Prestazione Universale per anziani non autosufficienti
Dal 2 gennaio 2025 l’INPS, in base all’articolo 34 del decreto legislativo 29/2024, provvederà ad erogare, in via sperimentale, una nuova prestazione denominata Prestazione Universale, destinata agli ultraottantenni non autosufficienti e subordinata ad uno specifico bisogno assistenziale definito “gravissimo”.
Il periodo di sperimentazione andrà dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2026.
Il riconoscimento della Prestazione Universale comporterà l’assorbimento dell’indennità di accompagnamento e delle prestazioni fornite dagli ATS.
Quali sono i requisiti per accedere alla Prestazione?
Il riconoscimento della prestazione è subordinato al possesso dei seguenti requisiti:
- età anagrafica pari o superiore agli 80 anni;
- un livello di bisogno assistenziale gravissimo, valutato agli atti dalla Commissione medico-legale dell’INPS, anche in base alle indicazioni fornite dalla Commissione tecnico-scientifica nominata il 16 ottobre 2024 con DM n. 155/2024 e approvate con decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 19 dicembre 2024;
- un valore dell’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) per le prestazioni agevolate di natura sociosanitaria ordinario, in corso di validità, non superiore a euro 6.000;
- la titolarità dell’indennità di accompagnamento (art. 1, comma 1, della legge 11 febbraio 1980, n. 18) che, qualora sospesa, non consentirà di vedersi riconosciuta la prestazione.
In cosa consiste e quando viene erogata la Prestazione?
La Prestazione Universale sarà erogata con cadenza mensile ed è composta da:
- una quota fissa monetaria, corrispondente all’indennità di accompagnamento di cui all’articolo 1 della legge 11 febbraio 1980, n. 18;
- una quota integrativa, definita “assegno di assistenza”, pari ad euro 850 mensili, finalizzata a remunerare il costo del lavoro di cura e assistenza, svolto da lavoratori domestici con mansioni di assistenza alla persona titolari di regolare rapporto di lavoro, o a remunerare l’acquisto di servizi destinati al lavoro di cura e assistenza, forniti da imprese qualificate nel settore dell’assistenza sociale non residenziale, nel rispetto delle specifiche previsioni contenute nella programmazione integrata di livello regionale e locale.
L’INPS provvederà al monitoraggio della spesa al fine di un’eventuale rideterminazione dell’importo mensile della quota integrativa, qualora si verifichi uno scostamento fra il numero di domande pervenute e le risorse finanziarie individuate dal legislatore.
A cura di Paolo Mantovani
Le novità della Legge di Bilancio 2025 (parte seconda) e le novità nella riscossione delle cartelle esattoriali
Legge di Bilancio 2025 (parte seconda)
La Legge di Bilancio 2025 ha previsto diverse modifiche agli incentivi fiscali per spese inerenti gli immobili, con riguardo al tipo di interventi edilizi agevolabili e alla percentuale di detrazione riconosciuta. Analizziamo in sintesi le principali novità.
Superbonus, Bonus Ristrutturazione, Ecobonus e Sismabonus
Le detrazioni legate al Superbonus potranno ancora essere usufruite nel 2025 solo da chi aveva avviato gli interventi edilizi al 15 ottobre 2024.
Le spese di ristrutturazione o di manutenzione straordinaria delle abitazioni continuano a dare accesso al Bonus Ristrutturazioni nella misura del 50% se si tratta di interventi riferiti alla prima casa, mentre per le seconde abitazioni il bonus scende al 36%. In entrambi i casi, il limite di spesa agevolabile resta di €. 96.000.
Nel 2025 continuano ad essere agevolate anche le spese per migliorare l’efficienza energetica degli edifici (Ecobonus) o la loro maggiore resistenza ai terremoti (Sismabonus) con una detrazione unificata al 50% per tutti gli interventi ammessi, ma anche in questo caso solo se i lavori sono riferiti all’abitazione principale; altrimenti la detrazione riconosciuta è del 36%.
Per gli anni 2026 e 2027 tutte e tre le aliquote (Bonus Ristrutturazione, Ecobonus e Sismabonus) è previsto che scendano al 36% per le prime case e al 30% per le altre.
Tetto massimo alle detrazioni per oneri
Dal 2025 viene introdotto un limite massimo alle detrazioni fiscali per i contribuenti con redditi superiori a 75.000 euro, il cui importo varia in base al numero dei componenti il nucleo familiare. Questo tetto potrebbe limitare la possibilità di usufruire in pieno di eventuali nuovi bonus edilizi.
Sostituzione caldaie
Dal 2025 le caldaie a gas non possono più accedere alle detrazioni fiscali.
