In Italia il legame tra le Piccole e Medie Imprese e il sistema bancario tradizionale è storicamente strettissimo. Per decenni, l’unico modo per finanziare un nuovo macchinario, pagare i fornitori o coprire un picco di lavoro è stato bussare alla porta della filiale locale. Tuttavia, le crisi degli ultimi anni e il contestuale rialzo dei tassi hanno reso il credito bancario più rigido, lento e costoso.
Un buon imprenditore non può permettersi di dipendere da un unico canale di finanziamento. Saper diversificare le fonti di liquidità è fondamentale per garantire la stabilità e la crescita dell’azienda. Oggi, grazie alla tecnologia e all’evoluzione dei mercati, esistono strumenti di finanza alternativa nati proprio per le PMI, accessibili e spesso più rapidi dei canali ordinari.
Vedremo quindi tre soluzioni concrete: l’Invoice Trading, il Factoring digitale e i Minibond.
Questa settimana parleremo dell’Invoice Trading.
Invoice Trading — La cessione dei crediti online
L’Invoice Trading è uno strumento particolarmente efficace per risolvere uno dei problemi finanziari più rilevanti per molte PMI.
Molte PMI italiane, infatti, lavorano con clienti grandi strutturati (grande distribuzione, enti pubblici, aziende industriali) che impongono termini di pagamento a 60, 90 o addirittura 120 giorni. Nel frattempo, l’impresa deve pagare fornitori, stipendi e tasse. Il risultato è un divario di liquidità strutturale che nulla ha a che fare con la redditività dell’azienda, ma può mettere in crisi anche un bilancio sano.
Come funziona?
L”Invoice Trading permette di cedere singole fatture emesse e non ancora scadute su piattaforme digitali specializzate (in Italia operano diverse piattaforme che si possono agevolmente contattare; basta cercare in rete alla voce “Invoice Trading” e si avrà l’elenco di numerosi operatori, diversi dei quali fanno capo a banche conosciute). Gli investitori istituzionali — fondi, family office, banche d’affari — acquistano il credito pagando immediatamente alla PMI una percentuale dell’importo fatturato (di norma tra l’85% e il 98%), trattenendo la quota restante come commissione a copertura del rischio e del costo del denaro.
A differenza dei canali bancari, l’adesione è selettiva e non vincolante: l’impresa sceglie di volta in volta quali fatture cedere, senza alcun obbligo di conferire l’intero monte crediti né di mantenere linee di fido aperte. Su molte piattaforme la singola fattura viene messa a disposizione di una platea di investitori che competono in una sorta di asta competitiva: maggiore è la qualità creditizia del debitore ceduto, più alto sarà il prezzo offerto e minore il costo per l’azienda che cede il credito. La diffusione della fatturazione elettronica ha inoltre semplificato la verifica dell’autenticità e dell’esigibilità del credito, abbreviando i tempi di istruttoria.
La cessione può avvenire con o senza notifica al debitore ceduto. Nella forma notificata, il cliente viene informato e provvederà a pagare direttamente l’investitore alla scadenza; nella forma non notificata, più riservata, il rapporto commerciale resta formalmente invariato e la PMI continua a incassare per poi retrocedere l’importo. La scelta tra le due modalità incide sulla riservatezza dell’operazione e, in alcuni casi, sul costo.
Caratteristiche distintive
- Pro soluto vs pro solvendo: nella modalità pro soluto — la più diffusa nell’Invoice Trading — il rischio di insolvenza del debitore si trasferisce integralmente all’acquirente. L’impresa cedente incassa e non risponde più dell’eventuale mancato pagamento da parte del cliente. Nella modalità pro solvendo il cedente rimane garante: preferibile quando si vuole ridurre il costo dell’operazione a fronte di clienti di solidità certa.
