali, per gli investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, registrati presso il Tribunale ovvero presso il ROC e dotati del Direttore responsabile.
Per beneficiare dell’agevolazione è necessario che l’ammontare complessivo degli investimenti pubblicitari realizzati nel 2024 superi almeno dell’1% l’importo degli analoghi investimenti effettuati nel 2023.
Per effetto di tale condizione, non possono richiedere il credito di imposta i soggetti che:
- nel 2024 registrano un incremento degli investimenti pubblicitari inferiore all’1% rispetto a quelli effettuati nel 2023;
- nel 2024 registrano un decremento degli investimenti agevolabili rispetto a quelli effettuati nel 2023;
- iniziano la loro attività nel corso dell’anno 2024.
A quanto ammonta il credito di imposta
Il credito di imposta è riconosciuto nella misura del 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati.
Nel caso in cui l’ammontare complessivo dei crediti richiesti con le domande superi l’ammontare delle risorse stanziate, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria provvederà ad una ripartizione percentuale delle risorse tra tutti i richiedenti aventi diritto.
L’ammontare del credito d’imposta effettivamente fruibile da ciascun richiedente sarà stabilito con provvedimento del Dipartimento stesso, che lo pubblicherà sul proprio sito istituzionale.
Come presentare la domanda
Come detto precedentemente, la comunicazione per l’accesso al credito d’imposta riferito agli investimenti effettuati o da effettuare nel 2024 deve essere presentata dal 1° al 31 marzo 2024 tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate, attraverso l’apposita procedura disponibile nella sezione dell’area riservata “Servizi per” alla voce “Comunicare”, accessibile previa autenticazione con Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o Carta d’Identità Elettronica (CIE).
L’invio può essere fatto direttamente dai soggetti interessati oppure avvalendosi di intermediari abilitati alla trasmissione delle dichiarazioni.
Il nostro Studio è a disposizione per la trasmissione delle domande.
A cura di Simone Vincenzi
Bonus export digitale plus per le imprese manifatturiere
Il programma “Bonus Export Digitale Plus”, gestito da Invitalia su impulso del Ministero degli Affari Esteri e dell’agenzia ICE, si pone l’obiettivo di rafforzare la presenza internazionale delle micro e piccole imprese manifatturiere italiane. Questa iniziativa mira a facilitare l’ingresso e l’espansione delle aziende sui mercati esteri, grazie al sostegno per l’acquisizione di soluzioni digitali avanzate per l’export.
Chi sono i soggetti beneficiari?
Micro e Piccole imprese manifatturiere in possesso dei seguenti requisiti:
- hanno meno di 50 dipendenti e fatturato annuo o totale di bilancio non superiore a euro 10.000.000;
- hanno avviato, da almeno un anno, la fatturazione di prodotti commerciali;
- hanno sede legale o sede operativa e stabilimento produttivo in Italia;
- operano nel settore manifatturiero, codice ATECO primario C;
- sono in stato di attività e risultano iscritte al Registro delle Imprese;
- non sono sottoposte a procedura concorsuale e non si trovano in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, o in qualsiasi altra situazione equivalente ai sensi della normativa vigente;
- sono iscritte presso INPS o INAIL e hanno una posizione contributiva regolare;
- non hanno ricevuto né richiesto, per le spese oggetto del contributo, altri contributi pubblici;
- non sono destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
- non risultano iscritte nell’elenco dei Fornitori di soluzioni digitali.
Vuoi sapere quali sono i progetti ammissibili?
Sono ammissibili esclusivamente titoli di spesa in formato elettronico emessi, in data successiva alla presentazione della domanda di contributo, da fornitori inseriti nell’elenco.
Quando presentare la domanda?
Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 10.00 del giorno 13 febbraio 2024 fino alle ore 10.00 del giorno 12 aprile 2024 esclusivamente a mezzo della piattaforma informatica messa a disposizione sul sito internet di Invitalia sezione “Bonus Export Digitale Plus”.
A seguito della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni, all’impresa richiedente viene comunicato il Codice unico di progetto (CUP), che deve essere riportato su ciascun giustificativo di spesa e titolo di pagamento connessi al programma di investimento agevolato.
La procedura di valutazione è a sportello.
