Centrale Rischi di Banca d’Italia: la carta d’identità bancaria della tua impresa

Quando un imprenditore si presenta in banca serve conoscere la sua “carta d’identità bancaria” e quella della sua impresa. Questa carta d’identità bancaria si chiama Centrale Rischi.  

Non conoscere il contenuto della propria Centrale Rischi è molto pericoloso perché significa non sapere come le banche ti giudicano. 

La Centrale dei Rischi (CR) è una banca dati che fornisce una fotografia d’insieme dei debiti di famiglie e imprese verso il sistema bancario e finanziario in genere. Questi dati sono utilizzati per valutare il merito creditizio delle imprese clienti. In sostanza serve alle banche per valutare la capacità dei clienti di restituire i finanziamenti concessi. 

La Centrale Rischi è gestita dalla Banca di Italia che riceve ogni mese le informazioni dagli intermediari che segnalano tutte le posizioni in capo ad aziende e famiglie. 

Non si tratta di una lista nera

La Centrale Rischi non è una “lista nera” dove vengono inseriti i cattivi pagatori, essa raccoglie informazioni positive e negative a disposizione delle banche e degli intermediari finanziari.

Queste informazioni riguardano la categoria, la durata, le garanzie fornite, l’utilizzo, la tipologia (mutuo, leasing, apertura di credito in conto corrente, ecc.). 

In Italia esistono anche altri archivi “centralizzati” sul credito gestiti da soggetti privati. Sono i Sistemi di Informazione Creditizia (SIC), ad es. Crif Eurisc, Experian, CTC, Assilea. 

I vantaggi di conoscere la propria Centrale Rischi

Conoscere la propria Centrale Rischi significa: 

  •  sapere in ogni momento come si è fotografati dal sistema finanziario;  
  • correggere eventuali anomalie causate da segnalazioni errate fatte da intermediari che possono limitare l’accesso al credito nel momento del bisogno;  
  • gestire attivamente i propri rapporti e le conseguenti linee di credito.

Un costante monitoraggio e analisi della CR permette all’azienda di poter pianificare al meglio le richieste di accesso al credito evitando sorprese e riducendo i costi.  

Come accedere

È possibile accedere alla propria Centrale Rischi attraverso il Portale di Banca d’Italia il quale fornisce un elaborato tecnico che va poi analizzato per rendere le informazioni di più facile comprensione. 

A cura di Simone Vincenzi


Bando contributo a fondo perduto- export digitale

Obiettivi

Il bando, gestito da Unioncamere Emilia-Romagna , prevede la concessione di contributi per la realizzazione di percorsi di internazionalizzazione e di promo-commercializzazione delle imprese e del sistema regionale, contribuendo ad accrescere il numero delle imprese esportatrici, oltre a supportare le imprese per accedere ai servizi offerti dagli strumenti digitali e/o per consolidare il loro utilizzo.

Chi sono i destinatari

Micro, piccole o medie imprese manifatturiere, esportatrici e non esportatrici con sede legale e/o unità operativa in Emilia-Romagna, senza vincolo di fatturato.

Verificare il Codice Ateco.

Tipologia e misura del contributo

Il contributo minimo sarà pari a 5 mila euro (a fronte di spese complessive pari a 10 mila euro), quello massimo ammonterà a 10 mila euro (a fronte di spese complessive pari a 20 mila euro). L’entità massima dell’agevolazione non può superare il 50% delle spese ammissibili.

Ambiti di attività

Le imprese potranno presentare un solo progetto articolato in almeno 2 ambiti di attività (senza vincolo sul numero di Paesi target):

  • Temporary Export Manager e Digital Export Manager;
  • B2B e B2C;
  • Fiere e convegni specialistici a carattere internazionale;
  • Marketing digitale;
  • Business online;
  • Sito web;
  • Materiali promozionali.

Termini e modalità di presentazione della domanda

Le richieste di contributo devono essere trasmesse esclusivamente in modalità telematica, attraverso lo sportello on line “Contributi alle imprese”, all’interno del sistema Webtelemaco di Infocamere – Servizi e-gov,

dalle ore 12:00 del 9 ottobre 2023 alle ore 14:00 del 27 ottobre 2023.

Clicca sulla lente per avere maggiori informazioni

A cura di Simone Vincenzi


Gestire il rischio di credito con l’analisi dei report informativi

Conoscere lo stato di salute delle imprese è fondamentale per poter decidere se iniziare un rapporto commerciale.

