Entro il 30 giugno 2026 scade il termine per la presentazione della dichiarazione IMU relativa all’anno d’imposta 2025. L’adempimento non riguarda la generalità dei proprietari di immobili, ma soltanto coloro che nel corso del 2025 hanno avuto variazioni rilevanti ai fini dell’imposta oppure si trovano in particolari situazioni che il Comune non è in grado di conoscere autonomamente.
Una volta presentata, la dichiarazione mantiene efficacia anche per gli anni successivi, senza necessità di un nuovo invio, salvo che intervengano ulteriori variazioni. Fanno eccezione gli enti non commerciali, per i quali la dichiarazione deve essere presentata annualmente, poiché le eventuali agevolazioni dipendono dalle modalità concrete di svolgimento dell’attività.
Di seguito riepiloghiamo i principali casi in cui la dichiarazione è dovuta e le modalità di presentazione.
Quando la dichiarazione IMU è necessaria?
Per beneficiare di particolari agevolazioni fiscali
La dichiarazione è richiesta nei casi in cui il contribuente intenda beneficiare di particolari agevolazioni fiscali che devono essere comunicate al Comune. Tra le fattispecie più ricorrenti rientrano:
- Immobili di interesse storico o artistico, che beneficiano della riduzione del 50% della base imponibile prevista dalla normativa.
- Fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e non utilizzati, per i quali è riconosciuta la riduzione del 50% della base imponibile. La dichiarazione deve essere presentata anche quando vengono meno i requisiti per l’agevolazione.
- Abitazioni non di lusso concesse in comodato gratuito a figli o genitori, qualora ricorrano le condizioni previste dalla legge per la riduzione dell’imposta.
- Abitazioni possedute in Italia da cittadini non residenti, titolari di pensione maturata in uno Stato convenzionato con l’Italia, purché non locate né concesse in comodato.
Per gli immobili locati a canone concordato, invece, la dichiarazione non è normalmente richiesta, in quanto il Comune dispone già delle informazioni necessarie per applicare la riduzione prevista.
Quando il comune non dispone delle informazioni necessarie
La dichiarazione è inoltre richiesta quando il Comune non dispone delle informazioni necessarie per determinare correttamente l’imposta. Tra le situazioni più ricorrenti rientrano:
- Immobili concessi in locazione finanziaria (leasing), per i quali il soggetto passivo è il locatario.
- Terreni agricoli o aree fabbricabili il cui valore rilevante ai fini IMU non è conoscibile dal Comune.
- Immobili demoliti o interessati da interventi di ristrutturazione che incidono sulla determinazione della base imponibile.
- Immobili che hanno acquisito o perso nel corso del 2025 il diritto a un’esenzione dall’IMU.
- Immobili occupati abusivamente, per i quali il proprietario abbia presentato denuncia all’autorità giudiziaria. In tale ipotesi la dichiarazione è obbligatoria e deve essere trasmessa esclusivamente in modalità telematica.
- Acquisto, costituzione o cessazione di diritti reali, quali usufrutto o diritto di abitazione, quando tali informazioni non risultano ancora disponibili al Comune.
Modalità di presentazione
La dichiarazione può essere presentata al Comune competente in formato cartaceo, mediante consegna a mano o raccomandata, oppure in via telematica. Per alcune fattispecie, come quella degli immobili occupati abusivamente, è previsto esclusivamente l’invio telematico.
Poiché l’obbligo dichiarativo riguarda esclusivamente specifiche fattispecie, il nostro Studio è a disposizione per verificare se le variazioni intervenute nel corso del 2025 rientrino tra quelle che richiedono la presentazione della dichiarazione. Una verifica preventiva consente di evitare omissioni e di applicare correttamente le eventuali agevolazioni previste dalla normativa.
A cura di Elisa Ghelfi
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