Invitalia, tenuto conto delle risorse disponibili, può chiudere lo sportello per la presentazione delle domande in anticipo rispetto al termine ultimo.
Solo in fase di richiesta di erogazione di contributi l’impresa dovrà fornire:
- Fatture, esclusivamente in formato elettronico, relative alle spese sostenute;
- Copia dell’estratto del conto corrente dal quale sia possibile riscontrare l’evidenza dei pagamenti;
- Contabili di pagamento;
- Relazione sulle spese sostenute e sui risultati raggiunti nell’ambito dell’internazionalizzazione d’impresa per mezzo del contributo concesso da Invitalia.
A quanto ammonta l'agevolazione bando export digitale plus
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto così delineato:
- Alle pmi per un importo pari a euro 10.000, a fronte di spese ammesse di importo non inferiore, al netto dell’IVA, ad euro 12.500. Non sono erogabili contributi a fronte di spese ammesse inferiori a euro 12.500;
- Alle reti soggetto e ai consorzi, costituiti da almeno cinque imprese, per un importo pari a euro 22.500, a fronte di spese ammesse di importo non inferiore, al netto dell’IVA, ad euro 25.000. Non sono erogabili contributi a fronte di spese ammesse inferiori a euro 25.000.
Per le imprese dei comuni di Emilia-Romagna, Marche e Toscana alluvionati – maggio 2023- è prevista una riserva pari a 3 milioni di euro.
Per le imprese dei territori della Toscana a partire dal 2 Novembre 2023, è stato predisposto un ulteriore fondo dedicato di 1,5 milioni di euro.
Cumulabilità
Applicazione del Regolamento de Minimis. Divieto di cumulo sulle stesse spese oggetto di agevolazione.
Fornitori bando export digitale plus
I fornitori abilitati sono quelli inseriti all’interno dell’elenco dei fornitori di soluzioni digitali per l’export istituito ai sensi dell’Autorizzazione del Direttore Generale n. 20/21. Devono, inoltre, versare in una condizione di terzietà rispetto all’impresa beneficiaria.
Chi può presentare domanda di iscrizione all'elenco dei fornitori?
Possono presentare domanda di iscrizione all’elenco le imprese che, alla data di presentazione della domanda, siano in possesso dei seguenti requisiti:
- Sono costituite in forma societaria;
- Sono iscritte al Registro delle Imprese e sono in stato di attività;
- Non sono in stato di scioglimento o liquidazione e non sono sottoposte a procedure concorsuali diverse dal concordato preventivo con continuità e ad accordi di ristrutturazione del debito;
- Hanno sede legale o operativa nell’Unione Europea;
- Hanno realizzato nei tre anni precedenti alla data di presentazione della domanda servizi o prestazioni relativi ad una o più delle spese ammissibili per un ammontare pari ad almeno 200.000 euro;
- Svolgono un’attività coerente con le finalità del Bando, come riscontrabile dall’oggetto sociale previsto da statuto o atto costitutivo;
- Sono operatori economici ammessi ai sensi dell’art. 45 del decreto-legislativo n. 50/2016 non ricadenti nelle cause di esclusione previste dall’art. 80 del decreto-legislativo n. 50/2016.
Quando presentare la domanda di iscrizione all'elenco
Le domande per l’iscrizione all’elenco dovranno essere inviate esclusivamente tramite la piattaforma informatica dedicata disponibile nell’apposita area riservata dalle ore 10:00 del 13 febbraio 2024 alle ore 17:00 del 30 settembre 2024.
La domanda di iscrizione all’elenco è riservata al rappresentante legale della società fornitrice come risultante dal Registro delle Imprese.
È possibile presentare un’unica richiesta di iscrizione all’elenco.
Lo Studio rimane a disposizione per eventualità attività di supporto e orientamento.
A cura di Simone Vincenzi
Contributi a fondo perduto: sostegno eccellenze gastronomia e agroalimentare
La misura agevolativa, gestita da Invitalia, vuole sostenere le imprese di eccellenza nei settori ristorazione, pasticceria e gelateria. I contributi favoriscono gli investimenti per l’acquisto di macchinari professionali e di altri beni strumentali durevoli.
Si tratta di un contributo a fondo perduto fino al 70% delle spese ammissibili e comunque nel limite di 30 mila euro per singola impresa.