Confermato che dall’1/1/2025, non potranno più beneficiare della detrazione le spese sostenute per gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili (come ad esempio le caldaie a gas).
Bonus Mobili e nuovo contributo elettrodomestici
Prorogato al 31/12/2025 il Bonus Mobili e Grandi Elettrodomestici che riconosce una detrazione del 50% entro un limite di spesa di 5.000 euro, nel caso sia stato attivato un intervento di ristrutturazione o manutenzione straordinaria su un’abitazione, a prescindere dal fatto che si tratti o meno di una prima casa.
Per tutti gli elettrodomestici arriva un nuovo incentivo: è stato previsto un contributo all’acquisto senza la condizione di dover fare una contestuale ristrutturazione edilizia, come richiesto per il Bonus Mobili attuale.
I requisiti per usufruirne sono:
- che si tratti di un elettrodomestico “ad alta efficienza energetica”, in classe B o superiore, prodotto in Europa;
- che il vecchio apparecchio sostituito venga smaltito correttamente.
Si tratta di un contributo del 30% del costo, fino a 100 euro per acquisto, che salgono a 200 euro per famiglie con Isee sotto i 25.000 euro. Ogni nucleo familiare potrà beneficiare dell’agevolazione per un solo elettrodomestico.
Terminato il Bonus Verde
Non è stato prorogato al 2025 il cosiddetto Bonus Verde, cioè la detrazione per la sistemazione a verde degli spazi esterni alle abitazioni. Pertanto, la detrazione Irpef del 36% si applica solo alle spese sostenuteentro il 31 dicembre 2024.
Fondo di garanzia mutui per l’acquisto della prima casa
Prorogata per tutto il triennio 2025-2027 la misura che agevola l’accesso al mutuo prima casa, usufruendo della garanzia dello Stato, per alcune categorie: giovani coppie, famiglie numerose e giovani under 36.
Più tempo per la rivendita della precedente “prima casa”
Dall’1/1/2025, chi ha già acquistato un immobile con le agevolazioni della “prima casa”, ma vuole cambiarlo mantenendo l’agevolazione, avrà 2 anni di tempo (e non più un solo anno) per alienare il precedente immobile acquistato con il beneficio delle imposte ridotte, senza perdere l’agevolazione sul nuovo acquisto.
Altre disposizioni di interesse generale introdotte dalla Legge di Bilancio 2025
Bonus bebè: previsto un bonus di 1.000 euro per ogni figlio nato o adottato da gennaio 2025 per famiglie con ISEE non superiore a 40.000 euro annui.
Rafforzati congedi parentali e bonus asilo nido: per i dipendenti è stato ampliato il periodo di congedo parentale indennizzato all’80% a tre mesi complessivi entro il sesto anno di vita del figlio ed esteso il bonus per gli asili nido per i nuclei con redditi ISEE inferiori a 40.000 euro, portando il beneficio a 3.600 euro.
Novità nella riscossione delle cartelle esattoriali
Rateizzazione del debito
A partire dal 2025 aumenta il numero delle rate in cui potrà essere suddiviso un debito in cartella esattoriale.
Le nuove modalità di rateizzazione per i debiti fino a 120.000 euro saranno:
- Dal 2025 al 2026: fino a 84 rate mensili;
- Dal 2027 al 2028: fino a 96 rate mensili;
- Dal 2029: fino a 108 rate mensili.
Per i debitori con difficoltà economica, certificata tramite l’ISEE, l’accesso alle rateizzazioni sarà ancora più flessibile. In questo caso, anche per i debiti superiori a 120.000 euro, sarà possibile richiedere rateizzazioni fino a 120 rate mensili senza necessità di giustificare ulteriormente la propria condizione.
Un decreto specifico del Ministero dell’Economia stabilirà le modalità per verificare la situazione economica dei contribuenti in difficoltà.
Rottamazione e saldo e stralcio: nuove opportunità per ridurre il debito
La riforma estende le misure di rottamazione e saldo e stralcio già introdotte in passato. Queste opzioni permetteranno ai contribuenti in difficoltà di ridurre o addirittura cancellare parte del debito fiscale. In particolare, i debiti che risultano prescritti o difficilmente recuperabili potrebbero essere automaticamente annullati, alleggerendo così il carico fiscale per chi non è in grado di saldare l’intero importo.
Compensazione automatica dei rimborsi fiscali
Una delle novità più rilevanti riguarda la compensazione automatica dei rimborsi fiscali.
In passato, i contribuenti potevano scegliere se utilizzare il rimborso per compensare il proprio debito fiscale. Con la nuova riforma, questa compensazione diventa obbligatoria: l’Agenzia delle Entrate utilizzerà automaticamente il rimborso per coprire il debito esistente. Questo potrebbe risultare problematico per chi aveva bisogno del rimborso per altre necessità urgenti.