Alcuni strumenti utili per approfondire la condizione attuale e storica dell’impresa sono i report informativi, tramite i quali verificare:

  • storia dell’impresa e dei soci;
  • crescita;
  • redditività;
  • solidità;
  • solvibilità;
  • presenza di negatività (protesti);
  • livello di affidabilità.

I vantaggi

Raccogliere e analizzare tempestivamente informazioni approfondite porta a numerosi vantaggi:

  • Prendere decisioni in massima sicurezza;
  • Stabilire limiti di credito per nuovi o consolidati partners;
  • Possibilità di attivare il servizio di monitoraggio su tutti i report con alert di segnalazione;
  • Avere una situazione sempre aggiornata in tempo reale;
  • Accesso ai dati di tutte le aziende italiane censite sui registri delle camere di commercio;
  • Controllo approfondito delle negatività su società, soci e amministratori.

Come può aiutarti lo Studio M&W?

Per agevolarti in quest’attività di verifica abbiamo stretto un accordo con ModeFinance, Agenzia di Rating Fintech, per poter accedere a un vasto database da cui attingere tutte le informazioni necessarie per analizzare e comprendere i dati fondamentali sullo stato di salute delle imprese.

A cura di Simone Vincenzi


Anche l'Agenzia delle Entrate su WhatsApp

L ’Agenzia delle Entrate debutta su WhatsApp. Tra i canali disponibili, infatti, c’è anche quello dell’amministrazione finanziaria.

No, non si tratta dell’ennesimo caso di phishing o comunicazione ingannevole, ma della condivisione delle ultime novità fiscali da conoscere.

Il canale è già operativo e seguendo pochi semplici passaggi è possibile attivare il servizio sul proprio cellulare, purché siano stati apportati gli ultimi aggiornamenti all’applicazione di WhatsApp.

Anche il cittadino può scrivere sul canale WhatsApp dell’Agenzia delle Entrate?

No, si tratta di una comunicazione unidirezionale, pertanto è solo l’Agenzia delle Entrate che scrive e pubblica contenuti. Il cittadino, dunque, non potrà utilizzare questo canale per chiedere chiarimenti o altre informazioni.

Si tratta, quindi, di un canale bacheca dove vengono condivise le novità fiscali e dove gli iscritti possono reagire con delle emoticon ai contenuti pubblicati.

Come procedere con l’iscrizione al canale?

Non più solo chat, storie e registro delle chiamate, su WhatsApp c’è la novità degli “aggiornamenti”, ma solo se è stata aggiornata l’applicazione.

Spostandosi sulla sezione aggiornamenti, clicca sulla voce “trova canali”, in alto, in corrispondenza della lente di ingrandimento scrivi “Agenzia delle Entrate”, basterà poi toccare lo schermo in corrispondenza del segno “+” o dell’invito “iscriviti” per ricevere gli aggiornamenti.

Ogni comunicazione che verrà condivisa in chat dall’Amministrazione Finanziaria sarà disponibile per 30 giorni.

Guarda il video tutorial per l'iscrizione al canale. Clicca sull'immagine

La privacy è tutelata?

Sia l’Agenzia delle Entrate che il sito ufficiale dell’app di messagistica rassicurano che i dati personali degli utenti saranno tutelati. Il numero di telefono così come l’immagine del profilo, infatti, non vengono mai mostrati a coloro che gestiscono i canali o agli altri follower, né sarà visibile alcun contatto dell’amministrazione finanziaria.

A cura di Rebecca Molinari


Comune di Ferrara: nuovo bando "Le Frazioni al centro".

Il Comune di Ferrara ha aperto un nuovo bando a favore e a sostegno delle attività di vicinato del forense.

È possibile iscriversi fino al 20 ottobre 2023.

Obiettivo del bando

Lo scopo è quello di stimolare un maggior coinvolgimento delle frazioni, oltre che accompagnarle nella loro rigenerazione, valorizzazione e crescita attraverso un dialogo e confronto più strutturato e continuativo.

Chi può fare domanda?