Chi sono i soggetti beneficiari
A. Imprese con Codice Ateco 56.10.11 “Ristorazione con somministrazione“;
B. Imprese con Codice Ateco 56.10.30 “Gelaterie e pasticcerie” e 71.20 “Produzione di pasticceria fresca” in possesso dei seguenti requisiti:
- regolarmente costituite e attive al R.I da almeno 10 anni decorrenti dal 30/08/2022 oppure, in alternativa, aver acquistato nei 12 mesi antecedenti il 30/8/2022:
- Prodotti certificati DOP, IGP, SQNPI, SQNZ e prodotti biologici per almeno il 25% del totale dei prodotti alimentari acquistati nello stesso periodo (per le imprese di cui alla lettera A);
- Prodotti certificati DOP, IGP, SQNPI e prodotti biologici per almeno il 5% del totale dei prodotti alimentari acquistati nello stesso periodo (per le imprese di cui alla lettera B);
- In regola con il DURC e gli adempimenti fiscali;
- Non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedura concorsuale o a qualsiasi altra situazione equivalente.
Progetti ammissibili
Come detto precedentemente, l’obiettivo di questo contributo è quello di sostenere le imprese di eccellenza della ristorazione e della pasticceria e, allo stesso tempo, valorizzare il patrimonio agroalimentare ed enogastronomico italiano.
A tal fine, sono ammissibili le spese sostenute dopo la presentazione della domanda e relative all’acquisto di macchinari professionali e di beni strumentali utili all’attività dell’impresa, nuovi di fabbrica, organici e funzionali. Inoltre, devono essere acquistati alle normali condizioni di mercato da terzi che non hanno relazioni con l’impresa beneficiaria.
Infine, i beni devono essere mantenuti nello stato patrimoniale dell’impresa per almeno tre anni dalla data di concessione del contributo.
Non sono ammesse spere per:
- Componenti, pezzi di ricambio o parti di macchinari/impianti/attrezzature che non soddisfano il requisito dell’autonomia funzionale;
- Terreni, fabbricati, opere murarie;
- Mezzi targati;
- Beni usati o rigenerati;
- Macchinari, impianti, attrezzature e software acquistati con permute, tramite compensazione delle spese e soggetti a sconti o abbuoni.
Cumulabilità
I contributi sono concessi nell’ambito del regolamento de minimis. Le agevolazioni non sono cumulabili con altre agevolazioni pubbliche concesse per le medesime spese.
Come procedere con la presentazione della domanda
Le domande di agevolazione devono essere presentate esclusivamente a mezzo della piattaforma informatica messa a disposizione sul sito internet del Soggetto gestore (www.invitalia.it) a partire dalle ore 10.00 del 01/03/2024 e fino alle ore 10.00 del 30/04/2024.
Per accedere alla piattaforma informatica è necessario essere in possesso di:
- Un’identità digitale (SPID, Carta nazionale dei servizi, Carta di identità elettronica);
- accedere all’area riservata per compilare online la domanda;
- disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).
Trattasi di una procedura a sportello (ad esaurimento fondi).
A cura di Simone Vincenzi
Piano di transizione 5.0: contributi fino al 45%
È prevista nel primo trimestre del 2024 l’emanazione del Decreto legge Transizione 5.0 da 6,3 miliardi di euro per il biennio 2024-25.
Cosa prevede il nuovo programma
Il nuovo programma sarà complementare al piano 4.0 e finanzierà 3 tipi di attività:
- investimenti in beni strumentali 4.0 inseriti in progetti di efficientamento energetico;
- sistemi per l’autoproduzione e l’autoconsumo da fonti rinnovabili a esclusione delle biomasse;
- formazione del personale in competenze per la transizione verde.
Il contributo, sotto forma di credito di imposta, è incrementale e parametrato al livello di risparmio energetico ottenuto dall’impresa con l’investimento agevolato: maggiore è l’efficientamento energetico, maggiore è il contributo.
Per quanto riguarda gli investimenti in beni strumentali, l’aliquota massima raggiungibile dovrebbe essere fissata al 40% (inclusa la parte già esistente del 20%) con un’agevolazione, dunque, aggiuntiva del 20% e con ulteriori due aliquote inferiori.