Un regolamento che seguirà la riforma stabilirà le modalità dettagliate per attuare questa nuova disposizione.
A cura di Franco Meletti
Le novità del DDL Lavoro e della Legge di Bilancio 2025 (parte prima)
Analizziamo le principali novità introdotte dal DDL Lavoro e dalla Legge di Bilancio 2025.
DDL Lavoro
Dimissioni per fatti concludenti:
- assenze non giustificate oltre il termine previsto dal contratto collettivo applicato al rapporto di lavoro o, in mancanza di previsione contrattuale, superiori a 15 gg;
- esclusione del datore di lavoro dall’obbligo di versare il contributo NASpI;
- impossibilità per il lavoratore di fruire della NASpI.
Contratti a tempo determinato con stagionalità:
- interpretazione più ampia del concetto di stagionalità: ricomprende tutti i casi in cui i contratti collettivi contemplino fattispecie di intensificazione dell’attività lavorativa in determinati periodi dell’anno nonché per esigenze tecnico-produttive o collegate ai cicli stagionali dei settori produttivi o dei mercati serviti dall’impresa.
Patto di prova rapporti a termine:
- (fatte salve le previsioni più favorevoli della contrattazione collettiva) 1 gg di effettiva prestazione ogni 15 gg di calendario a partire dalla data di inizio del rapporto di lavoro;
- per rapporto inferiore o uguale a 6 mesi: minimo 2 gg, max 15 gg;
- per rapporto superiore a 6 mesi ma inferiore a 12 mesi: minimo 2 gg, massimo 30 gg.
Smart working:
- comunicazione al Ministero del Lavoro, in via telematica, entro 5 giorni dalla data di avvio del periodo (oppure entro i 5 giorni successivi alla data in cui si verifica un evento che modifica la durata o provoca la cessazione del periodo di lavoro svolto in modalità agile).
Pagamento dilazionato dei debiti contributivi:
- a decorrere dal 1° gennaio 2025: possibilità di rateizzare i debiti contributivi, i premi e gli accessori di legge dovuti a INPS e INAIL e non affidati agli agenti della riscossione, fino ad un massimo di 60 rate mensili;
- si attende la pubblicazione di un decreto ministeriale per la precisa definizione dei casi nei quali è consentita tale forma di dilazione, dei requisiti, dei criteri e delle modalità (inerenti anche al versamento).
Conciliazioni telematiche:
- modalità telematica mediante collegamenti audiovisivi;
- obbiettivo: agevolare l’accesso ai servizi di conciliazione e ridurre i costi mantenendo comunque l’affidabilità delle procedure in atto.
Legge di Bilancio 2025: novità parte prima
Taglio del cuneo fiscale e contributivo:
destinato anche a chi ha retribuzioni fino a 40.000 euro, con un meccanismo di graduale riduzione dei benefici:
- bonus per le retribuzioni fino a 20.000 euro calcolato in base a diverse percentuali:
7,1 % per i redditi di lavoro dipendente non superiore a 8.500 euro
5,3 % tra gli 8.500 e i 15.000 euro
4,8 % oltre i 15.000 euro;
- aumento delle detrazioni per il lavoro dipendente pari a 1.000 euro fino a 32.000 euro che si riduce sempre di più oltre questa soglia fino ad azzerarsi ai 40.000 euro.
Conferma delle tre aliquote IRPEF:
- ipotesi di una ulteriore riduzione dell’imposizione fiscale legata al successo del concordato preventivo biennale.
Autovetture assegnate ad uso promiscuo:
dal 1° gennaio 2025, si ridefiniscono le percentuali da applicare alla percorrenza convenzionale di 15.000 km annui moltiplicata per il costo desumibile dalle tabelle ACI. L’obiettivo è incentivare la diffusione di autovetture con minor impatto ambientale.
- Per autovetture assegnate fino al 31 dicembre 2024:
| Valore di emissione CO2 | % di valorizzazione |
| Fino a 60 g/km | 25% |
| Superiori a 60 g/km ma non a 160 g/ km | 30% |
| Superiori a 160 g/km ma non a 190g/km | 50% |
| Superiore a 190 g/km | 60% |
- Per autovetture assegnate dal 1° gennaio 2025:
| Tipo di alimentazione | % di valorizzazione |
| Veicoli elettrici | 10% |
| Veicoli plug – in ibridi | 20% |
| Altri veicoli | 50% |
Le nuove percentuali si applicheranno solo ai veicoli immatricolati dopo il 1° gennaio 2025.