Possono fare domanda solo le aziende che rispettano i seguenti requisiti:

  • 1) Avere la sede legale in una delle Frazioni del Comune di Ferrara riportate di seguito: Aguscello, Albarea, Baura, Boara, Bova, Casaglia, Chiesuol del Fosso, Cocomaro di Cona, Cocomaro di Focomorto, Codrea, Cona, Contrapo,Corlo, Correggio, Denore, Fossa d’Albero, Fossanova San Biagio, Fossanova San Marco, Francolino, Gaibana, Gaibanella, Malborghetto di Boara, Marrara, Monestirolo, Montalbano, Parasacco, Pescara, Pontegradella, Pontelagoscuro, Porotto-Cassana, Porporana, Quartesana, Ravalle, San Bartolomeo in Bosco, San Martino, Scoline, Spinazzino, Viconovo, Villanova;

Aree di intervento_ clicca sull’immagine per ingrandire

  • 2) Essere Microimprese, secondo i criteri riportati nell’allegato I del Regolamento (UE) n. 651 del 17 giugno 2014, con le seguenti caratteristiche:

 Codice Ateco primario o secondario:

a) attività commerciale di vicinato, con superficie di vendita inferiore ai 250 mq (Ateco 47);
b) pubblici esercizi (Ateco 56.3);
c) ristorazione con somministrazione (Ateco 56.10.11);
d) ristorazione senza somministrazione (Ateco 56.10.20);
e) gelaterie e pasticcerie (Ateco 56.10.30);
f) produzione di pane – prodotti di pasticceria freschi (Ateco 10.71);
g) imprese dell’artigianato di servizi alla persona unicamente con attività prevalente/primaria afferente ai codici seguenti codici Ateco: 96.02.01 (servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere), 96.02.02 (servizi degli istituti di bellezza), 96.02.03 (servizi di manicure e pedicure).

I Codici Ateco esclusi dall’avviso sono:

  • farmacie (Ateco 47.73);
  • commercio di carburante (Ateco 47.30);
  • commercio al dettaglio ambulante (Ateco 47.8).
  • 3) Circoli privati regolarmente iscritti al Repertorio Economico Amministrativo (REA) della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna che:
  • effettuano attività permanente di somministrazione alimenti e bevande ai soci (durante tutto l’anno e non temporanea);
  • sono in attività alla data di presentazione della domanda e che la stessa non risulti cessata alla data di liquidazione del contributo.

A quanto ammonta il contributo?

Il contributo previsto dal bando è assegnato in un’unica soluzione una tantum a fondo perduto nella misura di 750,00 euro per ogni soggetto ammissibile.

Quando presentare la domanda?

Le domande sono già aperte e possono essere inviate entro 12.00 del 20 ottobre 2023, salvo chiusura anticipata per esaurimento delle risorse disponibili.

Le domande, al fine della concessione del contributo, verranno valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione.

Per l’invio della pratica sarà necessaria la firma digitale del legale rappresentante.

Il contributo è cumulabile ?

Gli aiuti possono essere cumulati con eventuali ulteriori misure di livello nazionale, regionale o di altre Amministrazioni pubbliche:

  • con altri aiuti in regime de minimis fino al massimale de minimis pertinente;
  • con aiuti in esenzione o autorizzati dalla Commissione nel rispetto dei massimali previsti dal regolamento di esenzione applicabile o da una decisione di autorizzazione.

Scarica la scheda riepilogativa

M&W Associati


Tax credit carburante autotrasportatori merci conto terzi

Le imprese di  autotrasporto merci per conto di terzi possono presentare le istanze dal 18 settembre dalle ore 15:00 e fino alle ore 23:59 del 6 ottobre 2023 (rileva l’ordine cronologico di presentazione delle domande). 

Previsto un credito d’imposta pari al 12% della spesa per l’acquisto di gasolio nel secondo trimestre 2022.

Chi può beneficiare dell'agevolazione?

Possono beneficiare dell’agevolazione le imprese aventi sede legale o stabile organizzazione in Italia esercenti le attività di trasporto di merci per conto terzi (attività indicate all’art. 24-ter comma 2 lett. a) n. 1) del DLgs. 504/95), che utilizzano per l’esercizio delle predette attività veicoli di categoria euro V o superiore, di massa complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate.

Il riconoscimento del credito d’imposta alle imprese beneficiarie avviene, in ogni caso, secondo l’ordine di arrivo delle richieste.

All’esito delle suddette verifiche, il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti  emana il decreto di concessione.
L’elenco definitivo delle imprese e degli importi riconosciuti viene quindi inviato dalla Direzione Generale per la sicurezza stradale e l’autotrasporto all’Agenzia delle Dogane e dei monopoli.

Il Ministero trasmette poi all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle imprese ammesse a fruire dell’agevolazione con il relativo importo del credito d’imposta concesso, comunicando anche eventuali variazioni.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione presentando il modello F24 unicamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento. 

Attenzione, importante!