Diverso dovrebbe essere il sistema per quanto concerne le linee dedicate all’autoproduzione, all’autoconsumo e alla formazione per le quali si attende l’emanazione del decreto per conoscere aliquote e caratteristiche degli investimenti.
Una parte dei fondi è destinata alla creazione di un portale volto a certificare la riduzione dei consumi mediante una doppia certificazione:
- una prima di effettuare l’investimento;
- e una a investimento effettuato.
Questa prima attività dovrebbe consentire di prenotare l’incentivo.
La certificazione ex-post, invece, dovrebbe essere quella che attesta l’effettivo conseguimento dei risultati previsti e che dà quindi effettivamente titolo alla fruizione dell’incentivo.
Maggiori dettagli sulle caratteristiche del soggetto certificatore e i contenuti e modalità della certificazione verranno meglio chiariti con la pubblicazione del Decreto Legge.
Validità del contributo e entità
Il contributo 5.0 ha validità per gli investimenti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2025. Credito d’imposta diretto fino al 45% in un’unica soluzione.
Quali sono gli investimenti ammessi
-
INVESTIMENTI MATERIALI E IMMATERIALI 5.0
Acquisto di Beni Strumentali 4.0, materiali e immateriali (Allegati A e B della L.232/2016), che apportino anche un miglioramento all’efficienza energetica e un risparmio nei consumi dell’azienda preinvestimento, con 2 scaglioni:
riduzione di almeno il 3% dei consumi finali dell’energia dell’impresa oppure riduzione di almeno il 5% dei consumi di un determinato specifico processo.
Per essere ammessi gli investimenti devono ottenere una Certificazione “ex ante” da un valutatore accreditato che attesti la conformità del progetto ai criteri relativi alla riduzione del consumo totale di energia. Inoltre, una Certificazione “ex post” dovrà attestare l’effettiva realizzazione degli investimenti e relativo efficientamento in conformità con quanto riportato “ex ante”.
-
FORMAZIONE 5.0
Spese sostenute per formare il personale nell’acquisizione delle competenze necessarie per la transizione verde e digitale delle imprese, oltre all’utilizzo dei beni strumentali di cui sopra (max 10% del valore totale del progetto) e fino a 300.000 euro.
-
FOTOVOLTAICO 5.0
Acquisto di beni ed impianti di autoproduzione/autoconsumo di energia da fonti rinnovabili (ad esclusione delle biomasse).
Le imprese che non raggiungeranno gli obiettivi di efficienza energetica 5.0 ma che acquisteranno beni 4.0 potranno comunque continuare a beneficiare, in presenza di tutti i requisiti, degli attuali incentivi del piano Transizione 4.0 con aliquote più basse.
Lo Studio M&W rimane a disposizione per eventuali approfondimenti ricordando che sarà possibile conoscere le esatte modalità della misura al momento della pubblicazione dei regolamenti attuativi.
A cura di Simone Vincenzi
Microcredito 2024
L’intervento del Fondo, mediante la concessione di una garanzia pubblica sulle operazioni di microcredito (finanziamenti agevolati), ha lo scopo di sostenere l’avvio e lo sviluppo delle piccole imprese favorendone l’accesso alle fonti finanziarie.
Microcredito 2024 novità principali
- L’importo massimo del finanziamento sale dai precedenti 40.000,00 € agli attuali 75.000,00 oppure 100.000,00 € se destinati a srl ordinarie. In entrambi i casi il Fondo di garanzia per le PMI non potrà superare la copertura dell’80% del rischio di credito per importi fino a 50.000,00 €, mentre per importi superiori la garanzia non potrà eccedere il limite del 60%;
- Le società a responsabilità limitata (S.R.L.) diventano soggetti eleggibili al microcredito. In questo caso per le banche sarà possibile richiedere anche garanzie reali e non esclusivamente personali;
- Non è più previsto il credito frazionato, ma verranno erogati gli importi deliberati in un’unica tranche;
- Viene cancellato il limite dei 5 anni di Partita IVA;
- La durata massima del finanziamento viene aumentata fino ad un massimo di 10 anni, comprensivi di eventuali periodi di pre-ammortamento.
In sintesi:
- Beneficiari: autonomi con P.Iva individuale con massimo 5 dipendenti, società di persone, cooperative, Srl ed Srls con massimo 10 dipendenti.