Tracciabilità di tutte le spese di trasferta:
- obbligatoria dal 1° gennaio 2025;
- tracciabilità, durante la trasferta, delle spese di trasporto e viaggio tramite mezzi pubblici non di linea (es. taxi e noleggio con conducente) e delle spese di vitto e alloggio sostenute da lavoratori dipendenti e collaboratori;
- mezzi di pagamento tracciabili: bonifico bancario o postale, carte di credito e di debito, carte prepagate, assegni bancari o circolari;
- lo stesso principio della tracciabilità vale per la deduzione delle spese di rappresentanza per le imprese e delle spese dei lavoratori autonomi addebitate al cliente;
- spese pagate in contanti: non deducibili ai fini IRES, IRPEF e IRAP.
Maxi deduzione per le assunzioni:
- confermata per un triennio.
Ires premiale:
- legata a investimenti e assunzioni;
- riduzione dell’aliquota di 4 punti percentuali: dal 24 al 20;
- le condizioni per potervi accedere:
-rinuncia da parte dell’impresa alla cassa integrazione per gli anni 2024 e 2025, ad eccezione dell’integrazione salariale ordinaria corrisposta per eventi transitori e non imputabili all’impresa o ai dipendenti;
-avere una media degli occupati negli anni 2022, 2023 e 2024 non inferiore a quelli del 2025;
-numero di assunzioni con contratto a tempo indeterminato tale da registrare un aumento dell’occupazione, in misura pari almeno all’1 % del numero di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato;
-garantire il mantenimento dell’80 % degli utili in azienda per il periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2024, con un reinvestimento minimo del 30 % in beni strumentali di Transizione 4.0 o 5.0.
Congedo parentale:
- tre mesi indennizzati all’80 %.
Decontribuzione per le lavoratrici madri:
- confermata in presenza di due figli, ma con requisiti più restrittivi;
- estensione anche alle lavoratrici autonome che non applicano il forfettario.
Revisione accesso alla NASpI:
- per coloro che nei 12 mesi precedenti hanno interrotto volontariamente un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Saranno necessarie 13 settimane di contribuzione dall’ultimo evento di cessazione del rapporto di lavoro.
Apprendistato:
- stanziate risorse per il finanziamento dell’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale e per i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento.
Pensioni:
- confermate Quota 103, Ape Sociale, Opzione Donna:
| Pensione | Età | Anni contributi | Altro |
| Quota 103 | 62 | 41 | Finestra di 7 mesi per i dipendenti privati
Finestra di 9 mesi per i dipendenti pubblici Tetto massimo al valore lordo mensile dell’assegno
|
| Ape Sociale | 63/53 | 32/36 | Cumulabile solamente con redditi da lavoro autonomo occasionale nel limite di 5.000 euro
Per le madri riduzione del requisito contributivo di 1 anno per ogni figlio (massimo 2 anni)
|
| Opzione donna | 61 | 35 | 60 anni d’età con un figlio
59 anni d’età con 2 o più figli oppure se licenziate/dipendenti di aziende in crisi
|
| Pensione anticipata
Sistema contributivo |
64 | 20 | Importo almeno 3 volte l’assegno sociale (2,8 per le donne con 1 figlio e 2,6 per le donne con 2 o più figli) |
A cura di Paolo Mantovani
Omaggi natalizi ai clienti
In occasione delle festività, molti soggetti commerciali hanno la consuetudine di annunciare l’arrivo del Natale ai propri clienti con omaggi, quali regali e cesti natalizi.
Nonostante nel corso del 2024 non siano intervenute modifiche normative rispetto al 2023, si ritiene utile dettare un pratico riepilogo delle tipologie più frequenti.
L’acquisto di beni non oggetto dell’attività d’impresa ceduti gratuitamente a soggetti esterni, quali clienti, fornitori ma anche rappresentanti o collaboratori non legati alla società da rapporti di lavoro subordinato, purché qualificati come spese di rappresentanza (ovvero: sostenute con finalità promozionali e di pubbliche relazioni; ragionevoli in funzione dell’obiettivo di generare benefici economici; coerenti con gli usi e le pratiche commerciali del settore), ha un trattamento fiscale differente a seconda del costo unitario del bene ceduto.
Trattamento fiscale per le imprese
Per gli omaggi con costo unitario pari o inferiore a €50:
- l’iva d’acquisto è interamente detraibile nell’esercizio;
- ai fini delle imposte sui redditi la spesa è integralmente deducibile.
Per gli omaggi con costo unitario superiore a €50:
- l’iva d’acquisto è totalmente indetraibile;
- ai fini delle imposte sui redditi la deducibilità della spesa è consentita nel limite massimo della percentuale fissata in base all’ammontare dei ricavi, differente a seconda delle dimensioni dell’ impresa erogante (1,5% dei proventi della gestione caratteristica per le imprese con ricavi fino a €10milioni; percentuali inferiori se l’impresa consegue ricavi maggiori).