Quanto al trattamento fiscale, il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito d’impresa né della base imponibile dell’IRAP e non rileva ai fini della determinazione del pro-rata di deducibilità degli interessi passivi e delle spese generali di cui agli artt. 61 e 109  comma 5 del TUIR. 

Il credito di imposta è  cumulabile con altre agevolazioni che abbiano a oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive, non porti al superamento del costo sostenuto. 

Si segnala inoltre...

….che in merito alle agevolazioni per l’autotrasporto sono state definite le disposizioni attuative: 

  • con il DM  4 agosto 2023 (G.U. 13 settembre 2023 n. 214), del credito d’imposta per le imprese esercenti attività di autotrasporto merci in conto proprio (art. 14 comma 1 lett. a) del DL 144/2022), le cui istanze possono essere presentate fino al prossimo 29 settembre; 
  • con il DM  4 agosto 2023 (G.U. 9 settembre 2023 n. 211), del credito d’imposta per le imprese esercenti servizi di trasporto di persone (art. 14 comma 1 lett. b) del DL 144/2022), le cui istanza possono essere presentate fino al 4 ottobre 2023. 

Da luglio carta risparmio spesa 2023

La carta risparmio prevista dalla Legge di Bilancio 2023 sarà utilizzabile a partire da luglio.

Le famiglie che hanno i requisiti per riceverla, prima di tutto un ISEE fino a 15.000 euro, non dovranno presentare alcuna domanda. Il Comune, infatti, fornirà tutte le istruzioni per ottenerla.
In seguito alla comunicazione, sarà necessario rivolgersi a un ufficio di Poste Italiane per poter ritirare la prepagata di importo pari circa a 380 euro.

Tale importo potrà essere speso solo per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità, esclusa qualsiasi bevanda alcolica.
Gli acquisti dovranno essere fatti solo presso gli esercizi commerciali che aderiscono all’iniziativa con piani di contenimento dei costi.

L’attivazione dovrà essere effettuata entro metà settembre.

Chi può accedere al buono?

Il testo del decreto attuativo precisa che i principali requisiti da rispettare sono due:

  • Iscrizione di tutti i componenti del nucleo familiare nell’Anagrafe della Popolazione Residente;
  • Un ISEE, Indicatore della Situazione Economica Equivalente, fino a 15.000 euro.

Soldi stanziati

Grazie alla Legge di Bilancio 2023 sono stati stanziati 500milioni di euro. Le risorse verranno distribuite tramite 1.300.000 Postepay da 382,50 euro.

La distribuzione dei buoni seguirà i seguenti criteri:

  • La metà ai comuni in proporzione alla popolazione residente;
  • L’altra tenendo conto del reddito pro capite medio nazionale e quello del comune.

L’INPS indicherà ai comuni le famiglie che dovranno ricevere i buoni spesa. Grazie a questo scambio di dati e delle carte prepagate che ogni ente territoriale avrà a disposizione, i cittadini interessati riceveranno gli importi.

Scala di priorità

Come affermato precedentemente, oltre all’ISEE, le carte per l’acquisto dei beni alimentari vengono assegnate secondo la seguente scala di priorità:

  • Famiglie composte da non meno di tre componenti, di cui almeno uno nato entro il 31 dicembre 2009;
  • Nuclei familiari composti da non meno di tre componenti, di cui almeno uno nato entro il 31 dicembre 2005;
  • Nuclei familiari composti da non meno di tre componenti.

Clicca sull’immagine per ingrandire

Chi sono esclusi dall’agevolazione?

le famiglie in cui i componenti percepiscono:

  • Reddito di Cittadinanza;
  • Reddito di inclusione o qualsiasi altra misura di inclusione sociale o sostegno alla povertà;
  • Indennità di disoccupazione NASPI o DISCOLL;
  • Indennità di mobilità;
  • Fondi di solidarietà per l’integrazione del reddito;
  • Cassa integrazione guadagni-CIG;
  • Qualsiasi altra forma di integrazione salariale, o di sostegno nel caso di disoccupazione involontaria, erogata dallo Stato.
Attenzione alle date

I comuni, quindi, comunicheranno alle famiglie l’assegnazione della carta di risparmio spesa 2023 e le modalità di ritiro delle prepagate presso gli uffici postali abilitati al servizio.

Le carte sono nominative e attive a partire da luglio 2023. Per non perdere l’importo i beneficiari dovranno effettuare almeno un pagamento entro il 15 settembre 2023.