- Finanziamento: a fondo perduto, senza garanzie reali (ad eccezione del caso delle Srl).
- Importo: non deve superare il 10% del capitale sociale dell’impresa richiedente.
- Importo massimo: 75 mila euro (100 mila euro nel caso delle Srl).
- Durata massima: 10 anni.
- Piani di utilizzo delle risorse: Acquisto di beni, apparecchiature e materie prime; Acquisto di servizi utili all’attività dell’impresa (anche servizi assicurativi o leasing); Spese per la formazione; Retribuzione di nuovi dipendenti.
Cosa fare per accedere al microcredito
La richiesta di prenotazione della garanzia viene effettuata per via telematica, accedendo all’apposita sezione del sito internet www.fondidigaranzia.it , previa registrazione e utilizzo delle credenziali di accesso rilasciate.
La prenotazione della garanzia resterà valida per i 5 giorni lavorativi successivi in attesa che l’interessato presenti il proprio progetto da finanziare al soggetto finanziatore – operatore del microcredito, istituto bancario o intermediario finanziario – che dovrà concludere la pratica entro 60 giorni.
La prenotazione non è obbligatoria per ottenere la garanzia. Imprese e professionisti si possono rivolgere direttamente a banche, operatori di microcredito o confidi che, anche in assenza di prenotazione, possono effettuare la richiesta di ammissione alla garanzia per un’operazione di microcredito.
Lo Studio è a disposizione per la gestione del rapporto con gli istituti di credito e la predisposizione del business plan.
A cura di Simone Vincenzi
Obbligo assicurazione per eventi catastrofali
La Manovra 2024 ha introdotto l’obbligo di assicurazione contro i danni provocati da calamità ed eventi catastrofali, per le aziende tenute all’iscrizione al registro delle imprese.
Il termine di scadenza per la sottoscrizione della polizza è (al momento) il 31 dicembre 2024.
Chi è obbligato ad assicurarsi?
L’obbligo incombe su tutte:
- le imprese con sede legale in Italia;
- le imprese con sede all’estero ma con stabile organizzazione in Italia,
tenute all’iscrizione nel Registro delle imprese ex art. 2188 c.c.
In particolare, la polizza deve coprire i danni riferiti:
- ai terreni e ai fabbricati;
- agli impianti e ai macchinari;
- alle attrezzature industriali e commerciali
direttamente causati da calamità naturali ed eventi catastrofali verificatisi sul territorio nazionale.
Per calamità naturali ed eventi catastrofali si intendono:
- i fenomeni sismici;
- le alluvioni;
- le frane;
- le inondazioni;
- le esondazioni.
Inadempimento obbligo assicurazione: cosa succede?
In caso di inadempimento dell’obbligo di assicurazione da parte delle imprese non si potrà accedere all’assegnazione di contributi, sovvenzioni o agevolazioni di carattere finanziario a valere su risorse pubbliche, anche con riferimento a quelle previste in occasione di eventi calamitosi e catastrofali.
Quindi, in caso di assenza di copertura assicurativa, l’impresa non potrà accedere a contributi pubblici.
Le imprese di assicurazioni, a loro volta, potranno essere multate dall’Ivass (sanzione da € 100.000 a € 500.000) laddove neghino la possibilità di sottoscrivere la specifica polizza.
Scoperti e franchigie
Il contratto di assicurazione può prevedere un eventuale scoperto o franchigia non superiore al 15% del danno e l’applicazione di premi proporzionali al rischio.
Con decreto del Ministero possono essere stabilite ulteriori modalità attuative e operative degli schemi di assicurazione, incluse le modalità di individuazione degli eventi calamitosi e catastrofali suscettibili di indennizzo.
Chi non è obbligato ad assicurarsi?
L’obbligo non si applica alle imprese i cui beni immobili risultino gravati da abuso edilizio o costruiti in carenza delle autorizzazioni previste, ovvero gravati da abuso sorto successivamente alla data di costruzione. La norma, inoltre, non si applica alle imprese agricole, poiché queste sono già salvaguardate dal Fondo mutualistico nazionale per la copertura dei danni catastrofali meteoclimatici.