Trattamento fiscale per i lavoratori autonomi e professionisti
Per i lavoratori autonomi, professionisti ed esercenti arti e professioni che acquistano beni per cederli in omaggio a soggetti esterni, valgono le stesse regole delle imprese ai fini dell’imposta sul valore aggiunto. Pertanto se il valore imponibile del bene ceduto è inferiore a € 50, scontano la piena detrazione dell’imposta, mentre oltre i €50 l’Iva è totalmente indetraibile.
Ai fini delle imposte sui redditi invece il costo sostenuto per l’acquisto degli omaggi costituisce spesa di rappresentanza, indipendentemente dal valore del bene e la sua deducibilità è totale fino al limite dell’1% dei proventi incassati nel periodo di imposta.
Considerazioni sugli omaggi
Per la quantificazione del valore dell’omaggio ceduto, è bene ricordare che se lo stesso è rappresentato da più beni costituenti un’unica confezione, come la tipica cesta di Natale, è necessario considerare il costo dell’intera confezione e non quello dei singoli componenti.
È quindi indetraibile l’IVA relativa all’acquisto di un cesto di costo superiore a €50 nonostante sia composto da beni di costo unitario inferiore a tale limite.
La cessione degli omaggi non oggetto dell’attività d’impresa è irrilevante ai fini IVA (fuori campo IVA) a prescindere dall’ammontare del costo unitario e dal soggetto erogante, impresa o lavoratore autonomo.
A cura di Elisa Ghelfi
Scadenza versamento IMU secondo semestre 2024
L’IMU (Imposta Municipale Unica) è un’imposta comunale sulle proprietà immobiliari, che grava su coloro che possiedono fabbricati di qualunque tipo, terreni agricoli e aree edificabili.
Sono esonerati solo i proprietari di un’unica abitazione utilizzata come prima casa e relative pertinenze quali garage e cantina. Non si applica alcun esonero nel caso di abitazioni classificate come “di lusso”.
Si tratta di un’imposta di natura patrimoniale calcolata in base alla rendita catastale, ovvero al valore attribuito dal catasto ad ogni immobile, eccetto le aree edificabili che hanno una valorizzazione più articolata.
Ogni Comune delibera annualmente le aliquote da applicare alle varie categorie di immobili e può prevedere situazioni particolari che beneficiano di agevolazioni.
Il pagamento dell’IMU può essere effettuato in due rate semestrali, che devono tener conto della situazione degli immobili aggiornata a ciascun semestre dell’anno in corso.
La scadenza per il versamento della rata relativa al secondo semestre dell’anno 2024 è fissata a lunedì 16 dicembre 2024.
Principali modifiche immobiliari che possono incidere sull’importo della seconda rata dell’IMU
Nel corso dell’anno potrebbero essersi verificate modifiche relative agli immobili, che possono influire sull’importo dell’IMU da versare entro il 16 dicembre 2024.
Tra queste modifiche rientrano:
-acquisti di nuovi immobili;
-vendite di immobili;
-eredità;
-nuovi accatastamenti al termine di lavori edilizi;
-richieste di variazioni catastali;
-inizio/cessazione di contratti di locazione;
-trasferimenti di residenza;
-variazioni aventi ad oggetto aree edificabili.
Invitiamo pertanto i clienti, che non avessero ancora comunicato ai nostri uffici eventuali modifiche intervenute sugli immobili nell’anno 2024, a farlo quanto prima, al fine di consentire l’aggiornamento del calcolo dell’imposta dovuta.
Novità IMU del 2024
I fabbricati distrutti o diventati inagibili a causa degli eventi sismici del 2012 sono stati esonerati dal versamento dell’IMU fino al 31/12/2023, ma dal 2024 dovranno versare l’imposta.
Il calcolo dell’importo dovuto è differente in base alla situazione catastale e di fatto dell’immobile:
- se è ancora inagibile ed iscritto in catasto con rendita, l’IMU è dovuta con la riduzione del 50% rispetto all’importo ordinario calcolato in base alla rendita catastale;
- se è in corso di ristrutturazione o se è stato accatastato in categoria F/2 dovrà essere tassato il valore dell’area fabbricabile. In tali casi occorrerà richiedere ad un tecnico i dati da utilizzare per il calcolo (superficie e valore a mq). Ogni Comune potrà prevedere modalità di conteggio specifiche.
A cura di Franco Meletti
Secondo acconto imposte 2024
Come era già stato per il 2023, con comunicato diffuso dal Ministero dell’Economia in data 27 novembre 2024, si specifica che il Parlamento ha approvato un emendamento che prevede il rinvio per il versamento del secondo acconto delle imposte sui redditi.