Chi non rispetta questa data perde il beneficio, che verrà ridistribuito a coloro che hanno ricevuto la Postepay e l’hanno regolarmente utilizzata.

Testo integrale decreto attuativo

M&W Veronesi e Associati


Domicilio digitale

Nasce INAD, l’Indice Nazionale dei Domicili Digitali. E’ già possibile registrarsi indicando il proprio domicilio digitale , ossia la PEC, per ricevere tutte le comunicazioni ufficiali da parte della Pubblica Amministrazione.

A partire dal 6 luglio prossimo, sarà possibile anche consultare l’indice.

Sempre dal 6 luglio 2023 le Pubbliche Amministrazioni utilizzeranno, se presente nell’elenco, il domicilio digitale per tutte le comunicazioni con valenza legale. Inoltre, a partire dalla stessa data, chiunque potrà consultarlo liberamente dall’area pubblica del sito, senza necessità di autenticazione, inserendo semplicemente il codice fiscale della persona di cui si vuol conoscere il domicilio digitale.

Chi può eleggere il proprio domicilio digitale in INAD?

Possono eleggere il proprio domicilio digitale:

  • le persone fisiche che hanno compiuto il diciottesimo anno di età;
  • i professionisti che svolgono una professione non organizzata in ordini, albi o collegi ai sensi della legge n. 4/2013 (gli altri sono già iscritti nel portale INI-PEC);
  • gli enti di diritto privato (associazioni, fondazioni, Onlus, etc.) non tenuti all’iscrizione nell’INI-PEC.

 

Come registrarsi alla piattaforma?

Per la registrazione occorre collegarsi al sito https://domiciliodigitale.gov.it, accedendo con SPID, CIE o CNS e inserire il proprio indirizzo PEC.

È possibile gestire il proprio account in completa autonomia. In qualsiasi momento è possibile indicare un’altra PEC oppure cancellarla definitivamente. Ciò comporta, per coloro i quali devono effettuare comunicazioni ufficiali al soggetto interessato, la preventiva consultazione del registro per avere conferma del suo indirizzo.

 

I vantaggi

Il domicilio digitale, insieme alla Piattaforma Notifiche, rappresenta un passo in avanti fondamentale per la digitalizzazione del Paese e per la semplificazione dei rapporti tra cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione.

Cittadini e professionisti infatti, grazie al domicilio digitale, potranno beneficiare di un canale semplice e immediato per ricevere le comunicazioni ufficiali da parte della PA, con  significativo risparmio di tempi e costi.

Grazie a INAD, tutte le comunicazioni della Pubblica Amministrazione con valore legale, come ad esempio:

  • rimborsi fiscali e detrazioni d’imposta;
  • accertamenti;
  • verbali di sanzioni amministrative;
  • etc.

verranno inviate direttamente alla casella di posta indicata dal cittadino, che potrà gestire in autonomia il proprio domicilio digitale.

I vantaggi per i cittadini sono evidenti:

  • immediata conoscenza dell’atto (basta gestire la PEC sul proprio cellulare). Si immagini di rientrare da una lunga vacanza e scoprire che nel frattempo è stato notificato a mezzo posta ordinaria un atto importante);
  • nessun problema di mancato recapito del documento (con avviso lasciato nella cassetta della posta e necessità di ritirarlo presso lo sportello delle Poste indicato nell’avviso);
  • possibilità di salvare il file senza doverlo archiviare fisicamente (nessun dispendio di tempo e di carta, nessun utilizzo di spazio, immediata rintracciabilità ovunque ci si trovi fisicamente).
Travaso automatico per i professionisti iscritti a INI-PEC

INI-PEC è l’Indice Nazionale degli Indirizzi di PEC (Posta Elettronica Certificata) istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico. INI-PEC raccoglie tutti gli indirizzi di PEC delle Imprese e dei professionisti iscritti in albi ed elenchi presenti sul territorio italiano: chiunque può accedere alla sezione di ricerca del portale (inipec.gov.it )e cercare l’indirizzo di posta elettronica certificata di proprio interesse.

Il Codice dell’Amministrazione Digitale prevede che il domicilio digitale dei professionisti iscritti in INI-PEC, l’indice nazionale degli Indirizzi PEC delle imprese e dei professionisti, venga importato automaticamente su INAD in qualità di persona fisica, restando salva la possibilità di modificarlo, indicando un altro indirizzo PEC.