Si precisa, infine, che i lavoratori autonomi non hanno alcun obbligo, pur svolgendo la loro attività all’interno di edifici e utilizzando macchinari anche di rilevante valore.
A cura di Simone Vincenzi
Bando INAIL 2023/2024
Il 20/12/2023 è stato pubblicato il nuovo Bando INAIL 2023-2024, che va a supportare le imprese che investono per migliorare le condizioni di salute e di sicurezza.
Si tratta di un contributo a fondo perduto fino al 65% e fino a un importo massimo di 130.000 euro.
Come funziona il bando INAIL
Per ottenere il contributo sono previsti diversi step:
- studio di fattibilità (analisi aziendale);
- rilascio del codice alfanumerico identificativo INAIL;
- Click Day (invio telematico della domanda più velocemente possibile, nel giorno e all’ora indicata dall’ INAIL).
Se si supera il Click Day con esito positivo, e si rientra quindi in graduatoria, sarà necessario predisporre una perizia e al termine ci sarà la rendicontazione.
Chi può partecipare al bando INAIL
Le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio ed enti del terzo settore (per alcuni interventi specifici).
Chi è escluso dal bando
È escluso chi ha già ricevuto l’incentivo Bando INAIL 2020, 2021, 2022 e ISI Agricoltura 2019/2020 (ad esclusione del caso in cui abbia partecipato per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale).
Quali sono gli interventi ammissibili
Gli investimenti devono essere funzionali alla riduzione di un rischio presente nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) aziendale. Pertanto, è indispensabile possedere un DVR adeguatamente aggiornato.
Sono finanziabili le tipologie di progetto ricomprese nei 5 Assi di Finanziamento:
- Asse 1.1 Progetti per la riduzione dei rischi tecnopatici;
- Asse 1.2 Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale;
- Asse 2 Progetti per la riduzione dei rischi infortunistici;
- Asse 3 Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto;
- Asse 4 Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività (scopri i settori ammissibili);
- Asse 5 Progetti di micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli.
È possibile presentare una sola domanda per una sola tipologia di progetto tra quelle sopra indicate riguardante una sola unità produttiva.
Gli investimenti dovranno essere avviati dal giorno successivo alla chiusura della procedura informatica per la compilazione delle domande.
Le spese ammissibili
Sono ammesse a finanziamento le spese direttamente necessarie alla realizzazione del progetto, le eventuali spese accessorie o strumentali funzionali alla realizzazione dello stesso e indispensabili per la sua completezza, nonché le eventuali spese tecniche, entro i limiti imposti.
Le spese ammesse a finanziamento devono essere riferite a progetti non realizzati e non in corso di realizzazione alla data di chiusura dello sportello telematico.
Spese non ammesse al finanziamento
- acquisizioni tramite locazione finanziaria (leasing);
- acquisto di beni usati;
- altre spese specificatamente indicate nel bando.
Termini di realizzazione del progetto
Entro un anno dall’approvazione del progetto.
Lo Studio è a disposizione per qualsiasi necessità di chiarimento.
A cura di Simone Vincenzi
Bando bici regione Emilia-Romagna
La Regione Emilia-Romagna intende incentivare l’utilizzo della bicicletta negli spostamenti quotidiani mediante l’erogazione di un contributo a parziale rimborso dell’acquisto di una bicicletta o di una cargo bike, entrambe a pedalata assistita.
Per il 2024 potranno essere oggetto di contribuzione gli acquisti effettuati a decorrere dal 1° gennaio 2024.
Chi ha diritto al bonus bici elettrica?
I beneficiari del contributo sono i cittadini residenti in uno dei 207 comuni riportati nell’allegato scaricabile cliccando qui, che dovranno risultare:
- intestatari della fattura/ricevuta fiscale di acquisto;
- intestatari o cointestatari del conto corrente bancario o postale su cui verrà effettuato il versamento del contributo.
Importi incentivo regionale bici elettriche
Si confermano gli importi dell’incentivo regionale, che non potrà superare il 50% del costo del messo, come indicato di seguito:
- Fino a euro 500,00 per l’acquisto di una bici a pedalata assistita;
- Fino a euro 1.000,00 per l’acquisto di una cargo bike a pedalata assistita.
Per l’anno 2024 sono state stanziate risorse pari a euro 2.387.000,00
Come richiedere il bonus bici elettrica 2024 regione Emilia-Romagna?