Contenuto dell'emendamento
Tale emendamento prevede:
per i titolari di partita IVA che nell’anno precedente, quindi il 2023, hanno dichiarato ricavi o compensi di ammontare non superiore a 170 mila euro,
la proroga al 16 gennaio 2025 del termine per il versamento del secondo acconto delle imposte sui redditi, in scadenza il prossimo 2 dicembre.
Si sottolinea che la proroga non riguarda il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali (INPS) e dei premi assicurativi dovuti all’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) che rimangono da versare entro il termine ordinario del 2.12.2024.
I contribuenti che ricadono in questo beneficio potranno quindi effettuare il versamento del secondo acconto in unica soluzione, il 16/01/2025, oppure in cinque rate mensili di pari importo, da gennaio a maggio 2025.
Si tratta comunque di una facoltà, un’opzione aggiuntiva e non obbligatoria, in quanto è possibile per i contribuenti rispettare la scadenza originaria del 2.12.2024 qualora abbiano già predisposto le deleghe di pagamento. In questo caso, non è necessario modificare nulla.
Soggetti esclusi dall'emendamento
Dalla proroga, prevista dall’emendamento, rimangono quindi esclusi:
- persone fisiche non titolari di partita Iva (come i soci di società di persone o di capitali);
- persone fisiche titolari di partita Iva che, con riferimento all’anno 2023 hanno dichiarato ricavi o compensi superiori 170mila euro;
- i soggetti diversi dalle persone fisiche (ad esempio le società di capitali e gli enti non commerciali);
- i collaboratori familiari e il coniuge del titolare d’impresa (a meno che anch’essi siano titolari di partita Iva).
Per questi soggetti rimane invariata la scadenza originaria del secondo acconto, fissata al 30.11.2024 e automaticamente prorogata al 2.12.2024 poiché cade di sabato. Essi dovranno seguire la regola generale: la non rateizzazione del secondo acconto che dovrà quindi essere saldato in un’unica soluzione.
Da ricordare:
Il secondo acconto delle imposte è dovuto sulla base di quanto emerso dalla dichiarazione dei redditi 2024 relativa ai redditi 2023, non solo per i titolari di partita IVA, ma anche per i dipendenti e pensionati che hanno chiuso la dichiarazione annuale a debito e può essere calcolato con il metodo storico o il metodo previsionale.
Quest’anno, a quanto già riportato, si affiancano le novità che riguardano le partite iva che hanno aderito al concordato preventivo biennale: per tali soggetti il calcolo del secondo acconto segue particolari regole.
A cura di Elisa Ghelfi
Bonus Natale 2024
Il Bonus Natale è un’indennità di € 100,00 riconosciuta ai lavoratori subordinati che rispettano determinati requisiti di reddito e familiari. L’importo sarà erogato dal datore di lavoro in corrispondenza con la tredicesima mensilità o gratifica natalizia.
Beneficiari del bonus
Per accedere al Bonus Natale è necessario che vengano soddisfatti i seguenti 3 requisiti:
- Avere un reddito complessivo annuo non superiore a € 28.000,00 calcolato per l’anno fiscale 2024.
E’ escluso solo il reddito dell’abitazione principale.
- Presenza di almeno 1 figlio a carico, anche se nato fuori dal matrimonio, riconosciuto, adottivo, affiliato o affidato. Ne può avere diritto anche chi ha un figlio fiscalmente a carico e appartiene ad un nucleo monogenitoriale.
Secondo l’art. 12 del TUIR, un familiare è considerato a carico se il reddito complessivo non supera € 2.840,51 ovvero € 4.000,00 per figli di età fino a 24 anni, indipendentemente dalla fruizione dell’Assegno Unico e Universale.
- Capienza fiscale: IRPEF lorda determinata sui redditi da lavoro dipendente (con esclusione di pensioni e di assegni a esse equiparati), percepiti dal lavoratore, d’importo superiore a quello delle detrazioni spettanti.
L’indennità non è condizionata dalla presenza di un coniuge a carico.
Non può essere percepita da entrambi i membri di una coppia (coniugati o conviventi). In caso di requisiti soddisfatti da entrambi i lavoratori, il bonus spetta a uno solo degli aventi diritto.
Domanda del lavoratore
L’erogazione del bonus non è automatica: il riconoscimento è subordinato dalla presentazione di un’apposita richiesta scritta al proprio datore di lavoro – con esplicita indicazione del codice fiscale dei figli.
Per i lavoratori con più contratti part-time, l’indennità sarà corrisposta dal sostituto d’imposta indicato dal lavoratore stesso, a cui dovranno essere fornite tutte le informazioni necessarie per il calcolo del bonus.