Agevolazioni fiscali per le donazioni

I drammatici fatti avvenuti nelle scorse settimane in Romagna riportano d’attualità il tema delle donazioni, pilastro fondamentale in tante situazioni di emergenza e che per questo possono dare diritto ad agevolazioni fiscali quando sono effettuate a favore di ONLUS, Organizzazioni di Volontariato, APS e altri enti riconosciuti.

In particolare....

….le aziende (escluse quelle in regime forfettario) possono dedurre dal reddito l’importo donato fino ad un massimo del 10% del reddito complessivo dichiarato.

Il risparmio fiscale dovrà essere valutato caso per caso in base al reddito che risulterà a fine anno, ma raggiunge facilmente almeno il 50% dell’importo versato.

I privati

I privati hanno invece due alternative in quanto possono scegliere se:

  • detrarre l’importo (per un massimo di 30.000 euro di donazione) con una percentuale di risparmio del 19% o più in base al tipo di ente beneficiario, oppure
  • dedurre l’importo donato senza limite assoluto ma entro il 10% del reddito complessivo dichiarato.

Detrazione o deduzione?

La scelta tra detrazione e deduzione si effettua in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi. In generale si può affermare che chi ha un reddito maggiore di 30.000 euro ha maggior convenienza a dedurre.

In entrambi i casi è indispensabile che la donazione non avvenga in contanti, ma esclusivamente tramite pagamenti tracciabili (bonifico bancario o postale, carta di credito, assegno).

A cura di Franco Meletti


Assegno Unico Universale – ricalcolo, conguaglio e ritardo nella liquidazione della mensilità di maggio 2023

Con il Messaggio INPS n. 1947 pubblicato la scorsa settimana, l’istituto ha spiegato le motivazioni del ritardo nell’erogazione della mensilità di maggio 2023 dell’assegno Unico Universale.

Nello specifico

Nel comunicato del 26 maggio 2023, l’INPS informa l’avvio del ricalcolo di tutte le competenze mensili di assegno unico e universale, in base alle variazioni del valore ISEE. Ovvero alla rideterminazione di maggiorazioni previste dalla legge, a partire dalla mensilità di marzo 2022, attraverso il ricalcolo degli importi effettivamente dovuti e il calcolo delle differenze, sia in positivo che in negativo, con gli importi già erogati nel corso dell’annualità 2022 tenuto conto anche delle mensilità già liquidate nei primi mesi del 2023.

Gli esiti di tale rielaborazione hanno determinato compensazioni, che hanno dato luogo a:

  • conguagli a credito (importi da liquidare in favore del cittadino);
  • o a conguagli a debito (somme che sono state liquidate indebitamente e che quindi devono essere oggetto di recupero).

Qualora la revisione generi l’integrazione delle somme in favore del cittadino, le stesse verranno poste in liquidazione in aggiunta alle somme ordinariamente percepite. D’altro canto nel caso di recupero di eventuali somme indebitamente erogate, lo stesso viene effettuato

attraverso la “compensazione con i crediti”. Sempre nei limiti del quinto dell’importo della mensilità individuata, quindi con eventuale rateazione fino a 72 rate. La trattenuta non è operata se l’importo totale da recuperare è inferiore o pari a 12 euro.

Quando viene effettuato il ricalcolo?

Il ricalcolo viene effettuato principalmente a seguito della variazione della Dichiarazione sostitutiva unica ma anche, e non solo, per le seguenti motivazioni:

  • Nuove nascite (liquidazione delle maggiorazioni per 7° e 8° mese di gravidanza);
  • Rivalutazioni legate all’aumento del costo della vita;
  • Importi liquidati sulla base di valori di ISEE discordanti e successivamente accertati;
  • Rettifica dell’ISEE 2022 successiva al 31 dicembre 2022;
  • Riconoscimento di disabilità;
  • Riconoscimento di nuclei familiari numerosi e per i figli successivi al secondo;
  • Ricalcolo per i nuclei con soggetti percettori di Reddito di cittadinanza (RdC).

L’ Inps in questi giorni....

…..sta avvisando i richiedenti dell’assegno interessati dalle operazioni di ricalcolo tramite e-mail o sms. In tale comunicazione l’utente è avvisato che la mensilità di maggio è in corso di erogazione e che la stessa risulta variata, specificando se in aumento o in diminuzione, per effetto del ricalcolo e dell’applicazione del conguaglio per i mesi precedenti.

A partire dai primi di giugno verrà erogato il nuovo assegno ricalcolato e sarà possibile accedere al portale INPS con le proprie credenziali di accesso per visualizzare i dettagli del conguaglio operato sulla propria posizione.

A cura di Elisa Ghelfi