Per il 2024 è possibile presentare la domanda dalle ore 14:00 del 9 gennaio 2024 fino alle ore 12:00 del 31 dicembre 2024.
Precisiamo che gli acquisti finanziabili devono riferirsi esclusivamente a quelli effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2024.
A partire dal 2024 il Bando approvato dalla Giunta regionale non prevede più:
- La maggiorazione del contenuto per i residenti nei comuni dell’Allegato 1bis;
- La maggiorazione per la rottamazione di un’autovettura.
Modalità di presentazione della domanda
La domanda di presentazione dovrà essere presentata esclusivamente in via telematica nel periodo sopraindicato al seguente link https://siber.regione.emilia-romagna.it/siber/loginFO.action
L’accesso al sistema informatico per la presentazione della domanda deve essere effettuato esclusivamente con credenziali di persona fisica SPID L2, Carta di Identità Elettronica (CIE) o Carta nazionale dei servizi (CNS).
Per procedere alla compilazione della domanda, pena il rigetto della domanda, è necessario essere in possesso dei seguenti documenti di cui è richiesto il caricamento attraverso l’applicativo informatico:
- Marca da bollo di euro 16,00 che andrà apposta e annullata su apposita modulistica scaricabile cliccando qui;
- Fattura/ricevuta fiscale di acquisto inerente al veicolo oggetto della richiesta di contributo, intestata al richiedente, nella quale devono essere evidenziati:
1) la dicitura “Programma di finanziamento per il miglioramento della qualità dell’aria nel territorio delle Regioni del Bacino Padano, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e Regione Emilia-Romagna”;
2) il codice fiscale del richiedente;
3) la marca, il nome del modello di veicolo, il numero del telaio;
4) il prezzo finale del veicolo. Nel prezzo finale non sono ammesse spese per accessori né eventuali spese di trasporto;
5) la dichiarazione di conformità del veicolo all’art. 50 del Codice della Strada, attestata dal costruttore o dal rivenditore. - Quietanza di pagamento tramite dicitura corredata di timbro e firma del venditore apposta sulla fattura stessa o alternativamente allegando documentazione bancaria specifica (solo bonifici/carta di credito e solo con causale specifica che garantisca l’avvenuto acquisto).
Documentazione annualità 2023
La documentazione 2023 al momento è resa disponibile solo per domande già in istruttoria. Per le nuove domande occorre fare riferimento alla documentazione 2024-2025.
Per maggiori approfondimenti sul bando e per scaricare tutta la documentazione inerente al bando 2024-2025 ti invitiamo a consultare il sito della regione Emilia-Romagna cliccando sull’icona qui sotto.
M&W Veronesi e Associati
Congedo parentale 2024: le novità
A partire da quest’anno i genitori potranno beneficiare di due mesi di congedo parentale retribuiti all’80%. La novità è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 pubblicata in Gazzetta Ufficiale e rientra nel pacchetto di misure dedicato alle famiglie.
Come funziona il congedo parentale 2024
Per i genitori arriva un altro mese di congedo parentale retribuito all’80%.
È stato confermato il mese all’80%, già in vigore nel 2023, a cui viene aggiunto un ulteriore mese retribuito al 60%, che solo per quest’anno sarà elevato all’80%.
Oltre al bonus mamme 2024, che prevede uno sconto totale sui contributi in favore delle lavoratrici madri con almeno due figli, si aggiunge quindi anche un ulteriore mese di congedo parentale con aumento dell’indennità.
Chi può usufruire del congedo parentale
Entrambi i genitori potranno usufruire di questo periodo, in alternativa tra loro, entro i 6 anni di vita del bambino o della bambina. La condizione per beneficiarne è che il periodo di congedo di maternità o paternità termini oltre il 31 dicembre 2023.
Attuazione della direttiva (UE) 2019/1158 con il decreto legislativo 30 giugno 2022, n.105
Nel 2024, dunque, i genitori potranno beneficiare di 10 mesi di congedo parentale così retribuiti:
- 2 retribuiti all’80%;
- 8 retribuiti al 30%.
Si attendono ora le istruzioni operative con i dettagli da parte dell’INPS.
M&W Veronesi e Associati