L’indennità è rapportata al periodo di lavoro nell’anno d’imposta 2024, con riferimento al numero di giorni di detrazione fiscale che hanno determinato l’imposta durante l’anno fiscale.
Erogazione dell'indennità
Il Bonus Natale verrà essere corrisposto in busta paga con la tredicesima mensilità, oppure in sede di presentazione del modello 730/2025 relativo all’anno di imposta 2024 in caso di cessazione dell’attività lavorativa nel corso 2024, fermo restando il rispetto dei requisiti. Per coloro che percepiscono la tredicesima mensilità, il bonus verrà erogato unitamente al cedolino di dicembre 2024.
Il datore di lavoro anticipa l’importo spettante e lo porta in compensazione nel modello F24 utilizzando i codici tributo segnalati dall’Agenzia Delle Entrate.
Lo Studio è a disposizione per la necessaria assistenza in merito.
A cura di Paolo Mantovani
Novità: Detrazioni da interventi edilizi su immobili
Bonus ristrutturazione, Ecobonus e Superbonus rimangono anche per il 2025, ma con modifiche che limitano l’agevolazione e chi ne potrà usufruire.
Bonus ristrutturazione
La Manovra 2025, approvata dal Consiglio dei ministri e ora in discussione alle Camere, prevede una proroga alle stesse condizioni del 2024 del bonus ristrutturazioni: detrazione del 50% fino ad un tetto massimo di spesa di 96 mila euro da ripartire in dieci quote annuali, ma limitatamente alle prime case, mentre per le seconde case già dal 2025 la percentuale sarà del 36%, con una spesa massima ridotta a 48 mila euro fino al 2027. Successivamente la detrazione scenderà al 30%.
Il bonus ristrutturazioni si applica a una vasta gamma di interventi:
- Manutenzione straordinaria, restauro, ristrutturazione;
- Sostituzione di infissi e serramenti;
- Interventi per la realizzazione di autorimesse o posti auto;
- Interventi di risparmio energetico;
- Installazione di sistemi di allarme, inferriate, serrature di sicurezza, porte blindate;
- Installazione di ascensori, montacarichi e servoscala;
- Rimozione delle barriere architettoniche;
- Bonifica dell’amianto.
Eco bonus
Prorogato anche l’ecobonus ordinario per i lavori di riqualificazione energetica.
Cambiano le percentuali del bonus che, in base al tipo di intervento, fino al 2024 sono del 50% e del 65%. Nel 2025 invece le aliquote scenderanno al:
- 50% per le abitazioni principali;
- 36% per le seconde case.
Sisma bonus
Gli interventi per la messa in sicurezza dell’edificio dal rischio sismico prevedono detrazioni dal 70% all’85% fino al 2024; mentre nel 2025 subiranno un taglio delle percentuali di detrazione, venendo ricompresi all’interno del bonus ristrutturazioni.
Pertanto, le detrazioni scendono al:
- 50% se i lavori sono effettuati sull’abitazione principale;
- 36% se sono effettuati su seconde case.
Superbonus
Il superbonus, che ha permesso fino al 2023 una maxi detrazione del 110% per le spese volte al miglioramento dell’efficienza energetica dell’immobile, alla riduzione del rischio sismico e all’installazione di impianti fotovoltaici, era già stato ridotto al 70% da gennaio 2024. Nel 2025 subirà un’ulteriore riduzione al 65%, anche se è riservato solo a coloro che hanno avviato i cantieri entro il 15 ottobre 2024.
Bonus mobili
La Manovra 2025 proroga anche il bonus mobili, che consente di detrarre il 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 5 mila euro per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati a case oggetto di ristrutturazione.
Abbattimento barriere architettoniche
Le spese per l’abbattimento delle barriere architettoniche relative all’installazione di ascensori, servoscala, rampe e piattaforme elevatrici manterranno una detrazione del 75% se sostenute entro il 31 dicembre 2025.
L’agevolazione viene riconosciuta in cinque quote annuali di pari importo.
I limiti di spesa vengono modulati in base alla composizione dell’edificio su cui sono eseguiti gli interventi.
Bonus giardini anche nel 2025?
Fino ad ora il beneficio non è stato prorogato dalla Legge di Bilancio 2025.
Ricordiamo che consiste nella detrazione Irpef del 36% fino a un massimo di 5 mila euro sui costi sostenuti per la sistemazione e la realizzazione di giardini e terrazzi, impianti di irrigazione, pozzi, l’acquisto di piante e costi per grandi potature.
Bonus mobili: confermata la detrazione del 50%
La Manovra 2025 proroga anche il bonus mobili, che consente di detrarre il 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 5 mila euro per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati a case oggetto di ristrutturazione.