- Centrale Rischi: a differenza dell’anticipo fatture bancario, la cessione su piattaforma non appesantisce i “grandi rischi” segnalati in Centrale Rischi. Questo è un vantaggio cruciale per le PMI che vogliono preservare il merito creditizio per altri utilizzi (mutui, leasing, fideiussioni).
- Velocità: l’accredito avviene tipicamente entro 24-48 ore dall’approvazione della fattura. I processi di onboarding sulla piattaforma richiedono qualche giorno la prima volta, poi l’operatività diventa quasi immediata.
- Costi: la commissione annualizzata varia indicativamente tra il 2% e il 6% in funzione del rating del debitore, della durata della fattura e del profilo di rischio del cedente. Su fatture con scadenza a 90 giorni questo equivale a un costo lordo dello 0,5%-1,5% per operazione.
Un esempio pratico
Si consideri una PMI manifatturiera titolare di un credito di 100.000 euro verso un cliente della grande distribuzione, con scadenza a 90 giorni. Cedendo la fattura su piattaforma, l’impresa può incassare subito circa il 95% dell’importo, pari a 95.000 euro, mentre il restante 5% resta temporaneamente vincolato a garanzia. Alla scadenza, una volta che il debitore ha onorato l’intero importo, alla PMI viene retrocessa la quota trattenuta al netto della commissione. Ipotizzando un costo dell’operazione pari all’1% (1.000 euro), l’impresa riceve un saldo di 4.000 euro, per un incasso complessivo di 99.000 euro. A fronte di un costo contenuto, la liquidità viene resa disponibile con tre mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale della fattura e senza intaccare le linee di credito bancarie.
Invoice Trading e anticipo fatture bancario: le differenze
Sebbene entrambi gli strumenti anticipino l’incasso di crediti commerciali, le differenze sono sostanziali. L’anticipo fatture bancario è una linea di fido: comporta una valutazione del merito creditizio dell’impresa cedente, occupa il plafond accordato dalla banca e, nella forma pro solvendo, lascia il rischio di insolvenza in capo all’azienda. L’Invoice Trading sposta invece il baricentro della valutazione sul debitore ceduto: questo consente di finanziarsi anche ad aziende giovani o già esposte verso il sistema bancario, purché titolari di crediti verso clienti solidi. Si aggiunga che l’operazione non viene segnalata tra i grandi rischi della Centrale Rischi, preservando la capacità di indebitamento dell’impresa per altre finalità.
A cosa prestare attenzione
Lo strumento presenta alcuni aspetti da valutare con attenzione. Il costo è strettamente legato alla qualità del debitore: fatture verso clienti poco strutturati o con rating debole possono risultare difficili da collocare o gravate da commissioni elevate. È inoltre opportuno verificare l’effettivo regime di cessione (pro soluto o pro solvendo) e la presenza di eventuali costi accessori — spese di istruttoria, di piattaforma o di gestione — che incidono sul rendimento netto dell’operazione.
Va infine considerato che l’Invoice Trading risolve un problema di liquidità di breve periodo legato ai tempi di incasso, ma non sostituisce una corretta pianificazione finanziaria: un ricorso sistematico e indiscriminato alla cessione dei crediti può segnalare squilibri più profondi nella gestione del capitale circolante.
Conclusioni
E’ lo strumento ideale per PMI con fatturato superiore a 1-2 M€, portafoglio clienti concentrato su soggetti di buona qualità creditizia e necessità di liquidità ricorrente senza voler aumentare l’esposizione bancaria.
In sintesi, l’Invoice Trading rappresenta una leva di tesoreria flessibile e rapida, particolarmente efficace per le imprese in crescita che hanno la necessità di trasformare i propri crediti commerciali in liquidità immediata. Non si tratta di un sostituto del credito bancario, bensì di un suo complemento: utilizzato con consapevolezza, permette di diversificare le fonti di finanziamento e di alleggerire la dipendenza dal canale tradizionale.
Nel prossimo numero verrà approfondito il secondo strumento di questa panoramica: il Factoring digitale.
A cura di Egidio Veronesi
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