A cura di Franco Meletti
Adeguamenti catastali Superbonus
Negli ultimi tempi si è parlato molto delle implicazioni fiscali delle ristrutturazioni legate al Superbonus, in particolare riguardo alle modifiche delle rendite catastali che probabilmente porteranno all’aggiornamento degli archivi catastali.
Quali sono le nuove disposizioni
Secondo le nuove disposizioni, i proprietari di immobili che hanno beneficiato del Superbonus 110% dovranno comunicare eventuali aumenti di valore al catasto. Saranno oggetto di verifica anche gli immobili “fantasma”, ossia non registrati, e quelli che hanno ricevuto interventi finanziati con fondi pubblici.
L’obiettivo di questa misura è allineare il valore catastale degli immobili con gli incrementi derivanti dai lavori di ristrutturazione, comportando di conseguenza un adeguamento dell’IMU e di altre imposte locali. Tale aggiornamento avrà inevitabilmente un impatto sulle imposte per i proprietari.
La riforma del catasto: una questione pendente da anni
La riforma del catasto è una questione pendente da anni e la sua attuazione comporta non poche sfide. Il sistema catastale attuale, infatti, risulta obsoleto e spesso causa disuguaglianze nella tassazione, in particolare tra immobili situati in zone centrali, che presentano rendite catastali inferiori rispetto a quelli in periferia.
Il Ministero dell’Economia ha chiarito che l’adeguamento del valore catastale riguarderà esclusivamente gli immobili che hanno usufruito del Superbonus, escludendo quelli che hanno beneficiato di detrazioni ordinarie. In pratica, circa 500.000 edifici, pari al 4% del patrimonio edilizio nazionale, saranno coinvolti.
Inoltre, è importante sottolineare che l‘incremento dell’IMU riguarderà principalmente le seconde case, poiché la prima abitazione rimarrà esente (almeno per il momento). Dopo aver effettuato un’attenta valutazione della situazione dei propri immobili interessati dal Superbonus 110% a cura di un geometra di fiducia,
lo Studio M&W sarà a disposizione per analizzare le implicazioni fiscali derivanti da queste modifiche.
A cura di Lorenzo Merli
I requisiti cardine dell'impresa familiare
Cosa si intende per impresa familiare?
L’impresa familiare è un istituto del diritto civile e tributario introdotto per la prima volta con la riforma del diritto di famiglia del 1975 i cui riferimenti normativi fondamentali sono l’articolo 230 bis del Codice civile e l’articolo 5 del TUIR.
Si tratta di un’ impresa individuale in cui i familiari dell’imprenditore collaborano nello svolgimento dell’attività aziendale e i cui requisiti sono:
- Natura continuativa dell’apporto lavorativo prestato dai soggetti coinvolti, purché non in forma di lavoro dipendente, di lavoro autonomo, di partecipazione in società, di associazione in partecipazione, di impresa coniugale;
- Esistenza di un rapporto di coniugio, parentela o di affinità del singolo collaboratore con il titolare dell’impresa.
In merito al primo requisito ne deriva che l’apporto lavorativo deve essere continuativo e da tale rapporto scaturiscono dei diritti in capo ai familiari quali il diritto alla partecipazione agli utili dell’impresa familiare, il diritto alla partecipazione agli incrementi dell’azienda, il diritto di prelazione nell’ipotesi di cessione dell’azienda.
In merito al secondo requisito possono considerarsi familiari dell’imprenditore il coniuge, i parenti entro il terzo grado diretto o indiretto, gli affini entro il secondo grado.
Si precisa che con l’entrata in vigore della L.76/2016 le disposizioni in materia d’impresa familiare sono state estese anche alle unioni civili tra persone dello stesso sesso e sono state regolamentate anche le prestazioni di lavoro rese in favore del convivente “more uxorio”.
Impresa familiare dal punto di vista fiscale
Dal punto di vista fiscale, per godere dei benefici dati dalla costituzione dell’impresa familiare, deve essere redatto un atto pubblico o una scrittura privata autenticata prima dell’inizio del periodo d’imposta. Nell’atto devono essere indicati i nominativi dei familiari che lavorano nell’impresa e che prestano un’attività lavorativa a carattere continuativo e prevalente.
Il reddito dell’impresa familiare è ripartito tra titolare e collaboratori: al titolare spetta almeno il 51% del reddito dell’impresa, mentre ai collaboratori spetta la parte restante in proporzione al lavoro effettivamente prestato.
I costi per la costituzione dell’impresa familiare sono alquanto contenuti, e questo rappresenta un indubbio vantaggio assieme alla possibilità di dividere il reddito prodotto dall’impresa con i familiari, in proporzione all’attività che gli stessi effettivamente svolgono.
A cura di Emanuela Sorrentino











